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Recensione: Il sangue di Manitou


Titolo: Il sangue di Manitou

Autore: Graham Masterton

Editore: Gargoyle Books

Prezzo: 13,50€ Sconto per gli utenti di WD

Numero pagine: 384

 

Potrei riassumere l’intera recensione con una sola frase: “Il sangue di Manitou è un libro fantastico”. Mi rendo conto però che non potete credermi così, sulla fiducia; perciò vi darò qualche elemento affinché possiate farvi un’idea del perché il libro è fantastico.

La storia si apre con Frank Winter, gastroenterologo del Sister of Jerusalem che si ferma a osservare una ragazza che si esibisce come mimo per le strade di New York. Meravigliato da come la ragazza sembri snodabile, il dottore commenta il fatto con un uomo accanto a lui, che sorride e gli dice che la ragazza è una pallida. Mentre Frank cerca di farsi spiegare il significato dell’affermazione, la ragazza stramazza al suo e vomita litri di sangue. Non suo.

Interrogata, confessa di aver assassinato i suoi coinquilini e di averne bevuto il sangue per placare il bruciore del suo corpo che sembrava andare a fuoco; mentre i medici svolgono test e cercano di capire cosa succeda alla ragazza, questa muore improvvisamente e iniziano ad arrivare in ospedale centinaia di altre persone nelle sue stesse condizioni: tutti vomitano sangue e confessano di avere ucciso amici e parenti, persino i propri figli, per spegnere il fuoco che, dicono, li stava bruciando. Tutti, inoltre, dicono di fare da giorni lo stesso incubo; e tutti, inspiegabilmente, iniziano a recitare Tatal nostru, carele esti in ceruri.

L’altra storia, parallela, segue Harry Herskine, indovino imbroglione dotato di qualche potere paranormale. La narrazione, che prima era in terza persona, passa alla prima e al punto di vista – spesso ironico – di Harry; i capitoli sono alternati fino a quando i due non si incontrano: il dottore, Frank, è stato infettato dalla ragazza, resuscitata sotto forma di stregoi, ovvero vampiro.

Harry e Gil, un soldato incontrato per le strade infernali di NY, hanno scoperto grazie allo spirito guida di Harry, un indiano chiamato Roccia che Canta, che i responsabili dell’infezione sono proprio gli strigoi, in particolare  un Radunatore di vampiri. Insieme a Jenica, una rumena figlia di un esperto del campo, inizieranno a definire i contorni della vicenda e a capire che, nonostante tutto, solo loro possono far qualcosa per salvare la città e il pianeta intero: pochissime persone sono sane, oltre a loro, e nessuno immagina quale sia la reale causa dell’infezione.

Ma i colpevoli non sono solo gli strigoi, né la potente magia dei Nativi americani, altro potere comprimario nella vicenda… Lo scenario in cui si muovono i protagonisti è apocalittico, e assomiglia a ciò che si potrebbe ottenere dopo un bombardamento, in piena guerra, seguito da un saccheggio e dalla venuta di un attacco batteriologico letale.

Nel libro i vampiri sono sempre chiamati strigoi (vampiri, appunto, in rumeno): le componenti rumena e quella Nativa americana sono fortissime, e si mescolano tra loro. Nonostante la tragedia, il punto di vista di Harry – un uomo coraggioso ma non troppo, pieno di difetti più che di pregi – filtra la vicenda sotto una luce terrificante e al tempo stesso ironica, grazie al suo sarcasmo, e malgrado la tensione ci si ritrova a ridacchiare a denti stretti piuttosto spesso. Risate che non rovinano la tensione, né la sciolgono, badate bene.

Il libro inquieta, specialmente nella prima parte, dove la componente spiritica – presente in tutta la storia – è fortissima. È un horror in piena regola, originale, scritto magistralmente: Masterton riesce a conciliare i due punti di vista diversi in maniera pressoché perfetta, e delinea i caratteri di ogni personaggio con estrema maestria, facendoceli sentire vicini, facendoceli avvertire come persone reali a tutti gli effetti.

Il finale è spiazzante, e non delude le aspettative che si creano durante il romanzo. Leggetelo, assolutamente. E ricordate di non pronunciare strigoi ad alta voce: potrebbero sentirvi.

Recensione originale a opera di Ayame su Liblog
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5 Comments
  • Reply

    […] Nome dell’opera: Sangue di Manitou Nome dell’autore: Graham Masterton Editore: Gargoyle Books Prezzo:  € 12.50 (sconto del dieci per cento) Trama: In una delle estati piu’ torride degli ultimi decenni, la citta’ di New York e’ preda di una strana e terribile epidemia. I medici non sanno dove sbattere la testa, mentre si moltiplicano le vittime preda di una sconosciuta patologia ematica: non riescono piu’ a ingerire alcun cibo solido, divengono ipersensibili alla luce del sole, e provano un impulso irresistibile a bere sangue umano. Mentre il panico si diffonde nella metropoli e orde di scalmanati assetati di sangue si riversano per le strade, il sensitivo Harry Erskine dovra’ penetrare nell’oscuro regno a mezza strada tra i vivi e i morti e invocare gli spiriti dei nativi d’America per aiutarlo nella lotta per la sopravvivenza della razza umana, una lotta in cui la morte non e’ che l’inizio… Il trailer disponibile si riferisce al film Manitou, lo spirito del male (The Manitou, di William Girdler, 1978) tratto dal primo romanzo di Masterton avente per protagonista il sensitivo-cartomante Harry Erskine, interpretato da Tony Curtis. Recensione: qui! […]

  • Ayame
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    Qua comunque i fake e gli anonimi sono molto poco graditi. Togli il proxy e metti una mail vera, grazie.

  • Ayame
    Reply

    Uhm… E spiegare il perché ti fa schifo è troppo faticoso?

  • Reply

    Potrei riassumere in una sola frase, fa schifo!

  • Reply

    Sinceramente, dopo una recensione così è venuta voglia anche a me di leggerlo! 😀 Sembra molto intrigante!

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