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Gruppo Albatros: collana Nuove Voci su Canale 5


Innanzitutto: il Gruppo Albatros non fa selezione e pubblica tutto quello che gli viene inviato e chiede migliaia di euro per la pubblicazione. Questo per fugare i dubbi di eventuali nuovi lettori che arrivassero da Google senza conoscere i precedenti articoli che riguardano il Gruppo Albatros.

Da qualche giorno, il Gruppo Albatros si pubblicizza su Canale 5, con uno spot dove Giorgia Grasso – direttrice editoriale – parla della casa editrice in termini entusiastici. Logico, è pubblicità. Qui le due versioni dello spot: spot Gruppo Albatros 1, spot Gruppo Albatros 2. Attenzione: lo spot n°2 è stato modificato da chi lo ha messo su Youtube, inserendo la copertina del proprio libro edito dall’Albatros. La versione originale è la prima.

Ora, guardiamo un po’ cosa dice Giorgia Grasso e vediamo cosa c’è di vero.

Le parole di chi scrive non si perdono mai nel buio. La nostra casa editrice ha pubblicato in questi anni alcuni dei nomi più significativi della letteratura nazionale ed internazionale: Alda Merini, Luciano De Crescenzo, Alberto Bevilacqua, Stefano Zecchi. Cercateli in libreria!

Cercate, cercate. Non li troverete. Nonostante la distribuzione affidata a Ugo Mursia i libri del Gruppo Albatros non si trovano in libreria. I pochi che si vedono in giro sono portati lì da autori del luogo.

Ma oggi sono qui anche per parlarvi della collana Nuove Voci che ospita i migliori scrittori esordienti italiani e che ha già conquistato centinaia di migliaia di lettori.

Questa parte mi ha fatto venire i brividi. Migliori scrittori esordienti italiani? Centinaia di migliaia di lettori? Il Gruppo Albatros non fa alcuna selezione: ha accettato di pubblicare questo manoscritto, un’accozzaglia di stralci di racconti, pezzi di blog, paragrafi di Wikipedia (con tanto di link in blu nel testo) ripetuti per cento pagine e assemblati senza alcun filo logico. Le frasi sono unite appositamente senza alcun senso. Il Gruppo Albatros ha accettato di pubblicare questa porcheria – realizzata da noi – per il modico prezzo di 2941,50€.
Potete vedere la presentazione del contratto da parte della sottoscritta a Giorgia Grasso alla tavola rotonda sull’editoria a pagamento tenutasi al Salone del libro di Torino quest’anno qui.
Secondo: i centinaia di migliaia di lettori non esistono. Gli autori che hanno pubblicato con Albatros testimoniano che hanno venduto pochissime copie, quasi tutte piazzate personalmente da loro e non dalla casa editrice; i libri sono introvabili in libreria. A meno di non contare come centinaia di migliaia di lettori gli autori paganti e le loro famiglie questi fantomatici lettori sono inesistenti.

Nuove Voci è un progetto ambizioso, è la collana del settore più recensita e premiata d’Italia; finalmente arrivano in libreria scrittori che non sono solo nomi noti.

A parte che in libreria non c’arrivano, cercando su Google “collana Nuove Voci” non escono né recensioni, né premi: i libri della collana vengono snobbati da tutti: lettori, critici, altri autori, editori non a pagamento. Gli unici a filarseli sono gli autori del Gruppo Albatros e i loro amici e parenti.
Inoltre i libri sono pieni di errori, refusi e chi più ne ha più ne metta: allo stand a Torino io e altri membri del Writer’s Dream abbiamo frugato tra i libri e abbiamo trovato opere prive di punteggiatura per pagine e pagine, oppure dialoghi con punti esclamativi doppi o tripli a ogni frase.

È in atto un importante processo di democratizzazione culturale, reso possibile anche grazie alla fiducia che i nostri autori hanno accordato alle nostre strategie di coproduzione. Noi l’abbiamo definita rivoluzione editoriale.

