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La cultura che muore, ovvero la storia di una biblioteca che chiude


La biblioteca in questione è quella della mia città – città d’adozione, ché io sono padovana – ovvero l’Accademia dei Concordi di Rovigo. La notizia (sebbene non del tutto inaspettata) mi ha causato un mix di stordimento, dolore, incredulità e rabbia.
Tanta rabbia.

 Sullo stato dell’Accademia dei Concordi e dei servizi che offre, a rischio per l’alta esposizione debitoria a causa dei contributi non elargiti dal Comune, il sindaco Bruno Piva aveva dichiarato ieri, venerdì 27 giugno: “Vogliamo modificare il contratto, passando dall’attuale contributo ad una posta di bilancio”.

Intanto che l’amministrazione pensa come fare il Consiglio direttivo dell’Accademia ha deliberato la chiusura del servizio pubblico di biblioteca, sala studenti e sala lettura dei giornali comprese, a partire dal prossimo 7 luglio e sino a quando il Comune di Rovigo non ottempererà a quanto contrattualmente previsto e legittimamente richiesto, ovvero l’assegnazione effettiva dell’importo sopra indicato, anche rateizzato;

Mancano i fondi, e la cosa si trascina da tanto, troppo tempo. Così, la biblioteca di Rovigo chiude. Una biblioteca con un numero altissimo di testi, di grande rilevanza sul territorio, è costretta a cessare il servizio.
Non ho parole per commentare la notizia, solo un’immensa amarezza e una rabbia altrettanto vasta. Su Facebook è nata una pagina di protesta, intitolata Accademia dei Concordi – La cultura non può morire che nel giro di 24 ore ha raccolto quasi 4000 like.

Non so quanto possa servire, ma voglio ugualmente unire la mia voce e quella di Writer’s Dream a quella della protesta per la chiusura della nostra biblioteca.

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4 Comments
  • Reply

    Mi dispiace sempre quando una biblioteca viene chiusa, di qualunque genere sia. Io credo che in futuro però questa triste fine sarà un pò comune a tutte, perchè adesso con l’avvento degli ebook si creerà una biblioteca online, che già in parte esiste, e addio scaffali. Mi dispiace tantissimo 🙁

  • Massimiliano
    Reply

    Io ne vorrei aprire una, ma tanti mi hanno detto “Non ora” a causa della crisi.

  • Reply

    Anche la biblioteca della mia città (da cui ho preso il mio primo libro) ha dovuto chiudere qualche anno fa. I libri che conteneva, se non erro, sono stati distribuiti alle scuole del territorio, libri che però possono essere letti solo dagli studenti (ovvero solo da me). È davvero una cosa triste non avere una biblioteca in città.

  • Reply

    Mi unisco anch’io alla protesta. Non è giusto che una biblioteca così importante chiuda i battenti in questo modo.

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