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Il Grimorio di Baker Street


Il Grimorio di Baker Street è una raccolta di undici racconti dark e fantasy, dove il grande Sherlock Holmes, il genio razionale, è chiamato a fare i conti con il suo opposto: l’inspiegabile, il sovrannaturale.

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Iniziamo la raccolta con un testo fatato, termine non usato a caso perché in questo primo racconto Holmes incontrerà e collaborerà con Peter Pan, il bambino che non voleva crescere. Di tutti i racconti dell’antologia questo è quello relativamente più semplice e leggero, dove l’insolito non si manifesta soltanto con l’argomento e la presenza di Peter, ma anche dall’insolito narratore che viene scelto per raccontare la storia al lettore: è infatti narrato dalla signora Watson, e non come sono abituati tutti i lettori dal buon vecchio Dottor Watson, inoltre la scelta dell’autore di raccontarci fatti contemporanei a quelli raccontati nel Peter Pan, rendono questo primo testo molto divertente e piacevole.

Il secondo racconto “La sua ultima freccia” è il racconto che probabilmente lascia più di tutti l’amaro in bocca ed è, inoltre, anche quello che lascia maggiormente di sasso nel suo epilogo. Ciò non vuol dire che sia un brutto racconto, tutt’altro ma ciò che racconta può essere uno shock per ogni appassionato sherlockiano, non aggiungo nulla sulla trama perché non farei altro che rovinarne la lettura.

“Il loro destino” è il primo racconto in cui ad Holmes viene affiancato un secondo investigatore, in questo caso Flaxman Low, detective dell’occulto. Una bella prova narrativa, in cui le atmosfere tipiche delle detective stories classiche si legano alle storie di fantasmi: i due investigatori devono indagare sugli strani accadimenti che si susseguono in una casa appartenuta ad un uomo dedito alla magia nera e all’occultismo. Interessante il finale dato alla storia, che permette ad ogni lettore di scegliere con chi schierarsi, la razionalità di Holmes o la visione più occulta di Low?

In “La Pennellata Finale” Holmes deve fronteggiare un villain del tutto particolare e con un suo speciale carisma, l’indagine si dipana in maniera semplice e lineare, appassiona anche se il lettore avvezzo alla letteratura gotica sa già cosa aspettarsi, tuttavia non annoia e riesce a mostrarci l’Holmes più genuino (pur essendo apocrifo) della raccolta. Scelta voluta o meno che sia dei curatori dell’antologia, il quinto racconto che fa da centro al libro è quello che oggi verrebbe definito un crossover tra due personaggi di Conan Doyle, Sherlock Holmes e il Professor Challenger, entrambi alle prese col Mondo Perduto scoperto da quest’ultimo.
Semplice l’idea usata per far incontrare i due, il Professor Challenger ha inventato una nuova lega metallica che l’Impero Britannico vuol usare in guerra, sfortunatamente Challenger è scomparso, sarà Holmes a doverlo ritrovare.

Il sesto racconto è il secondo in cui al fianco del razionale Holmes, troviamo uno dei detective dell’occulto che in tanti fiorivano sulle riviste a immagine del più famoso Sherlock, in questo caso il comprimario è Thomas Carnacki: il caso è incentrato su un grimorio (quello del titolo “Il Grimorio di Grantchester”) scomparso, probabilmente rubato. Rispetto al racconto analogo “Il loro destino” questo ha qualche punto in meno, rimanendo comunque un buon racconto non riesce come l’altro a soddisfare appieno.

“Lo strano caso del Vapore Friesland” è forse l’unico racconto dell’antologia ad essere sottotono se confrontato a tutte gli altri brani, nel tentativo di completare una storia iniziata in “Cinque semi d’arancio”, il racconto di Doyle, ma tutto dal pretesto che da l’avvio a questa storia al suo finale non soddisfa il lettore. Fortunatamente è l’unico racconto a comportarsi così e oltretutto è anche piuttosto breve.

Da “Simbiosi” possiamo dire che iniziano i pezzi forti dell’antologia, i racconti più belli e interessanti, quelli più divertenti e coinvolgenti; in “Simbiosi” Holmes viene ingaggiato da una ragazza chiusa in una casa di cura che chiede al famoso detecrive di  investigare su varie morti misteriose di cui lei pensa d’essere l’artefice. Questo è anche l’unico racconto privo di citazioni ad altri casi di Sherlock Holmes, ciò a testimoniare che questo testo funziona anche al di fuori della cornice sherlockiana.

“Merridew di abominevole memoria”  è insieme a “Tramonto rosso” uno sguardo al futuro di Holmes e Watson; nel primo il buon dottore ha deciso, per continui problemi di memoria, di stabilirsi in una casa di cura per problemi psicologici, qui discutendo con un medico racconterà la storia di Merridew un mentalista dalla memoria prodigiosa e di come quest’ultimo incontro Holmes e lo stesso Watson in uno dei loro casi nel secondo racconto invece ci troviamo davanti un Holmes ultracentenario, un vecchietto che definire acido è eufemistico: Holmes portato in America per essere protetto dalla guerra in Europa si ritrova a collaborare con un detective tipicamente hard boiled nella risoluzione di un caso che riguarda una sua vecchia conoscenza, un Conte di gotica memoria.

Con l’ultimo racconto di Kim Newman, “La lega del Pianeta Rosso” (titolo che strizza l’occhio al racconto di Doyle “La lega dei Capelli Rossi”) ci troviamo davanti non il classico racconto di Holmes ma una storia raccontata da Sebastian Moran nelle sue memorie e che ha per protagonista il Napoleone del Crimine: James Moriarty.  Un’ottima scelta per concludere un’ottima antologia di cui nessun lettore, che sia un’appasionato scherlockiano o meno, rimarrà deluso.

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