Questo, seriamente, fa paura. D-e-m-o-c-r-a-t-i-z-z-a-z-i-o-n-e  c-u-l-t-u-r-a-l-e: cosa significa democratizzazione culturale? Che tutti possono pubblicare? A parte l’evidente impossibilità di far pubblicare tutti (sarebbe come pretendere che tutti, anche gli stonati come campane, divenissero cantanti lirici o che tutti quelli che hanno la terza media possano fare i medici), la democratizzazione di cui il Gruppo Albatros parla è una democratizzazione per i ricchi. Ovvero: la democrazia riguarda solo chi ha i soldi per finanziarsi la pubblicazione.
Dov’è la democrazia in questo?
E’ un concetto che dà i brividi. Estendetelo a tutte le realtà: lavoro, scuola, vita. Avreste dei diritti solo se foste ricchi. Questo è un concetto da secoli bui del medioevo, dove i diritti spettavano a nobili, ricchi e al clero. Si può chiamare democrazia il suo esatto opposto?

E allora, la prossima volta che andate in libreria fate una scelta rivoluzionaria: invece della solita lettura acquistate un libro della collana Nuove Voci!

Tanto non li trovate. E se li trovate non comprateli. Se conoscete qualche autore che ha pubblicato o è intenzionato a pubblicare con il Gruppo Albatros fategli leggere questo articolo e i link seguenti; parlatene ai vostri amici, a chi legge, diffondete su Facebook.
E non buttate i vostri soldi.

Qui il controspot realizzato da Studio83.

Approfondimenti sull’editoria a pagamento

  1. Perché non pubblicare a pagamento
  2. Gruppo Albatros: collana Nuove Voci
  3. Gruppo Albatros: testimonianze
  4. Contro l’editoria a pagamento
  5. I costi reali  e i contributi richiesti
  6. Quando i sogni hanno un prezzo
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49 Comments
  • Reply

    IO HO PUBBLICATO CON ALBATROS…TUTTO OK!!! CERTO NON POTEVO PRETENDERE CHE MI PUBBLICASSERO IL LIBRO E IN PIU’ MI ELARGISSERO GRATIS DELLE COPIE!! IO NE HO ACQUISTATE 200, LE HO VENDUTE (PERCHE’ I MIEI LIBRI PIACCIONO) E CI HO PURE GUADAGNATO IN QUANTO A PUBBLICITA’ …E’ STATA FATTA ALLA GRANDE!!! SODDISFATTISSIMO!!! GEORGE MUSTANG.

  • Reply

    […] rivoluzioni, come la celeberrima lista EAP o la beffa alle Edizioni Albatros (leggi dal WD: Collana Nuove Voci su Canale5) […]

  • francesco di gennaro
    Reply

    vorrei riprendere un bel commento qui sopra riportato ; la gioia di quando ho aperto il cartone dell’albatros con le 180 copie ; vedere pubblicata la tua storia è una gioia immensa ; nonostante tutto , grazie albatros e vorrei ringraziare giorgia grasso il direttore editoriale con la quale ho interagito all’inizio ; ciao giorgia e grazie , con tutti i problemi annessi e connessi-

  • francesco di gennaro
    Reply

    ah dimenticavo anche la padania ne ha parlato –

  • francesco di gennaro
    Reply

    anch’io ho pubblicato nell’agosto 2010 un libro con l’albatros : ” Infermiere di professione , comico per vocazione ” ; non mi hanno supportato nelle spese ma questo c’era scritto nel contratto ; ho pagato anch’io 2250 euro a fronte di 180 copie a 12 euro a copia ; i miei libri si vendono ancora oggi e siamo stati al tg 5 lettura , a tg 1 medicina , a la vita in diretta con il nuovo direttore editoriale carmela ferrentino , recensito dai settimanali oggi, vivessere , repubblica salute, dai quotidiani libero , l’unità , il corriere del mezzogiorno , la gazzetta del mezzogiorno , radio montecarlo con alfonso signorini , rtl 102, 5 e proprio ieri l’altro il tg 2 ha registrato un servizio sul mio libro e la mia storia; prima di accettare l’albatroso ho contattato numerosi case e ditrici qui a bari e altre in italia ; tutte ti chiedevano denaro ; è vero , non collaborano alle promozioni , io ho girato l’italia a mie spese , qualche problemino in questi 4 anni ,a me sicuramente non è dispiaciuta e sono convinto che con il tempo , migliorerà ; un caro saluto da bari – francesco di gennaro –

  • Vera
    Reply

    Non voglio schierarmi a favore dell’editoria a pagamento. Tuttavia, talvolta, senti proprio l’esigenza di far conoscere un tuo lavoro per diversi motivi. Allora, provi a proporlo alle case editrici non a pagamento, che però ti lasciano ad attendere una risposta mai giunta. A quel punto, preferisci pagare! Comunque perché denigrare così tutti gli autori che pubblicano con le case editrici a pagamento? Non credo che tutti questi scrittori scrivano tanto male. Magari ci saranno coloro che provano a mettersi in gioco, con sacrificio ed hanno ottime capacità!

