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Young Adults


Negli ultimi anni – dal debutto di Twilight in poi – ha preso piede anche in Italia il genere young adults, quello dedicato ai giovani adulti. Se inizialmente si pubblicavano quasi solo Harmony a misura di adolescente (ovvero edulcorati da sesso e altro, come se un adolescente del 2000 non conoscesse la tematica fin troppo bene), con il tempo sono emerse tematiche più profonde e trame più originali del triangolo amoroso “sdoganato” da Twilight.

La maggiore esponente di questa piccola rivoluzione è senz’altro Giunti, che con la sua collana Y ha dato il via a una serie di pubblicazioni interessanti: Wintergirls, che parla dell’anoressia, Luna, che tratta della transessualità, Speak, che affronta il tema dello stupro. Questi sono solo alcuni dei titoli “impegnati” dati alle stampe da Giunti Y, che ha anche ristampato alcuni classici in edizioni graficamente più appetibili non solo dagli adolescenti ma da qualsiasi lettore (ditemi, lettori: preferite acquistare lo stesso libro in questa versione o in questa? Tanto più che la versione Y costa anche meno…)

Giunti non è certamente l’unica a essersi addentrata in questo panorama florido e ricco di elementi da esplorare; Fazi con il suo Matched e Newton Compton con la trilogia de Il giardino degli eterni (traduzione poco azzeccata, dato che il titolo originale è The chemical garden e, come si scopre fin dalla quarta di copertina, di eterno i protagonisti non hanno proprio nulla, anzi) sono eccellenti esempi di romanzi young adult che appartengono al filone della distopia, dove i protagonisti si trovano a che fare con situazioni simili da quelle descritte da Orwell nel suo celebre 1984.

Anche i romanzi con temi meno importanti e puramente d’intrattenimento hanno trame sempre più originali e organiche; anche qui, un’occhiata al catalogo di Giunti Y dà un’idea di quant’è variegato il panorama in questione. I sentieri che dopo Twilight sono stati battuti fino alla nausea vengono ora ribaltati e parodizzati; è il caso di Paranormalmente, per esempio, recensito in passato da me, o di Promessi vampiri. Non mancano, certo, le storie d’amore, ed è questo l’unico difetto, se vogliamo, degli young adults di ultima generazione: la storia d’amore è sempre presente, qualsiasi sia il tema trattato, sia nei libri più impegnativi che in quelli più leggeri. Questa caratteristica può – e fa – storcere il naso a molti non adolescenti che si avvicinano al genere, attratti dalla trama intrigante – come nel mio caso con il primo volume de Il giardino degli eterni: tuttavia, vista la qualità degli intrecci prodotti negli ultimi tempi, si può anche chiudere un occhio e sorvolare sugli aspetti romantici del libro che, tra l’altro, se scritti bene possono non essere del tutto spiacevoli o irritanti (come lo sono, per esempio, nel già citato Twilight).

L’importante è che la storia d’amore non sia il motore della storia: l’intreccio deve reggersi su basi solide, su una vicenda. La love story deve essere quindi un condimento e non l’ingrediente principale, altrimenti ci si va a impantanare in un episodio di Beautiful. Essere adolescenti non significa essere beoti che ragionano con gli ormoni (anche perché i beoti in questione non leggono); fortunatamente, gli editori italiano lo hanno capito.

All’estero il panorama degli young adult è ancora più variegato e complesso: basta dare uno sguardo al frequentatissimo blog di The Story Siren per farsene un’idea.

C’è sempre, però, il discorso etichette. Molti sono contrari all’etichettatura dei romanzi e alla suddivisione, anche per genere:  fantasy, horror fantasy, dark fantasy, urban fantasy, high heroic fantasy, steamfantasy (ho preso il fantasy perché, attualmente, è quello con più suddivisioni in sottocategorie); era davvero necessaria una nuova etichetta, quella degli young adults, per distinguere la letteratura per “giovani adulti” da quella per “grandi adulti”? Io non sono contraria alle etichette, anzi: le trovo utili per orientarsi e scegliere più facilmente il libro che mi interessa. Per dire, io che non amo la narrativa mainstream mi tengo ben lontana da quello scaffale, in libreria. Non trovo niente di male, quindi, nell’etichettare un libro.

Quello che, piuttosto, mi dà da pensare è se veramente i “giovani adulti” hanno bisogno di una letteratura dedicata. È vero che, infilando la storia d’amore in ogni storia, possono essere più attratti verso determinati libri; penso anche però che in realtà i “giovani adulti” se ne freghino degli young adults, sentendosi un po’ confinati in un recinto e vergognandosi un poco, anche, di rientrare in una categoria “per ragazzi” (sappiamo bene che gli adolescenti non vogliono essere considerati ragazzini); il successo maggiore gli young adults – almeno da quanto leggo nei blog letterari – lo riscuotono tra persone tra i venti e i trent’anni, mentre gli adolescenti sono la minoranza.

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6 Comments
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    Ma la stessa internet è foriera di abbagli. Tempo fa ho visitato un sito, peraltro ben fatto e interessante, che propugnava dei falsi miti spacciandoli per realtà scientifica. Il tutto era amatoriale, scritto da ragazze per ragazze, e l’intento era nobilissimo… oltretutto nell’insieme credo che l’obbiettivo principale (informare le adolescenti e renderle più consapevoli del proprio corpo) lo raggiungesse, quindi non gli ho mosso alcuna critica. Il fatto è che internet è uno strumento meraviglioso per informarsi e per informare, e proprio questa sua peculiarità lo rende suscettibile di umani errori.

