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Con il self-publishing, gli editori perdono ancora


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Penguin Random House ha di recente venduto la sua divisione self-publishing Author Solutions. Al di là delle controversie legali di cui la piattaforma è stata oggetto fin da subito, con l’accusa di voler fare soldi dagli autori piuttosto che per gli autori, la decisione del gruppo nasce dall’intenzione di tornare ad occuparsi esclusivamente di libri, nel senso più tradizionale.

La cessione non è che l’ennesimo fallimento del tentativo di una casa editrice di introdursi nel bussiness del self-publishing. Dopo il fallimento di HarperCollins con Authonomy, secondo il Financial Times Penguin Random House ha perso una buona percentuale dei 116 milioni di dollari spesi per l’acquisto di Author Solutions nel 2012.

Anche in Italia, esperimenti simili non hanno avuto un esito migliore; alcuni dei servizi che le case ditrici spacciano per self-publishing, in realtà poco hanno a che vedere con l’autopubblicazione.

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Editoria - News

La lettura cresce del +1%, c’è da essere contenti?


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Da qualche giorno non faccio che leggere analisi e opinioni sui dati Istat riguardanti la lettura in Italia. Secondo il presidente dell’Associazione Italiana Editori, bisogna festeggiare perché, finalmente, dopo la diminuzione dei lettori che si è registrata tra il 2012 e il 2013, la curva negativa si è assestata e solo un italiano su dieci ha dichiarato di non aver letto nemmeno un libro durante l’ultimo anno.

Nel 2015, il 42% dei cittadini intervistati di 6 anni e più dichiara di aver letto almeno un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista per motivi non scolastici o professionali, un +1,7% rispetto al 2014.

Come al solito, mi sono detta, non tengono conto della lettura in digitale, degli ebook. Invece no, l’Istat rileva che nel 2015, quattro milioni e 687mila persone hanno letto o scaricato libri online o e-book (14,1% delle persone di 6 anni e più che hanno utilizzato Internet negli ultimi tre mesi).

Solo che l’ebook non risulta essere alternativo al cartaceo: la quota di persone che negli ultimi 3 mesi hanno letto online o scaricato libri o e-book aumenta in proporzione al numero di libri presenti in casa e tocca il valore massimo (23,8%) proprio tra le persone che dispongono già di una biblioteca domestica con oltre 200 volumi.

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Editoria

Il libro come status symbol: il 73% dei giovani lo preferisce all’ebook


Studio Deloitte

Ad un decennio dal lancio degli ereader, la carta stampata domina ancora le vendite di libri, anche sui mercati con una più elevata penetrazione di dispositivi digitali.

A mantenere il libro di carta vivo e vegeto, non sono i consumatori più anziani, cresciuti in un mondo di sola stampa. Secondo uno studio del Pew Research Center, ben il 73% dei giovani tra i 18 e i 29 anni sceglie il cartaceo, contro un 37% che invece predilige gli ebook.

Una preferenza che si potrebbe spiegare con la necessità di leggere per studio o per lavoro, quindi, con l’esigenza di fissare meglio nella memoria il contenuto dei testi. Oppure, dal fatto che oltre il 95% dei libri per bambini viene venduto in formato cartaceo, e bambini che leggono libri stampati hanno maggiori probabilità di continuare a prediligere il supporto cartaceo, piuttosto che l’ereader.

In realtà, l’attaccamento all’oggetto libro tra i cosiddetti Millennials sembra essere molto più viscerale.

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Editoria

Scrittori indipendenti: un 2016 ad alto tasso di competizione


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Secondo l’annuale articolo che il fondatore di Smashwords dedica alle previsioni sul mercato dell’editoria e del self-publishing, il futuro non si preannuncia tutto rose e fiori: gli ebook continueranno a macinare quote di mercato, ma il panorama si farà sempre più competitivo per gli autori indipendenti.

Oggi, gli indie probabilmente controllano il 15-20% del mercato degli ebook, con notevoli variazioni tra i rivenditori. La transizione verso gli ebook indipendenti continuerà anche nel 2016, spinta da tendenze che vanno consolidandosi ormai da qualche anno:

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News

Bestseller 2015: le classifiche di vendita e la cultura dell’omologazione


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Amazon ha pubblicato la lista dei libri più venduti dell’anno, sia in formato ebook, che cartaceo. Due sono stati scritti da autori inglesi. I primi quattro autori sono donne, mentre, tra i primi 20 titoli, undici sono stati scritti da uomini.

“La ragazza del treno”, thriller d’esordio di Paula Hawkins, come ci si aspettava, ha battuto tutti gli altri. Il libro, che era già diventato un istant bestseller del New York Times, non solo è il libro più venduto, sia in formato cartaceo che Kindle, è anche il più desiderato.

Best-Kindle-books-of-2015-infographic Al 6° posto nella ebook best seller list, e al 1° posto tra i libri stampati, si trova un’altra delle uscite più attese di quest’anno, il secondo romanzo di Harper Lee, “Go Set a Watchman”.

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Editoria - News

Editori indipendenti: più piccoli più liberi


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Lo scorso 4 dicembre, nel corso della fiera di Roma Più libri più liberi sono stati presentati i risultati dell’indagine Nielsen sul mercato della piccola e media editoria. I numeri fanno ben sperare in un mercato che prova almeno a svincolarsi dai monopoli e dalla cronica tendenza al ribasso delle vendite, attraverso l’innovazione.