    • Reply

      Non so se proprio tutti scrivano così tanto male. So che quando, con un gruppo di altri ragazzi di WD, siamo stati allo stand del Gruppo Albatros al Salone del libro di Torino, ogni libro che abbiamo preso in mano era scritto male.
      C’è il bisogno di far conoscere un tuo lavoro? Esistono tanti siti di print on demand. Costano molto meno, fanno un servizio decisamente migliore della stragrande maggioranza delle case editrici a pagamento e non pongono il bollino “vanity press” sul testo. Quindi perché ricorrere all’EAP?

  • Luisa
    Reply

    Ciao a tutti! Dopo aver dato uno sguardo ai vostri commenti sulle trappole delle editorie a pagamento che, a priori avevo deciso di scartare, vorrei accennarvi ciò che mi è successo: Ho inviato il mio manoscritto on line a una CE che mi ha risposto in breve tempo proponendomi l’acquisto di 40 copie a prezzo scontato di euro 450.
    Mi hanno anche allegato tanto di contratto da sottoscrivere, con i punti dettagliati in modo ineccepibile. Ho rifiutato, spaventata dalle dicerie che girano sui forums. Tra l’altro, alla mia prima risposta negativa, hanno inviato una mail, chiedendomi di telefonare , per perfezionare i vari punti e trovare un accordo. Consigliata anche da mio marito, ho detto di no ancora una volta. Tra l’altro, mi avevano garantito una prima pubblicazione di 1000 volumi.
    Sapete una cosa? Ora mi sento un po’ stupida; i miei rifiuti all’improvviso sono sembrati quelli di una che “se la tira”, snobbando la proposta di chi mi offriva una possibilità: quella di farmi conoscere almeno un po’ di più e realizzare un sogno.
    Avrò perso il treno? Mi auguro di no. Comunque è sempre molto difficile fare una scelta, quando si sentono troppe campane..! Grazie a tutti e in bocca al lupo!

  • Anto
    Reply

    Ho partecipato ad un concorso online e recentemente ho ricevuto una “proposta editoriale” con l’obbligo di acquistare 200 copie a 9,90 euro l’una..fare un po’ i calcoli…ma siamo pazzi??!Ho cestinato il tutto e non voglio più sentirli nominare!Pensavo di aver vinto il concorso…e invece sono una delle tante! Avevo letto tutto il regolamento e non c’era accenno all’obbligo di acquisto, se no chi le inviava le mie poche righe…non le avrei mai inviate!!!!!!!

  • ela ucci
    Reply

    grazie, stavo per cadere nella trappola, scrivo da anni racconti per giornali femminili e sono sempre stata pagata. Se un libro vale deve essere pubblicato per quello, non dietro una cifra non indifferente.

  • illo
    Reply

    Vorrei solo fare alcune precisazioni, nel puro spirito di contraddittorio e niente più. Io ho pubblicato con albatros, ho pagato, e per alcuni aspetti non mi posso lamentare. Ho parlato con una persona che risultava evidente aver letto l’elaborato, e l’editing è stato effettuato (mi hanno convinto ad esempio ad usare l’imperfetto in alcuni casi, al posto del congiuntivo imperfetto che secondo me risultva linguisticamente più corretto). Tutti gli esordienti hanno fatto la trafila di proposte alle case edtrici convinti comunque di avere tra le mani un’opera più che meritevole. Io ho sempre professato umiltà e quella convinzione oggi non l’ho ancora, tolto i complimenti ricevuti da persone che non sono a me vicine. Dunque che fare? Ombra per sempre o un po’ di luce nel sole? Io ci ho provato, e nonostante le difficoltà nella distribuzione materiale del libro, noto con piacere che il mio romanzo può essere acquistato on line su più siti (feltrinelli, bol, ibs,…). Non vi dirò il titolo altrimenti potreste pensare a un tentativo di pubblicità. L’esordiente secondo me non deve pensare di avere tra le mani l’opera simbolo della letteratura. Nessuno ti c***, ma da qualche parte bisogna iniziare. L’albatros non ti fa alcun tipo di promozione particolare, a quella ci deve pensare purtroppo lo scrittore, di questi tempi. Magari quando un esordiente avrà scritto quattro o cinque libri in cui inizia ad esserci un certo tipo di qualità, l’offerta minima di qualche casa editrice appena decente arriverà… Non credo che pubblicherò ancora con albatros, ma nessuno può conoscerti se non sanno che esisti. E non credo che le case editrici più grandi si azzufferanno per il mio secondo romanzo. Ma a costo di farlo uscire gratis su internet, da qualche parte lo farò uscire. Il riscontro arriva sempre dai lettori, il passaparola è il mezzo più grande se l’opera è decente. Altrimenti bisogna forse ammettere che il nostro lavoro non era poi così buono come pensavamo noi.
    Buona scittura atutti.

