Il Blog

Vita da WD

Un emergente per Natale


Scrittevoli genti,

Natale si avvicina e con la fatidica data arriva anche il momento di fare regali. Quale occasione migliore per far scoprire ad amici e parenti il mondo della piccola e media editoria? Per dar maggior forza al nostro invito, a tutti coloro che nel mese di dicembre compreranno più di un libro da un piccolo o medio editore e a tutti coloro che pubblicheranno due o più recensioni in WDReviewr Writer’s Dream regalerà un libro.

Fotografatevi con i libri in mano e mandateci le foto a

forum@writersdream.org

(vi promettiamo di eliminarle subitissimo), scannerizzateci le ricevute, inoltrateci le mail degli ordini, fate quel che vi pare basta che ci forniate una prova dell’acquisto del libro e riceverete un libro in regalo.

Scatenatevi, lettori!

Writeaholic

Falsi miti: quando la distribuzione non paga


Avete presente quei meravigliosi post – o mail – lacrimose di aspiranti scrittori che singhiozzano sul contratto di una serissima e dignitosissima casa editrice che non chiede un soldo dicendo “ma non mi promuovono! in libreria non mi ci mandano! non hanno un distributore ufficiale! se invece facessi un investimento con quell’editore che chiede sì un paio di migliaia di euro, ma promette mari e monti, e presenza in libreria-tv-radio-giornali…”

Ecco, io vorrei sfatare giusto un paio di miti. Il primo è quello che avere un distributore ti faccia avere accesso alla libreria.
Il secondo che gli editori a pagamento ti ci portino.
Mi rendo conto che vedere che l’editore dispone di un distributore possa far sentire rassicurati, ma siamo seri: gli editori con un contratto di distribuzione in libreria sono parecchi. Sono tanti, sono tantissimi; eppure, quando entriamo in una qualsiasi libreria quanti libri di esordienti troviamo, quanti nomi al di fuori dei soliti noti ci si parano innanzi?  Il libraio medio raramente – quasi mai – accetta libri di nomi sconosciuti nella sua libreria, e anche quando lo fa il 99% delle volte li relega nello sgabuzzino o in angoli bui e polverosi di cui hanno paura anche i ragni.
Riguardo al secondo mito, ovvero che gli editori a pagamento facciano raggiungere la libreria, guardatevi intorno – ancora una volta – quando entrate in uno di quei posti dove vendono libri (sì, la libreria): se, di tanto in tanto e per pura fortuna ci si può imbattere in nomi di qualche editore medio non a pagamento quando mai vi imbattete in libri di editori che chiedono contributo?
Tra l’altro, mi domando da dove deriva la convinzione, assurda, che l’editore che pubblica gratis non faccia promozione ai suoi titoli: aspiranti scrittori tutti, quando non vi si chiedono soldi significa che l’editore tira fuori tutto di tasca propria. E questo significa che se non vende ci rimette lui.
L’editore a pagamento, invece, ha le spalle già belle che coperte con il vostro “contributo per la stampa”.
E vi ricordo che siamo nell’epoca della stampa digitale e del print on demand.

EAP

Perché dire no all’editoria a pagamento


Si possono cercare mille motivi per cui non pubblicare a pagamento, dalla deontologia professionale ai vari paralleli con la quotidianità (quale venditore all’ingrosso paga il negoziante al dettaglio perché esponga la merce che gli vende?), ma voglio spogliare la questione da tutte le sue implicazioni morali, soggettive, e in generale di tutte quelle implicazioni che sono determinate dal punto di vista.

Se si crede nella propria opera e si cerca qualcuno che ci creda altrettanto, al punto di scommetterci, non si deve pagare. Perché? La farò breve: non si deve pagare perché la stragrande maggioranza degli editori a pagamento o che pubblicano a doppio binario ha ammesso di domandare contributi per opere di basso livello letterario. Non di scarso livello commerciale: si parla di effettiva qualità del testo.
Memorabili le parole di un editore che dichiarò che domandava contributi ai casi disperati, specificando che si trattava di quasi tutta la narrativa italiana.
Quindi, se non volete non pagare non perché è sbagliato, perché il mestiere dell’editore è quello dell’imprenditore, perché è lui che deve assumersi il rischio d’impresa altrimenti non è più editore, perché se non pagate l’editore è costretto a fare promozione efficacemente, perché bla bla bla tutte le motivazioni già viste e riviste (e che vi consiglio comunque di rileggere qui e qui) fatelo almeno per non svalutarvi da soli e non farvi ridere in faccia dagli stessi editori.

