Autore: Luca Ducceschi
Editore: Montag
Collana: Le fenici
Pagine: 88
Prima edizione: 2008
Prezzo: 13.00EUR
Dalla quarta di copertina:
<<Noi tre ce ne andammo subito dopo il funerale. Anzi, forse sarebbe meglio dire che fuggimmo subito dopo il funerale. Lasciammo il cimitero quasi correndo, senza guardare in faccia nessuno, e ci infilammo in macchina. A dire il vero, non sono nemmeno del tutto sicuro che il prete avesse finito di contarla su. Poco male. Era tutto il resto, per noi, a essere finito.>>
Seconda metà degli anni novanta: è l'estate della morte di Lady D. e dei primi goal italiani di Ronaldo. Per Stefano, Marco, Gigio e Corto sarà anche l'ultima estate di un'epoca sguaiata e veloce come un assolo di chitarra, trascorsa inseguendo i miti dei vecchi partigiani e dei nuovi idoli della musica dura. Tra sbronze e fumate in compagnia, i quattro amici capiranno che certi vuoti non possono essere riempiti dalle icone sulle t-shirt e da canzoni con cui rimpiangere i bei tempi. Ma anche che in ogni epilogo può esserci un nuovo inizio, e che ogni nuovo inizio può portare a un nuovo finale...
ASPETTI GENERALI:
Storie di disagio vissute in un'apparente normalità di provincia. Tutto era più facile quando non si conoscevano le gioie e i dolori della vita, quando ancora ci piacevano i Gansendrosis. Oggi no, non è più così. A 17 anni, quasi 18, ti sembra di aver già visto e vissuto troppo, ti arroghi il diritto di fare bilanci, di dire che prima le cose erano migliori senza renderti conto che prima la vita non sapevi nemmeno cosa fosse. Oggi i Gansendrosis vanno ascoltati di nascosto, perchè a 17 anni, quasi 18, non puoi ammettere a te stesso di ascoltare un gruppo che si è venduto al migliore offerente, che ha tradito ciò che era all'inizio per inseguire il successo. Eppure i Gansendrosis ti piacciono ancora.
Dov'è che uno si sente veramente a casa? Dove abita, dove torna a dormire, oppure dove il suo cuore si apre a sentimenti sconosciuti, di riconoscenza, di amore che non chiede di essere a sua volta amato? A 17 anni, quasi 18, ancora non lo sai, ma fai di tutto per capirlo. Talmente di tutto che alla fine ci muori anche.
TRAMA
Il libro si apre con il racconto del funerale di Loris, uno dei quattro membri della piccola comitiva, dal quale l'autore prende spunto per raccontare la storia dei quattro giovani durante i suoi ultimi mesi di vita.
Loris il Corto, Marco il Vichingo, Luigi Gigio e Stefano (voce narrante, l'unico a non avere un soprannome e magari l'autore potrà spiegarci il perché) sono quattro ragazzi di 17 anni che trascorrono le giornate in un piccolo paese piemontese suonando, bevendo birra, fumando erba e ascoltando i racconti di nonno Alfredo, partigiano.
Durante l'estate del 1997 il Corto intraprende un viaggio in Olanda dal quale tornerà profondamente scosso e solo grazie all'aiuto dei tre amici che organizzano una spedizione per andarselo a riprendere.
Il viaggio ad Amsterdam è la scintilla che fa scoppiare tutto il disagio di Loris, probabilmente accumulato nel corso di tutta una vita. In Olanda Loris conosce una ragazza del luogo, se ne innamora perdutamente e dopo un periodo iniziale in cui tutto sembra andare bene le cose precipitano. Loris cade in un profondo stato di malessere dal quale non uscirà più. E proprio nel momento in cui sembra che stia per riprendersi terminerà i suoi giorni impiccandosi ad una gru di un cantiere edile. Gli amici lo vendicheranno presentandosi un paio di anni dopo al festival di Sanremo con il loro gruppo, diventato da quasi-metal a quasi-melodico per adeguarsi al mercato, in maniera piuttosto dissacrante.