  • paranoica
    Reply

    sono tornata solo per far sapere che tutte le paure che avevo prima sul rapporto con il gruppo albatros erano infondate .
    avevo paura che chiedessero altri soldi dopo il primo e leggere voi che urlate truffa qua e la mi aveva agitata ancora di più …invece nulla :)
    paghi solo il 1° libro , i successivi no .
    i tagli riportati sono stati errori di comunicazione 😛
    la maggior parte delle vendite ,sono a mano o su internet o eventi organizzati da loro…ma poco mi importa visto che il passa parola funziona benissimo :)
    siamo soddisfatte e vedere la sua storia pubblicata è una bella emozione.
    detto questo vi dico addio siete simpaticissimi come una ca**a sotto le scarpe!
    ps: i libri li scrive mia sorella ma parlare in prima persona mi è più facile .

    • Reply

      Qui nessuno ha mai parlato – né tantomeno urlato – “truffa qua, truffa là”; sappiamo tutti benissimo che quanto fa il Gruppo Albatros è perfettamente e pienamente legale.
      E sappiamo benissimo anche che è naturale che i successivi libri non vengano fatti pagare. Tanto, hai sborsato 2000€ già prima.

  • Giugnos
    Reply

    Tutto ciò è scandaloso…

  • Reply

    […] che trovo il loro spot pubblicitario a dir poco stomachevole. E il perché lo puoi capire da questo articolo di Writer’s […]

  • Giada
    Reply

    Salve a tutti,
    io sono una giovane scrittrice, e per giovane intendo dire che ho 14 anni. Ho visto i messaggi precedenti, e non posso fare a meno di dire che è stato offensivo leggere che una casa editrice tanto famosa agisca in questo modo. Avete dei consigli da darmi? Scusate l’ignoranza ma sono alle prime armi. Grazie!

    GM

  • Reply

    Non penso che il vero problema, in questo caso specifico, si nasconda nel plagio. Ad ogni modo, per avere una sicurezza in più, puoi sempre prima autospedirti una raccomandata AR con il materiale che intendi inviare. Servirà a poco oppure a tanto, questo non si può sapere, ma in caso di dubbi potrai sempre cercare di dimostrare di essere tu l’autore “originale” dell’opera.

  • antonio
    Reply

    attendo risposta grazie a tutti

  • antonio
    Reply

    ciao a tutti questo gruppo albatros mi ha chiesto di inviare le mie trenta poesie (volevao inviarne una per il concorso)allora mi chiedo…e se poi me le copiano?? possono farlo??

  • Alberto
    Reply

    Salve a tutti voi di writer’s dream .
    Da qualche anno a questa parte ho iniziato a scrivere con regolarità . Mi piace e non posso farne a meno : non sarei me stesso . Da poco tempo ,invece , sto cercando ,per la prima volta in vita mia ,riviste o case editrici che accettino di pubblicare del materiale . Stavo vagando per la rete, quando mi sono imbattuto nel vostro blog e sono capitato in questo articolo .Ci sono rimasto veramente male e non ho potuto fare meno di commentare dispiaciuto .
    Per me è stata una vera botta ! Considerate che ,prima di aver letto questo articolo (che mi ha chiarito le idee)ero disinformato e non sapevo nemmeno se pubblicare a pagamento fosse una cosa giusta o meno . Ma quando ho letto tutto ciò ,mi è venuto male ! Mi sono immaginato gente che passa il tempo a scrivere nella speranza di una pubblicazione;che crede nel romanzo che ha scritto e che ha letto ,riletto ,ricopiato ,riscritto cento volte e che viene letteralmente presa in giro dalla casa editrice: la stessa che sostiene che tu abbia le capacità per divenire scrittore di successo ,quando invece ,magari ,non è così.
    Colgo l’occasione per ringraiarvi e …chissà … visto la vostra onestà ,magari un giorno vi spedirò qualocsa da leggere e riguardare .
    Grazie per aver avvisato tanti appassionati di scritura come me che ,magari non molto informati ,avrebbero potuto sbagliare !!!Alberto Mino

