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Il Giornale, editoria a pagamento e Writer’s Dream


Nell’edizione cartacea di ieri de “Il Giornale” c’era un articolo piuttosto corposo sull’editoria a pagamento che parla anche di Writer’s Dream. Lo trovate qui.

Bookaholic - Editoria

Il mercato lo facciamo noi


E dopo ditemi che non ve l’avevo detto.
In più articoli, sul web, si sente dire “è il mercato che lo chiede”, riferendosi alla produzione di massa di immondizia puzzona che intasa le librerie. Più volte ho risposto “sì, ma il mercato lo facciamo noi, il portafogli chi ce l’ha in mano?”

Newton Compton mi ha dato ragione. Weirde (che tra l’altro è una vecchia conoscenza del WD) stanca di tutti quei libri per adolescenti con ormoni in subbuglio, ha lanciato qualche tempo fa una petizione per far arrivare in Italia l’urban fantasy per adulti. Tale petizione non si è tradotta in una raccolta di firme sul blog, ma in un’inondazione massiva di mail alle case editrici che pubblicano fantasy.
Il risultato è che la suddetta N&C ha pubblicato Black Moon e sta facendo arrivare tanti altri titoli di adult urban fantasy anche nel nostro Paese. Lo notifica Il Giornale e qualche altro quotidiano che non ho voglia di linkare.

E’ un’ottima notizia. E conferma quel che dico sempre io, il che la rende doppiamente ottima. Noi lettori abbiamo tutte le armi necessarie a farci ascoltare dagli editori. Protestare sul proprio blog è un ottimo punto di partenza, ma è pur sempre un punto di partenza. C’è bisogno che chi commenta, chi legge annuendo, chi sente la protesta e dà ragione al protestante metta mano all’e-mail e faccia sentire le sue ragioni.
Una cosa del tipo “signor editore, lei mi ha rotto le palle con le sue pubblicazioni immonde, cambi genere” messo giù in maniera più forbita.

Gente, io lo ripeto: c’è bisogno di farsi sentire. E’ una necessità, o finiremo sempre peggio. Il mercato non è composto solo da ragazzine/i con ormoni in subbuglio, persino le persone fanatiche che conosco e che acquistano a man bassa qualsiasi cosa parli di vampiri ultimamente hanno stretto i cordoni della cinghia.
Approfittiamo di questa situazione e cominciamo a chiedere quello che vogliamo, senza farci trattare da cerebrolesi a suon di campagne pubblicitarie?

EAP

Contro l’editoria a pagamento


Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Lara Manni, D’Andrea GL; i nomi noti che in questi giorni stanno schierandosi contro l’editoria a pagamento – citando Writer’s Dream – mi danno la possibilità di scrivere questo messaggio, per la serie “ripetere non fa mai male”.

L’editoria a pagamento, signori, danneggia tutti quanti. Danneggia per primo chi cade nella sua tela (tra i tanti vanitosi ci sono anche gli ingenui e i frettolosi), danneggia i (pochi) lettori che incautamente acquistano un libro che di libro non ha nemmeno il nome; danneggia chi cerca un editore, perché quanto tempo (e soldi) spendete per cercare e mandare un manoscritto?; danneggia i sogni di chi scrive, danneggia l’editoria italiana sommergendola di libri di infima qualità; danneggia i bravi autori, perché se qualche lettore pesca dal mare magnum delle pubblicazioni esordienti ha molte più possibilità di pescare una ciofeca pubblicata a pagamento che non un bel libro… e questo porta il lettore ad aggrapparsi strenuamente all’editoria “big” e a fare le pernacchie agli esordienti; danneggia sempre i bravi scrittori impedendogli di approdare in libreria, perché un libraio materialmente non può leggere o conoscere tutte le 70’000 pubblicazioni annue che ci sono in Italia, e quindi – a ragione? – respinge tutto al mittente.
Fa danno, questa dannata editoria a pagamento, fa danno a tutti noi.

