Blog

I diritti dei lettori


Nell’articolo che ormai è divenuto leggenda, tale David Pedrani, autore per Ciesse Edizioni, scrive quanto segue:

Io non mi sento “spazzatura d’autore”. Scrivo poesie e per quanto belle o brutte possano essere vengono da dentro e quindi il termine “spazzatura” mi sembra eccessivo, soprattutto se il commento non deriva certo da un Leopardi o da un autore noto e competente.

A parte che nessuno ha mai accennato a lui e a quanto scrive, dunque non si comprende il motivo della difesa del proprio lavoro, lascia basiti – e incazzati – il concetto di “se non sei un autore competente o affermato non puoi giudicare”. Ovvero: tu, lettore, non puoi dire che il mio libro non ti piace. Non ne hai le competenze, non sei nessuno per poter dire che il libro che hai letto non ti piace. In altri termini: la tua opinione vale meno di una cicca spiaccicata sotto una scarpa.

Questo malcelato disprezzo per il lettore non è cosa nuova, in Italia: molti utenti del forum riferiscono che, durante i contatti con gli emergenti italiani, hanno notato un fastidio profondo nell’ascoltare critiche. Taksya osserva questo:

Da noi capita spesso l’opposto… con l’aggravante che, quando ti ritrovi a parlare con alcuni degli autori, ti rendi conto che l’accettazione di critiche è tollerata come un fastidio dovuto, non come un segnale che potrebbe esserci qualcosa che non funziona.
Non ti piace, peccato… però ho avuto moltissime critiche positive qui e anche qui.

Il lettore, secondo gli autori, non può criticare niente e nessuno se non ha il pedigree: deve essere un lettore forte, onnivoro, che ha alle spalle almeno quindici anni di letture di ogni genere – sono preferiti i classici e le poesie – per una media di ottocento libri l’anno. Se il lettore ha una laurea o due in materie umanistiche meglio ancora. Se poi è un professore siamo a cavallo. In caso contrario il lettore deve tacere. La versione letteraria del vecchio adagio maschilista “donna schiava, zitta e lava”.

Le cose non stanno così. Il lettore ha pieno diritto di criticare e giudicare ciò che legge: non solo perché l’opinione di tutti è degna di essere presa in considerazione e rispettata, ma perché è il lettore il destinatario del libro. E’ il lettore che apre il portafogli e compra il romanzo, il saggio, la raccolta di poesia: pagando, acquista una volta di più l’inalienabile diritto di dire quel che pensa del prodotto che ha tra le mani.

Così come il lettore ha il diritto di non leggere, di smettere di leggere un libro a metà, di gettarlo dalla finestra, di dargli fuoco; ma per quei diritti vi rimando a Daniel Pennac. Mi auguro che questa sia l’ultima volta che ascolto simili ridicole argomentazioni. So già che sarò delusa.

Related Posts
49 Comments
  • David Pedrani
    Reply

    Mi accorgo solo ora (grazie ad una ricerca casuale del mio nome e cognome su Google) che é stato aperto un post su questo forum in cui il sottoscritto viene nominato.
    Tutto ciò é avvenuto senza che il sottoscritto nemmeno fosse stato chiamato in causa per poter rispondere o spiegare la frase riportata sopra.
    Ritengo che questa azione sia poco professionale e molto scorretta. E accantonando francesismi e pensieri poetici…mi fa pure incazzare, sono sincero.
    Quindi non voglio nemmeno rispondere a quanto scritto, dato quanto avvenuto, ma mi limito semplicemente a dire ai lettori che nessuno, ripeto “nessuno” dovrebbe considerare “spazzatura” chi cerca di emergere in qualche modo, di esprimersi artisticamente.
    Accetto qualsiasi critica, ma non accetto che il mio nome, o che quello di Ciesse Edizioni, venga accostato al termine “spazzatura”.
    Sono webdesigner, mi occupo anche di webmarketing,… e “spazzatura” é emerso come termine accanto al mio nome quando l’ho ricercato su Google. Stessa cosa succede con Ciesse Edizioni.
    Quindi bisogna sempre stare molto attenti a scrivere su internet determinate cose… perché sono ingiuste, senza senso,…
    Arrivederci a tutti.
    ( p.s. questo é il mio ultimo post su questo sito e mi auguro di non vedermi più nominato su certi argomenti a mia insaputa. Grazie a tutti per l’attenzione )

    • Reply

      Il tuo commento era pubblico, quindi non c’è proprio nessun motivo per cui avessimo dovuto avvisarti che il tuo commento è stato ripreso come spunto per un post. Tanto più che il commento non è stato decontestualizzato, ma collegato al testo originario a cui tutti hanno accesso.

