Guest Spritz

Stile aulico e linguaggio giovanile: qual è il giusto mezzo?

29 risposte in questa discussione

Uno dei miei beta readers valutando il mio fantasy mi ha fatto notare (in mezzo a decine di altri errori icon_cheesygrin.gif ) che i miei personaggi, adolescenti di sedici/diciassette anni, non avevano un linguaggio adatto a ragazzi della loro età. I loro discorsi e molti dei loro comportamenti erano più simili a quelli di quarantenni che a spigliati ragazzi. E, più in generale, lo stile con cui avevo scritto il testo in alcuni passi aveva un linguaggio eccessivamente aulico per riportare correttamente il punto di vista di un adolescente. é vero, e sto cercando di sistemare la matassa.

Il punto è che anche altre persone mi hanno fatto notare che tendo a scrivere con un linguaggio piuttosto ricercato, un linguaggio che evidentemente non si concilia con il modo di pensare di un adolescente.

Ma io non voglio che i miei personaggi abbiano lo stesso linguaggio degli adolescenti di oggi, ossia uno slang pieno di parolacce che riesce a elaborare solo discorsi vuoti e inutili.

Io per tornare a casa dall'università prendo un treno pieno zeppo di ragazzi delle superiori, i cui discorsi si raggruppano attorno ai temi: che palle la scuola e lo studio, la prof è una stronza/puttana, quel tizio/a è un figo/a allucinante, quell'altro/a è uno sfigato/a pazzesco, viva la figa, TVUKDB!!!!! <3 <3 e tanti altri icon_eek.gif )

Io no voglio ridurre il mio romanzo a questo, nè tantomeno dover imitare Moccia e Co. (brivido freddo)!

Come si trova un buon compromesso tra linguaggio giovanile e stile ricercato? Davvero è impossibile conciliare le due cose?

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Esistono anche adolescenti che leggono libri e parlano come esseri umani normali, basta che prendi spunto dai messaggi postati qui sul forum. Sono in un italiano corretto e non pieni di parolacce, ma non sono neppure aulici.

Secondo me ci si dovrebbe sforzare per usare un linguaggio più semplice (ma non banale) senza per forza andare a ricercare termini desueti o che sembrano tirati fuori dalla zia Abelarda, (tipo non penso che userei mai il termine "spigliati" per rivolgermi a dei ragazzi XD) perché nelle orecchie di chi legge suonano malissimo, imho.

Meglio uno stile più semplice ma pulito e piacevole, cercare di usare insomma parole più "leggere".

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Onestamente? Se in un fantasy medievaleggiante leggessi di un gruppo di sedicenni (mi rifiuto di chiamarli adolescenti, l'adolescenza è un sottoprodotto dell'era moderna) che parlano come una manica di bimbiminkia mentre vanno a salvare il mondo, affastellerei le copie del libro, ci legherei sopra l'autore, cospargerei di benzina e accenderei il barbecue.

Pace e bene fratelli XD

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Uno dei miei beta readers valutando il mio fantasy mi ha fatto notare (in mezzo a decine di altri errori icon_cheesygrin.gif ) che i miei personaggi, adolescenti di sedici/diciassette anni, non avevano un linguaggio adatto a ragazzi della loro età.

*modalità bastian contrario on*

Che significa adatto alla loro età? Sono in un mondo fantasy, con regole diverse dal nostro, dove immagino (da quel po' che ti conosco) che ci si muova in un mondo simil-medievale. A sedici/diciassette anni si potevano avere figli (anche più d'uno), andare in guerra e guidare imperi, e in un mondo che abbia un'aspettativa di vita di (per fare un esempio) 40 anni, uno a sedici anni è un uomo fatto e finito.

Ma anche senza queste "assurdità", in un mondo medievale con mentalità medievale non esiste una distinzione bambini/giovani/adulti (distinzione nata nell'ottocento), ma ci si aspetta che tutti si comportino più o meno nello stesso modo, solo con diversi livelli di esperienza. Nessuno si scandalizza a sposare bambini nel medioevo, né a giustiziarli. E anche il linguaggio ne risentirà. Tanto più che gli adulti non brillavano per scolarizzazione, quindi la differenza di vocabolario tra qualcuno di 12 anni e uno di 25 non poteva essere così rilevabile.

Il punto è che anche altre persone mi hanno fatto notare che tendo a scrivere con un linguaggio piuttosto ricercato, un linguaggio che evidentemente non si concilia con il modo di pensare di un adolescente.