Per quale motivo, dunque, dovremmo avere qualche riguardo nel non fare danno a loro? Il danno lo si fa semplicemente parlando. Mettendo in guardia chi passa.
Chi passa su FB, chi passa dal vostro blog, dal vostro sito, dal vostro forum.

Non occorre fare nomi, se non ve la sentite; mettete solo in guardia la gente dall’editoria a pagamento. Condividete quest’appello, o scrivetene uno vostro; non importa.
Internet, signori miei, è potente: usiamolo a nostro vantaggio. Cerchiamo di ricavare un po’ di spazio per quegli autori – in mezzo ci siete anche voi – che lo meritano davvero, lo spazio.

Imbracciamo il coraggio, e combattiamo per cambiare le cose. Basta che facciate quel che fate sempre: che condividiate un link, che aggiorniate il profilo di FB, che scriviate un articolo per il vostro blog, che avvisiate gli amici.

Presto arriverà, sulle pagine di Writer’s Dream, un eBook destinato a fare molto discutere, ve lo posso assicurare. Sarà gratuito, potrete farne quel che vi pare, l’importante è che venga letto dal maggior numero di persone possibili.
Prepariamo il terreno affinché questo numero sia davvero grande e si possa fare davvero qualcosa per cambiare questa situazione imbarazzante.
Tutti noi vogliamo cambiare le cose; ma ne saremo in grado?

Questa è una sfida, ragazzi. L’accogliete?

Approfondimenti sull’editoria a pagamento

  1. Perché non pubblicare a pagamento
  2. Gruppo Albatros: collana Nuove Voci
  3. Gruppo Albatros: testimonianze
  4. Contro l’editoria a pagamento
  5. I costi reali  e i contributi richiesti
  6. Quando i sogni hanno un prezzo
EAP

Sandrone Dazieri parla di Writer’s Dream


E ne parla bene, in barba a chi dice che siamo cattivi, brutti e pelosi. Badate bene: è contro l’editoria a pagamento. Ricordatevelo, scrittori.

Ebbene, sappiatelo, l’autore il suo investimento lo fa quando scrive la sua opera, quello è il suo rischio di impresa. Le ore che passa al computer rubandole alla sua vita, senza sapere se qualcuno leggerà mai quello che ha scritto, ore che diventano giorni, mesi e, in certi casi anni. Quella è la nostra spesa. Il resto, se un editore vuole pubblicarci, deve mettercelo lui. Punto. Forse, se è piccolo, non potrà permettersi un anticipo, e va bene, può essere, ma da quando riceve il manoscritto, tutto il resto fa parte del SUO rischio d’impresa. E’ l’editore che deve pagare stampa e distribuzione, editing e ISBN. E tasse, macero. Perché l’editore guadagna o copre le spese dalla vendita dei libri dell’autore, non dall’autore stesso. Non ci sono palle, non ci sono scuse, non ci sono distinguo. Per capire meglio, vi mando a questo sito, che mi ha segnalato l’amico Daniele Pinna. Non so se nella lista non vi siano errori omissioni o fraintendimenti, la responsabilità è di quelli del sito, ma sposo in pieno i loro criteri di scelta, che mi paiono corretti.

Ecco l’articolo completo.

Vita da WD

Hai un manoscritto? Mandacelo


INIZIATIVA CHIUSA.