  • cristiana
    Reply

    Ciao a tutti, sono veramente basita dal commento dell’autore. Sono un’esordiente, ho pubblicato un solo libro e poi tante poesie e racconti in antologie… ma i commenti che conservo con più attenzione sono quelli negativi! Certo, anche io ne ho avuti di positivi e questi mi hanno dato ulteriore spinta a proseguire, ma senza quelli negativi non avrei modificato errori, non avrei capito meccanismi… non sarei cresciuta!

  • Reply

    @Uriel
    “Se nella descrizione della tua etica dici chiaramente che userai senza mezzi termini la critica piu’ spietata e dolorosa, nessuno te lo potra’ contestare, al massimo ti diranno che non gli piace il tuo codice etico.”

    Non è sempre vero.
    Ci sono siti di critica che dicono chiaramente quale è la loro linea di condotta e, sempre e comunque, chi si sente attaccato (a ragione o meno non importa) dirà che non si aspettava un trattamento del genere.
    Può essere utile una pagina con le linee guida su scopi e comportamenti… ma linkare la pagina tutte le volte che qualcuno prende lucciole per lanterne o capisce solo quello che vuole capire (in buona fede, si spera) diventerebbe un lavoraccio immane per chi gestisce il sito e non eliminerebbe il problema.

    Quando al lettore “critico”… non è detto che chi compra, legge e commenta un libro abbia intenzione di fare una critica strutturata e (semi)professionale. Spesso vuole solo dire la sua opinione, commentando un prodotto per il quale ha speso soldi e tempo.
    Come lettore accetto il rischio, sperando sempre che chi pubblica (la CE che dovrebbe avere nei suoi obiettivi il mettere sul mercato prodotti buoni e che lascino soddisfatta la propria clientela) abbia fatto un buon lavoro… ma se la mia aspettativa viene delusa, devo avere il diritto di dire che quello che penso, sia nei confronti dell’autore che ha scritto l’opera, sia nei confronti della casa editrice che l’ha pubblicata.
    Non voglio essere educato (non nel senso di essere gentile, ma di essere istruito su come e cosa leggere), avere la mente aperta o giudicare senza fretta (in entrambi i casi se è la testa che reagisce, la risposta sarà più ragionata e ponderata, ma se è la pancia… allora la reazione sarà molto meno delicata e più istintiva).
    Voglio leggere qualcosa di buono e, se pago tanto, l’amarezza di aver sprecato dei soldi è ancora più intensa.
    Amarezza che diventa pregiudizio quando, entrando in contatto con gli autori incriminati, si viene giudicati non adatti ad esprire commenti non positivi se non si ha un background culturaletterario di tutto rispetto, soprattutto quando il commento positivo non necessita mai di pedigree.

  • Reply

    @Uriel: ma perché? Ognuno ha il diritto di dire ciò che pensa, anche il più ignorante barbone che passa per la strada.
    —–

    Mai detto il contrario. Ma quello che vedo e’ che “UnoScrittore” ti sta contestando sul piano etico. La sua accusa e’ quella di tenere un comportamento sbagliato, cioe’ e’ un’accusa che ha senso sul piano etico. Secondo lui non e’ eticamente corretto quello che hai detto.

    E va bene: ma qual’e’ allora la vostra etica? Chi ti puo’ accusare di aver violato un’etica quando non la si conosce? Questo e’ il motivo per cui ti consiglio di mettere una pagina dove esprimi l’etica di questo sito, ovvero il codice di comportamento. Le persone come “UnoScrittore” sapranno di preciso cosa aspettarsi. Se nella descrizione della tua etica dici chiaramente che userai senza mezzi termini la critica piu’ spietata e dolorosa, nessuno te lo potra’ contestare, al massimo ti diranno che non gli piace il tuo codice etico.

    Senza codice etico, ti sfiniranno di discussioni inutili.

