Moony Witcher PDF Stampa E-mail
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Venerdì 30 Ottobre 2009 17:54

D: Quali sono i tuoi prossimo progetti? C'è qualche progetto diverso da Geno?

 

R: Sto già lavorando per una nuova saga che pubblicherà con Mondadori. E' una storia complessa che ho in mente da tre anni. E ora ho iniziato a scrivere e a schedare personaggi, luoghi e paesaggi per costruire il "mondo".

 

D: Come ti è venuta l'idea di Nina, che cosa ti ha ispirato maggiormente e ha permesso la realizzazione di questo personaggio?

 

R:  La saga di Nina nasce tanti anni fa...circa 40 anni fa! (Ora ne ho 51)
Nina era la mia amica immaginaria quando avevo circa 10 anni. E lei mi salvò da un periodo nerissimo...triste e solitario. Così, nel 2001, grazie all'incontro con un uomo che ora è diventato mio marito, ho iniziato a scrivere la storia magica e alchemica di Nina. L'ho scritta per i figli di mio marito..ed è diventata una saga che mi sta dando grandissime soddisfazioni.

 

D: come si arriva a pubblicare con la Giunti?

 

R: Per quanto riguarda la pubblicazione con Giunti ritengo che sia uguale come per tutti gli altri editori. Basta spedire il manoscritto e aspettare...se il testo piace lo pubblicano. Ma è una cosa rara. Rarissima. Io sono stata fortunata.

 

D: Io volevo sapere come hai iniziato a scrivere... da cosa è nata la passione, insomma.

 

R: Ho iniziato a scrivere perché senza la scrittura non avrei una vita. Per me scrivere è vivere. Trovo felicità. Mi sento bene. Appago ogni desiderio.

 

D: lo pseudonimo è una scelta personale o imposta dall'editore?

 

R:  lo pseudonimo Moony Witcher l'ha scelto l'editore Giunti e io ho accettato perché non volevo firmare i libri con il mio vero nome in quanto di professione faccio la giornalista di cronaca nera, non volevo firmare libri fantasy per ragazzi usando il mio nome... tutto qui. Insomma, non è stata una scelta commerciale... ma casuale.


D:
Il target di questa nuova saga per Mondadori sarà sempre quello dei ragazzi, o hai deciso di fare qualcosa di differente?

 

R: la nuova saga per la Mondadori è per ragazzi (giovani lettori) ma, secondo me, la storia interesserà anche a persone più adulte

 

D: Io volevo sapere se ti sei mai posta il problema dell'originalità delle tue trame e dei tuoi personaggi.

 

R: io penso di scrivere trame originali, con personaggi anomali e con una morale che voglio assolutamente comunicare ai lettori. C'è uno scopo che ho: quello di smuovere sentimenti, idee e creatività. Spero di riuscirci

 

D: Quanto pesa un editore come Giunti nel processo di elaborazione del libro? Sei assolutamente libera o ti dà delle indicazioni che vanno al di là della semplice correzione di bozze?

R:
L editor che si occupa dei miei libri alla Giunti mi lascia totalmente libera. Interviene solo se la forma o se qualche termine non è coretto. E di solito ha ragione. Però è molto difficile che io cambi già che ho scritto.

D:
Domanda: tuo marito e i tuoi parenti o amici ti hanno appoggiata nella tua scalata alla pubblicazione ho hanno cercato di dissuaderti?

R:
Mio marito è la mia cavia! Ed è felice di esserlo. Senza di lui non penso risucirei più a scrivere nulla. E' l'amore che muove ogni cosa...

 

D: La sua storia personale è profonda e davvero intensa, pensa che questi sentimenti abbiano contribuito a rendere Nina così accattivante e piacevole a un pubblico così vasto?

 

R: Sì, penso che le storie personali influiscano moltissimo nella stesura di una trama. Dietro una penna c'è una vita.

 

D: Puoi dirci come è avvenuto il tuo debutto nel campo della letteratura? Come ti sei presentata alla Giunti? Un po' della tua storia editoriale, insomma.