Writer’s Dream ha il granderrimo piacere di annunciarvi che, da oggi, selezioniamo manoscritti di qualunque genere e lunghezza per la pubblicazione in eBook con la casa editrice Simplicissimus Book Farm, la prima e più grande casa editrice di eBook in Italia. La pubblicazione con Simplicissimus prevede la cessione dei diritti solo per la distribuzione digitale per 3 anni; riceverete il 25% dei diritti d’autore. Perché scegliere la pubblicazione tramite eBook? E cos’è un eBook? L’eBook è il libro digitale, ed è il futuro dell’editoria. Questo Natale su Amazon, il più grande negozio digitale del mondo, le vendite dei libri digitali hanno superato di gran lunga quelle dei libri cartacei, e c’è stato un boom di vendite di eBook reader, i dispositivi che permettono una lettura confortevole quanto quella cartacea del libro digitale. Gli eBook hanno enormi vantaggi: innanzitutto abbatte i costi, e quindi il prezzo di copertina si abbassa: questo significa un incremento delle vendite, in quanto il lettore compra più volentieri a un prezzo più basso; gli altri vi spedisco a leggerli qui. Per i dati delle vendite e altri dettagli cliccate qua. Come vi invio il manoscritto? Mandacelo all’indirizzo manoscritti@writersdream.org allegando in .doc o .pdf il tuo manoscritto, una scheda dati e una sinossi. Pago qualcosa? Ma sei pazzo?! predichiamo contro l’editoria a pagamento e le agenzie letterarie da quando siamo nati, ovvio che è gratis! Sia la selezione che, naturalmente, la pubblicazione. Cogliete l’opportunità, ragazzi!

EAP

Contributo richiesto dagli editori Vs. Costi reali – Il confronto


L’editore vi mangia 1600€. Ho la vostra attenzione?

C’è una maniera molto semplice di verificare se gli editori chiedono un prezzo equo quando sparano le richieste di contributo o no, e consiste nel farsi fare un preventivo da una tipografia.
Prima, però, chiariamo cosa significa la parola contributo: ciò che ciascuno dà per partecipare al raggiungimento di un fine comune (Zingarelli)
Contribuire alle spese, quindi, non significa pagare tutte le spese. E tutti gli editori parlano, appunto, di contribuire alle spese.

Partiamo con un tipo di stampa con materiali di alta qualità, ben più alta di quelli utilizzati di norma: carta patinata opaca 100 gr, copertina carta patinata 300 gr con plastificazione spessa e opaca, rilegatura in brossura. Prendiamo come carattere standard 250 pagine; questi sono i costi:

–          100 copie:  430€

–          200 copie:  750€

–          300 copie:  1059€

–          400 copie:  1349€

–          500 copie:  1699€

Prendiamo ora in considerazione un tipo di stampa con materiali standard: carta bianca 100 gr, copertina 300 gr con plastificazione lucida, rilegatura in brossura, sempre 250 pagine.

–          100 copie:  358€

–          200 copie:  604€

–          300 copie:  839€

–          400 copie:  1085€

–          500 copie:  1331€


Bene, ci siamo? A questo punto abbiamo spulciato i dati dei contributi chiesti da vari editori e calcolato la media richiesta per un libro di circa 200 pagine (quindi ancor meno di quelle da noi usate come esempio); ne è uscito che il contributo medio richiesto dagli editori a pagamento si aggira sui 2400€, cifra abbondantemente arrotondata per difetto.

Il costo reale di una tiratura di 250 copie si aggira sui 750€; il contributo richiesto dagli editori per una tiratura di 250 copie si aggira sui 2400€. E ricordiamo che si tratta di contributo, ossia del pagamento da parte dell’autore di una parte delle spese.
Abbiamo quindi una differenza di circa 1600€ tra costo reale totale e contributo: dove finiscono quei soldi? Ma soprattutto perché vengono chiesti se non vengono spesi?

Approfondimenti sull’editoria a pagamento

  1. Perché non pubblicare a pagamento
  2. Gruppo Albatros: collana Nuove Voci
  3. Gruppo Albatros: testimonianze
  4. Contro l’editoria a pagamento
  5. I costi reali  e i contributi richiesti
  6. Quando i sogni hanno un prezzo
EAP - Writeaholic

Il tuo editore ti ha chiesto di contribuire alle spese?


Fa attenzione. Innanzitutto, quanto tempo è passato tra l’invio del manoscritto e la proposta di pubblicazione? I tempi sono importanti: una piccola casa editrice riceve in media dai due ai cinque manoscritti al giorno.
Anche supponendo che leggano un manoscritto a settimana e riescano a stilare una valutazione completa, ogni giorno il tempo di attesa si allunga dalle due alle cinque settimane; a meno che non si invii il testo il giorno stesso dell’apertura della casa editrice è praticamente impossibile ricevere una valutazione in meno di 60 giorni.
Chi scrive questo articolo ha collaborato come selezionatrice di manoscritti presso case editrici: ogni manoscritto veniva letto da tre lettori in un mese e veniva poi passato al direttore editoriale, che lo leggeva e decideva per l’eventuale pubblicazione. I tempi sono, per forza di cose, lunghi.