    —-
    Sta a chi raccoglie le opinioni decidere poi cosa farne, però non può sindacare se chi parla ha diritto o meno di farlo.
    —–

    Dipende tutto da cosa sia “parlare”. Questo sito e’ un palcoscenico molto seguito, e molti potrebbero avere interesse a calcarlo solo per far sapere a tutti chi sono.Per esempio, una certa casa editrice ha avuto piu’ notorieta’ in una polemica qui che con una campagna pubblicitaria.

    E se consideri che la polemica era nata su una cosa che NON hai detto, e che in una casa editrice si sa leggere, qualche sospetto dovrebbe venirti.

    Voi verrete attaccati di continuo da gente che fraintende volutamente quel che dite, o che vi mette in bocca cose che non avete detto, al solo preciso scopo di calcare il palcoscenico che avete costruito. E che loro non sono capaci di avere.

    E questo no, non e’ “parlare”.

    Uriel

  • Reply

    @slacky: infatti dicevo che bisogna distinguere tra una critica argomentata e una critica getta lì, come può essere un semplice “questo libro fa schifo”.
    Io dicevo che se un lettore argomenta il perché faccia schifo, lo scrittore dovrebbe ascoltare, magari non condividere, ma neanche scagliarsi contro questo lettore.
    Tutto qui.

  • Reply

    @Slacky: certamente, infatti il libro bellissimo che sto leggendo è di XII, che è nell’elenco “editori di qualità” 😉 Se hai dei nomi o dei titoli interessanti passa al forum (mi pare tu sia iscritto) e mandami un mp, o contattami un po’ dove ti pare, i miei indirizzi sono ovunque.

  • Siria Cox
    Reply

    Scrivere, è una cosa del tutto personale, se non piace a tutti, non bisogna avere preoccupazioni ansiose del lettore, non si può piacere a tutti, come i quadri, non a tutti piace tutto…a ognuno il suo gusto e la sua interpretazione…quindi ogni lettore deve avere menta aperta e ogni scrittore altrettanta mente aperta per ricevere critiche…le critiche si fanno e si ricevono con rispetto…altrimenti perdono il loro valore…cestinate un po di egocentrismo da ambedue le parti..

  • slacky
    Reply

    Mmm credo una decina. E ne sono in programma altri 4.
    Due non mi sono piaciuti. Uno di questi è quello di cui sopra.
    Immagino siano pochi, ma avendo individuato la casa editrice giusta, magari i libri di qualità letti diventeranno una sorta di standard. Cioè, penso che difficilmente una casa editrice che pubblica libri interessanti e buoni possa pubblicarne di scadenti. Può capire un libro meno interessante, meno riuscito, però dovrebbe esserci uniformità, ovviamente può sempre verificarsi il caso eccezionale a cui nessuno può sfuggire.

  • Reply

    @UnoScrittore
    “spazzatura NON è un’opinione, o, se lo è, vuol proprio dire che hai davvero poco rispetto per il lavoro degli altri.”

    Non è esatto. Spazzatura è una definizione come un’altra. E lo scrittore che ha prodotto spazzatura si è intascato i miei soldi e mi ha fatto specare tempo. Io ci ho smenato, barattando due beni di cui c’è moltissima scarsità in cambio di un brutto libro, e non posso neanche lamentarmi? Non sta nè in cielo nè in terra come discorso.

  • Reply

    Slacky, follia pura un corno. Quanti libri di esordienti hai letto per dire che c’è poca immondizia in giro tra i piccoli editori free? Non credo che arrivi al numero di libri letti in un anno da due amministratori del Writer’s Dream e sette od otto suoi utenti.

  • Reply

    @Slacky: il mio è un discorso generale. Dopo due anni e mezzo passati a gestire il Writer’s Dream, dove sono passate oltre 7 mila persone diverse, posso dire che la mia è una valutazione piuttosto oggettiva e statisticamente precisa. La maggioranza degli emergenti si sente al di sopra di ogni critica.
    Per quanto riguarda il non parlare dei cattivi romanzi: sfondi una porta aperta, infatti qui non compaiono né compariranno mai recensioni negative. Le trovo inutili e una perdita di tempo. Tantomeno compariranno le “liste di proscrizione” chieste a gran voce da certi utenti per sapere da quali editori e titoli occorre stare alla larga.

    @UnoScrittore: mi si sono spellate le dita a forza di ripetere che si tratta di una tendenza generale. Sto leggendo un libro bellissimo di un esordiente, “La clessidra d’avorio”, ne ho divorato metà in due ore.