  • StefanoN.
    Reply

    Vorrei aggiungere un altra cosa.
    Ma cosa deve fare un esordiente per pubblicare un romanzo e soprattutto per vederlo adeguatamente distribuito?
    Premesso che le grandi case editrici non ti prendono nemmeno in considerazione, e se lo fanno capita ad uno su centomila, e considerato il fatto che in una qualsiasi libreria troverete esposti sempre i soliti best seller famosi, e mai un esordiente… ma allora, che bisogna fare per emergere?
    Se qualcuno ha una risposta adeguata a questa domanda vorrei proprio leggerla.

  • StefanoN.
    Reply

    Perdonatemi, ma non capisco una cosa.
    Se, da come dite voi stessi nel sito, le condizioni contrattuali sono spiegate per filo e per segno sul sito e sul contratto, e quindi se un autore sa a priori a cosa va incontro nel firmare un contratto con il Filo, ma allora, di cosa stiamo parlando?
    E’ un pò come la storia di Wanna Marchi, anzi, in questo caso mi sembra pure meglio, perchè almeno viene spiegato quello che offrono o non offrono. Il problema è se le condizioni contrattuali vengono nascoste o viene millantato ciò che poi non si può mantenere. Ma se le condizioni sono esplicite, e un autore sceglie consapevolmente di pubblicare a pagamento, chi siete voi per dire agli altri di non farlo?
    Questo non capisco, in base a quale autorità morale o giuridica vi sentite in diritto di dire agli altri cosa fare o non fare. E’ un atteggiamento da santoni che non condivido, e soprattutto imparate ad accettare le critiche, dal momento che non appena uno ve le fa subito rispondete piccati.
    Per quanto mi riguarda, se uno vuole schiantarsi contro un muro e ne è consapevole, beh, liberissimo di farlo, non sarò certo io a distoglierlo dal suo intento.

  • paranoica
    Reply

    grazie tante!
    nell’articolo si parla dell’inizio del rapporto e non di cosa succede in conseguenza ,cioè secondo libro o fine rapporto.
    ho trovato moltissimi che hanno fermato il loro rapporto alla richiesta di pagamento (quindi neanche iniziato)e non di persone che si sono lamentate in conseguenza cioè persone che lo stanno vivendo.
    è INUTILE semmai farmi prediche ,perchè ormai il danno è stato fatto me ne rendo conto benissimo ,infatti io ho chiesto cosa mi aspetta da qui in avanti.

  • Reply

    […] arrivato oggi un commento relativo al Gruppo Albatros, firmato da “paranoica”: vorrei sapere da simbio77 come sta procedendo . mia sorella ha […]

  • Reply

    @Paranoica: i problemi sono quelli esposti in rete, e li hai già letti. Però scusa, prima di firmare un contratto e sborsare oltre 1000€ non è opportuno informarsi? E’ inutile farlo a cose fatte, perché poi ci si riduce, come si suol dire, a piangere sul latte versato.

  • paranoica
    Reply

    vorrei sapere da simbio77 come sta procedendo .
    mia sorella ha pubblicato un libro con il gruppo albatros nuove voci,ha dovuto pagare 1.300 per un tot di libri .
    sto leggendo in giro cose terribili su questo gruppo e ora ho un ansia terribile .
    il libro lo hanno stampato e io ne ho una copia ,leggendo ho trovato un sacco di errori di grammatica e di punteggiatura e dopo tutti i tagli che hanno suggerito ,alcune cose hanno perso senso.
    non so che pensare …
    siamo all’inizio ,hanno detto che presto faranno la distribuzione…ma ora non so che aspettarmi.
    io spero che qualcuno sappia dirmi se stiamo andando in contro a dei problemi …di soldi soprattutto.
    help me

  • meo
    Reply

    Sono scandalosi

  • Alessandro
    Reply

    Ciao a tutti, volevo sapere qualcosa di più su Montag. Ho partecipato a un concorso letterario indetto da loro.