In secondo luogo, l’editore e la proposta parlano del tuo libro nel dettaglio o ne elogiano tratti generali? Si parla in generale di stile, linguaggio, originalità del contenuto senza riferimenti concreti a quanto hai scritto?
Insospettisciti e chiedi all’editore i dettagli del manoscritto che l’hanno convinto e i punti deboli, scendendo nei particolari. E’ un tuo diritto.
Se la risposta è sempre vaga o, al massimo, cita l’incipit, lascia perdere.

Per terza cosa, valuta il prezzo richiesto in proporzione a tiratura, formato, grammatura carta/copertina, rilegatura. Un libro nel formato più comune, 15×21 cm di 200 pagine, stampato in una tiratura di 500 copie – ovvero il doppio della tiratura di solito proposta – con materiali di buona qualità (carta avorio 100 gr, copertina 300 gr, lucida e spessa) costa in totale 1319€, ovvero molto meno del contributo richiesto mediamente da una casa editrice a pagamento. E sottolineo che si tratta di contributo: l’editore stesso parla di divisione delle spese di stampa; se l’autore se ne fa totalmente carico e, per giunta, versa una discreta cifra (uno o due migliaia di euro in più) a fondo perduto cosa significa?

Attenzione anche alle promesse: quando si parla di promozione e pubblicità su siti, blog, giornali, tv e radio controllate su quali siti, blog, giornali, tv e radio compaiono i libri dell’editore in questione. Internet è un mezzo potente: bastano pochi minuti su Google a scoprire se le promesse sono reali o sono semplicemente promesse. E ricordate che il 99% dei siti, blog, giornali e tv non prendono nemmeno in considerazione i libri pubblicati a pagamento.

Considerate anche la presenza nelle librerie: se vi viene detto che il vostro libro sarà presente in tutte le Mondadori e le Feltrinelli d’Italia – o della vostra zona – verificate. Vi basta prendere il telefono e chiamare la libreria Mondadori più vicina: hanno o no i libri dell’editore in questione?
Tenete a mente che la possibilità di ordinare il libro non vale niente. Per ordinare il vostro libro il lettore deve essere a conoscenza dell’esistenza dello stesso, e se ne è a conoscenza significa che fa parte di quella sparuta minoranza che frequenta l’underground dell’editoria. E all’85% eviterà l’editoria a pagamento.

Infine, aspettate. Aspettate almeno un paio d’anni, mandando il vostro libro a editori non a pagamento e attendendo le risposte.  Se, trascorsi due o tre anni avrete collezionato una lunga serie di “no” e gli unici “sì” prevedono l’esborso di almeno un migliaio di euro fermatevi a riflettere e chiedetevi perché solo pagando potreste pubblicare.
Siate umili e non rispondetevi che solo i raccomandati possono aspirare a una pubblicazione gratuita: ammesso e non concesso che sia così per quanto concerne la grande editoria, questo fenomeno è totalmente assente nella piccola e media editoria, che per forza di cose per andare avanti deve puntare sull’assoluta qualità dei suoi libri: la piccola e media editoria guadagna sulle vendite.
Quelle fatte al lettore, non all’autore.

Approfondimenti sull’editoria a pagamento

  1. Perché non pubblicare a pagamento
  2. Gruppo Albatros: collana Nuove Voci
  3. Gruppo Albatros: testimonianze
  4. Contro l’editoria a pagamento
  5. I costi reali  e i contributi richiesti
  6. Quando i sogni hanno un prezzo
Recensioni

Recensione: Il sangue di Manitou


Titolo: Il sangue di Manitou

Autore: Graham Masterton

Editore: Gargoyle Books

Prezzo: 13,50€ Sconto per gli utenti di WD

Numero pagine: 384

 

Potrei riassumere l’intera recensione con una sola frase: “Il sangue di Manitou è un libro fantastico”. Mi rendo conto però che non potete credermi così, sulla fiducia; perciò vi darò qualche elemento affinché possiate farvi un’idea del perché il libro è fantastico.