  • slacky
    Reply

    @Vocedelsilenzio: e come fai a capire la differenza? Voglio dire sentirsi dire “il tuo libro fa schifo” non vuol dire nulla. Se non si aggiunge una valutazione sui vari aspetti di una narrazione: come vengono presentati e caratterizzati i personaggi, lo stile, il dialogo, l’ambientazione, la trama, ecc…

    Fatto sta che il lettore va seguito perché ovviamente senza lettori nessuno scrive puntando a farsi pubblicare, ma questo lo davo per scontato.

    Però c’è anche da tener conto quanto sia difficile arrivare a pubblicare. A volte belle cose passano per editori validi e non vengono notate.

    Ma davvero si pubblica così tanta immondizia da parte di editori non a pagamento? Penso sia follia pura.
    Non ho seguito tutta la discussione, ma chi è che pubblica testi non validi? E su quali parametri non sono validi? Son curioso.

  • Reply

    Unoscrittore: scusami se mi permetto, ma in quel post Ayame dice che anche i piccoli editori pubblicano una marea di schifezze, non dice che pubblicano SOLO ED ESCLUSIVAMENTE schifezze. Credo che la differenza ci sia.

  • Reply

    Slacky, bisogna secondo me distinguere da chi ti fa un commento serio da chi ti dice semplicemente che il libro faceva schifo.
    Ovvio che non si può accontentare tutti, ma tu scrittore non puoi prendertela con uno perché critica il tuo libro. Lo ascolti, valuti se ha ragione, se non ne ha, non gli dici che non essendo un critico di professione non può parlare… in fondo lui i soldi li ha spesi.
    Si tratta di rispetto verso un lettore che ha acquistato un tuo libro.

  • UnoScrittore
    Reply

    Scusa, ma non posso credere che tu abbia trovato tutta questa spazzatura! A scuola ci sono dieci voti, dall’1 al dieci. Non è possibile che tu non abbia trovato vie di mezzo. Libri da 5, libri da 6, libri da 7. Non discuto che avrai dato un mucchio di 4 e anche degli uno, però devono per forza esserci dei libri intermedi!
    Non può essere tutto bianco o nero, capolavoro o spazzatura!

  • slacky
    Reply

    Io penso che i lettori in genere giudichino troppo rapidamente e in modo molto diverso. Ayame, secondo te gli scrittori non tengono conto dei giudizi. Io da scrittore ho sottoposto i miei scritti a lettori e spesso ho ottenuto buoni riscontri, ma ti assicuro che ci sono anche casi in cui le opinioni sono così contrastanti che non puoi pensare di scrivere accontentando il gusto di tutti, sennò stai confezionando un prodotto che non ha nulla di tuo, ma riflette solo opinioni varie e contrastanti di altri.
    Non mi firmo con il mio nome perché non ho pubblicato romanzi, ma solo qualche racconto in alcune antologie.
    In genere mi risulta difficile muovere critiche pesanti sul web a scrittori esordienti.
    Pensa che uno scrittore esordiente mi ha valutato un mio scritto e avevo letto il suo libro che, senza mezzi termini, era davvero spazzatura, quindi mi risulta difficile considerare completamente le sue valutazioni suoi miei scritti, ma, in ogni caso, io, questione personale, il suo nome non lo voglio fare sul web. Se uno mi chiede di persona l’opinione sul libro e mi fido posso anche dirla, ma perché avviene di pesona. Preferisco parlare bene degli esordienti che mi hanno colpito e ignorare quelli che non mi sono per nulla piaciuti. Infatti il libro dell’esordinete in questione l’ho buttato proprio e l’ho rimosso dal mio anobii.

  • Reply

    Io uso i termini come vanno usati. Se devo parlare di pattume parlo di pattume. Se devo parlare di gioielli parlo di gioielli, non uso sinonimi o gentili eufemismi. Perché dovrei? Io non pago per prendermi sputi in un occhio.

