23 May 2013

Pubblicare un libro

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Questa è una piccola mappa per orientarsi velocemente nel mondo dell’editoria. Sono informazioni fondamentali, nozioni di base che potrai poi approfondire nel sito e nel forum.

 

QUANDO I SOGNI HANNO UN PREZZO

 

L’editoria a pagamento

Da anni le case editrici a pagamento si spendono per convincere gli aspiranti autori che per pubblicare un libro sia necessario pagare. Niente di più falsopubblicare senza pagare si può,  e non è l’eccezione ma la regola. Ecco tutto quello che devi sapere sull’editoria a pagamento. 

 

Hai ricevuto una proposta dal Gruppo Albatros?

Il 17 maggio 2010, al Salone del libro di Torino, si è svolta una tavola rotonda sull’editoria a pagamento; abbiamo partecipato noi di Writer’s Dream, le case editrici free Las Vegas e Zero91 e la casa editrice a pagamento più famosa d’Italia, il Gruppo AlbatrosIl Gruppo Albatros non fa selezione e pubblica tutto quanto viene loro inviato.

Lo affermiamo con ragionevole certezza dopo che, a maggio, abbiamo ricevuto da loro un contratto di pubblicazione per questo manoscritto, composto interamente da pagine di blog, Wikipedia, stralci di racconti e poesie assemblati senza alcun filo logico.

Il Gruppo Albatros ci ha proposto di pubblicarlo per la modifica cifra di 2941,36€Qui potete vedere tutto l’incontro e le risposte di Giorgia Grasso, direttrice editoriale del Gruppo Albatros.

Tenete presente che Giorgia ha detto che la selezione, sui manoscritti, viene fatta. “Noi crediamo molto nei libri che pubblichiamo” dice, e aggiunge “Per quanto riguarda la selezione, la selezione viene fatta, noi abbiamo un comitato di lettura”Peccato che la realtà sia ben diversa.

Qui potete vedere il video del dibattito - con lettura del manoscritto fasullo e la presentazione del contratto alla direttrice editoriale del Gruppo Albatros.

 

Perché non pubblicare a pagamento?

I motivi per non pubblicare a pagamento – ovvero pagando un contributo alla casa editrice per veder pubblicato il proprio libro – sono tanti e svariati. Eccotene una bella lista che vi darà una panoramica completa sulla questione e che, forse, ti farà cambiare idea sulla decisione finale.

Ricorda che giornalisti, critici, importanti scrittori ed editori sono contrari a questa pratica. Ne è una prova la recente inchiesta su Repubblica, pubblicata venerdì 26 agosto 2011. Si sono occupati della vicenda anche Il Giornale, Affari Italiani e molti altri.

 

 

Case editrici

Trovare la casa editrice adatta al proprio manoscritto non è semplice né tantomeno veloce. La cosa importante è, soprattutto, avere pazienza. I tempi di risposta di una casa editrice vanno dai tre mesi ai due anni; diffida di chi ti risponde in tempi più brevi: significa che non ha letto il tuo manoscritto. Inoltre, non devi rinunciare dopo i primi rifiuti; ricorda che anche scrittori come J. K. Rowling e Stephen King ne hanno ricevuti moltissimi, quando erano agli esordi. Nel nostro forum puoi trovare una serie di utilissimi consigli, dai più basilari alle questioni più complesse come quelle legali. Se non trovi lì la risposta alle tue domande, è sufficiente che tu ti iscriva e apra una discussione tutta tua. Inoltre, sempre nel forum, puoi accedere al nostro database di case editrici, tutte non a pagamento. Anche lì, troverai testimonianze, discussioni e suggerimenti che ti saranno molto utili.