    Ho guardato un po’ in giro per le librerie ma non ho trovato libri di tale editore.

    Ho visto sul sito che fanno una vendita tramite distributore.

    Ho notato anche i prezzi dei libri pubblicati da loro e presenti sul sito … cifre un po’ altine …

    Grazie.

    Ale

  • Reply

    Ho inviato il mio manoscritto a 15 case editrici, la prima a rispondere è stata Il Filo-Gruppo Albatros, chiedendomi l’acquisto di 200 copie a 2.200 euro. Includono anche servizi di promozione del libro in trasmissioni televisive. Il problema non si pone, perchè io da laureata, gudagno 4 euro l’ora e quei soldi non li possiedo. Vi invito a leggere il dettaglio della lettera del Gruppo Albatros sul mio blog http://metticisempreilcuore.blogspot.com

  • Reply

    […] – direttrice editoriale del Gruppo Albatros che abbiamo incontrato al Salone del libro 2010 – “ospita i migliori scrittori esordienti italiani” e “ha già conquistato centinaia di migliaia di lettori”. Infatti leggi il commento di questo […]

  • Reply

    […] direttrice editoriale del Gruppo Albatros che abbiamo incontrato al Salone del libro 2010 – “ospita i migliori scrittori esordienti italiani” e “ha già conquistato centinaia di migliaia di […]

  • simbio77
    Reply

    Salve a tutti. Io sono uno di quelli che ha deciso di pubblicare per il gruppo ALbatros.
    Non sto a spiegare il perchè ed il percome….sono giunto a loro in pratica “per caso” e non ero a conoscenza di tutto il ruomore che circola intorno a questa casa editrice.
    L’ho scoperto dopo, girando e documentandomi in rete.
    La mia personale opinione e la testimonianza che voglio fare, non ha la velleità di difendere l’operato del gruppo, ne tantomeno di accusare nessuno.
    Il mio libro è di prossima pubblicazione, quindi non sono nella condizione di offrire un quadro completo della situazione, ma un paio di cose, tenuto conto degli attacchi più o meno leciti, che questo editore subisce, mi sento in dovere di dirle.
    1 Al momento di chiedere delucidazioni sulla selezione del mio lavoro, mi sono trovato a parlare con una persona che ha dato dimostrazione di conoscere profondamente ciò che avevo scritto.
    Trattandosi di una raccolta di racconti, palle se ne possono raccontare poche ed il libro o lo si conosce o ci si frega da soli…
    2 Si parla spesso di editing inesistente… io posso soltanto dire che il mio è durato quasi un mese con scambio quotidiano di impressioni e commenti a riguardo delle modifiche e dei refusi da correggere nel testo.
    Tutto questo non significa nulla e non ha lo scopo di spezzare una lancia a favore di un tipo di editoria che mi lascia molto perplesso.
    Non ripeterò a priori l’esperienza di pubblicare a pagamento, anche se non mi pento di ciò che sto facendo.
    Trovo però corretto testimoniare la trasparenza e la professionalità della persona che ha curato l’editing del mio lavoro, a prescindere dalla moralità di tale operazione.
    La mia personale opinione è che questo tipo di editoria sia niente più che uno strumento: può essere buono in abili mani o nocivo in mani meno sapienti….quello che si rivelerà per me, avrò cura di raccontarvelo il prima possibile

  • roberto
    Reply

    Ritiro anche la parola ‘truffa’ dal mio commento del 14 luglio ore 5,36 p.m. Mi sono lasciato trasportare e chiedo scusa. Non intendevo offendere nessuno, ma forse qualcuno di coloro che mi leggono hanno provato o stanno provando le mie stesse sofferenze: alle quali peraltro ci sottoponiamo volontariamente. Saluti.

  • roberto
    Reply

    Chiedo scusa e ritiro il mio ultimo commento. Saluti.