  • Reply

    Però, scusate, forse sono io che capisco male… ma già dal titolo di quel famoso post Ayame aveva specificato che si trattava di due cose distinte: libri spazzatura E prezzi.
    E quando introduce il problema prezzi dice: “Senza contare che il commento di Elena introduce un altro problema (come se ne avessimo bisogno): il costo dei libri. In una discussione con Ciesse Edizioni l’editore parlava …”
    Cioè, mi sbaglio o c’è scritto UN ALTRO PROBLEMA, cioè un problemna che è ALTRO da quello prima… ?
    Forse non capisco io…

  • UnoScrittore
    Reply

    Su questo non discuto, sei libera di comportarti come credi. Ricorda solo che anche se non ti reputi una professionista, hai comunque un grande seguito, e tu lo sai bene. Quindi dovresti soppesare con cura i termini che usi, soprattutto parole come “spazzatura”.

  • Reply

    Infatti ho appena comprato due libri della 0111. Quello che spaventa a me è che così tante persone che dicono di scrivere e si considerano scrittori non leggano o non capiscano quello che leggono: non ho mai detto che i libri di Ciesse siano spazzatura, ho detto che non ne comprerò mai uno visti gli insulti che mi sono stati rivolti dal suo direttore editoriale. Poi sarebbe anche ora di piantarla di dire “non è un comportamento professionale”: questa non è una testata giornalistica. In più, se qualcuno dei miei utenti o dei miei staffer pubblicherà una recensione positiva di un testo di Ciesse la pubblicherò sul blog, come ho sempre fatto. Ciò non toglie che IO non ho intenzione di dare i miei soldi a una persona che mi reputa meno di un essere umano.

  • UnoScrittore
    Reply

    Quello che mi spaventa è che se un giorno tu litigherai col mio editore, di colpo il giorno dopo tutti i suoi libri diventeranno spazzatura, come se un autore fosse identificabile col suo editore.
    Questo atteggiamento che ho già visto in altre occasioni (vedi la 0111), pur essendo nel tuo diritto, mi pare poco professionale.

  • Reply

    Ho specificato chi era la fonte del commento riportato, come faccio sempre quando cito un intervento.

  • UnoScrittore
    Reply

    Scusa ma non me n’ero reso conto che NON era un attacco a Ciesse. Mi era venuta questa strana idea leggendo l’inizio del tuo articolo “Nell’articolo che ormai è divenuto leggenda, tale David Pedrani, autore per Ciesse Edizioni, scrive quanto segue” in cui facevi notare che il signor David Pedrani pubblicava per Ciesse Edizioni.
    Di certo ho capito male.

  • Reply

    @Voce: infatti io, personalmente, il catalogo di Ciesse manco lo sfoglio. (Il primo che viene a dirmi qualcosa lo prendo a testate, dopo che il direttore editoriale mi ha dato del non umano, dell’essere inferiore, della stupida e della pettegola arrogantella non ho la minima intenzione di dargli un centesimo).

  • Xarxes
    Reply

    Ma nessuno ha mai chiamato spazzatura CS o qualuqnue altro editore. Si è solo detto che gran parte del materiale visionato, da parte di più pesrsone, era di livello assai mediocre, ma chi in tutto il forum ha mai detto che questo o quell’editore pubblica solo spazzatura nel suo catalogo?

  • Reply

    @UnoScrittore: mettiamoci in testa una cosa. A me di Ciesse non frega una benemerita mazza. Mi sono totalmente indifferenti, non ho mai letto un loro libro e non ho nemmeno guardato il loro catalogo. Il prossimo che se ne esce con una genialata simile lo cestino per direttissima e lo banno dal network.
    Poi. NESSUNO, e sottolineo NESSUNO ha detto a Pedrani che scrive spazzatura. Si è sentito chiamato in causa da sé, perché nessuno, e ribadisco NESSUNO ha detto una sillaba su come scrive lui e su come scrivono gli autori Ciesse.
    Assodato che di Ciesse non mi interessa un accidenti, possiamo metterci in testa che si tratta di una questione GENERALE e che, purtroppo, è così ampia da essere quasi drammatica?

  • Reply

    Purtroppo Ayame ne ho visti anch’io… e ne ho visti anche di molto disponibili, comunque.
    Ovvio, però, che se io percepisco questo comportamento negativo nei miei confronti (perché io sono un lettore), allora le chance che io compri ancora qualcosa di quell’autore scarseggiano parecchio…

  • Reply

    @Voce: d’accordissimo con il tuo ultimo post, ma relativamente a quello prima: ho scoperto a mie spese che gli autori non pensano ai lettori. Non li pensano mai, e quando li pensano li immaginano come uno stuolo di fan adoranti che non hanno diritto a dire “a” sul loro pargolo.
    @Uriel: ma perché? Ognuno ha il diritto di dire ciò che pensa, anche il più ignorante barbone che passa per la strada. Sta a chi raccoglie le opinioni decidere poi cosa farne, però non può sindacare se chi parla ha diritto o meno di farlo.

