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L’industria dei falsi scrittori su Kindle Store


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E’ notizia di pochi giorni fa la causa intentata da Amazon contro più di mille utenti accusati di aver pubblicato false recensioni. Non è la prima volta che Amazon deve fare i conti con questo fenomeno, niente di eclatante quindi, se non fosse che il Washington Post ha messo in risalto una tendenza ben più inquietante, quella degli imprenditori che spacciandosi per esperti di scrittura e marketing, fanno soldi sfruttando il Kindle Direct Publishing (e l’ingenuità di buona parte degli utenti).

Il processo, spiega il giornale, segue sempre gli stessi passaggi: dopo l’assunzione di un freelance che scrive l’ebook, questi cosiddetti imprenditori lo mettono in vendita sotto falso nome, e poi comprano o barattano recensioni di almeno 4 stelle. Al termine della procedura, sono in grado di mettere in piedi un vero e proprio negozio di bestseller sul Kindle.

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Amazon Publishing arriva in Italia: ecco i criteri di selezione


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Frenate gli entusiasmi e riponete di nuovo i manoscritti nel cassetto, perché al momento Amazon non accetta proposte di pubblicazione, ha soltanto annunciato l’arrivo in Italia dei primi libri tradotti sotto il marchio proprietario AmazonCrossing.

Lanciato nel 2010, con lo scopo di aiutare gli autori autopubblicati a proporsi sul mercato internazionale, AC è uno dei 14 marchi che fanno parte della casa editrice Amazon Publishing. Dopo i primi test sul mercato francese e tedesco, da novembre è attivo anche sullo store italiano con una serie di titoli scelti in base al successo riscontrato nella loro versione originale.

Si tratta per lo più di romanzi di genere, romantico, fantasy, thriller, con ottime recensioni e un alto livello di valutazioni, che di conseguenza hanno ottenuto il benestare della casa editrice alla traduzione e diffusione sui mercati esteri.

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“Mondazzoli” e la tentazione del self-publishing


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Dalla mia pagina Fecebook ho dato il benvenuto ad Andrea De Carlo nel meraviglioso mondo del self-publishing. Lui era stato uno dei firmatari, insieme ad altri 48 autori, tra cui Umberto Eco, dell’appello contro la fusione Mondadori – Rizzoli Libri.
Appello caduto nel vuoto, poiché l’accordo è avvenuto e prevede l’acquisizione da parte del gruppo della famiglia Berlusconi di Rizzoli, Bur, Bompiani e Marsilio, per più di 127 milioni di euro.

Alla fine dei giochi la Mondadori potrebbe arrivare a coprire ben il 38% di tutto il mercato editoriale italiano. Con quali conseguenze, oltre al probabile abuso di posizione predominante, su cui dovrà pronunciarsi l’Antitrust?

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Oyster chiude, ma l’ebook non è morto


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Ho seguito con attenzione la vicenda Oyster: startup per la vendita di ebook in abbonamento, annunciata sul mercato come la NetFlix dei libri, chiude dopo appena due anni e molti dei suoi dipendenti vengono assunti da Google, cosa che ha dato adito a speculazioni sul possibile interesse del colosso per lo streaming dei contenuti.

Ma perché tutto questo dovrebbe interessarci?

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Di come la Francia vuol salvare le librerie


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(Sottotitolo: Ma funzionerà?)

Leggo su Liberos la notizia di come la ministra della cultura francese, Aurélie Filippetti, intenda agire per salvare le librerie del suo Paese:

Le ha illustrate un mese fa al Salone del Libro di Parigi, annunciando un piano di aiuti e correttivi legislativi che in Italia suonano come pura fantascienza: subito 9 milioni di euro destinati ai librai indipendenti, un fondo di sostegno, limiti all’azione dei colossi digitali e la nomina di un mediatore del libro.

Si parla di eliminare anche il 5% di sconto massimo finora consentito e di rendere a pagamento la consegna a domicilio da parte dei venditori online. Sono misure ancora teoriche di cui si dovrà ancora decidere.

Tuttavia, pensare a un provvedimento come la rimozione della consegna gratuita – anche al di sopra di una determinata soglia di spesa – per quanto riguarda gli acquisti di libri online appare un azzardo.

E non appare nemmeno particolarmente sensato: se, da un lato, è comprensibilissimo l’intento di arginare lo strapotere e le agevolazioni date dai colossi online (basti pensare ad Amazon Prime, che con 9,90€ l’anno dà la possibilità di avere spedizioni gratuite con qualsiasi spesa, anche minima), dall’altro non è chiaro per quale ragione si voglia andare a colpire quella che è un’agevolazione che esiste da anni per quanto riguarda la vendita online.

