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Da Amazon a Facebook, cosa sta accadendo nel mondo dell’editoria digitale indipendente


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Avrete sicuramente letto le notizie riguardanti la clamorosa battuta d’arresto delle vendite di ebook. Tutti parlano di una rivincita della carta stampata, ma il dato riguarda soprattutto i grandi editori, Hachette, HarperCollins, Simon & Schuster, che dopo aver preteso di rimanere esenti dagli sconti imposti dagli store di Amazon, ne hanno poi subito le conseguenze.

Per fortuna, il mercato degli ebook non è fatto solo dai grandi marchi. Secondo AuthorEarnings, i titoli autopubblicati generano su Amazon un fatturato di quasi mezzo miliardo di dollari, rappresentando il 38% del totale degli ebook scaricati. Quest’anno il più venduto sullo store è stato proorio l’ebook autopropdotto dallo svedese Carl-Johan Ehrlin, “The Rabbit Who Wants to Fall Asleep”.

E per darvi un’idea ancora più chiara di quanto stia crescendo il self-publishing, solo negli ultimi cinque anni, la piattaforma Smashword ha immesso sul mercato 350.000 mila libri, dando spazio ad oltre un centinaio di migliaia tra autori e piccoli editori indipendenti.

Autopubblicati e rivenditori online sono riusciti in questi anni ad instaurare quello che si dice un rapporto “win win”, che ha permesso ai primi di inventarsi imprenditori (non più scrittori falliti) e ai secondi di crescere nelle preferenze di acquisto dei consumatori.

Nuovi attori, come Kobo o iBooks di Apple, hanno così iniziato a scalfire il predominio di Amazon, che dal canto suo tenta di conservare il 65% delle quote di mercato chiudendo gli autori in un recinto. Lo fa già con gli audiolibri, imponendo royalty e prezzi delle vendite su Audible, e sta replicando il modello con Kindle Select.

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In cambio dell’esclusiva sulla distribuzione, il programma offre agli autori un forte vantaggio in termini di visibilità e merchandising. Di fatto, tramite Select, Amazon si arroga anche il diritto di stabilire quali ebook devono essere letti, contribuendo ad appiattire ulteriormente l’offerta in settore che, come abbiamo visto, cresce solo se gli autori hanno la possibilità di creare una rete diversificata di distribuzione e gestire il flusso delle entrate.

Da quando è stato introdotto gli autori hanno visto le vendite scendere del 50%.

Chi può fermare questa tendenza?

Di certo non Barnes & Noble, che non riesce a far decollare la piattaforma di self-publishing NooK Press e di recente ha anche chiuso tutti i punti di vendita internazionali, ad eccezione del Regno Unito.

Nemmeno Google Play, che con il suo modello di vendita wholesale impedisce agli autori di stabilire autonomamente i prezzi dei libri; per non parlare dei problemi con la pirateria.

L’unico vero competitor di Amazon resta Apple che con l’applicazione di lettura iBooks rende i libri immediatamente disponibili su gli schermi di 1 miliardo di dispositivi.

“Pensate che opportunità per i paesi in via di sviluppo”, suggerisce Mark Coker, “dove le persone hanno telefoni cellulari prima dell’acqua corrente e dell’elettricità, e ora hanno accesso a libri che non sarebbero stati a loro disposizione prima”.

Il fondatore di Smashwords sostiene che, negli ultimi due anni, il 45% delle vendite attraverso iBooks sono avvenute al di fuori degli Stati Uniti, il che lascia sperare sullo sviluppo di un mercato globale degli ebook indipendenti, grazie proprio ai telefoni cellulari.

Infine c’è Mark Zuckerberg, che da quando ha dichiarato il 2015 anno dei libri, lanciando il suo club della lettura su facebook, ha fatto pensare che in qualche modo volesse testare il mercato.

Di quanto e come Facebook stia influenzando il settore degli ebook ci occuperemo nel prossimo appuntamento. Intanto, aspetto i vostri commenti.

Cosa ne pensate di Kindle Select?
Dareste l’esclusiva sulla vendita dei vostri ebook, oppure pensate come Coker che un autore indipendente ha il diritto di decidere come i propri libri devono essere venduti?

ABOUT THE AUTHOR
Blogger, Seo copywriter e Web editor. Autrice delle Guide alla Letteratura 2.0, per aspiranti scrittori e self-publisher.
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