La storia si apre con Frank Winter, gastroenterologo del Sister of Jerusalem che si ferma a osservare una ragazza che si esibisce come mimo per le strade di New York. Meravigliato da come la ragazza sembri snodabile, il dottore commenta il fatto con un uomo accanto a lui, che sorride e gli dice che la ragazza è una pallida. Mentre Frank cerca di farsi spiegare il significato dell’affermazione, la ragazza stramazza al suo e vomita litri di sangue. Non suo.

Interrogata, confessa di aver assassinato i suoi coinquilini e di averne bevuto il sangue per placare il bruciore del suo corpo che sembrava andare a fuoco; mentre i medici svolgono test e cercano di capire cosa succeda alla ragazza, questa muore improvvisamente e iniziano ad arrivare in ospedale centinaia di altre persone nelle sue stesse condizioni: tutti vomitano sangue e confessano di avere ucciso amici e parenti, persino i propri figli, per spegnere il fuoco che, dicono, li stava bruciando. Tutti, inoltre, dicono di fare da giorni lo stesso incubo; e tutti, inspiegabilmente, iniziano a recitare Tatal nostru, carele esti in ceruri.

L’altra storia, parallela, segue Harry Herskine, indovino imbroglione dotato di qualche potere paranormale. La narrazione, che prima era in terza persona, passa alla prima e al punto di vista – spesso ironico – di Harry; i capitoli sono alternati fino a quando i due non si incontrano: il dottore, Frank, è stato infettato dalla ragazza, resuscitata sotto forma di stregoi, ovvero vampiro.

Harry e Gil, un soldato incontrato per le strade infernali di NY, hanno scoperto grazie allo spirito guida di Harry, un indiano chiamato Roccia che Canta, che i responsabili dell’infezione sono proprio gli strigoi, in particolare  un Radunatore di vampiri. Insieme a Jenica, una rumena figlia di un esperto del campo, inizieranno a definire i contorni della vicenda e a capire che, nonostante tutto, solo loro possono far qualcosa per salvare la città e il pianeta intero: pochissime persone sono sane, oltre a loro, e nessuno immagina quale sia la reale causa dell’infezione.

Ma i colpevoli non sono solo gli strigoi, né la potente magia dei Nativi americani, altro potere comprimario nella vicenda… Lo scenario in cui si muovono i protagonisti è apocalittico, e assomiglia a ciò che si potrebbe ottenere dopo un bombardamento, in piena guerra, seguito da un saccheggio e dalla venuta di un attacco batteriologico letale.

Nel libro i vampiri sono sempre chiamati strigoi (vampiri, appunto, in rumeno): le componenti rumena e quella Nativa americana sono fortissime, e si mescolano tra loro. Nonostante la tragedia, il punto di vista di Harry – un uomo coraggioso ma non troppo, pieno di difetti più che di pregi – filtra la vicenda sotto una luce terrificante e al tempo stesso ironica, grazie al suo sarcasmo, e malgrado la tensione ci si ritrova a ridacchiare a denti stretti piuttosto spesso. Risate che non rovinano la tensione, né la sciolgono, badate bene.

Il libro inquieta, specialmente nella prima parte, dove la componente spiritica – presente in tutta la storia – è fortissima. È un horror in piena regola, originale, scritto magistralmente: Masterton riesce a conciliare i due punti di vista diversi in maniera pressoché perfetta, e delinea i caratteri di ogni personaggio con estrema maestria, facendoceli sentire vicini, facendoceli avvertire come persone reali a tutti gli effetti.

