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I consigli di lettura #2


Ed eccoci qui, puntuali come un orologio svizzero con il nostro secondo appuntamento sui consigli di lettura. Questa volta, in direttissima dal nostro amato Forum arrivano freschi freschi altri suggerimenti su libri che, per nessun motivo, possiamo perdere!

Milan Kundera – La vita è altrove

Editore: Adelphi
Genere: Narrativa

(suggerito da Mrs Dalloway)

Kundera prende in prestito un’espressione di Rimbaud per affrontare il tema controverso della poesia e del suo rapporto con le rivoluzioni. Se, infatti, gioventù, poesia e rivolta possono sembrare aspetti di un’unica essenza, ciò che Kundera sembra voler affermare con forza è che “la vita è altrove”. L’esperienza del protagonista, Jaromil, definito ironicamente “il poeta”, è continuamente paragonata con quella di poeti famosi e leggendari come Shelley, Rimbaud, Byron, Lermontov, tutti giovani di grande talento legati nei modi più diversi a vicende rivoluzionarie.  Jaromil, seppure dotato di un certo talento, è tuttavia un personaggio mediocre, succube della madre, incapace di instaurare un rapporto sano e duraturo con altre donne, continuamente in cerca d’approvazione da parte dei potenti.  Sullo sfondo la rivoluzione socialista, le sue vittime, il clima di delazione da essa instaurato.  Come nella maggior parte delle sue opere Kundera è del tutto estraneo alle regole classiche della finzione letteraria e si rivolge spesso e sorprendentemente al lettore, dialogando con lui e rendendolo partecipe della vicenda.

Eldorado, di Vladimir Luxuria

Editore: Bompiani
Genere: Narrativa con contenuti LGBT

(suggerito da Frà)

Strutturata in differenti piani temporali, la storia raccontata è quella di Raffaele, un cabarettista che si traveste impersonando la nonna Wanda. A causa di un’aggressione Raffaele ha modo di raccontare la sua vita, e soprattutto del sua giovinezza, quando ebbe modo di ritrovarsi a esibirsi con Franz e Karl, nella Berlino del nazismo, al locale Eldorado. Durante l’esibizione irruppero le SS, e mentre Raffaele, fortunosamente, venne rimpatriato i due fratelli finirono tragicamente in un campo di concentramento come “Triangoli Rosa”. Con un continuo rimando agli avvenimenti dell’oggi e un collegamento col passato, Raffaele recupera i ricordi e la tragca fine dei suoi amici, per rendergli onore ai posteri, come avrebbero meritato. La prosa è realistica, ben strutturata e accattivante, il libro si fa leggere con piacere. Pur affrontando un tema, l’omocausto, di cui tanto si è fatto ma ben poco diffuso, l’autrice è riuscita a non essere eccessivamente banale nella narrazione. Come lettura, è stata una bella sorpresa.

Macnovicina – Alberto Piccitto

Editore: Zero in Condotta
Genere: Narrativa

(suggerito da Bradipino)

Uno spettro si aggira per l’Italia.
No, non è quello del comunismo.
È Augusto, rivoluzionario anarcomarxista fallito, cinquantenne rimasto graniticamente fermo e coerente agli anni ’70, riciclatosi spacciatore di cocaina per distruggere attraverso di essa la borghesia preparando così il terreno alla futura guerra di classe.
Le sue granitiche convinzioni non gli consentono però di capire di non essere altro che un ingranaggio piccolo di un’evanescente “azienda” che punta ad accumulare ricchezze e potere.
Così è al settimo cielo quando viene scelto per sperimentare la vendita di una nuova sostanza simile alla cocaina, ma cento volte più potente.
Lui la battezza Macnovicina, in onore dell’anarchico ucraino Nestor Makhno.
Viene quindi introdotto nel bel mondo e da qui parte il suo piano rivoluzionario: inondare esponenti bene in vista dell’alta borghesia di Macnovicina per rendere completamente incoerenti le loro azioni e spingere così il proletariato al definitivo salto di qualità nella lotta di classe.

Un libro scorrevolissimo le cui centosettantasei pagine si leggono agevolmente in un paio d’ore, facendo volare il lettore in un dorato mondo pieno di
Citazione
imprenditori senza scrupoli, politici interessati solo all’immagine, calciatori senza talento e preti dediti all’evangelizzazione dei ricchi
che sembra un ritratto fedele del sottobosco che si muove attorno ai volti noti della società italiana.

I personaggi sono ben tratteggiati, le loro motivazioni sono discretamente approfondite ed emergono soprattutto dalle loro azioni. Nonostante sia presente la tentazione di rendere ogni personaggio a una dimensione e quindi ridurli a macchiette, l’autore riesce a dare l’adeguato spessore a ogni personaggio che vediamo muoversi sulla scena.
Alla fine del libro ci potremmo anche affezionare ad Augusto, roccia immutabile immersa in un oceano mare che cambia continuamente.

Stilisticamente il libro è ben fatto, si vede la presenza di un’attenzione particolare per la sintassi e le ripetizioni. Quindi niente da segnalare, a parte un errore di stampa per cui in una pagina un personaggio cambia nome.

La passione di Ornella – Nina Vanigli

Editore: Lettere Animate
Genere: Erotico

(suggerito da Frà)

In un eterno, lascivo gioco di attrazione e voglia, Ornella diventa succube, sin dal primo incontro, di Alessandro, il quale la rende totalmente schiava e dipendente da sé e dall’erotismo. Una schiavitù che comporta alla donna la perdita di dignità costante, in discesa. Quando il gioco si fa troppo duro, Ornella, temendo per la propria incolumità, cercherà di allontanarsi dal suo partner/padrone. Inizierà così per lei un percorso, nel quale lei, con tutte le sue forze, proverà a dimenticare la persona che “ama” con tutto il suo corpo. Ma il desiderio e la dipendenza sono talmente forti da renderle difficoltoso un buon esito.

Ornella racconta la sua storia talmente bene  da provocare la compartecipazione del lettore in ogni fase della sua storia. Un libro che si consiglia, tenendo in conto il genere, a tutte le persone che intendono vivere attraverso le sue righe una drammatica storia di ordinaria sconfitta.

Per stavolta è tutto. Buona lettura, e alla prossima!

 

 

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