  • UnoScrittore
    Reply

    Infatti all’inizio la tua discussione aveva questi connotati, però è degenerata al punto di diventare una faida, io non pubblico con Ciesse quindi non dovrebbe interessarmi se hai indetto una crociata contro quell’editore, però deridere uno scrittore solo perché si è risentito di essere stato chiamato spazzatura e insistere che chiunque ha il potere e soprattutto il diritto di chiamare spazzatura gli altri, mi sembra un atteggiamento almeno discutibile.

  • Reply

    Ogni autore è bello a mamma sua: è naturale, per un autore, dotarsi di un robusto senso dell’autostima, altrimenti non si andrebbe avanti. Però chi scrive, deve considerare il lettore non con rispetto, ma quasi con venerazione, perché, anche se le storie migliori nascono dentro di noi, ciò che le rende vive sono gli occhi di chi le legge. Che sfida, esporsi al pubblico giudizio! Che ebbrezza! Le critiche dei lettori – paganti, in senso lato, perché anche dedicare del tempo prezioso a una pagina ha qualcosa di miracoloso – hanno sempre ragione d’esistere, anche se perfide, anche se le sentiamo (a noi che ci amiamo a prescindere) ingiuste.

  • Reply

    Attenzione! Non è che il non guadagnare ti dia diritto di offrire prodotti scadenti. Questo è un discorso molto pericoloso.

  • Reply

    non trovi spiazzante che si pensi che il lettore non abbia diritto di manifestare il suo pensiero?
    —–

    Se si confonde la critica con l’estimo, e’ normale. Senza competenza, non puoi fare estimo.

    Credo che il problema sia tracciare una solida demarcazione tra le due cose. Ma non e’ cosi’ semplice, perche’ spesso i critici sono chiamati proprio a fare estimo.

    Semmai, potrei suggerire di mettere online su WD una paginetta con un “codice etico della critica”, ovvero chiarirne gli scopi, i modi, i limiti e le possibilita’.

    Un codice di comportamento chiaro, probabilmente eliminerebbe l’ ambiguita’. E potreste comunque dire a chi vi manda delle cose da leggere che accetta quel codice nel momento in cui ve le invia.

    Uriel

  • Reply

    Guarda, su questo sto ancora ragionando. Cioè… è davvero uno scrittore uno che dice questo?
    Se io pubblico lo faccio perché mi fa piacere avere un pubblico di lettori, altrimenti mi tengo il testo nel cassetto.
    Se io vendo, lo devo prima di tutto ai lettori che hanno ben pensato di pagare un mio lavoro.
    Se io pubblico ancora, può dipendere da come il mio libro precedente è stato accolto dal pubblico… in somma, non considerare il vero pubblico, ossia i lettori comuni e non la critica, vuol dire non aver capito cosa sia, e cosa fa, uno scrittore, a parer mio.

    Posso contestare le critiche fatte con odio e astio, ma se una critica è fatta con intelligenza la rileggerò all’infinito, perché è un aiuto non indifferente al mio lavoro. Se io vendo qualcosa a qualcuno, non è detto che deva per forza accontentarlo, però devo avere almeno il rispetto di offrire un prodotto di un certo livello qualitativo.

  • Xarxes
    Reply

    UnoScrittore, se giri un po’ per il forum e il blog vedrai che non ci si lamenta e basta, nè si passa il tempo a parlar solo male. Anche solo girando gli aggiornamenti di dicembre del blog troverai diverse recensioni buone e articoli in generali di tono positivo (qualunque sia l’argomento).

    Al di là di questo, se l’editoria italiana ha dei seri problemi direi che ha parecchio senso discuterne, soprattutto se un giorno si aspira a scrivere qualcosa. Fare gli struzzi serve a poco.

