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Il Bottegaio dell’Incubo – L’Incubo del Dubbio


Ben trovati cari amici del Terrore! Il vostro Bottegaio è ancora una volta qui! E oggi parleremo d’horror in maniera un po’ particolare: non parleremo di racconti o romanzi ma di storie e di dubbio.

Di incertezza.

Di cosa stiamo parlando?

Riflettiamoci sopra un secondo: moltissime storie dell’orrore (in qualunque forma esse vi siano giunte, non importa se tramite un film, un fumetto, un racconto, una canzone…) basano una grossa parte della propria forza evocativa nella loro capacità di evocare in voi il dubbio che tutto quello cui state assistendo sia vero o meno.

Esiste realmente quel mostro che perseguita i protagonisti o sono tutti pazzi?

Il cuore di quell’uomo morto sta realmente battendo o no?

C’è davvero qualcosa che infesta quella casa?

Il dubbio sulla veridicità della storia fa parte, molto spesso, della storia stessa e della sua capacità di colpire chi ne viene a conoscenza.

Pensiamo ora a qualcosa che sia legato specificatamente all’ambito del terrore: pensiamo a tutte quelle leggende metropolitane fatte di alligatori (o coccodrilli) nelle fogne newyorkesi, ai pazzi maniaci con uncini al posto delle mani o a quelli che leccano le mani di povere bambine che credono che a farlo sia il loro cane, e poi invece…
Ecco, pensiamo alle leggende metropolitane e a una loro variante virtuale, nata in rete. Pensiamo alle creepypasta.

Per chi non sapesse di cosa parliamo, piccola introduzione: “Il termine Creepypasta (derivante da Copypasta, ovvero copia/incolla) è utilizzato per quelle storie a sfondo horror che solitamente vengono lette sulle varie messageboards, forum e via dicendo su internet.
L’obiettivo di una buona creepypasta è quello di inquietare durante la lettura, per poi terrorizzare o lasciare perplessi con l’ultima sentenza del testo.” 

Vi sono centinaia, migliaia di creepypasta.
Alcune talmente elaborate da essere dei veri e propri racconti horror, altre brevissime, simili a sussurri, frasi dette a mezza voce tra amici per avvisare che certi posti non vanno visitati.

Alcune sono vere perle, altre sono solamente stupide (ma di queste non parleremo).
Alcune terrorizzano, altre fanno ridere (poi, quando andate a letto, vi fanno tenere un occhio aperto lasciandovi col dubbio che forse, magari, qualcosa di quanto letto potrebbe essere vero…).
Alcune sono grottesche, altre splatter.
Insomma, ce n’è per tutti i gusti e di tutte le qualità e tutte le migliori si basano sostanzialmente su una cosa: il dubbio sulla loro veridicità.

Facile leggerne e dire (come fanno in molti, per fare gli spavaldi e dimostrarsi coraggiosi) che sono tutte fandonie, bugie, cose inventate e prive di appigli alla realtà.
Facile snobbarle, insomma.

Ed è facile farlo perché, data la loro forma di “storiella” ci si dimentica che il Dubbio, l’Incertezza, l’Inspiegabile (tutte cose presenti nelle creepypasta migliori e più suggestive), sono elementi tipici di decine di racconti dell’orrore che nessuno si sognerebbe di snobbare, considerando questi testi stupidi e privi di veridicità.

Pensiamo a un classico che tutti dovrebbero conoscere, fosse anche per semplice sentito dire: un uomo ossessionato da un vecchio, lo uccide.
Da quel momento gli sembra di sentire costantemente il battito del cuore del vecchio, un battere costante che lo porta alla follia sino a un finale drammatico (per l’assassino).
In questo racconto è facile pensare che l’uomo sia pazzo sin dall’inizio e che in realtà non c’è nessun cuore che batte ma… se così non fosse? Se il cuore stesse battendo realmente? E se realmente l’unico in grado di sentirlo fosse l’assassino? Eccolo, il dubbio.

E c’è il dubbio, nelle storie che adesso vi linkerò, per darvi qualche esempio di quelle che considero tra le migliori creepypasta e che spero, da vostro fido Bottegaio, riusciranno a trasmettervi qualche brivido d’ispirazione e a trasmettervi il terrore dell’incertezza.

Il Clown: non tra le migliori ma gustosamente divertente per chi ama i pagliacci in salsa horror. È brevissima e si basa quasi del tutto sulla suggestionabilità di chi legge, tant’è che gli appassionati di horror non potranno fare a meno di sorriderne pensando a quante storie simili esistano e a quanto i clown sappiano essere disturbanti per tante persone.

Per gli altri: magari avete fortuna e siete molto suggestionabili, il vostro Bottegaio conosce almeno tre persone che dopo averla letta odiano i clown più di prima e una di quelle persone è un’admin di Writer’s Dream.

Riciclato: per gli amanti del disturbante e del cattivo gusto, apprezzatori dello humor nero e che si divertono con poco e che, in fondo, sono in grado di immaginare un qualche folle che si diletta nel riciclare le cose.

Sleep: questa è per chi vuol giocare con temi noti e con un dubbio vecchio come il mondo: e se i sogni fossero realtà?

Segreteria: questa è per ricordare che basta poco, per spaventare. Basta saper giocare con gli imprevisti ed evitare le cose banali come gli urli improvvisi, basta rovinare un po’ la norma e fare in modo che quando ce ne si accorge, sia già troppo tardi. E poi lo stesso Matheson ci ha fatto un intero racconto su un telefono.

La voce di mamma: l’ho detto sopra, a volte basta poco per spaventare.

Dal buco della serratura: questa è dedicata a chi sa che a volte i fantasmi infestano anche altri posti, oltre alle case. (Ammetto che questa non fa paura: almeno, io scoppio a ridere ogni volta che la leggo, ma molte persone a cui l’ho fatta leggere la considerano inquietante, quindi mi fido del giudizio popolare.)

 

 

ABOUT THE AUTHOR
Blogger, Seo copywriter e Web editor. Autrice delle Guide alla Letteratura 2.0, per aspiranti scrittori e self-publisher.
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