 

R: Nel mio caso è avvenuto tutto in modo casuale. Come dicevo prima ho iniziato a scrivere la storia di Nina per amore di mio marito e dei suoi due figli. Ho spedito i primi 5 capitoli alla Giunti con una lettera....e loro mi hanno risposto che il testo era buono e di finirlo. Avevo già conosciuto l''editore per un'altra esperienza di scrittura ma non immaginavo che accettasse la saga. Prima non avevo mai scritto nulla per ragazzi.


D:
hai mai trovato antipatico un personaggio che faceva da protagonista in un tuo romanzo/racconto?
Anche se magari hai cercato in tutti i modi di renderlo simpatico a te stessa...


R:

D:
Quanta differenza c'è tra scrivere per un quotidiano e scrivere per se stesse? Che differenza passa tra l'articolo e (con tutte le regole e lo spazio ridotto) e il romanzo ( fantasia, più libertà linguistica ecc) ?

R:
Scrivere un romanzo è mettere la tua anima nelle pagine. Qui non ci possono essere maschere! E neppure regole rigide dettate da leggi di natura comunicativa. Quando penso e creo una storia mi dilanio, mi diverto, mi deprimo, mi entusiasmo. Vivo ciò che penso. Per quanto riguarda il giornalismo è tutta un'altra cosa. Gli articoli parlano di fatti reali e dunque non devo scrivere ciò che penso io ma ciò che è avvenuto, che ho visto.

D:
Ciao Moony, visto che hai già spiegato come sei arrivata a Giunti, vorrei chiederti com'è avvenuto invece il salto da Giunti alla Mondadori?

R:
Semplicemente hanno contattato il mio agente chiedendo se volevo scrivere una saga...io ho proposto un soggetto che è piaciuto...ed ora lo scrivendo.

D:
Come e quanto è cambiata la sua vita ora che è diventata una scrittrice conosciuta e affermata?

R:
Non permetterò mai a nessuno di cambiare la mia vita. Vivo esattamente come prima, l'unica differenza è che posso avere qualche soldino in più per la mia famiglia e per i progetti che voglio realizzare per i giovani.
Non desidero andare in tv, infatti ci sono andata raramente. Non amo apparire...il successo è essere se stessi e trovare la strada giusta. Un lato positivo è sicuramente quello di poter conoscere migliaia di ragazzi e di persone....sia in Italia che nel resto del mondo. Mi fa molto effetto quando vado all'estero, mi sembra strano che molti vogliano parlare con me.

 

D: Ora che sei conosciuta senti molto le aspettative dei tuoi lettori e dei critici?

R:
Spero di non deludere mai. Comunque scrivo sempre con passione...e se sbaglierò...vorrà dire che non ho ascoltato bene il mio cuore.

 

D: Quindi il soggetto lo avevi già e si trattava solo di elaborarlo per creare la saga?

R:
Dunque...chi scrive pensa a molti soggetti, li elabora, li cambia, li approfondisce. E io avevo un'idea da tre anni...così ho scritto una scheda...ed è piaciuta. I libri nascono lenti, almeno i miei. Sono piccoli semi che bisogna piantare e guardarli crescere. Scrivere è facile, il difficile è che ai lettori piaccia.

 

D: Una curiosità: qual è il libro che avresti voluto scrivere?

R:
"Così parlò Zaratustra" di Nietzsche

 

D: Volevo chiederle pensa che una persona può diventare una scrittrice anche se è timida e ha un po' paura di mostare ciò che scrive agli altri perchè non vorrebbe esporsi troppo? A lei è mai capitato?

R:
Credo che il talento non si possa imparare e dunque anche se una persona è timida può scrivere senza paura. Il fatto di mostrarlo agli altri è un salto di maturità. E' come decidere di dare il primo bacio.....

D: Lei è una donna impegnata: lavoro famiglia...quando scrive? Deve avvolgersi dal silenzio per farlo?

R:
Scrivo quasi sempre di notte. Lavoro di giorno, penso alla famiglia e poi, quando tutti dormono io mi metto in un angolo della camera da letto dove ho una scrivania incasinatissima e colma di libri e fogli... e mi chiudo nei mondi che creo.