VOTO PER LA TRAMA: 6/10
PERSONAGGI:
Tutti ben delineati e ottimamente caratterizzati, sia nell'aspetto fisico che negli aspetti psicologici. "Ci piacevano i Gansendrosis" è la storia di un qualunque quartetto di amici adolescenti anticonformisti di una qualunque provincia italiana del nord, dove la parola qualunque non assume una connotazione negativa ma al contrario fa intuire quanto questi ragazzi siano simili, non tanto nei comportamenti quanto nei sogni e nella rabbia, a tutti i giovani di quell'età. Un ritratto quasi perfetto dei tipici adolescenti ribelli che non hanno ancora capito da che parte stare ma che sicuramente sanno stare dalla parte giusta, difendendo ad alta voce i propri ideali e le proprie idee di uguaglianza.
Nella seconda metà degli anni novanta gli adolescenti erano facilmente inquadrabili in due categorie: quelli che andavano in discoteca, ascoltavano la techno e vestivano da zarri e quelli che a 17 anni erano già nostalgici degli anni settanta, ascoltavano il rock (o il metal), portavano i capelli lunghi e vestivano come i manifestanti contro la guerra del Vietnam. In due parole, fasci da una parte, zecche dall'altra. I quattro giovani protagonisti appartengono alla seconda categoria.
Di spicco la figura del Corto, sicuramente quello che viene maggiormente sviscerato, un ragazzo che perde i genitori in un incendio quando era molto piccolo e cresce con il nonno, portandosi dietro il peso di tutto quello che gli è sempre mancato e che i suoi amici non sono stati in grado di capire.
VOTO PER I PERSONAGGI: 8/10
SCELTE STILISTICHE
Ottimo. L'autore, sulla trentina nella vita reale, riesce a entrare perfettamente nei panni del diciassettenne voce narrante, usando uno stile fluido e mai banale, deciso ma mai eccessivamente volgare, aspro ma mai fastidioso. Quasi come se l'ottimo risultato fosse frutto di esperienze realmente vissute e di un ricordo ancora molto vivido nella memoria di Ducceschi. Si racconta di sesso, droga e rock n'roll. Banale, direte voi. E invece no. L'espediente narrativo utilizzato è di raccontare la storia direttamente al lettore, rivolgendosi a lui come se lo stesso potesse e dovesse rispondere agli interrogativi sollevati man mano. La lettura è sempre scorrevole e la brevità del libro aiuta a non mollarlo nemmeno per un attimo (io l'ho letto in un'ora), convincendo il lettore che ormai manca davvero poco per arrivare alla fine. Ho apprezzato molto la scelta dell'autore e dell'editore di utilizzare come immagine di copertina una foto di biciclette parcheggiate ad Amsterdam. Quell'immagine dice molto del libro.
VOTO PER LO STILE: 9/10
GIUDIZIO PERSONALE
Sostanzialmente positivo, perché di fondo è sempre bello leggere le storie dei giovani, di qualunque generazione. Perché alla fine si somigliano un po' tutte, cambiano gli accessori, cambiano i comportamenti, cambiano i posti visitati, ma i sogni e la rabbia come dicevo all'inizio sono sempre gli stessi. E per chi è stato costretto per ragioni anagrafiche ad abbandonare quelle velleità per dedicarsi al mutuo, alla casa, al posto fisso, ricordarsi come si era e cosa si provava fa salire un bel groppo in gola, di quelli che fanno bene.
E' un romanzo di impatto, che comunque ti lascia qualcosa dentro, fosse anche un senso di malinconia, di sconfitta, un sorriso sarcastico o una lacrima che non vuole scendere. Molto adatto a chi, come me, oggi si trova a vivere la generazione mille euro, quella dei ragazzi nati alla fine degli anni settanta che hanno vissuto la propria adolescenza nello stesso periodo dei protagonisti del libro. Personalmente mi sono riconosciuta moltissimo in quei giovani, avendo purtroppo vissuto un dramma molto simile al loro e avendo amato alla follia proprio i Guns N'Roses. E' un libro capace di risvegliare sensazioni che dormono in qualche parte del nostro inconscio e riportano a galla l'emozione che si provava nel bere una birra sotto un portico mentre viene giù un temporale, emozioni che dopo quell'età difficilmente si provano ma che ogni tanto fa un gran bene ricordare.