Se, infatti, si registra un piccolo recupero nei fatturati, lo si deve soprattutto agli ebook che, secondo l’Aie, sostituiscono gradualmente per il lettore le copie acquistate nei tradizionali canali trade.

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Editoria - News

Author Earnings Report 2015: “il futuro degli autori indipendenti è luminoso”


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Per la prima volta Author Earnings, che ogni anno redige un report sul mercato dell’editoria digitale, ha esteso il suo raggio di indagine oltre gli Stati Uniti.

“E’ il momento di ampliare i nostri orizzonti”, spiegano.
“Le barriere che una volta impedivano ad un autore di rendere i propri libri disponibili in altri paesi, sono ormai cadute. E’ il momento per tutti gli autori di iniziare a pensare a livello globale”.

Secondo gli ultimi rilevamenti, il Regno Unito è attualmente il secondo più grande mercato al mondo per i libri digitali, dopo gli Stati Uniti. E se due terzi di tutti gli ebook vengono acquistati tramite Amazon.com, il secondo più grande rivenditore in lingua inglese in tutto il mondo è, ovviamente, Amazon.co.uk.

Nell’indagare questo mercato nascente, Author Earning ha cercato di capire come sono ripartite le quote per tipo di editore e quanto bene stanno facendo gli autori indipendenti rispetto ai tradizionalmente pubblicati.

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Editoria - News

BookTubers: la nuova generazione di autori che terrà viva l’editoria


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C’è una generazione nascente di autori, che sta dando nuovo impulso all’editoria. Si tratta delle star di YouTube. Proprio così, nella nuova era della fama digitale, come scrive Forbes, pubblicare un libro rappresenta ancora un punto d’onore, per chiunque abbia qualcosa da dire.

E di cose da dire queste star ne hanno parecchie, come Connor Franta, uno dei più in voga del momento, che con il suo video coming out ha totalizzato 9 milioni di visualizzazioni. Il suo libro “A Work in Progress”, è stato 16 settimane nella classifica dei best seller del New York Times.

Poi, c’è l’esperta di moda Zoe Sugg, che ha venduto negli Stati Uniti 92 mila copie del suo “Girl online”, e 78.109 copie nel Regno Unito, solo nella prima settimana di distribuzione.

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App & Tecnologia

Da Gutenberg a Pubcoder: l’evoluzione del libro, e del futuro


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Dopo aver esplorato il lato oscuro dell’industria, con i falsi scrittori, voglio proporvi un pezzo pieno di speranza e sono certa di grande ispirazione, perché a firmarlo è un ospite di prestigio: Paolo Giovine.

Il co-fondatore e Ceo di Pubcoder, startup che sviluppa uno dei software di riferimento per la produzione di ebook interattivi, non è qui soltanto per raccontarci dell’evoluzione dell’oggetto libro, ma dei benefici concreti che questa avrà nella vita di ognuno di noi. Giovine ci introduce in un contesto del tutto nuovo, dove anche un piccolo scrittore sconosciuto, ma con tanta voglia di sperimentare, può contribuire allo sviluppo di una società più equa… Proprio così, attraverso una storia…
Buona lettura.

Johannes, quello è un libro?

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“La promessa del libro digitale è quella di rendere la conoscenza più semplice, vicina, accessibile. Tutti i libri dovrebbero essere raggiungibili con pochi click, da qualsiasi strumento di lettura. Una scuola dovrebbe poter mettere in gara i produttori di hardware ogni anno, e comprare di volta in volta le macchine migliori al prezzo migliore, senza per questo temere di perdere intere biblioteche né pregiudicando il lavoro di insegnanti e studenti, anzi permettendo a questi di utilizzare i propri device personali. Interoperabilità e accessibilità non dovrebbero essere un problema: un bambino cieco, dislessico o autistico nel mondo ideale dei libri digitali dovrebbe trovare una versione del libro che gli permetta di condividere le stesse letture o le stesse lezioni dei suoi compagni, usando versioni o strumenti adatti a lui, quando non anche personalizzati dal suo insegnante.
Intere famiglie si spostano nel mondo, e con loro i più giovani, spesso portati via da crisi o da guerre: le scuole americane ed europee sono frequentate da molti studenti che non sono madrelingua inglese, francese, tedesca, spagnola, italiana: il digitale rappresenta la possibilità di accelerare la loro integrazione, studiando una nuova lingua anche con l’ausilio di un audio sincronizzato o di versioni semplificate o bilingui.

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Editoria

L’industria dei falsi scrittori su Kindle Store


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E’ notizia di pochi giorni fa la causa intentata da Amazon contro più di mille utenti accusati di aver pubblicato false recensioni. Non è la prima volta che Amazon deve fare i conti con questo fenomeno, niente di eclatante quindi, se non fosse che il Washington Post ha messo in risalto una tendenza ben più inquietante, quella degli imprenditori che spacciandosi per esperti di scrittura e marketing, fanno soldi sfruttando il Kindle Direct Publishing (e l’ingenuità di buona parte degli utenti).

Il processo, spiega il giornale, segue sempre gli stessi passaggi: dopo l’assunzione di un freelance che scrive l’ebook, questi cosiddetti imprenditori lo mettono in vendita sotto falso nome, e poi comprano o barattano recensioni di almeno 4 stelle. Al termine della procedura, sono in grado di mettere in piedi un vero e proprio negozio di bestseller sul Kindle.

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