 

D: Nina fa parte della sua storia. Ma Geno? Non ho letto il libro, ma vorrei sapere se è nato un po' sull'onda del successo oppure è sempre un personaggio che già era nella sua mente ed attendeva solo di emergere.

R:
Geno è nato quando stavo nella teleferica di Barcellona...avevo appena visitato il museo d'arte e avevo visto le bellezze di Gaudì, Mirò...etc etc....volevo pensare ad una storia magica che contenesse l'amore per la vita. Ho pensato a come mi sentivo da adolescente, ai miei dubbi, alle incazzature, alle delusioni. Cercare se stessi è la cosa più complessa. Così è nato Geno: genio-ingenuo. Lo amo molto, è un personaggio delicato, imbranato ma forte e sensibile.

 

D: Quanto tempo è passato da quando ha mandato il manoscritto alla Giunti fino alla risposta?

R:
Nel mio caso solo una settimana, ma di solito so che ci mettono anche 6-8 mesi.

 

D: Il mondo dell'editoria è diventato un business e se non si è nessuno a volte, nonostante il talento, si rimane prigionieri di regole imposte da chi sta più in alto...lei cosa pensa a proposito? Pensa che la letteratura moderna sia tutta spazzatura e che di grandi scrittori moderni non ne esistono?

R:
Penso che io non scriverò mai una storia imposta, con regole dettate dal mercato. Se troverò editori che mi lasciano libera continuerà a creare personaggi, altrimenti scriverò solo per me. Anche se, sinceramente, credo che il talento non si possa sopprimere. Gli scrittori che si adeguano al mercato magari riescono a fare molti soldi ma, dal mio punto di vista, non fanno parte della letteratura....chi scrive ha qualcosa da dire. E se la sua voce diventa un coro già sentito allora non ha nessun valore.

 

D: Come mai ha scelto il pubblico dei ragazzi per le sue storie? Pensa in un prossimo futuro di dedicarsi anche ad un target più ampio? 

R:
Ho un forte sentimento verso i ragazzi perché ritengo che questa nostra epoca stia rubando la voglia di credere nella vita. La sofferenza che si ha a 12 anni fino ai 18 è devastante...tutto sembra così complesso. Ed è vero. Io vorrei che i ragazzi di oggi diventassero uomini e donne molto più consapevoli di noi. Spero riescano a realizzare un mondo migliore. Comunque io non distinguo i libri per ragazzi da quelli degli adulti...le storie sono storie. Magari il linguaggio è più semplice, ma l'importante è il contenuto.

 

D: Ad uno scrittore esordiente che si affaccia adesso verso l'editoria e non sa come muoversi consiglierebbe di mettersi nelle mani di un agente? In America è d'obbligo per poter pubblicare ma in Italia abbiamo ancora il brutto vizio di voler fare da soli...il suo parere?

R:
Penso sia giusto trovare un buon agente e non farsi illusioni. Comunque nei corsi di scrittura che faccio con i giovani e con gli adulti dico sempre che scrivere è un'esperienza, e se c'è oro nelle parole che si scrivono prima o poi luccicherà.

 

D: Qual è la sua idea sul rapporto tra forma e contenuto? Mi spiego... la bellezza del contenuto può compensare le imperfezioni grammaticali e formali?

R:
Secondo me sì. La grammatica è "aggiustabile" ma il contenuto no!

 

D: Dove si svolgono i suoi corsi di scrittura?

R:
I miei corsi si svolgono in giro per l'italia, basta essere almeno in 30 e io arrivo. Di solito durano 2 giorni. I costi sono varibili, dipende dal luogo dove si svolgono, nel senso che se io devo partire da Milano per andare a Messina a fare il corso è ovvio che il costo è superiore.. comunque per ogni infornazione basta scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
Consiglio sempre di formare un gruppo di almeno una quindicina di persone... poi si vede.

 

D: C'è stato un libro che l'ha in qualche modo ispirata?