Non so se e quanto fosse voluto dall'autore, a me ha ricordato moltissimo lo stile di Luciano Ligabue, sia nei racconti narrati nel libro "Fuori e dentro il borgo" sia e soprattutto nelle pellicole di "Radiofreccia" e "Dazeroadieci".
Ci sono alcuni passaggi veramente deliziosi e raffinati, che condiscono sapientemente una narrazione scorrevole permettendo al lettore di fermarsi un attimo per riprendere fiato, tornando indietro a rileggere quelle righe che lo hanno colpito come un pugno allo stomaco; su altre scelte utilizzate da Ducceschi sono invece meno d'accordo, come ad esempio nel finale. Mi sembra che concludere il racconto con la partecipazione a Sanremo snaturi tutto, per due motivi: primo perché è molto poco realistico in un racconto dove invece il realismo la fa da padrone assoluto (tra l'altro si parla di una presentatrice dell'est, ma nell'edizione di Sanremo citata nel libro la presentatrice era spagnola, Ines Sastre) e in secondo luogo, cosa più importante, perché mi sembra un voler calcare la mano più di quanto fosse necessario. Che il Corto sarebbe sempre vissuto nel corpo e nella mente dei tre superstiti era già abbastanza chiaro senza bisogno di un finale pirotecnico come quello che è stato scelto.
Bella invece la narrazione della morte di Loris, sulle note di Losing My Religion dei R.E.M. e bello anche l'ultimo paragrafo, un flash sul G8 di Genova visto con gli occhi di un protagonista e non di uno spettatore.
E ora le dolenti note... da un punto di vista puramente economico mio malgrado devo essere cattiva: ritengo che 13 euro siano davvero troppi per un libro di 88 pagine che pur offrendo un'ora di piacevole lettura presenta diversi refusi di stampa (doppia punteggiatura, errato utilizzo delle maiuscole e delle doppie e via dicendo) e un'impaginazione quanto meno discutibile. Credo che la brevità del romanzo avrebbe potuto permettere un editing un po' più accurato. Tutto sommato pur essendo una lettrice di esordienti non credo che avrei acquistato questo libro se non fosse stato scritto da un utente di questo forum, il prezzo è proibitivo in rapporto al prodotto.
Diciamo che queste ultime considerazioni fanno abbassare un po' il giudizio complessivo rispetto alla media matematica...
VOTO COMPLESSIVO: 7,5/10
Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
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Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
Enrica78 ha scritto:Credo che la brevità del romanzo avrebbe potuto permettere un editing un po' più accurato.
e ti pareva...
meno male che Luca è buon testimone del lavoro fatto insieme.
- edizioni montag
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Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
Scusate ma... 13 euro per un libro di 88 pagine? C'è anche chi lo compra?
Premesso che non ho nulla contro l'autore, e il libro può essere anche un capolavoro, trovo il prezzo un'assurdità.
Premesso che non ho nulla contro l'autore, e il libro può essere anche un capolavoro, trovo il prezzo un'assurdità.
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Jack Shark - Sostenitore
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Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
Jack Shark ha scritto:Scusate ma... 13 euro per un libro di 88 pagine? C'è anche chi lo compra?
Premesso che non ho nulla contro l'autore, e il libro può essere anche un capolavoro, trovo il prezzo un'assurdità.
quoto!
forse questa è proprio una delle risposte del perchè si vendono pochi libri di emergenti...già per trovarli fai più fatica perchè non basta andare in libreria (devi anche lottare con il libraio per farteli ordinare) se poi i prezzi sono così alti...
- lapidus
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Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
ragazzi, io ve lo dico in maniera spassionata: voi gli editori li fate scappare via, ammesso che ve ne importi qualcosa di interagire con qualche addetto ai lavori. e non mi riferisco solo a questa discussione ma a tutto il contesto.
non potete sempre e solo criticare ogni virgola e non provare a comprendere le ragioni. parecchi di voi hanno tirato su una barricata e si sono messi lì, senza capire che ci rimarranno e non verrà nessuno a tirarli giù.
il prezzo: purtroppo ai tempi di Luca avevamo condizioni meno buone; ora riusciamo a offrire una qualità migliore a un costo più contenuto. Inoltre minimo due volte l'anno offriamo l'opportunità di acquistare sul nostro sito con il 30% di sconto, basta avere la voglia di leggere esordienti e non solo di criticare tutto e tutti.