Approfondimenti sull’editoria a pagamento

  1. Perché non pubblicare a pagamento
  2. Gruppo Albatros: collana Nuove Voci
  3. Gruppo Albatros: testimonianze
  4. Contro l’editoria a pagamento
  5. I costi reali  e i contributi richiesti
  6. Quando i sogni hanno un prezzo
EAP - Editoria

Edicolors


Mi sono interessata alla casa editrice Edicolors perché, inaspettatamente, ho trovato nella libreria della mia città – Rovigo, per i curiosi – precisamente Il sogno di Naaron di Marco Redaelli, giovanissimo esordiente. La qualità grafica è indiscussa, e la si può vedere anche da qui, e unita alla reperibilità in un luogo sperduto come Rovigo, dove mai ho visto un libro di un piccolo editore che non fosse uno storiografo locale, mi sono messa a cercare online.

La distribuzione segnalata sul sito è ottima, ed effettivamente sembra che funzioni egregiamente. Non ho notizie certe sulla qualità dell’editing, perché in libreria non ho fatto un’analisi accurata, ma impaginazione e grafica sono ottime.

Ho telefonato oggi in redazione, dato che non avevo ricevuto risposta alle mail inviate, e il gentilissimo editor – che mi scuserà se non ricordo il nome – mi ha spiegato per filo e per segno la loro attività editoriale. Edicolors pubblica a doppio binario, garantisce sei mesi di lavoro accurato sul testo e sul prodotto, e quattro di presentazione in giro per l’Italia. Attenzione: sono rivolti principalmente a narrativa per bambini e fantasy per giovani adulti.
I tempi di lettura si aggirano, in media, sui due mesi, due mesi e mezzo.

Edicolors entra quindi nella nostra lista A Doppio Binario. Invitiamo chi conosce quest’editore, come sempre, a raccontarci la sua esperienza, sia pubblicamente che in privato.

Vita da WD

Buon compleanno, Writer’s Dream


È trascorso un anno.

Un lungo, straordinario, intensissimo anno, un anno in cui il WD è stato lo scenario di un viavai incredibile di utenti, editori, autori,gente capitata per sbaglio ma, soprattutto, sognatori.
Sognatori che, come me, cercavano un modo per realizzare il loro sogno: scrivere.

Tanti se ne sono andati, alcuni non li abbiamo rivisti mai più, altri ancora sono qui dal primissimo giorno: a tutti un sentito ringraziamento che, credetemi, arriva dal più profondo del cuore.

Perché è grazie a voi, al vostro contributo, alla vostra presenza, alla vostra passione se noi siamo ancora qui, a distanza di un anno, indenni alle numerose burrasche in cui siamo incappati.

È grazie a voi se io non ho mai ceduto di fronte alle pressioni e talvolta alle minacce di gente senza scrupoli che tentava di chiuderci la bocca; è grazie a voi se sono riuscita a inghiottire ogni boccone amaro nonostante le dimensioni sempre crescenti e a proseguire con più forza ed energia di prima.

È grazie a voi se il WD esiste e continuerà a farlo, e a crescere, e ad evolversi, e a cambiare il mondo… perché ognuno di voi, con il suo intervento, il suo passaggio in questo posto ha contribuito a fare un minuscolo passo in
avanti per risanare un ambiente malandato, per modificare un panorama che da troppo tempo muta solo in negativo.

A chi non crede che sia possibile cambiare le cose e a chi dice di non impegnarsi nel farlo ma è qui, l mio fianco: grazie. Perché se anche non lo credete, state contribuendo al cambiamento.

