Blog

Lo Yaoi e lo Shonen-ai


Lo Yaoi e lo Shonen’ai (definiti anche come Boys Love) rappresentano un genere di anime e manga molto apprezzato nel mondo orientale e ultimamente diffuso anche nel mondo occidentale.

Essi affrontano, con i loro specifici canoni, il mondo delle relazioni affettive tra maschi, con la differenza che il primo ha basilari contenuti erotici espliciti mentre il secondo tipo concentra l’attenzione sulle emozioni e sulla relazione più che sulla fisicità.

Mentre Shonen’ai etimologicamente significa amore tra maschi, il termine Yaoi  pare costituito da un acronimo delle parole giapponesi YAmanashi, Ochinashi, Iminashi (che significano “niente climax, niente risvolti, nessun significato”).

La caratteristica fondamentale degli Yaoi è indubbiamente, nella rappresentazione grafica come in quella animata e/o raccontata, la presenza di uno stereotipo nella relazione di coppia: infatti solitamente, in maniera più o meno palese, uno dei due partner assume il ruolo del seme (attivo) dai tratti più mascolini, prestanti e dominanti anche a livello caratteriale, mentre l’altro è invece l’uke (passivo) solitamente remissivo e fisicamente più femmineo. Il rapporto si sostanzia quasi sempre nella completa sottomissione del secondo da parte del primo, con risvolti più o meno sentimentali nel corso della storia.

Un altro aspetto presente nelle vicende oggetto di tale genere è il contrasto amoroso: spesso i due protagonisti vivono dei veri e propri travagli interiori e non, anche riferiti ad agenti esterni, che insieme cercano di superare per la prosecuzione della loro relazione. In tale ottica vi sono degli esempi in cui la stessa omofobia viene utilizzata, nella narrazione, per accrescere il senso del dramma. Spesso, soprattutto agli albori, le storie  si concludevano in maniera tragica (morte/suicidio di uno o di entrambi), mentre tendenzialmente al giorno d’oggi le autrici prediligerebbero i finali malinconici, ma non troppo, se non proprio conclusioni felici.

L’apprezzamento verso tale genere è ormai generalizzata a livello mondiale, nonostante ciò, come già anticipato nella precedente puntata, una considerazione è obbligatoria: il genere Yaoi e Shonen’ai nasce come storia prevalentemente scritta da donne e rivolta a un pubblico femminile: risponde pertanto a dei gusti maggiormente apprezzati, anche a livello erotico, del pubblico femminile. Ciò va specificato per due motivi ben distinti:

Il primo afferisce a un’estrema facilità ad attribuire l’etichetta yaoi, in occidente, a tutto quello che è la produzione letteraria LGTB, tendenza che si interseca con la seconda motivazione: per tutto gli addetti ai lavori il genere Yaoi non è assolutamente rappresentativo del mondo omosessuale, in quanto contiene, per canone, delle evidenti stereotipie che cozzano con la realtà “omoaffettiva”.

Lo yaoi risponde alle esigenze di un pubblico femminile che idealizza la relazione omoerotica, la letteratura omosessuale invece, per quanto non abbia dei confini ben delineati, si compone, sia dal profilo dello scrittore che da quello del pubblico, di dinamiche che il più possibile intendono rappresentare la realtà di vita di persone che amano altre persone dello stesso sesso, restituendo un testo che, con le evidenti peculiarità del caso, si inquadra nella normalità generale.

Nello stesso Giappone è ben chiaro che , nel caso di un pubblico omosessuale, esista il genere Bara (lett. “rosa”) il quale affronta l’erotico (in larga misura, tanto da essere concepito come un genere over 18) e l’affettivo omosessuale (in tono molto minore) rivolto a un pubblico omosessuale.

Solo in questo macrogenere infatti si affrontano temi quotidiani tanto cari al pubblico omosessuale: coming out, accettazione del sé, matrimonio, e via dicendo. Gli stessi personaggi dei bara sono nettamente diversi da quelli rappresentati negli yaoi: si tratta di uomini, a volte muscolosi o addirittura orsi, che possono variare nell’aspetto o nel ruolo ma che comunque sono indice di una rappresentatività aderente alla realtà. Le dinamiche di coppia presentate in questo tipo di storie sono nettamente differenti. Ma soprattutto, il genere Bara è scritto prevalentemente da uomini omosessuali ed è rivolto a un pubblico omosessuale.

Questo excursus su quanto accade nel mondo orientale dimostra che possa esserci una diversa valutazione o gradimento per contenuti in qualche modo legati al mondo Queer. Vi è ai giorni nostri una larga diffusione del materiale a ispirazione yuri o yaoi che riscuote successo, soprattutto nei giovanissimi, ma questo non significa che si renda necessario generalizzare come appartenente alla categoria LGTB stili e generi che, per loro natura, nascono con ben altri presupposti.

 

L’immagine in apertura è di icentaurus.

Related Posts
2 Comments

Leave Your Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.