Ma l'avete visto quanto costa l'ultimo di Baricco, 130 pagine che avrebbero potuto essere 80? Eppure l'ha pubblicato Feltrinelli. Avete mai acquistato un libro di Adelphi? O di Iperborea?
E poi questo editing. Scusate, ma che palle!
Sul libro di Luca, come su molti altri, è stato fatto insieme all'autore un certo lavoro di limatura che non riguardava solo la correzione dei refusi; se alla fine sono sfuggite alcune piccolezze, è così grave? Perché non scrivete, magari, di Sperling e Kupfer e dell'ultimo volume della Torre Nera di king, pieno zeppo di refusi?
Francamente sono stufo di rapportarmi con gente che si ostina a non voler comprendere. So che a tanti di voi non importa nulla, anzi, uno come me è solo un ostacolo alla libidine unica di cantarsela e suonarsela da soli.
Scusate lo sfogo.
non potete sempre e solo criticare ogni virgola e non provare a comprendere le ragioni. parecchi di voi hanno tirato su una barricata e si sono messi lì, senza capire che ci rimarranno e non verrà nessuno a tirarli giù.
il prezzo: purtroppo ai tempi di Luca avevamo condizioni meno buone; ora riusciamo a offrire una qualità migliore a un costo più contenuto. Inoltre minimo due volte l'anno offriamo l'opportunità di acquistare sul nostro sito con il 30% di sconto, basta avere la voglia di leggere esordienti e non solo di criticare tutto e tutti.
Ma l'avete visto quanto costa l'ultimo di Baricco, 130 pagine che avrebbero potuto essere 80? Eppure l'ha pubblicato Feltrinelli. Avete mai acquistato un libro di Adelphi? O di Iperborea?
E poi questo editing. Scusate, ma che palle!
Sul libro di Luca, come su molti altri, è stato fatto insieme all'autore un certo lavoro di limatura che non riguardava solo la correzione dei refusi; se alla fine sono sfuggite alcune piccolezze, è così grave? Perché non scrivete, magari, di Sperling e Kupfer e dell'ultimo volume della Torre Nera di king, pieno zeppo di refusi?
Francamente sono stufo di rapportarmi con gente che si ostina a non voler comprendere. So che a tanti di voi non importa nulla, anzi, uno come me è solo un ostacolo alla libidine unica di cantarsela e suonarsela da soli.
Scusate lo sfogo.
- edizioni montag
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Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
Scusa ma il mio giudizio è condizionato dalla mia esperienza personale.
Il mio romanzo è di 350 pagine, costa € 11,50 ed è stato sottoposto a un editing e poi a due revisioni successive a caccia dei refusi.
E' normale che io prenda questo come riferimento, e non Baricco, King, o Feltrinelli, ma me stesso, un illustre sconosciuto...
Il mio romanzo è di 350 pagine, costa € 11,50 ed è stato sottoposto a un editing e poi a due revisioni successive a caccia dei refusi.
E' normale che io prenda questo come riferimento, e non Baricco, King, o Feltrinelli, ma me stesso, un illustre sconosciuto...
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Jack Shark - Sostenitore
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- Iscritto il: 24/11/2009, 11:10
- Località: Castiglione del Lago (PG)
Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
Jack Shark ha scritto:Scusa ma il mio giudizio è condizionato dalla mia esperienza personale.
Il mio romanzo è di 350 pagine, costa € 11,50 ed è stato sottoposto a un editing e poi a due revisioni successive a caccia dei refusi.
E' normale che io prenda questo come riferimento, e non Baricco, King, o Feltrinelli, ma me stesso, un illustre sconosciuto...
e come mai non ti pubblicano pure il secondo romanzo?
- edizioni montag
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Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
Beh, personalmente trovo l'editing di Montag ottimo. È la correzione bozze che lascia scappare qualche refuso, ma è davvero così vitale?