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    Quasi? Facciamo proprio tutto 😀 Ed è strano, anzi, stranissimo, perché oramai la conoscenza dell’argomento non passa più come un tempo (solo) tramite passaparola, amiche, Cioè, ecc: c’è internet, dove basta aprire Google per scoprire di tutto e di più. Non ci sarebbe bisogno di un libro per “spiegare” cosa c’è nel sesso; eppure…

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    Su questo mi trovi assolutamente d’accordo!
    C’è una strana forma di pruderie del tutto fuori dai nostri tempi, che impedisce di scrivere liberamente sul sesso nei libri per ragazzi (e non solo in quelli, a mio parere). Persino la Rowling disse che era stata “caldamente consigliata” dalla casa editrice di non parlare di sesso nella saga di HP. E’ una cosa abbastanza triste, oltre che inutilmente dannosa. Basta andare a leggere quello che una quattordicenne scrive su EFP per capire che di amore e di sesso ne sa tantissimo, e quasi tutto sbagliato.

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    Ti anticipo che i libri sono scritti coi piedi – vorrei usare un’altra parte del corpo, come esempio, ma non sarebbe educato 😛 – e completamente diversi dal telefilm, per fortuna.
    Sono perfettamente d’accordo con quanto dici; però credo anche che gli young adults dovrebbero parlare anche di quello, non solo di quello (i miei primi contatti con le storie di sesso le ho avute dai libri di Wilbur Smith, a 12 anni :D). Mi spiego meglio. In moltissimi YA, succede proprio quello che ho detto che va evitato: trasformare la storia d’amore nel motore della storia, lasciando la vicenda – magari interessantissima – come mero contorno. Non è certo il caso di Twilight – lì la vicenda non è accantonata, proprio non c’è – ma di tanti altri YA sì, purtroppo. Altra cosa che non va nella “storia d’amore da YA” è che il sesso è quasi sempre assente. Perlomeno, io non ho ancora visto uno YA dove si vada al di là del bacio; e non è affatto realistico, nel 2011, che tutte le coppie da 16 anni in su non facciano nulla tra loro.
    Dunque: o si affronta la tematica amore/sesso in maniera realistica – persino gli Harmony sono più credibili, ed è grave 😀 – o si lascia perdere. O no? 😀

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    La tua analisi è molto interessante.
    Era un po’ di tempo che non leggevo young adults, poi da poco mi sono messa a seguire la serie TV di The Vampire Diaries e un amico mi ha prestato i primi due libri della saga. Ovviamente, alla veneranda età di 27 anni e con ben altre letture alle spalle, gran parte di ciò vi sto leggendo mi fa sorridere (ma sono solo all’inizio, quindi meglio fermarsi qui prima di sparare a zero).
    Personalmente, mi trovo a discordare solo su un punto (in realtà due, ma alla fine è solo uno) della tua recensione: la presenza ricorrente negli young adults di tematiche riguardanti l’amore e il sesso.
    Un “giovane adulto” sente come non mai la necessità di affrontare questi temi e ignorare questo bisogno è la base perfetta per creare disagi e falsi miti nelle menti degli adolescenti, che poi si trovano a rapportarsi con i loro coetanei in maniera malsana. Poi, be’, il modo in cui ne parlano gli young adults è tutto un altro paio di maniche: come per tutti gli argomenti, ci sarà quel libro che ne parla in maniera adatta e quell’altro in maniera scadente (come Twilight, per fare un esempio lampante, che non farò MAI leggere a mia figlia).
    Il punto è che, se a 14 anni mi avessero fatto leggere qualcosa che parlava schiettamente dell’amore e del sesso, forse non mi avrebbe cambiato la vita, ma certamente avrei riflettuto su certe mie problematiche e questo mi avrebbe aiutato non poco. E credo che lo stesso lo si possa dire per tante altre persone.
    E’ anche per questo che le maggior parte delle storie che scrivo (più che altro fanfictions, pochissime originali), aldilà della trama e delle vicende che le tengono su, raccontano molto sull’amore e sul sesso: scrivo quello che, a suo tempo, avrei avuto bisogno di leggere io.
    Tutto questo discorso, ovviamente, non toglie che il maggior pregio di alcuni young adult sia l’affrontare temi importanti quali l’anoressia, lo stupro e la transessualità, come hai citato tu. E non ci piove che debba essere scritto con tutti i crismi: per questo non sopporto la Meyer, perché ha venduto a milioni di adolescenti una ciofeca scritta male che ruota attorno ad una storia d’amore malsana, e c’è un sacco di gente che, pur ammettendo questi enormi difetti, giustifica il tutto dicendo che “tanto è per ragazzine”. Scusa?! Proprio per il fatto che tecnicamente è destinato ad un pubblico giovane, dovrebbe essere imperativo evitare certe aberrazioni!
    Ecco, ho fatto la mia tirata… oltretutto uscendo dal seminato! 😛
    Be’, questo è quanto. Ci si legge ancora in giro, spero presto!

    Alice

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