E grazie anche a quelle persone senza scrupoli di cui parlavo prima, che cercando di chiudermi la bocca hanno solo rafforzato la mia testardaggine senza confini: un ringraziamento sincero, perché mi avete dato l’occasione
di verificare quanto forte fossero il mio progetto e le persone che giorno dopo giorno lottano con me per mantenerlo in vita.

Le tempeste che speravate ci distruggessero ci hanno dato nuova forza. Grazie, di cuore.

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EAP - Writeaholic

Lista editori free


no-eap

AGGIORNAMENTO DEL 5 LUGLIO 2013: SONO DI NUOVO DISPONIBILI SU WRITER’S DREAM LE LISTE DI TUTTI GLI EDITORI.

Dopo una pausa di diversi mesi, vengono reintegrate le liste Doppio Binario e A pagamento a fianco di quella di editori Free. Le liste EAP e DB sono ospitate da Loredana Lipperini.

Dopo due anni, sono di nuovo disponibili e liberamente accessibili le liste A pagamento e Doppio Binario a fianco di quella Free.

Nota: se volete riportare queste liste sui vostri siti e blog siete liberi di farlo – anche se da dicembre copiarle sarà pressoché impossibile, vista la nuova struttura (se volete copiarvi oltre 300 link a mano fate pure) – ma siete obbligati a inserire i credits. Queste liste vengono compilate in seguito a un lavoro che va avanti dal 2008. Non mancategli di rispetto, dato che è un lavoro faticoso che noi facciamo esclusivamente per voi. Chiediamo solo che ci venga riconosciuto il merito del nostro lavoro.

Se riscontrate inesattezze o volete darci la vostra testimonianza, usate i commenti, il forum o l’indirizzo mail segnalazioni@writersdream.org

EAP

Enrico Folci Editore


EDIT AGOSTO 2010

La discussione è diventata inutile in quanto Folci ora richiede sempre contributo agli autori. Ognuno è libero di leggere e di farsi la propria idea.

EDIT DEL 26 SETTEMBRE 2009

Questo post è stato modificato in seguito a una lunga conversazione telefonica avuta con Enrico Folci in persona, che mi ha spiegato con dovizia di dettagli quant’è successo e a cosa sono dovute le testimonianze fortemente negative qui riportate in precedenza.
Ad esempio, è vero sì che ci sono stati dei problemi con le consegne dei libri, ma questo è avvenuto in seguito a dei problemi gestionali e dei ritardi di stampa.

Non potendo appurare al di là di ogni ragionevole dubbio, né in misura sufficiente a darmi un quadro della situazione, se i commentatori mentono e ascoltando il signor Folci e le sue ragioni, sono più portata a credere a quest’ultimo, per il semplice fatto che le spiegazioni datemi sono complete e possono essere provate.

Non cancellerò i commenti qui sotto, dove trovere sì testimonianze negative, ma anche positive.

Writeaholic

Scrivere una sinossi


La smetto un attimo di parlare di editori e print-on-demand e mi trasferisco al reparto “consigli per gli scrittori”, trattando un tema su cui si sprecano domande e dubbi: le sinossi.

La definizione ve la leggete cliccando sulla parola “sinossi”; passiamo piuttosto ai consigli su come scriverla. Io me ne sto zitta, vi porto direttamente la risposta di Caym, l’editor della Villaggio Maori Edizioni, che collabora con noi del Writer’s Dream:

Se posso permettermi, dato che di sinossi ne ricevo decine al giorno (non ad agosto per fortuna), ci sono dei desideri speciali che ho, come selezionatore, nel leggere una sinossi. In ordine sparso:

1- La sinossi dovrebbe essere intitolata col nome dell’opera + sinossi (esempio: Il barone rampante – sinossi.doc)
2- Non dovrebbe superare una pagina
3- Le prime righe dovrebbero parlare del contesto generale dell’opera (genere, ambientazione, caratterizzazioni)
4- Il corpo centrale dovrebbe riguardare la trama
5- Le ultime righe dovrebbero rifarsi allo stile, all’autore, alla poetica

La sinossi è uno strumento “scientifico”. Riservate la captatio benevolentiae alla lettera di presentazione.

Qui potete trovare ulteriori informazioni e consigli su come scrivere una sinossi.

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