Il finale è spiazzante, e non delude le aspettative che si creano durante il romanzo. Leggetelo, assolutamente. E ricordate di non pronunciare strigoi ad alta voce: potrebbero sentirvi.

Recensione originale a opera di Ayame su Liblog
EAP - Gruppo Albatros

Gruppo Albatros e selezioni inediti


Da qualche tempo in rete è scoppiata la febbre del Gruppo Albatros che, mi si riferisce, manda in onda degli spot pubblicitari su Canale 5, spot che invitano a mandare il proprio inedito alla casa editrice. Io non ho ancora avuto modo di vederla, non guardo molto la tv.
Su forum, siti e social network prolifera la domanda: ma chi sono? cosa pubblicano, come lavorano?

La risposta è semplice: sono Il Filo, le modalità operative sono le solite – e infatti ho appena trovato su Google il solito annuncio di selezione bimestrale – e non c’è niente di nuovo sotto il sole: già fioccano le testimonianze di richiesta di contributi sull’ordine dei 2000€.
Ordinaria amministrazione, dunque; ma voglio chiudere con una bonaria provocazione: vista la vastità impressionante del catalogo de Il Filo non sarebbe meglio investire il denaro della pubblicità in promozione per gli esordienti? O mandare uno spot che promuova i libri?

Approfondimenti sull’editoria a pagamento

  1. Perché non pubblicare a pagamento
  2. Gruppo Albatros: collana Nuove Voci
  3. Gruppo Albatros: testimonianze
  4. Contro l’editoria a pagamento
  5. I costi reali  e i contributi richiesti
  6. Quando i sogni hanno un prezzo
Editoria

Dieci Lune


È aperta la selezione di racconti e poesie per DieciLune Narrativa e DieciLune Poesia: le nuove collane antologiche della Bel-Ami Edizioni.

Si ispira alle atmosfere notturne in cui nascono i sogni il nome del nuovo progetto editoriale della Bel-Ami Edizioni, DieciLune: una collana antologica finalizzata a trasformare i “sogni di carta” nella realtà della pagina stampata. Ogni volume raccoglierà dieci racconti del medesimo genere narrativo (DieciLune Narrativa) o dieci sillogi poetiche (DieciLune Poesia).
Tema libero, nessuna scadenza per presentare i manoscritti, nessun contributo economico, nessun limite al numero di testi che è possibile candidare: DieciLune non è un concorso letterario ma un’opportunità offerta ai talenti ancora sommersi per accedere al mercato editoriale.

DieciLune Narrativa. Per partecipare alla selezione, è necessario inviare un’e-mail all’indirizzo diecilune-narrativa@baedizioni.it con allegati:
– un racconto di lunghezza non superiore alle 10 cartelle (in formato .doc);
– una breve biografia dell’autore.
L’e-mail dovrà riportare in oggetto la dicitura “DieciLune (Genere letterario) – Nome e cognome dell’autore – Titolo del racconto” (es.: “DieciLune (Noir) – Mario Rossi – La casa misteriosa”).
Generi letterari richiesti: Erotismo, Fantascienza, Fantasy, Noir, Orrore, Poliziesco, Rosa e Thriller.
Gli autori dei racconti selezionati saranno contattati direttamente dalla Bel-Ami Edizioni.

DieciLune Poesia. Per partecipare alla selezione, è necessario inviare un’e-mail all’indirizzo diecilune-poesia@baedizioni.it con allegati:
– una raccolta di dieci poesie di lunghezza complessiva non superiore alle 10 cartelle (in formato .doc);
– una breve biografia dell’autore.
L’e-mail dovrà riportare in oggetto la dicitura “DieciLune Poesia – Nome e cognome dell’autore – Titolo della raccolta” (es.: “DieciLune – Vittorio Bianchi – Il mare d’inverno”).
Gli autori delle poesie selezionate saranno contattati direttamente dalla Bel-Ami Edizioni.

Per ulteriori informazioni è possibile contattare la redazione della Bel-Ami Edizioni all’indirizzo e-mail info@baedizioni.it

Bel-ami.

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