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Boopen chiude e si trasforma in Photocity


Boopen (1)

Era trascorso parecchio tempo da quando avevo visitato Boopen per l’ultima volta; però, quando stamattina ho digitato il link del sito e mi si è aperto un misterioso “Photocity” ho pensato di aver sbagliato indirizzo. Mi sono affidata a mamma Google (chi l’ha detto che Google è un maschio?) e ho verificato che no, non avevo sbagliato niente. Semplicemente, Boopen non esiste più: è stato acquisito dal gruppo Photocity. Sul sito si legge:

 A partire dall’estate del 2011 il gruppo Boopen, forte dei grandi risultati raggiunti in questi anni, entra nel network Photocity, leader italiano nel settore della stampa fotografica.

Nasce così Photocity Edizioni, il primo network integrato in Europa: un progetto ambizioso e innovativo per dare ancora più forza e visibilità ai nostri autori.

Photocity.it vanta un’esperienza decennale nell’e-commerce e il suo marchio è sinonimo di affidabilità e garanzia per la stampa digitale. Inoltre Photocity, rispetto a Boopen, ha un bacino di utenti molto più ampio. Quindi ci sono maggiori possibilità di vendita del le opere.

 

Personalmente, non la trovo una buona scelta. Sicuramente sarà stata ottima sotto il profilo di vantaggi economici e quant’altro per il gruppo Boopen; per chi si trova di fronte questo nuovo servizio, però, le conseguenze non sono positive. Il servizio è molto più “rudimentale”: a disposizione dell’utente ci sono solo l’edizione in copertina morbida – non si può avere un’edizione con copertina rigida – e anche le opzioni di rilegatura e di scelta della carta sono molto limitate. Si può scegliere solo tra carta a 70gr o 90gr, non si può scegliere la grammatura della copertina, né il tipo di rilegatura, che è indicato appunto con un generico “rilegatura”. Presumo si tratti di brossura, ma potrebbe anche trattarsi di rilegatura termica.

Inoltre, errori di battitura e sviste ortografiche lasciano il tempo che trovano. L’impressione è quella di un sito nato per la stampa di foto, calendari e ammennicoli che funziona bene in cui è stato inserito a forza un servizio di self publishing.

Anche il progetto Boopen Led si è perso nel rinnovamento di Boopen. Può darsi che, essendo nuova la fusione, vengano fatti dei miglioramenti in seguito; per ora, tuttavia, non posso che bocciare il risultato.

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6 Comments
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    Volevo avvisare che ora è tornato BOOPEN

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    Una sola precisazione. Boopen non è stata acquistata da Photocity ma boopen è sempre stata “di” photocity. o meglio… della stessa proprietà; chiunque avesse avuto modo di contattare “l’assistenza” di boopen… si ritrovava in risposa le mail di photocity. Devo essere sincero, nemmeno a me è piaciuta questa unione che rilega la parte “editore” come qualcosa in più a qualcosa che c’era già…

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    desidero pubblicare più di un libro di poesie, racconti,
    ecc. ho seguito nel passato BOOPEN ma ora non mi ritrovo più per favore che devo fare ? Non visitavo la pagina di Boopen da molto tempo per causa di malattia. Ora sono pronto anche perchè ho controllato e corretto l’ortografia dei libri. aspetto vs notizie al riguardo via e.mail giuseppealibrio@libero.it

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    Desidero pubblicare un mio libro.

  • Sergio
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    E’ abbastanza vero, anch’io sono rimasto interdetto e con diverse perplessità all’annuncio di questa “fusione”. Vedo però che, sia pure con qualche lentezza e qualche incertezza le cose stanno migliorando. Indubbiamente c’è ancora molto da fare per dare maggiore spazio e visibilità al settore “edizioni”. Condivido le perplessità di Mayhem sul ridicolo metodo di invitare gli amici a cena per promuovere il libro! Resta tuttavia un elemento positivo, e cioè la possibilità di far editare la propria opera a costo praticamente zero. Tutte le case editrici, grandi e piccole, da me contattate o non rispondono o offrono la propria opera a prezzi esorbitanti con l’obbligo di acquistare in proprio almeno 100 copie del libro. Con Boopen e anche con Photocity Edizioni questo non avviene. Il costo è zero, anche perchè tutto il lavoro di impaginazione, di correzione, di grafica e di preparazione della copertina viene demandato all’autore. Non c’è obbligo di acquisto e le copie che l’autore vuole acquistare per sè partono da un minimo di 4 e, comunque, a prezzo ridotto. Io ho acquistato 20 copie del mio ultimo libro (circa 120 pagine) spendendo poco più di 80 euro. Quanto alla promozione del libro, io consiglio di contattare le migliori librerie e di affidare loro il proprio lavoro in “conto vendita” praticando uno sconto dal 30 al 35% sul prezzo di copertina. In genere accettano non più di 10 copie e poi… se si vendono, bene, altrimenti ci si riprende le copie invendute. La cosa positiva è comunque che in ogni caso il proprio libro viene messo in vendita su internet sia da Photocity come da altri siti online quali BOL (gruppo Mondadori), IBS.it, Feltrinelli e altri. Anche presso le librerie un libro può essere prenotato indicando autore, titolo, editore e codice ISBN.
    Auguri di buon successo a tutti.

  • Mayhem
    Reply

    Purtroppo è così…Mi ritrovo in una situazione assurda dopo aver pubblicato con la Photocity. All’epoca in cui mandai il contratto per il mio libro la società si chiamava Boopen, e prometteva pubblicità delle opere pubblicate, e la possibilità di essere messi in contatto con le librerie di tutta Italia (solo su segnalazione dell’utente). Con Photocity tutto questo è finito, mi è arrivata addirittura una miail dove dice che un metodo per promuovere il proprio libro è: “Invitare gli amici a cena e parlargli del libro”.La verità è che si rimane soli con il proprio libro nel cassetto. E’ assurdo che una tipografia abbia acquistato una casa editrice, è come se una ditta di trattori abbia acquistato una casa discografica. Quando ho firmato con Boopen non avevano avvisato nessuno su una possibile fusione, questo accadeva a Febbraio 2011, poi ad Agosto 2011 mi arriva una mail in cui dice che Boopen verrà acquistata da Photocity ma che nulla sarebbe cambiato. Anche la home page personale degli autori è cambiata e ci sono solo scritte del tipo “Stampa le tue foto” e una piccola casella in basso con su scritto “Le mia opere”. E’ assurdo, bisognerebbe protestare per una cosa del genere

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