La domanda di fondo rimane una: penalizzare l’acquisto online per salvaguardare la vita delle librerie è la strada giusta?

Legge Levi: le reazioni dei Lettori


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In un precedente articolo abbiamo parlato della prima (sperando ovviamente che non sia l’ultima) manovra di Amazon per aggirare la Legge Levi, oggi vi parliamo delle reazioni dei lettori di fronte alla limitazione degli sconti o meglio, delle idee che stanno nascendo per combattere la legge Anti-Amazon e ritornare ad avere i nostri sconti (o, ancor meglio, portare a una maggior regolamentazione sul prezzo base dei libri, poiché il problema alla base è quello e non l’entità degli sconti effettuati dalle librerie).

Come per decine di attività simili, i “gruppi di resistenza” si sono organizzati principalmente su Facebook (se ne dica quel che si vuole ma attualmente è il mezzo più pratico per raggiungere un gran numero di persone in brevissimo tempo, che poi le attività organizzate funzionino o meno e tutta un’altra storia…) e in questo caso specifico, anche sul social network dei libri, il buggatissimo aNobii.

Principalmente la reazione più diffusa e la richiesta più avanzata dai lettori ai loro simili (eh sì, noi lettori siamo una specie a parte) è quella di scioperare, almeno per un anno, dall’acquistare libri (soprattutto di quegli editori che hanno favorito la Legge Levi) o comunque di rivolgersi principalmente al mercato dell’usato, così che tra un anno sia palese che no, l’Italia dei Lettori non ha accettato questa legge e che se si vuole avere nuovamente un mercato del libro (nuovo) in vita, allora la legge deve sparire o il prezzo dei libri si deve drasticamente abbassare (oggi giorno le uniche vere spese per quel che concerne testi esteri corrispondono all’acquisto dei diritti e al pagamento di buoni traduttori, ma ciò non giustifica edizioni hardcover di nemmeno 200 pagine vendute a 20€ soprattutto quando si parla di opere italiane che non necessitano delle spese citate prima) e solo allora i Lettori torneranno a rivolgersi all’acquisto delle nuove uscite in maniera proficua (sia per i Venditori che per i Consumatori).

I gruppi “centrali” di questo movimento anti-Legge Levi li potete trovare in questo piccolo pseudo-indice, i link che rimandano a discussioni su aNobii potrebbero (per alcuni topic) non funzionare se non siete iscritti:

Sul gruppo “Sconti e Offerte Speciali” su aNobii tra le varie discussioni nate (La pacchia sta finendo, alcuni interventi su AMAZON IT: -40% minimo!) è stato aperto il topic Sciopero degli acquisti (e non solo) che già da solo fornisce un buon indice dei gruppi su Facebook che si stanno occupando attivamente (contattando librerie e shop online, facendo da punto di ritrovo generale per moltissimi lettori) di “gestire” lo sciopero, su facebook abbiamo il gruppo “L’angolo dei lettori” la pagina “Sconto del 15% sui libri? No, Grazie. Voglio di più.” e l’evento correlato “SCIOPERO DEGLI ACQUISTI – Protesta contro la Legge Levi“.

Voi cosa farete? Sciopererete? Acquisterete soltanto quei pochi libri di editori/autori cui siete particolarmente affezionati? Tratterete la questione della Legge Levi in maniera più zen comprando direttamente dagli editori (come quelli che permetto di acquistare direttamente dai propri siti) ai quali è permesso uno sconto maggiore anche se limitato nel tempo?


Amazon e la scappatoia


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Come volevasi dimostrare: Amazon ha trovato la scappatoia per continuare a rimanere il migliore e vendere a prezzi stracciati, già il giorno stesso dell’entrata in vigore della legge anti sconti. A partire da ieri, come ormai è noto, è entrata in vigore la Legge Levi, denominata da molti “Legge Anti-Amazon” la quale prevede che gli sconti applicati dalle librerie – fisiche e online – non superino il 15% o, tranne rare eccezioni, il 25%.

E sempre a partire da ieri Amazon ha iniziato ad applicare le sue scappatoie (perché chi scrive in questo momento è certo che sia Amazon che tutti gli altri store online troveranno soluzioni alternative per mantenere il ritmo di vendite) alla legge, che invece di abbassare i prezzi di copertina dei libri ne impedisce lo “sconto selvaggio”: come possiamo leggere tutti sulla home Amazon dà il via al Marketplace anche per quel che riguarda la vendita di libri.