  • Reply

    Ma cosa c’entra? Dovrei ringraziare e rispettare il lavoro di un architetto che costruisce una casa instabile che crolla dopo due giorni? Lo rispetto perché, diamine, c’ha messo tempo e lavoro. Oppure dovrei ringraziare uno che fa volontariato ma, a causa della sua incompetenza, combina un disastro? Non guadagna un cent, quindi rispettiamolo!
    Il rispetto al lavoro si guadagna, non è automatico. Capisco che siamo in Italia, ma in questo sito si tifa per la meritocrazia.

  • UnoScrittore
    Reply

    Ciascuno ha diritto alle sue opinioni, su ciò non discuto. Ma chiamare qualcuno spazzatura non la considero un’opinione. Un’opinione potrebbe essere “Basso livello”, “Inesperienza”, ma spazzatura NON è un’opinione, o, se lo è, vuol proprio dire che hai davvero poco rispetto per il lavoro degli altri. Ricorda che chi scrive e pubblica, specie tra quelli che frequentano questo forum, non guadagna un centesimo (o quasi, non certo da mantenersi), ma solo il piacere di essere letti dagli altri.

  • Reply

    Caro scrittore anonimo, in realtà i buoni scrittori ci sono e sul blog di recensioni positive ce ne sono una caterva, mentre, se conti, di negativo non si legge nulla, a parte il post sulla spazzatura. Che, guarda caso, sembra sia l’unico a essere stato notato.
    E allora qual è il problema? È concesso a chi legge di lamentarsi se ha letto una schifezza, o deve andare tutto sempre bene perché, poverino, è giovane e ha un sogno?

  • Reply

    Voce, ma al di là di questo… non trovi spiazzante che si pensi che il lettore non abbia diritto di manifestare il suo pensiero?

  • Reply

    Forse è sfuggito che la critica ai prezzi alti dei libri di esordieti scritta da Ayame è, nell’intento, proprio a favore di tali esordenti. Perché se uno scrittore non lo conosce nessuno, essendo alla sua prima pubblicazione, e in più vende a prezzi alti, ha ancora meno possibilità di vendere… ovviamente.

    Che poi le critiche siano spesso viste male, purtroppo è così. Se fatte coi toni giusti, invece, potrebbero, e dovrebbero, essere la chiave di un successo futuro…

  • Reply

    Uno scrittore, prima di essere tale, è un lettore. O perlomeno dovrebbe esserlo, ma leggendo il tuo commento pare proprio di no. Un lettore ha tutto il diritto di pretendere qualità. O pensi che solo chi scrive abbia dei diritti e possa pretendere di essere degnamente trattato? Fammi capire: per te uno scrittore ha diritto di:
    – trovare un editore che lo pubblichi (gratis, quelli a pagamento non fanno testo);
    – essere trattato come un re dall’editore;
    – essere letto da tutti, e osannato da tutti.
    Il lettore, invece, non ha il diritto di parlare se trova qualcosa che non gli piace; se lo fa, è uno snob, è troppo schizzinoso, ed è un crudele consumatore incazzato che fa piangere lo scrittore. A me, personalmente, quest’idea fa schifo. E’ talmente irrispettosa che fa venire la pelle d’oca.

  • UnoScrittore
    Reply

    “Sarà io che” = “Sarà che io”
    Piccola svista, pardon

  • Reply

    Mi sembra che la cosa sia ridicola prima di tutto sul piano logico. Chi obietta dicendo che le poesie gli vengono da dentro e comunque sono degne di rispetto per questo sta difendendo un ipotetico diritto a non soffrire per giudizi espressi in maniera che gli risulta dolorosa.

    E’ una tesi da discutere, ma richiedere delicatezza POTREBBE essere consentito, specialmente ad un poeta che si presume (in quanto tale) di animo sensibile. Se chiedesse semplicemente che le critiche vengano espresse in maniera da non risultare inutilmente dolorose, potrebbe anche aver ragione.

    Cercare invece di affermare che la critica non e’ dovuta se non c’e’ competenza significa confondere la critica con l’estimo. Certo, se non sono competente non ti sapro’ dire se ho pagato il giusto prezzo per una casa. Ma posso sempre dire che non mi piace, e che noto dei difetti.

    Del resto, il processo di valutazione e’ obbligatorio per comprare l’opera: se compro qualcosa e’ perche’ valuto che il valore sia almeno paragonabile a quello dei soldi che spendo. Nel caso del libro non posso saperlo in anticipo, ma questo sposta il problema a dopo, quando potro’ comunque decidere se ho pagato troppo oppure no.