In realtà è che non si concilia neanche con il 97% della popolazione. icon_cheesygrin.gif

A parte questo, un fabbro avrà un linguaggio ricercato per quanto riguarda acciaio e affini, un contadino conoscerà il nome delle piante che ha d'intorno quanto un botanico e un medico parlerà metà delle volte in latino, ma al di fuori del loro ambito, tutti e tre conosceranno forse due parole due per categoria (tutte le navi saranno barche, per dire).

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Quoto in toto le tre esimie colleghe, caro Spritz.

Anzi, ti dirò. Ale mi ha fatto notare che in alcuni passi i miei, di personaggi, pur essendo ragazzi dei giorni nostri, avevano appunto un linguaggio che stonava, non si adattava al loro essere.

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Che significa adatto alla loro età? Sono in un mondo fantasy, con regole diverse dal nostro, dove immagino (da quel po' che ti conosco) che ci si muova in un mondo simil-medievale. A sedici/diciassette anni si potevano avere figli (anche più d'uno), andare in guerra e guidare imperi, e in un mondo che abbia un'aspettativa di vita di (per fare un esempio) 40 anni, uno a sedici anni è un uomo fatto e finito.

Ma anche senza queste "assurdità", in un mondo medievale con mentalità medievale non esiste una distinzione bambini/giovani/adulti (distinzione nata nell'ottocento), ma ci si aspetta che tutti si comportino più o meno nello stesso modo, solo con diversi livelli di esperienza. Nessuno si scandalizza a sposare bambini nel medioevo, né a giustiziarli. E anche il linguaggio ne risentirà. Tanto più che gli adulti non brillavano per scolarizzazione, quindi la differenza di vocabolario tra qualcuno di 12 anni e uno di 25 non poteva essere così rilevabile.

Vorrei abbracciarti ma ormai sono intangibile, amor mio icon_cry.gif

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Ehm, ferme un attimo, ho dimenticato una cosa: il mio romanzo in questione NON è medievaleggiante, ma ambientato ai giorni nostri, e gli adolescenti di cui parlo sono quegli degli anni 2000 :sss:

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Per me vale o stesso, Spritz.

Leggere di personaggi che parlano come un qualsiasi adolescente che passa qui sotto casa non è il massimo... o riesci a trovare una lingua, un linguaggio peculiare e riconoscibile (penso al Giovane Holden, ma anche Huckleberry Finn, nella traduzione Frassinelli), oppure lasci stare...

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Beh ovviamente gli esempi che ho fatto io sono estremizzazioni, però vedo che la tendenza, e di certo non sto per dire una novità, è che i discorsi che fanno i ragazzi di oggi sono sempre più poveri di contenuti e tendono sempre più alla futilità, cosa che in un libro non ci si può permettere di fare.

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Non mi pare di averti consigliato di usare parolacce, o di inserire discorsi futili. Tantomeno ti ho suggerito di imitare Moccia e compagnia "bella".

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Ammaniti è un vero maestro, in questo, non solo nei dialoghi.

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Non mi pare di averti consigliato di usare parolacce, o di inserire discorsi futili. Tantomeno ti ho suggerito di imitare Moccia e compagnia "bella".

No infatti, non pensare che io abbia travisato i tuoi consigli, davvero. In realtà, volevo partire da queste tue riflessioni per dare vita a un discorso più generale e sentire un po' il pareri degli utenti.

Se mi avessi detto di imitare Moccia, ti avrei bandito per sempre dai miei beta readers! icon_lol.gif

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Al linguaggio ricercato preferisco quello semplice. Lo stile aulico mi fa abbioccare, detto in una sola parolaXD

E visto che in un libro non cerco un noioso sonnifero ma un qualcosa che mi coinvolga, prefisco mille volte leggere un romanzo scritto con uno stile semplice che risulta anche più scorrevole.

Ad esempio non sopporto quando mi si spiega in una pagin intera ciò che potrebbe essere scritto in tre righe, ma questo forse è un altro discorso.

Tornando a te... se il tuo personaggio sedicenne sembra un quarantenne manca di credibilitàXD

Meglio se lo rivedi e lo trasformi in un sedicenne dei tempi moderni (questo non significa che devi per forza mettere parolacce a iosa o farlo atteggiare da bimbominki@), altrimenti cambiagli l'età anagrafica, lo fai diventare un quarantenne e problema risoltoXD

Se il romanzo è indirizzato a un pubblico giovanile molto meglio usare un linguaggio giovanile.