Come spiegano sull’annuncio (che non possiamo riportare, in quanto impostato sul sito amazon come immagine e non come testo, quindi fate cosa buona e giusta e cliccate sul link messo poco prima) il “marketplace” permette agli utenti l’acquisto di migliaia (anche se da un primo giro tra i titoli meno conosciuti la scelta non è molto ampia e tra i titoli più nuovi risultano maggiormente le scorte di Amazon stessa e non di privati) di libri usati, nuovi o da collezione presso privati affiliati ad Amazon e che tramite questo vendono la propria merce, che in passato si limitava a CD, DVD o comunque in generale di materiale d’elettronica.

Pensate che basterà questo o che realmente sia solo l’inizio di una serie di offerte e attività atte ad aggirare la legge Anti-Amazon?

Comprare libri online


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Ogni volta che si discute dell’acquisto dei libri in rete si hanno risposte diverse: non c’è una maggioranza, o perlomeno non la si riesce a determinare.
Acquistare online, tramite i vari IBS, Amazon, Webster, o il nuovo BookRepublic, dedicato esclusivamente agli eBook, è molto comodo e pratico, e ha sicuramente grossi vantaggi: un catalogo molto più ampio, la possibilità di avere sconti e risparmi notevoli (specialmente con Amazon, l’unico da cui ormai faccio acquisti) rispetto a una libreria sono sicuramente incentivi più che validi.

Dall’altra parte, però, ci sono le diffidenze, (quasi) tutte italiane: la paura dei ritardi nelle consegne, il timore dello smarrimento dei pacchi, dell’inefficienza dei corrieri… Da parte mia ho avuto problemi solo una volta, con un acquisto da Webster: SDA non si è mai presentato a casa, anche se nella tracciatura risultava che non aveva trovato nessuno per due volte. Cosa impossibile, perché ero barricata in casa. Contattato Webster, però, il problema si è risolto: mi è stato rispedito il pacco, senza alcuna spesa aggiuntiva, ed è arrivato in perfetto orario.

Amazon è quello che più di tutti mi dà soddisfazione e sicurezza, perché non c’è mai stato un solo ritardo da quando ho cominciato ad acquistare presso di lui; anche SDA, che notoriamente fa le bizze, si è rivelato precisissimo quando c’era da consegnare un pacco di Amazon (potere della grande multinazionale? Chi lo sa).  Anche come costi di spedizione – uno dei deterrenti maggiori, a mio parere – è il più ragionevole.

Voi degli acquisti in rete che ne pensate? Siete tra gli entusiasti o i diffidenti?

Acquistare da Amazon: sconti e risparmi


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Ho appena fatto due ordini da Amazon, e non sono mai stata così soddisfatta di un servizio come ora. Innanzitutto, dato che Amazon è stato appena lanciato in Italia, ha degli sconti da far girare la testa: vi basti pensare a Il cimitero di Praga, di Eco, che da 19,50€ scende a ben 13,65€. Anche libri già poco costosi, come Il ghigno di Arlecchino recensito da noi poco tempo fa scende di prezzo: da 9,90€ arriva a soli 6,93€.

Per di più, le consegne sono velocissime: ho effettuato l’ordine ora e la consegna è garantita per giovedì. Se siete in arretrato con i regali di Natale vi conviene approfittarne e gettarvi a capofitto tra le pagine di Amazon 😀

Ma c’è di più: Amazon offre un servizio molto interessante, chiamato Amazon Prime. Si tratta di un servizio in abbonamento che, con 9,90€ l’anno, permette di non pagare le spese di spedizione su nessun articolo, senza soglie minime di spesa: qualunque sia l’importo che dobbiamo pagare la spedizione non ci sarà.
Amazone Prime è attualmente disponibile in prova gratuita per un mese: io l’ho attivato subito, e probabilmente alla fine della prova lo riattiverò. Ho l’impressione che Amazon mi farà acquistare più libri del solito.

Io vi invito ad approfittarne quanto prima. Vi dico subito che Writer’s Dream ha stretto un’affiliazione con Amazon: se acquistate qualcosa accedendo ad Amazon dai banner che trovate qui, sul blog, e sul forum, una piccola percentuale verrà a noi. Si tratta di pochi euro, non fatevi strane idee sulle possibilità di guadagno con le affiliazioni…