  • Reply

    Ahimè, un libro di Zecchi, pubblicato effettivamente dal Gruppo Albatros Il Filo, l’ho trovato distribuito: per giunta da Feltrinelli, alla Galleria Sordi a Roma… Il che è anche peggio, in un certo senso… :(

  • Ivan
    Reply

    Non posso non dire la mia, visto che anch’io, come tanti altri, sono stato irretito dalle ambiziose prospettive di questa finta casa editrice. Ho mandato loro, con tanto di presentazione e tutti i crismi del caso, una copia del mio libro di poesie: mi ha intrigato il fatto che non snobbassero nessun genere letterario, nonostante – si sa – quello poetico sia praticamente invendibile; in realtà avrei dovuto immaginare che ci sarebbe stata una soda fregatura solo per il candore col quale hanno accettato di visionare il mio lavoro. Ovviamente non hanno visionato un bel nulla, ma all’epoca non potevo certo immaginarlo.
    Neanche un mese più tardi mi spediscono un pacco gigantesco pieno di referenze patinate, opuscoli introduttivi e perfino un dvd, insieme a un contratto di pubblicazione in duplice copia. Avevo gli occhietti lucidi, ma l’emozione mi si è estinta alla seconda pagina della lunga lista di clausole: 1950 euro, comodamente pagabili in due bollettini postali o, in base alle dimensioni del portafoglio, in un versamento unico, come garanzia di acquisto delle prime x copie. Giuro, avrei voluto rimandargli il tutto con tanto di “ANDATE-A-CAGARE” scritto a caratteri cubitali. Mi vergogno di essere stato un tale idiota.
    L’unica cosa che mi auguro è che non ci sia nessuno (specialmente i ragazzi come me, che si possono facilmente raggirare a causa della frenesia e dell’inesperienza) disposto a scendere a compromessi con questi individui, vere e proprie aberrazioni della cultura italiana. Perdonate lo sfogo chilometrico.

  • Daniel
    Reply

    Giusto per dare l’ultimo colpetto al masso in bilico sul crinale, la scritta in sovrinpressione più volte citata recita:
    “La proposta di edizione in co-produzione potrebbe prevedere l’obbligo di acquisto di un quantitativo minimo di copie da parte dell’Autore”.
    Da notare la A maiuscola di autore. 😐

  • roberto
    Reply

    E’ come vendere un rimedio miracoloso chi ha il cancro in fase teminale: è peggio di una truffa. Tutti conoscono le ansie degli scrittori esordienti, le loro attese dopo aver inviato i loro faticosi manoscritti alle solite Case Editrici, che per lo più ‘non accettano manoscritti non richiesti’, e sentirsi dire che ti pubblicano, ed anche con termini così accattivanti crea delle speranze crudeli. Mentre sulla scrivania si accumulano le risposte degli editori: ‘Grazie per aver pensato a noi, ma purtroppo la nostra linea editoriale non prevede il genere del suo romanzo’. E poi leggi G.F., per non far nomi, e scopri che non gli hanno fatto neanche un buon editing, oltre ad essere pieno di quegli errori che qualunque corso di scrittura condanna! Ma chi sono io, DIO? Saluti.

  • Reply

    […] Gruppo Albatros: collana Nuove Voci su Canale 5 […]

  • francocordiale
    Reply

    Il Filo e la “democratizzazione” (a pagamento) della cultura.
    E’ davvero stupefacente come la FACCIA TOSTA non abbia limiti.
    Così sarebbe nata anche la democrazia delle palanche, riservata a quanti, scrivano come scrivano e soprattutto pensino come pensino (dal genio incompreso all’ultimo cialtrone da strada), sono pronti a versare soldi alla PREMIATA DITTA Albatros. In una parola:la democrazia del cliente.
    Dopo le banche, ecco altre benefiche istituzioni “democratiche” le quali ci si rivolgono con affabilità (Noi sì, che siamo vostri amici!); abbiamo così anche il GRANDE AMICO EDITORE che si premura di offrirci su un piatto d’argento…onore. gloria e fama. E introiti sicuri, si capisce. Basterà un “modesto compenso” per partire alla grande.
    Che ve ne pare?
    Franco Cordiale

  • Reply

    Un paio di mesetti fa, scrissi una lettera al Direttore di un quotidiano online (spesso uno dei primi 10 in Italia come pagine lette al giorno), a seguito di un suo editoriale in cui lamentava “la totale assenza di attenzione al mondo del libro”.

    Trascrivo la mia missiva qui di seguito, specificando che – a oggi – la stessa non ha trovato pubblicazione.

    Gentile Direttore,

    ho letto con interesse il Suo intervento di ieri relativo alla chiusura delle varie rassegne provinciali del libro e, lo ammetto, molti punti li trovo più che condivisibili. Molti, ci tengo a precisarlo, non tutti.