Fabrizio, se posso darti un consiglio aumentate un poco la grammatura della copertina, è un peccato che si 'imbarchino' così facilmente... Anche se succede pure con le edizioni Tea2
Fabrizio, se posso darti un consiglio aumentate un poco la grammatura della copertina, è un peccato che si 'imbarchino' così facilmente... Anche se succede pure con le edizioni Tea2
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Ayame - Amministratore
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Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
ciao
scusate la fretta ma sono un pò di corsa
poi con calma risponderò a un paio di quesiti solelvati da Enrica, che nel frattempo ringrazio per la lettura e l'accurata recensione.
riguardo l'editing: confermo che ci abbiamo lavorato parecchio; molte parti, in alcuni casi capitoli, sono stati quasi intermanente riscritti da cima a fondo. altri, soprattutto nella seconda parte, abbondantemente sforbiciati.
Questo per dire che l'editore il tempo che lo ha investito, ossia ha sostenuto un costo.
Peccato per i refusi, naturalmente, ma è oggettivo che a volte li si trovi anche in edizioni big (Tommyknockers di King... molti titoli della Newton...). Senza l'editing svolto con Fabrizio ce ne sarebbero stati molti di più.
Come dicono gli autori 'seri' nel ringraziare gli editor, quel che vi piace è merito suo, quel che non va è colpa mia: perchè io, come qualunque altro autore, avrei potuto rileggere una dieci cento volte di più per presentare sin da subito un manoscritto privo di refusi.
Sul rapporto prezzo/numero di pagine, credo invece che il ragionamento vada fatto in termini di rapporto prezzo/numero di caratteri.
E in ogni caso, non avendo io sborsato un quattrino (e avendo anzi avuto alcune copie omaggio) il rischio d'impresa se lo è sobbarcato interamente l'editore, che avrà certamente fatto le sue valutazioni e i suoi calcoli. Da questo punto di vista vendere più copie possibili è nell'interesse di Montag prima che nel mio: quindi non ho dubbi che quello stabilito sia il miglior prezzo possibile.
scusate la fretta ma sono un pò di corsa
poi con calma risponderò a un paio di quesiti solelvati da Enrica, che nel frattempo ringrazio per la lettura e l'accurata recensione.
riguardo l'editing: confermo che ci abbiamo lavorato parecchio; molte parti, in alcuni casi capitoli, sono stati quasi intermanente riscritti da cima a fondo. altri, soprattutto nella seconda parte, abbondantemente sforbiciati.
Questo per dire che l'editore il tempo che lo ha investito, ossia ha sostenuto un costo.
Peccato per i refusi, naturalmente, ma è oggettivo che a volte li si trovi anche in edizioni big (Tommyknockers di King... molti titoli della Newton...). Senza l'editing svolto con Fabrizio ce ne sarebbero stati molti di più.
Come dicono gli autori 'seri' nel ringraziare gli editor, quel che vi piace è merito suo, quel che non va è colpa mia: perchè io, come qualunque altro autore, avrei potuto rileggere una dieci cento volte di più per presentare sin da subito un manoscritto privo di refusi.
Sul rapporto prezzo/numero di pagine, credo invece che il ragionamento vada fatto in termini di rapporto prezzo/numero di caratteri.
E in ogni caso, non avendo io sborsato un quattrino (e avendo anzi avuto alcune copie omaggio) il rischio d'impresa se lo è sobbarcato interamente l'editore, che avrà certamente fatto le sue valutazioni e i suoi calcoli. Da questo punto di vista vendere più copie possibili è nell'interesse di Montag prima che nel mio: quindi non ho dubbi che quello stabilito sia il miglior prezzo possibile.
- bukowsky77
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Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
Ayame ha scritto:Beh, personalmente trovo l'editing di Montag ottimo. È la correzione bozze che lascia scappare qualche refuso, ma è davvero così vitale?
Fabrizio, se posso darti un consiglio aumentate un poco la grammatura della copertina, è un peccato che si 'imbarchino' così facilmente... Anche se succede pure con le edizioni Tea2
ciao, Linda,
a quali titoli ti riferisci?
Per esempio con Canto Verde siamo a 300gr, il massimo possibile a quanto ci hanno detto per una ottima stampa in digitale. Prima le nostre copertine erano di 250gr.
Se per "imbarcarsi" intendi il fatto che la copertina tende a piegarsi su se stessa, questo è dovuto alla plastificazione e lì l'unica soluzione è non plastifcare. Ultimamente per le copertine più chiare usiamo la verniciatura.
