I diavoli della Zisa

Autore: Luca Filippi
Editore: Leone
Collana: Mistéria
Genere: Noir storico
Formato: 10,5×17,5
Pagine: 80, brossura
Isbn: 978-88-6393-011-5
Prezzo: 6,00 Euro
QUARTA DI COPERTINA:
«Si racconta che un preziosissimo tesoro è sepolto qui, in questo palazzo. Nessuno può calcolare il numero dei demoni dipinti nell’affresco, così come sono innumerevoli i denari del tesoro. Contare i diavoli della Zisa porta sfortuna, o almeno così narra la leggenda.» Palermo, XIV secolo: re Pietro II s’innamora perdutamente della splendida contessina Bianca. La ragazza è però la figlia del conte di Ventimiglia, nemico giurato del sovrano. Mentre i due amanti consumano la loro passione proibita nel castello della Zisa, l’ombra di una sanguinosa congiura si allunga sulla Corona di Sicilia. Palermo, XXI secolo: il sepolcro di Federico II viene aperto da un’équipe di giovani scienziati. Nella tomba vengono rinvenuti anche il feretro di Pietro II e il corpo di un terzo individuo sconosciuto. Un noir carico di violenza, silenzi e segreti; la storia di un antico intrigo su cui la moderna scienza tenta di fare luce.
Recensione di Massimo Junior D’Auria:
Trama
Dalla quarta di copertina:
Palermo, XIV secolo: re Pietro II s’innamora perdutamente della splendida contessina Bianca. La ragazza è però la figlia del conte di Ventimiglia, nemico giurato del sovrano. Mentre i due amanti consumano la loro passione proibita nel castello della Zisa, l’ombra di una sanguinosa congiura si allunga sulla Corona di Sicilia. Palermo, XXI secolo: il sepolcro di Federico II viene aperto da un’équipe di giovani scienziati. Nella tomba vengono rinvenuti anche il feretro di Pietro II e il corpo di un terzo individuo sconosciuto. Un noir carico di violenza, silenzi e segreti; la storia di un antico intrigo su cui la moderna scienza tenta di fare luce.
Personaggi
Il tratteggio dei personaggi è ben riuscito nonostante le poche pagine a disposizione dell’autore, anche qui, a parer mio, la bilancia pende a favore dei personaggi della parte “storica”, che ritengo più incisivi e meglio costruiti, ho apprezzato particolarmente Pietro e Bianca che sono, tra l’altro, i veri protagonisti di questo corto romanzo, penso che molti potranno identificarsi nell’uno o nell’altro.
Pietro può indubbiamente rappresentare l’essere umano gravato da oneri e responsabilità che a volte nemmeno richiede, è palpabile la sua inadeguatezza per quel ruolo che gli spetta per diritto di nascita.
Bianca è una ragazza umile, ma bellissima, il suo essere muta sin dalla nascita ha sempre influenzato, soprattutto nel male, la sua vita. Trovo molto toccante la scena dove Bianca cerca di avvertire Pietro circa il pericolo che sta per correre.
Lingua e stile
Lo stile del corto romanzo non è mai invasivo, scorre fluente senza alcun intoppo. Le descrizioni sono precise, evidente il lavoro che c’è stato dietro, ma senza scadere mai in inutile prolissità o intenzione di allungare il brodo. Il registro linguistico è giusto né barocco, né troppo semplice.
Considerazioni personali
“I diavoli della Zisa” è sicuramente un libricino interessante. Partendo dalla storia che è condensata in poche pagine Le vicende del corto-romanzo si sviluppano nel duemilanove e nel milletrecentoquarantadue, nonostante l’espediente dello sbalzo temporale sia stato già usato molte volte, ne “I diavoli della Zisa” è reso sapientemente e detta, a parer mio, molto bene i tempi della storia. L’autore gioca ingegnosamente sui misteri riguardo al sepolcro di Federico II e riguardo la morte di Pietro II di Sicilia, nonostante l’interpretazione sia data per esigenze di fiction, c’è una coerenza di fondo che la rende assolutamente verosimigliante. Personalmente ho apprezzato, da amante della storia, maggiormente la parte “storica” piuttosto che quella “medica” e attuale, penso che al di là delle preferenze di ognuno, questa parte sia oggettivamente riuscita meglio, anche se qualcuno con peculiarità diverse dalle mie sarà libero di smentirmi. Riepilogando “I diavoli della Zisa” nella sua brevità è un romanzo godibilissimo che tiene avvinto il lettore, come ogni buon romanzo dovrebbe fare. I suoi punti di forza sono indubbiamente:
- personaggi ben tratteggiati;
- storia ben costruita;
- scene evocative;
- descrizioni precise, ma coincise;
- stile fluido, mai prolisso o invasivo.
Un libro sicuramente consigliato.
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