Il "romanzo " per definizione mondiale! E' obbligatorio citarlo... Neppure mi azzardo proporre una mia recensione e copio alcuni giudizi recenti di Carlos Fuentes.
Notizia utile: è possibile scaricare gratuitamente l'ebook da liber-liber
"Ma chi, se non Cervantes, inaugura il tema della finzione così come noi la concepiamo da quattro secoli? Realtà e apparenza. Delusione. Racconto cosciente di sé. La scoperta della dimensione immaginaria all' interno dell' individuo, secondo Alejo Carpentier. La visione di un mondo moderno diviso tra realtà e illusione, ragione e follia, l' erotico e il ridicolo, il visionario e l' escatologico, secondo le parole di Robert Coover
La celebre interpretazione di Michel Foucault ne Le parole e le cose: Don Chisciotte è un' avventura dell' analogia e della differenza. E la splendida interpretazione di Marthe Robert del Don Chisciotte come un romanzo à la recherche de soi même, allo stesso modo in cui Don Chisciotte è un eroe in cerca della sua identità. L' eroe che più ha dovuto lottare per rendere credibile la propria realtà e che lo ha fatto - aggiunge Marthe Robert- condannato a essere finzione.
Don Chisciotte è l' ambasciatore della lettura. Da essa proviene e a essa torna. E per lui non è la realtà a ostacolare le sue imprese e la verità. Sono gli incantatori che conosce attraverso le sue letture. Nato dalla lettura, Don Chisciotte si rifugia nella lettura ogni qualvolta fallisce. E protetto dalla lettura continuerà a vedere eserciti dove ci sono solo pecore, senza smarrire il senso della sua lettura. Le sarà fedele, perché per lui non c' è altra lettura possibile.
Don Chisciotte rappresenta la follia della lettura. Follia e lettura sono in lui sinonimi e possiedono in spagnolo ( locura y lectura) un' assonanza che è impossibile riprodurre in italiano, in francese ( lecture et folie) o in inglese ( madness and reading).
Posseduto dalla follia della lettura, Don Chisciotte vorrebbe trasformare in realtà ciò che ha letto: i libri di cavalleria. Il mondo reale - mondo di pastori e furfanti, servette picare e avanzi di galera - rifiuta l' illusione di DonChisciotte e maltratta quel gentiluomo, lo bistratta, lo strapazza. Malgrado tutte le bastonate della realtà, Don Chisciotte insiste nel vedere giganti dove ci sono soltanto mulini. Li vede perché è ciò che i suoi libri gli dicono di vedere.
Ma c' è un momento straordinario, in cui Don Chisciotte, il lettore vorace, scopre che lui, il lettore, viene letto a sua volta. è il momento in cui un personaggio letterario, Don Chisciotte, per la prima volta nella storia della letteratura, entra in una stamperia, where else, a Barcellona. è arrivato fin lì per denunciare la versione apocrifa delle sue avventure pubblicate da un tale Avellaneda e per dire al mondo che lui, l' autentico Don Chisciotte, non è il falso Don Chisciotte della versione di Avellaneda.
A Barcellona, passeggiando, Don Chisciotte vede un cartello che dice «Qui si stampano libri», entra e osserva il lavoro di stampa, «vedendo imprimere da una parte, correggere dall' altra, comporre di qua, sistemare di là», finisce col realizzare che quel che lì va in stampa è il suo stesso romanzo, L' ingegnoso hidalgo Don Chisciotte della Mancia, libro in cui, con meraviglia di Sancio, si narrano cose che solo lui e il suo padrone si sono detti, segreti che ora la stampa e la lettura rendono pubblici, sottoponendo i protagonisti della storia alla conoscenza e al giudizio critico, democratico. è morta la scolastica. è nato il libero giudizio. Non c' è momento che riveli meglio di questo il carattere liberatorio dell' edizione, della pubblicazione e della lettura di un libro. Da allora la letteratura, e per estensione il libro, sono diventati i depositari di una verità rivelata dall' immaginazione, vale a dire dalla facoltà umana di mediare tra la sensazione e la percezione e fondare, su tale mediazione, una nuova realtà che non esisterebbe senza l' esperienza verbale del Don Chisciotte di Cervantes (...) Tuttavia, parte della novità del Don Chisciotte sta nella sua relazione molto stretta con la tradizione.