- edizioni montag
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Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
Oh, ma posso dirlo senza che Luca Ducceschi o Linda Rando mi elidano dal mondo per il mostruoso OT?
Ma che due palle! L'editore deve pubblicare senza chiedere soldi, la copertina deve essere strafiga, l'editing deve essere immacolato come la madre del tizio nato qualche giorno fa, la distribuzione deve far saltare fuori il libro anche dai distributori di cicche, il prezzo deve equivalere a un pacchetto dei Gormiti che di più è un furto... ma in cambio, cosa avete da offrire? Capolavori che meritano un trattamento alla Rowling?
No, perchè davvero il dubbio mi viene. I piccoli editori quasi mai (anzi, mai, mi sbilancio a essere apodittica) vivono dei frutti del loro lavoro, tutti hanno un'altra professione, anche perchè, se dovessero aspettare di campare coi soldi dei lettori, beh... diciamo che un cartone sul marciapiede forse lo rimedierebbero, ma non ci metterei la mano sul fuoco.
A questi livelli, l'editoria è un hobby, per l'autore E per l'editore. Capisco cercare il meglio, ma ridimensionarsi un attimo non sarebbe male. Certe cose si fanno perchè piacciono, e qui non vedo nessun piacere nell'editoria, anzi, mi fosse mai venuto qualche dubbio di prestarmi a un comitato di lettura o sito di recensioni di esordienti, beh, direi che me lo sono tolto.
Ma avete idea di quanti autori bravini vengono silurati perchè sono degli emeriti stracciapalle? Succede a Hollywood, capirai che fatica togliere di mezzo un presuntuoso, a fronte di centinaia di altri manoscritti uguali...
Se il problema di questo libro in particolare è il prezzo troppo alto, qualcuno si ricorda che gli utenti del WD hanno diritto a sconti enormi? Ma ho come il vago sospetto che, anche costasse meno, tanti criticoni preferirebbero affettarselo col coltello del pane, piuttosto che rinunciare a sminuzzare tutto, fuorchè la sola cosa che può interessare: se è un bel libro oppure no.
Perchè a quel punto, toccherebbe proprio leggerselo il libro, magari comprandolo dal Perfido Editore: lo stesso che si sommerge di manoscritti.
Ma che due palle! L'editore deve pubblicare senza chiedere soldi, la copertina deve essere strafiga, l'editing deve essere immacolato come la madre del tizio nato qualche giorno fa, la distribuzione deve far saltare fuori il libro anche dai distributori di cicche, il prezzo deve equivalere a un pacchetto dei Gormiti che di più è un furto... ma in cambio, cosa avete da offrire? Capolavori che meritano un trattamento alla Rowling?
No, perchè davvero il dubbio mi viene. I piccoli editori quasi mai (anzi, mai, mi sbilancio a essere apodittica) vivono dei frutti del loro lavoro, tutti hanno un'altra professione, anche perchè, se dovessero aspettare di campare coi soldi dei lettori, beh... diciamo che un cartone sul marciapiede forse lo rimedierebbero, ma non ci metterei la mano sul fuoco.
A questi livelli, l'editoria è un hobby, per l'autore E per l'editore. Capisco cercare il meglio, ma ridimensionarsi un attimo non sarebbe male. Certe cose si fanno perchè piacciono, e qui non vedo nessun piacere nell'editoria, anzi, mi fosse mai venuto qualche dubbio di prestarmi a un comitato di lettura o sito di recensioni di esordienti, beh, direi che me lo sono tolto.
Ma avete idea di quanti autori bravini vengono silurati perchè sono degli emeriti stracciapalle? Succede a Hollywood, capirai che fatica togliere di mezzo un presuntuoso, a fronte di centinaia di altri manoscritti uguali...
Se il problema di questo libro in particolare è il prezzo troppo alto, qualcuno si ricorda che gli utenti del WD hanno diritto a sconti enormi? Ma ho come il vago sospetto che, anche costasse meno, tanti criticoni preferirebbero affettarselo col coltello del pane, piuttosto che rinunciare a sminuzzare tutto, fuorchè la sola cosa che può interessare: se è un bel libro oppure no.
