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Intervista a Eugenio Saguatti con giveaway incluso


Diari-Cover-Esecutivo

Perché fare le cose a metà? Oggi si intervista Eugenio Saguatti in occasione dell’uscita dell’antologia Diari dal sottosuolo e in più si fa un giveaway.
Ma andiamo con ordine. Per cominciare: che diavolo è Diari dal sottosuolo?

Diari-Cover-Esecutivo

È disponibile da lunedì 28 aprile l’antologia collettiva Diari dal Sottosuolo, a cura di Diario di Pensieri Persi. La raccolta nasce come best of dei racconti Urban Fantasy che hanno partecipato al concorso Chrysalide indetto nel 2013 da Mondadori. La redazione di Diario di Pensieri Persi, sotto la guida di Alessandra Zengo, ha scelto cinque dei racconti migliori, a cui si uniscono i contributi di Laura MacLem (L’incanto di cenere, Asengard), di Gisella Laterza (Di me diranno che ho ucciso un angelo, Rizzoli) e di Stefania Auci, Giulia Marengo e Romina Casagrande. A impreziosire l’antologia la prefazione di Valeria David e la postfazione dedicata all’Urban Fantasy a cura di Luca Tarenzi. La cover del volume è stata realizzata dall’artista spagnolo di fama internazionale Mario S. Nevado dello studio Aégis.

L’agghiacciante nenia di una sirena assetata di sangue. Una giovane strega desiderosa di vendetta che invoca demoni oscuri. Un uomo disposto a tutto pur di ricordare il suo passato. Città immaginarie, portali che separano il quotidiano dall’incubo. Echi provenienti dall’abisso dell’animo umano e che affiorano minacciosi come ombre. Tra le pagine di questi racconti, tutto può accadere. Una straordinaria antologia che coglie con un unico sguardo il mondo del sovrannaturale. Diari dal Sottosuolo ci inizia al perturbante confronto con un universo dalle tinte cupe e dai labili confini, quello dello Urban Fantasy, nel quale risuonano le voci di dieci talentuosi autori italiani che credono nella suggestione del diverso e nel fascino dell’orrore.

E ora iniziamo con l’intervista a Eugenio. Poi parliamo del giveaway.

La prima domanda è d’obbligo: Chi è Eugenio, direttamente dalla sua penna e in cinque righe.

Mi metti in crisi. Diciamo che a 46 anni ancora mi chiedo cosa farò da grande. Uh, avevi detto cinque righe? Vabbè, me le tengo per dopo.

 

Il tuo racconto apre degli spiragli piuttosto interessanti perché riesce a proiettare il lettore nei mali della società moderna e nei danni che l’umanità perpetra nella natura e nella segregazione delle diversità, anche razziali. Da qui la domanda mi sorge spontanea: secondo te chi vincerà le elezioni europee?

No dai, scherzavo. Mi piacerebbe sapere però se il tuo intento narrativo con “Nati nel  buio” fosse quello di fare una disamina dei comportamenti umani e far sorgere nel lettore dei dubbi etici sull’umanità, proprio come è accaduto a me.

Quali elezioni europee? Scherzavo.

Mi tocca deluderti, almeno in parte. Il mio primo intento è raccontare una storia che sequestri il lettore e lo porti altrove. Per riuscirci, o almeno per provarci, è fondamentale metterci dentro argomenti che abbiano in sé forza sufficiente e che appassionino me per primo. Parto spesso da quel che mi sta attorno e che mi ha colpito.

Mi piace l’idea di non dare risposte precotte. Sono contento quando il lettore pensa “Cosa farei io al posto di quel personaggio?”

 

Di solito il genere fantastico viene concepito come un ambito di pura evasione, anche se invece esistono tanti esempi dove il romanzo fantasy diventa la metafora di una critica, a volte aspra, alla società moderna o ai mali della storia. Mi viene in mente per esempio, “Queste oscure materie” di Pullman. Quanto il desiderio di raccontare con la propria visione ciò che hai intorno influisce nella tua pratica di scrittore fantastico (di genere, oltre che come persona)?

Secondo me il fantastico in generale (fantascienza, horror, fantasy e i possibili intrecci) è un punto d’osservazione privilegiato sulla realtà. Prendi un tema forte, cambi i termini di paragone, trasporti il tutto su un altro mondo e ti sei scrollato di dosso i pregiudizi che ti porteresti dietro se scrivessi un racconto realistico.

Per esempio: immaginiamo un pianeta dove si combatte da secoli una guerra tra uomini blu e uomini verdi. Entrambe le fazioni accusano gli avversari di crudeltà insopportabili e anche di aver dato inizio al conflitto. È l’ideale per mostrare l’assurdità della situazione, con la libertà che ci permette l’ambientazione di fantasia.

