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I Ragni Zingari – Recensione


Titolo: I ragni zingari
Autore: Nicola Lombardi
Pagine: 152
Prezzo: 11,50€
Editore: XII Edizioni

Siamo nel 1943, un ragazzo, Michele, sta tornando a casa dal fronte della Guerra, portandosi dietro tutti i residui che un esperienza del genere può gettarti addosso.

Smarrimento (ora che stanno tornando a casa, chi è il nemico?), paura (ma la guerra è davvero finita come dicono sui giornali e alle radio?), angoscia (quali certezze abbiamo?) e così via, in un insieme di pensieri ed emozioni cupe.
Giunto a casa Michele viene scopre qualcosa che non si aspettava, sperando in un felice rientro a casa, un rientro che gli avrebbe permesso di riabbracciare tutta la propria famiglia, cosa che si rivela impossibile: da giorni suo fratello minore è scomparso, non ci sono tracce di lui e nessuno ha idea di dove si trovi, che sia stato lo Zio che tutti sanno (o credono di sapere) essere un po’ fuori di testa? O forse, è stato qualcosa di peggiore? E se fossero stati i Ragni Zingari, creature che forse esistono o forse no, che vivono in un altro mondo e riescono a raggiungere il nostro soltanto tramite gli specchi…

…Da questi presupposti parte il romanzo di Lombardi, anche se più che un romanzo lo definirei un racconto lungo (ma non per questo meno godibile, anzi, la brevità gioca a suo favore), racconto carico d’atmosfera che, non a caso, è la prima cosa che possiamo notare iniziando la lettura: c’è subito un’aria cupa, inquietante e sin dalle prime battute ci ritroviamo privi di certezze, tant’è che durante tutto il romanzo non ci si ritroverà mai in grado di poter dire “Sì, i Ragni Zingari esistono” o l’esatto contrario “No, non esistono”.

Gioco di incertezze e dubbi orchestrato con gran cura dal Lombardi, cura evidente ogni volta che Sogno e Realtà si mescolano facendoci conoscere un frammento d’Italia avvolto dalla tensione e dal timore, dall’incertezza su quale sia verità (ancora, la Guerra è realmente finita come affermano tutti? Può davvero essere cessata? Perché quelli che prima erano nostri “amici” ora sono “nemici”?) e facendoci scoprire (o no? Esiste realmente?) il mondo dei Ragni Zingari, luogo allucinatorio al di là di uno specchio, dove, forse, si cela anche la soluzione al mistero della scomparsa del fratellino di Michele.
Forse.

Lombardi, se non si fosse capito, gioca bene tutte le sue carte, mostrandoci come la bravura esista e non abbia bisogno di centinaia (o migliaia) di pagine per palesarsi, mostrandoci come non serva essere splatter per fare Horror (sempre se vogliamo considerare lo splatter come Horror ma questo è un altro discorso) come non serve nemmeno fare dell’horror psicologico per riuscire a costruire una storia di Paura di quelle vere, cariche d’emozioni e che riescano a colpire la fantasia e la sensibilità di chi legge.
Insomma, “I Ragni Zingari” è un gran bel libro, mi aspettavo una lettura piacevole ma è stata qualcosa di più, qualcosa che consiglio (consiglio che spero verrà usato da molti) di leggere a tutti.

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Blogger, Seo copywriter e Web editor. Autrice delle Guide alla Letteratura 2.0, per aspiranti scrittori e self-publisher.
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2 Comments
  • Reply

    Lo so, lo avevo usato per contestualizzarlo un po’ con quello che si percepisce nel romanzo dove la guerra (che rimane molto sullo sfondo, tranne che in un paio di parti che non cito per non spoilerare)o meglio, ciò che la guerra suscita, si meritava una G maiuscola per dargli enfasi, però dato che si fraintende modifico subito, sia mai che possa far credere che l’autore ha preso una cantonata così o.o”

  • Reply

    sembra molto interessante. e poi il titolo è bellissimo.
    (la grande guerra é la prima non la seconda comunque)

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