Perchè a quel punto, toccherebbe proprio leggerselo il libro, magari comprandolo dal Perfido Editore: lo stesso che si sommerge di manoscritti.
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Lemming - Sostenitore
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Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
McLem ha scritto:Ma avete idea di quanti autori bravini vengono silurati perchè sono degli emeriti stracciapalle? Succede a Hollywood, capirai che fatica togliere di mezzo un presuntuoso, a fronte di centinaia di altri manoscritti uguali...
Laura ci è arrivata senza nessuno le dicesse niente.
Vi assicuro che WD è molto seguito, non solo da noi che rispondiamo, e credo che come noi di Montag anche altri editori, quando vedono il testo di un nick non troppo simpatico, lo cestinano senza nemmeno aprire il file.
un consiglio: fatevi furbi, almeno.
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Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
McLem ha scritto:la distribuzione deve far saltare fuori il libro anche dai distributori di cicche,
DI QUESTO parleremo su Faccialibro appena capita
- bukowsky77
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Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
edizioni montag ha scritto:McLem ha scritto:Ma avete idea di quanti autori bravini vengono silurati perchè sono degli emeriti stracciapalle? Succede a Hollywood, capirai che fatica togliere di mezzo un presuntuoso, a fronte di centinaia di altri manoscritti uguali...
Laura ci è arrivata senza nessuno le dicesse niente.
Vi assicuro che WD è molto seguito, non solo da noi che rispondiamo, e credo che come noi di Montag anche altri editori, quando vedono il testo di un nick non troppo simpatico, lo cestinano senza nemmeno aprire il file.
un consiglio: fatevi furbi, almeno.
Che caduta di stile! Siamo arrivati alla censura tendente all'intimidazione. Se un aspirante autore si permette di sollevare un dubbio, un'osservazione o una critica finirà nella lista nera dell'editore permalosetto. Molto meglio quindi farsi furbi e dire sempre che è tutto bellissimo. Con buona pace della libertà di espressione. A questo punto mi domando a cosa serve partecipare a un forum di discussione, se poi non si può dire quello che si pensa (ovviamente in modo rispettoso) senza venire additati come stracciapalle.
Nel mio caso mi sono addirittura permesso di sostenere che a mio avviso il prezzo del libro in questione (ma è un discorso da estendere a buona parte della piccola editoria) è troppo alto e può scoraggiare il lettore/consumatore. Magari abbassando un po' i prezzi si venderebbe di più e i libri degli esordienti circolerebbero meglio. Osservazione molto grave.
Forse sarebbe meglio togliere questa sezione se a ogni critica che qualcuno solleverà, dovremo assistere a una levata di scudi di questo tipo. E non mi riferisco certo a Luca Ducceschi che anzi è stato molto educato nel ribattere in maniera garbata i punti sollevati. Anche perchè a me era sembrata una critica piuttosto accurata e comunque più che positiva.
- lapidus
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Re: Ci piacevano i Gansendrosis, Luca Ducceschi
lapidus ha scritto:
Nel mio caso mi sono addirittura permesso di sostenere che a mio avviso il prezzo del libro in questione (ma è un discorso da estendere a buona parte della piccola editoria) è troppo alto e può scoraggiare il lettore/consumatore. Magari abbassando un po' i prezzi si venderebbe di più e i libri degli esordienti circolerebbero meglio. Osservazione molto grave.
Forse ti sfugge che, come utente del WD, tu hai diritto a un prezzo molto più basso. noto però che non dici "abbassando un po' i prezzi COMPREREI il libro", quindi mi chiedo a che pro tutto questo. Se io osservo che una cosa costa troppo, va da sè che la comprerei, se costasse di meno.
Quindi, esattamente il problema qual è? C'è lo sconto, il libro può circolare, che aspetti? Che QUALCUN ALTRO trasformi in pratica la tua innovativa teoria?
Sulla censura, onestamente mi chiedo se davvero credi a quel che dici. Qui, in un forum che riceve diffide su diffide, altro che qualche post un po' alterato sulle tue osservazioni. Se non vuoi che qualcuno ti controbatta, un forum non è il posto dove postare.
Ultima modifica di Lemming il 01/01/2010, 22:58, modificato 1 volta in totale.
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Lemming - Sostenitore
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