 

Momento pubblicità: ti va di dire ai nostri lettori perché devono leggere “Nati nel buio” della raccolta “Diari dal sottosuolo”?

Ahia. Sono pessimo nel marketing. Dunque… non è che DEVONO leggerlo. Potrebbero trovarlo interessante se amano la contaminazione tra i generi del fantastico. “Nati nel buio” è un misto di urban fantasy, dark, fantascienza. E forse qualcos’altro ancora che sfugge anche a me. C’è odore di I guardiani della notte di Luk’janenko e Bladerunner.

Facciamo un gioco, ti va? Io ti nomino 5 aspetti del mondo della letteratura e del web, tu mi rispondi a ciascuna con un flash, una definizione lampo a parole tue.

D’accordo. Vado eh?

Fantasy -> Un genere che ha dato tanto e potrebbe dare ancora se trattato con passione e rispetto.

EAP -> Cacca. Tempo e soldi buttati via.

Autopubblicazione -> Una via difficilissima, ma a volte l’unica percorribile.

Linda Rando -> Il primo aggettivo che mi viene in mente non è riferibile. Il secondo è “coraggiosa”. (Ciao Linda!)

Premio Letterario -> Uh. Ah. Oh. Questo è un campo minato. Mi gioco il jolly e spendo le righe risparmiate in apertura. Premi letterari in Italia ce n’è un bigoncio, dal Bagutta che è il più antico al Festival della Cipolla di Casestorte di Sotto. Quelli seri sono importantissimi, altri sono vere e proprie truffe. Consiglierei di informarsi bene prima di spedire un proprio scritto. C’è una quota di partecipazione? In cosa consiste il premio? Da chi è composta la giuria? I diritti sull’opera per quanto tempo vengono ceduti?

 

Anno 2014: Eugenio Saguatti vince il Premio Strega con il suo romanzo di genere: cosa provi e come festeggi?

Cosa proverei non ho idea, un premio di quella fama non so cosa mi scatenerebbe. Probabilmente un infarto. Festeggerei con bagordi a sfinimento, poi sotto con un altro romanzo, subito.

Vuoi dare qualche consiglio ai nostri lettori che vogliono cimentarsi nel mondo della scrittura di genere fantastico?

A costo di sembrare pedante, ne do due:

• documentarsi bene su tutto ciò che è possibile;

• creare un universo coerente e credibile.
La magia, o la tecnologia futura, o il soprannaturale non giustificano tutto. Il patto tra autore e lettore è fragile, basta poco per spezzarlo.

 

Com’è nata la collaborazione con Diario dei Pensieri persi e finora, (in confidenza, promettiamo che non lo riferiamo alla redazione!) come ti è sembrata l’esperienza?

Quei gran cialtro… bravi ragazzi. Anzi, ragazze, visto che sono quasi tutte donne.

Questa antologia doveva uscire in origine con Mondadori. Non so cosa sia andato storto, ma non se n’è più fatto nulla. La redazione di Diario dei pensieri persi, che aveva curato anche la pre-selezione dei racconti, ha recuperato il malloppo, ci ha lavorato su e l’ha portato a forma compiuta.

La mia editor è stata Emanuela Taylor, che si è rivelata qualcosa di simile a una stalker (ciao Taylor!). Attenta, puntigliosa, ma anche aperta all’ascolto e rispettosa. Una rarità. Lavorare in questo modo non è nemmeno lavorare, è un piacere. Mi auguro si possa fare altro insieme. Senza doppi sensi. Mmmh… be’, un po’ sì.

 

Grazie Eugenio per la tua collaborazione!

Grazie a voi per l’ospitalità. Buona lettura.

E il giveaway?

Facile.
Per partecipare vi basterà lasciare condividere il post su Facebook o Twitter; dopodiché, lasciate qui un commento qui sotto che abbia a che fare con l’intervista o l’antologia; potete essere seri o simpatici, carini e gentili oppure antipatici e bastardi, fate quel che vi pare. Il commento lo potete riportare anche sul social, ma è fondamentale che lo scriviate qui, nello spazio commenti.

Avete sette giorni a partire da oggi, quindi la partecipazione si chiuderà il 5 giugno a mezzanotte.
Il vincitore, che verrà scelto secondo il commento giudicato più brillante, riceverà una copia digitale dell’antologia. E non pensiate che sia un premio di poco conto: i ricavati dell’antologia vanno tutti ad Emergency, quindi è un vero e proprio regalo quello che riceverete.

E ora… via libera ai commenti! 😀