    La valutazione, insomma, e’ implicita nel processo di acquisto. Se non compari positivamente la cifra che paghi con la merce, non decidi di acquistare.

    Uriel

  • UnoScrittore
    Reply

    Forse sarà io che ho gusti semplici, però non riesco a vedere tutta la spazzatura che voi dite di trovare. Se davvero siete convinti che gli esordienti siano solo spazzatura perché avete aperto questo blog? “Perché scrivere non è solo un sogno”? Be’, per voi non lo sarà più un sogno, ma per me lo è ancora.

  • Reply

    Caro Scrittore anonimo (gradiamo la firma, da queste parti), grazie per avermi confermato quanto si dice nell’articolo: gli scrittori credono di essere gli unici ad avere diritti. Gli altri hanno solo doveri.
    E, quel che è peggio, si dimenticano di essere lettori. Forse perché non lo siete.

  • UnoScrittore
    Reply

    Scusa, ma devo aver sbagliato blog. Ero convinto che questo blog e il forum di WD dovessero essere di sostegno agli scrittori esordienti. Mi rendo conto invece di essere in un blog di consumatori arrabbiati, dove tutto è spazzatura, dove gli scrittori dovrebbero essere messi al rogo e bruciati a fuoco lento. Dove si parla SOLO di prezzi e di marchi come in qualunque supermercato. Praticamente gli stessi discorsi che fa mia madre sui continui aumenti e sulle marche dei prodotti, sugli sconti e sui punti premio.
    Dove sono andati gli scrittori? In quale blog? Non riesco più a trovarli!

  • Reply

    Come già esplicitato in altri post, quelli di cronaca e critica sono diritti costituzionali del cittadino inalienabili/irrinunziabili e l’esordiente da te citato merita una secca bocciatura in educazione civica (non serve scomodare il diritto pubblico per un abbaglio tanto marchiano).
    L’editoria é fenomeno commerciale e non culturale (purtroppo) e allora e a maggior ragione vale la legge non scritta del ‘comanda chi paga’ ossia l’acquirente-lettore.
    L’utente protestatario é pertanto rinviato a settembre anche in microeconomia.
    Certo bisogna sempre distinguere tra le proteste più o meno fondate provenienti da effettivi dissenzienti e i post aggressivo-deliranti partoriti da troll buontemponi. Al WD va dato atto di essere sempre riuscito a separare il grano dal miglio, altri siti non dispongono della medesima lungimiranza ma sono affari loro.
    Spero vivamente che questo poeta insofferente rifletta sul peso delle sue sciocchezze e col resto della squadra si faccia un bagno di umiltà, che specie per noi esordienti non guasta mai. Di certo non saranno le barricate erette sul web o gli sguinzagliamenti di troll-telenovellisti sui forum a rialzare le loro quotazioni. Spero che lo capiscano.
    Brava Lindina, continua così.

    Vito

  • Reply

    Vedi, Linda, le critiche non vanno bene in nessun caso.

    Elenchi queste caratteristiche:
    – essere un lettore forte
    – essere un lettore qualificato
    – avere una laurea e diversi attestati in materie umanistiche
    – fare il lettore di lavoro

    Guarda caso, Elena e io ce le abbiamo tutte e quattro. E di recente ci siamo prese delle ignoranti e delle zoccole per una recensione nemmeno troppo critica.
    🙁

  • Rosaria
    Reply

    Sono perfettamente d’accordo con quanto scritto nel post. Sono scettica e, a dire il vero, lo sono sempre stata nei confronti di chi si vanta di leggere tutto. Tutto non può piacere per la semplice considerazione e constatazione che ognuno di noi ha i propri gusti e orienta le proprie scelte in base ai propri gusti personali e persino alla volontà di leggere un libro “leggero” o piuttosto uno “impegnativo”, a meno che non si tratti di veri e propri capolavori della letteratura italiana ed estera e quindi splendidi per definizione. Mi sono quindi spesso arrogata il diritto di abbandonare a se stesso un libro dopo poche pagine di lettura e senza pentimenti alcuni solo perchè mi annoiava. Lo ammetto. Non sono Pirandello eppure giudico… Sono proprio presuntuosa!
    Ciao.
    Rosaria

Leave Your Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.