R:
Sì, "Siddartha" di Hesse, ma anche tutti i libri di filosofia di Aristotele, Platone e Kant. Io non ho mai letto molti romanzi, le mie leture sono soprattutto di filosofia e psicologia

 

D: Il libro di Nina è ambientato a Venezia (bellissima città, che adoro pure io); ecco volevo chiederle se si era ispirata a qualche città, bosco, etc anche su Geno.

R:
Sì, per Geno mi sono ispirata alle colline tra parma e piacenza...ma anche dell'oltrepo'.

 

D: Posso chiederle come è nato il Fantasio Festival. E' una sua idea?

R:
Il Fantasio Festival l'ho inventato perché volevo dare uno spazio ai bambini. Uno spazio ludico e creativo. Poi l'ho aperto anche agli adolescenti. Ci sono state due edizioni: 2007 e 2008. Ma ora, per il prossimo aprile, io non seguirò la parte della direzione artistica perché ho troppi impegni. Sto lavorando ad un progetto davvero gigantesco destinato ai ragazzi dai 14 ai 18 anni.....spero vada in porto.

 

D: Ha mai avuto ispirazione dalla musica per i suoi racconti o per qualche episodio di essi?

R:
Scrivo sempre con la musica. La musica è un linguaggio universale e io adoro moltissimo Mozart e Beethoven, anche se ascolto pop-rock etc etc. Tutti i miei romanzi hanno un ritmo preso dalla musica che ascolto.

 

D: Si parla da anni di una trasposizione cinematografica di Nina (che ho letto con piacere nonostante non sia un bambino da molto. Diciamo che l'ho letto per motivi di "studio").
Ci sono novità al riguardo? I diritti sono stati venduti? Se sì, a chi?


R:
L'argomento è di quelli che mi fanno diventare i capelli come serpenti! Ho voluto con tutte le mie forze realizzare un film italiano. Un produttore ha acquistato i diritti e non ha fatto nulla! Così adesso la cosa è ferma! Sono incavolatissima...spero che a questo punto intervenga una casa cinematografica americana. Vorrei tanto poter vedere il film di Nina, sono certa che verrebbe una cosa bella... emozionate. Pare che ci sia anche un interesse per Geno... vedremo... non ho perso le speranze ma in Italia non si combina mai nulla. I produttori preferiscono fare i film natalizi e comici!

 

D: Sì, è un peccato. Non c'è modo di togliere questi diritti a causa di inadempienza contrattuale?
Leggendo Nina devo dire che è come se mi fossi immerso in un bel cartone animato. A mio parere lo vedrei meglio come lungometraggio animato piuttosto che film con attori in carne e ossa.
Lei come ha immaginato Nina? Disegnata o vera?


R:
Ho immaginato Nina vera. Un film seriale sarebbe stato ideale per la tv. Ma anche al cinema sarebbe stato un ottimo prodotto. Per il cartone animato avevo qualche perplessità, però se qualche altro produttore lo vuole può riprendere i diritti e realizzare l'opera. Però con la crisi economica che c'è la vedo nera!

 

D: Lei è anche una giornalista...anche a me piacerebbe diventarlo un giorno, ma ci sono aspetti di questo mestiere che mi intimoriscono perchè non vorrei cadere, magari quasi senza rendermene conto, nel gioco della manipolazione della realtà a favore di quello "che fa notizia", finendo per calpestare l'etica e i valori...mi hanno messo in guardia davanti a questo problema e vorrei chiederle se ha dei consigli...grazie mille...

R:
Penso che la professione stia cadendo molto in basso. Quando ho iniziato io (oltre 20 anni fa) le cose erano molto diverse. C'erano vere inchieste, con questioni sociali importanti. Ora tutto è diventato televisivo. La politica è un circo peggio di prima e le questioni sociali diventano storie per far piangere peggio delle tele-novelas. Ritengo che il ruolo dei giornalisti sia importante ma vale molto l'etica e la serietà. Di bravi giornalisti ce ne sono ma non sono certo quelli che vanno in tv a parlare di ogni cosa come tuttologi. Io, nel mio piccolo, cerco di scrivere i fatti di cronaca come meglio posso, accertando le fonti e andando sul posto.

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