    Senza polemica (beh, a dire il vero, un po’ di polemica c’è…) mi meraviglia leggere quanto Lei si lamenti con forza anche della “totale assenza di attenzione al mondo del libro” sebbene, in un certo modo, anche il Suo giornale sia complice di questa grave carenza. E in modo continuativo e ostinato, per giunta.

    È sotto gli occhi di tutti, infatti, la quantità di spazi pubblicitari offerti da VareseNews a editori che, in realtà, editori non sono: stampare libri chiedendo un contributo agli autori stessi, o garantire un servizio di “self-publishing” (ovvero di auto-pubblicazione) o di “print-on-demand” (stampa a richiesta) significa uccidere i libri. Quelli veri, intendo.

    Tutti scrittori, pubblica il tuo romanzo, libera il manoscritto che hai nel cassetto, diventa protagonista insieme alla tua storia, fai conoscere al mondo la tua poesia… Gli slogan si sprecano e, intanto, la cultura muore. E con lei, inevitabilmente, anche le manifestazioni e le varie rassegne.

    Troppi tipografi (anzi, credo sia meglio chiamarli “diversamente editori” per non urtare la loro suscettibilità) non fanno che vendere illusioni e, soprattutto, spesso libri di scarsa qualità. Nessuna cernita, zero editing, niente promozione. Perché tutto fa brodo. Pardon, volevo dire denaro.

    Proporre un manoscritto a un editore è una cosa, entrare in tipografia è fare altro. Come tanti, ho provato sulla mia pelle (e ancora provo) quanto bruci un rifiuto, ma è giusto così: se ho scritto una “boiata”, per quale motivo dovrei vederla pubblicata per forza? E perché la gente dovrebbe trovarla sugli scaffali di una libreria?

    I veri editori investono su uno scrittore, soprattutto quando si tratta di un esordiente. Chiedere un “contributo” per pubblicare un libro (anche se si traduce “solo” in termini di copie che l’autore deve acquistarsi) non vuol dire essere un editore. E, talvolta, nemmeno un tipografo.

    È anche per tutti questi motivi che, per il prossimo 31 maggio, propagandata sino a oggi soprattutto dal web, è stata indetta la prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento. Che siate persone che scrivono o solo “semplici” lettori, partecipate. Non costa nulla. Non è come voler fare per forza lo scrittore…

    Paolo Franchini

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    brava, bel articolo, lo diffondo!!

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    @Scrid: no, infatti è proprio così. Non si riesce a leggere niente della scritta in sovrimpressione…

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    Ma ho notato solo io che la scritta che passa in sovraimpressione, probabilmente quella che dovrebbe chiarire il fatto che Albatros richiede il contributo di pubblicazione, è praticamente illegibile?

    Una specie di caratteri cirillici sparati a velocità supersonica. Magari è la mia tv, ma su quello spot mi ipnotizzo ogni volta che lo mandano in onda e ogni volta il messaggio non si capisce.

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    Io sono stato, l’anno scorso, invitato da una amica comune, ad una presentazione de “il filo-albatros” nella loro libreria vicino ai Parioli. Non fanno editing, né altro, dell’opera. Ma una presentazione almeno a questi gliela promisero. Ad altri non so. Il trucco per riempire la sala è semplice. Minimo 5 presentazioni, quindi amici e parenti di ogni autore, miracolo compiuto…

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    Grazie per questo articolo!
    Spero che lo leggano in molti.
    Se io avessi trovato qualcosa del genere, sicuramente adesso non sarei nella schiera degli “autori pubblicati sulla collana” dell’ediore in questione.
    Ai miei tempi, però, (dicembre 2008) si chiamave semplicemente Il Filo editore e faceva pubblicità sulla prima pagina del Corriere della Sera.

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    Davvero meritorio questo tuo intervento. Vorrei poter fare qualcosa anche io per far cessare questo schifo. C’è gente che sempre più ci casca, specie dopo la pubblicità. Io sono venuto a sapere dell’iniziativa propagandistica da una amica che si affrettava a segnalarmi la possibilità di essere visibile. Ho saputo che alla figlia di una mia conoscente hanno estorto 4000 Euro. Dico estorto perché di estorsione si tratta. La pubblicità è comunque ingannevole, perciò qualche autorità potrebbe e dovrebbe intervenire. Ciao. Sergio

  • Nissia
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    Ottimo articolo, brava Linda.

    Daniela, alias Nissia

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