Questo vale per tutte le opere innovatrici: non c' è nuova creazione che non si basi su una tradizione precedente e non c' è tradizione che sopravviva senza la linfa di una nuova creazione"
Don Chisciotte della Mancia
Iniziato da sefora, dic 08 2011 18:19
3 risposte a questa discussione
#1
Inviato 08 dicembre 2011 - 18:19
#2
Inviato 11 novembre 2012 - 23:14
Mi stupisce che non ci siano altri commenti su questo libro assolutamente meraviglioso. Forse spaventa la mole di pagine, eppure poche volte ho sbranato un libro in maniera insaziabile come questa. E' pur vero che amo i personaggi perdenti e sognatori allo stesso tempo, eppure anche se avessi cercato solo qualche risata e un pò di romantica evasione vecchio stile sarei stato ampiamente ripagato. Lo consiglio a tutti...
#3
Inviato 12 novembre 2012 - 17:26
Finalmente un estimatore! Piacere di conoscerti 
A proposito, non so se hai letto la lista dei libri faticosi da finire. Il "corriere" l'ha ripresa da Guardian e se ne discute in vari blog ( Nazione indiana, Vibrisse). Don Chisciotte non c'è...
A proposito, non so se hai letto la lista dei libri faticosi da finire. Il "corriere" l'ha ripresa da Guardian e se ne discute in vari blog ( Nazione indiana, Vibrisse). Don Chisciotte non c'è...
#4
Inviato 20 novembre 2012 - 10:41
Capolavoro.
Il Don Chisciotte è un'opera fondamentale, segna la nascita del primo personaggio romanzesco in assoluto e da vita a un nuovo genere, il romanzo appunto, che assimila e fa proprie altre forme letterarie. Con le avventure di Don Chisciotte e Sancho Panza prende il via una tradizione che arriva fino ai nostri giorni, perchè come dice Kundera "i veri romanzieri raccolgono e fanno loro la denigrata eredità di Cervantes".
E' un'opera di un originalità disarmante, in prima battuta può sembrare solo una parodia dei libri cavallereschi o una sorta di romanzo picaresco, ma è molto di più. Attraverso le mirabolanti imprese di questi due personaggi Cervantes pone delle domande esistenziali della vita umana.
Don Chisciotte è un personaggio ambiguo, la sua pazzia lo inserisce nel corso della narrazione in constesti che non possono non provocare il riso del lettore, eppure dietro la follia del cavaliere dalla triste figura si cela la solitudine di un uomo che non accetta la realtà e la bassezza della vita quotidiana, e decide così di vedere il mondo con occhi diversi, rifiutando ogni condizionamento religioso o sociale. Il protagonista decide quindi di sostituire la vita di tutti i giorni con quella presente nella sua fantasia.
Il suo è un atto rivoluzionario e una disperata ricerca di libertà.
Il Don Chisciotte è un'opera fondamentale, segna la nascita del primo personaggio romanzesco in assoluto e da vita a un nuovo genere, il romanzo appunto, che assimila e fa proprie altre forme letterarie. Con le avventure di Don Chisciotte e Sancho Panza prende il via una tradizione che arriva fino ai nostri giorni, perchè come dice Kundera "i veri romanzieri raccolgono e fanno loro la denigrata eredità di Cervantes".
E' un'opera di un originalità disarmante, in prima battuta può sembrare solo una parodia dei libri cavallereschi o una sorta di romanzo picaresco, ma è molto di più. Attraverso le mirabolanti imprese di questi due personaggi Cervantes pone delle domande esistenziali della vita umana.
Don Chisciotte è un personaggio ambiguo, la sua pazzia lo inserisce nel corso della narrazione in constesti che non possono non provocare il riso del lettore, eppure dietro la follia del cavaliere dalla triste figura si cela la solitudine di un uomo che non accetta la realtà e la bassezza della vita quotidiana, e decide così di vedere il mondo con occhi diversi, rifiutando ogni condizionamento religioso o sociale. Il protagonista decide quindi di sostituire la vita di tutti i giorni con quella presente nella sua fantasia.
Il suo è un atto rivoluzionario e una disperata ricerca di libertà.
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