 

Agenzie letterarie

Presso un’agenzia letteraria puoi richiedere servizi come la valutazione del testo, editing, correzione bozze, traduzioni e molto altro. Questi servizi ti sono utili se hai ricevuto molti rifiuti da parte degli editori o se hai bisogno di ricevere un parere ben definito e non di parte (come lo è quello di parenti e amici) sui tuoi lavori. Ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le tasche. Un altro servizio molto importante che offrono le agenzie letterarie è quello di rappresentanza: l’agente letterario sceglie il tuo manoscritto e se ne fa carico, presentandolo agli editori con cui è in contatto. Questo servizio ha senso solo se non prevede spese iniziali – ovvero se la valutazione è gratuita – e se l’agente ha contatti con editori di una certa importanza. Arrivare a piccoli e medi editori – o, peggio, a case editrici a pagamento – è alla portata di tutti, anche senza agente. Nel forum trovi un’ampia sezione di discussione, con ulteriori consigli e testimonianze.[/one_half_last]

E l’autopubblicazione?

Una questione a parte è quella dell’autopubblicazione. Da anni hanno preso piede servizi come Lulu, Boopen, Ilmiolibro.it, Narcissus; sono questi i più famosi e utilizzati in Italia, ma purtroppo sono anche pieni di contenuti di pessima qualità. In ogni caso, il self publishing permette di essere imprenditori di sé stessi – ma, attenzione, non nel modo in cui lo intendono gli editori a pagamento! – e di avere piena libertà su quanto si pubblica; se questo, da un lato, può sembrare un vantaggio, è in realtà un’arma a doppio taglio: come si può sapere se il proprio lavoro è meritevole e valido? Inoltre, occorre fare da sé tutto quanto è legato alla creazione del libro: editing, correzione bozze, impaginazione, copertina, promozione e distribuzione. Nonostante ciò, l’autopubblicazione è uno strumento molto valido e potente: se l’editore può arrivare solo fino a un certo punto, nel far conoscere l’autore, l’autore stesso, se ha una buona rete di contatti e un blog o un sito web visitato, può raggiungere un numero molto più elevato di lettori. Con l’avvento degli eBook il self publishing si rafforza ulteriormente: bastino i casi di Amanda Hocking e John Locke, che hanno venduto milioni di copie dei loro eBook su Amazon. In Italia, certamente, il cammino sarà più lungo, ma chi vieta di lanciarsi sul mercato italiano con un eBook (magari gratuito) e poi, in base al successo, farlo tradurre e lanciarlo all’estero? Se pensi di autopubblicarti visita la sezione dedicata sul blog.

I concorsi letterari

Infine, eccoci a parlare dei concorsi letterari. In rete ce ne sono di tutti i tipi, e molti sono a pagamento. Sono così tanti che Repubblica ha dedicato loro un’inchiesta, il 26 agosto 2011, intitolata Premiopoli. La questione è controversa: da un lato, molti concorsi a pagamento sono scadenti e servono solo a far fare cassa agli organizzatori; dall’altra, ci sono concorsi con quota d’iscrizione che meritano la partecipazione – come il Premio Calvino, citato tra l’altro nell’inchiesta come un buon premio letterario. La domanda è: servono a farsi conoscere? La risposta è: dipende. Sono sicuramente un modo per arricchire il curriculum, e sono anche un’ottima palestra; cosa c’è di meglio di una sfida per mettere alla prova le proprie capacità? La cosa importante è verificare sempre chi sono gli organizzatori. Se si tratta di siti web o associazioni o aziende conosciute, ben venga, anche se chiedono una quota di iscrizione – attenzione però: verifica anche se è un premio ricorrente o meno, e se lo è controlla qual è la frequenza con la quale viene proposto. Se viene indetto a meno di un anno dal precedente, è un modo per fare cassa. Se invece il concorso è indetto da sconosciuti, conviene partecipare solo se è gratuito, come puro esercizio personale e per divertimento. Per facilitarti nella scelta, sul forum troverai una selezione di concorsi attendibili e affidabili, verificati dallo staff e dai nostri utenti.