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Il Bottegaio dell’Incubo – La Durata dell’Incubo


Il vostro caro Bottegaio dell’Incubo vi saluta, signori. Sono passati vari giorni dal mio arrivo su queste pagine, giornate piene di orrori ancestrali e terribili terrori.
Ma non sarà delle mie esperienze che vi parlerò, quest’oggi; anzi, risponderò a un’affermazione rendendola (ai fini di questo piccolo excursus nelle tenebre) una provocazione bella e buona.

Qui [NdN*: ringraziate Elet88 per lo spunto di riflessione] un ragazzo ha affermato che non è possibile ottenere un buon racconto (nel nostro caso dell’orrore) nel limite imposto dal concorso che vede protagonista la mia Bottega.
Ora il vostro Bottegaio vi mostrerà alcune piccole chicche, opere del più oscuro artigianato del male, che rientrando a volte anche ampiamente in quel limite, costituiscono degli esempi perfetti di orrore.

Iniziamo con un’altologia multiautore: in Arkana pubblicata dal (fu) Posto Nero all’ultima festa delle streghe, sono presenti ottimi racconti brevi con alcuni perfettamente rientranti nel limite.

Due ottimi esempi:

Canzone d’Amore, di John Everson (non lasciatevi traviare dal titolo, spesso l’amore è il peggiore degli orrori) che in 20’000 caratteri ci racconta una storia d’amore inspiegabile e terribile accompagnata anche da ottima musica.

Il Concime di Jessup, di Michael Laimo, un gran bel racconto con elemento disturbante… una patata. Curiosi? Leggetelo.

 

E sempre nell’ambito delle antologie abbiamo in Abattoir** di Ian Delacroix – che nonostante il nome è un italiano – edita da Edizioni XII, il racconto “La Scatola #3” dove un appassionato di gotico e di orrore viene in contatto con l’inspiegabile qui rappresentato da uno degli oggetti che l’immaginario nero ci ha insegnato appartenere alle più terribili manifestazioni del male e dell’oscurità: un pupazzo.

Nello specifico, un Jack-in-the-box, non un modello qualunque ma uno molto speciale: uno senza alcun volto.

Ma possiamo continuare a fare esempi, magari con qualche pezzo grosso della narrativa horror oramai eletto a classico: Il Vestito di Seta Bianca [NdN: qui una traduzione online che non mi fa impazzire però se non avete modo di acquistare o prendere in prestito “Incubo a Seimila Metri” di Matheson – la raccolta in cui è compreso il racconto che cito – è comunque un modo per sapere di cosa parla il racconto] di Richard Matheson, che nella metà dello spazio concesso a voi ottiene la storia di una bambina, una terribile bambina e di ciò che accade a darle della bugiarda.

Ne volete ancora? I nostri artigiani non chiedono di meglio! Sempre con Richard Matheson possiamo avere uno spaccato dell’apocalisse, con l’umanità che a un certo punto ha deciso di porre fine alla propria esistenza in massa, gettandosi in mare e annegando senza opporre alcuna resistenza, dove accade tutto ciò? In “Topi Migratori”, pochissime cartelle, un foglio A4 al massimo e assistiamo alla Fine dell’Umanità.

E vi sono ancora moltissimi esempi del genere, passando da racconti contemporanei a classici del fantastico orrorifico del 900, saltando ad autori classici come Lovecraft (il macabro e sognante “I Gatti di Ulthar” con i suoi circa 8000 caratteri) o protagonisti dell’horror contemporaneo come Barker, o, rimanendo nell’ambito italiano possiamo pensare a Danilo Arona (Una Situazione Oscura in Nel Buio, poco più di 19000 caratteri) e potremmo continuare, elencando decine e decine di racconti di italiani e non tutti brevi o addirrittura brevissimi e tutti perfettamente godibili.

Che affrontano l’horror da ogni prospettiva, da quella macabra a quella più cruenta, dall’oscuro horror psicologico a terrore cosmico di lovecraftiana memoria.

Ma noi non lo faremo, non continueremo ad elencare, il perché? Semplice, vogliamo vedere cosa siete in grado di produrre voi e poi sarà di voi che parleremo.

I nostri artigiani oscuri non vedono l’ora di sezionare i vostri racconti.

———-

*Nota di Nephrem.
**Tra l’altro sino al 15 luglio i libri di edizioni XII sono scontati del 25% quindi perché non approfittarne?

ABOUT THE AUTHOR
Blogger, Seo copywriter e Web editor. Autrice delle Guide alla Letteratura 2.0, per aspiranti scrittori e self-publisher.
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