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Mmm, se posso dare il mio umile consiglio alla questione, avrei un suggerimento per te.

Innanzi tutto è importante che tu impari a comprendere e a capire a fondo i tuoi personaggi: perché agiscono in quel modo? cosa provoca le loro reazioni e per quale motivo?

Ti faccio un esempio: nel romanzo fantasy che sto scrivendo (ambientato 'ai giorni nostri', per così dire) vi sono quattro diversi protagonisti. Tutti e quattro hanno più o meno la stessa età, ma si comportano e parlano in modo completamente diverso l'uno dall'altro. La ragazza che ha perso i genitori, che vive da sola, che lavora per portare a casa il pane è ovviamente più matura e compita sia nelle azioni che nel modo di parlare. Invece chi ha avuto una vita facile, è stato viziato dai propri genitori e non ha mai fatto un tubo per tutta la vita, parla in modo infantile, agisce stupidamente ed egoisticamente, non pensa alle conseguenze perché non è abituato ai problemi del caso. Insomma, facendola breve, dipende tutto da quello che i tuoi personaggi hanno vissuto e stanno vivendo.

Se si trovano ai giorni nostri, ma nel bel mezzo di una guerra mondiale, con granate e bombe, ovviamente si comporteranno ben diversamente rispetto a ragazzi della stessa età che vanno a scuola e il cui problema più grave è rappresentato dall'interrogazione del giorno dopo.

La cosa fondamentale è dunque cercare di capire come agiscono e parlano e cosa li spinge a farlo in quel modo. Capiti i tuoi personaggi, il resto verrà da sé :)

Spero di esserti stata utile e in bocca al lupo per il tuo libro :)

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Non guardare la massa. Adolescenti non significa bimbiminchia! Quelli ci sono da sempre e sempre ci saranno.

Gli adolescenti non necessariamente fanno discorsi vuoti, pieni di parolacce, ecc... o per lo meno io mi ricordo di non aver mai fatto nulla del genere. Non tutti sono uguali.

Prova a pensare a come ti comportavi tu a 16 anni e cosa facevano i tuoi amici...

Ma di certo non sono tutti come hai descritto tu! Ho molti amici di quella età (compreso il mio ragazzo) e ti assicuro che non sono affatto così :). E poi dipende, come hanno detto gli altri, dal contesto...

L'educazione dei genitori, lo stile di vita, il carattere. Non generalizzare su ciò che vedi in corriera e ricordati che molti ragazzini, per restare nel gruppo, fanno finta di comportarsi da idioti. E poi io in corriera vedo anche quelli più silenziosi, educati, tranquilli... non solo i bimbiminchia, che ovviamente non mancano xD!

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Non guardare la massa. Adolescenti non significa bimbiminchia! Quelli ci sono da sempre e sempre ci saranno.

Gli adolescenti non necessariamente fanno discorsi vuoti, pieni di parolacce, ecc... o per lo meno io mi ricordo di non aver mai fatto nulla del genere. Non tutti sono uguali.

Prova a pensare a come ti comportavi tu a 16 anni e cosa facevano i tuoi amici...

Ma di certo non sono tutti come hai descritto tu! Ho molti amici di quella età (compreso il mio ragazzo) e ti assicuro che non sono affatto così :). E poi dipende, come hanno detto gli altri, dal contesto...

L'educazione dei genitori, lo stile di vita, il carattere. Non generalizzare su ciò che vedi in corriera e ricordati che molti ragazzini, per restare nel gruppo, fanno finta di comportarsi da idioti. E poi io in corriera vedo anche quelli più silenziosi, educati, tranquilli... non solo i bimbiminchia, che ovviamente non mancano xD!

Le mie perpessità, più che altro, derivavano dal fatto che in un treno su cui salgono, diciamo, 100 ragazzi, almeno il 70% ha degli atteggiamenti di una stupidità incredibile, tipo da farti rimanere surprice.gif

Per esempio c'erano due ragazzetti di 14/15 anni che facevano la gara sulla banchina della stazione a chi sputava più in là, esibendosi in tutta una serie di gorgheggi scatarrosi da far rabbrividire e insudiciando i passaggi. Oppure due scemotti si divertivano a bloccare le porte a due loro compagne, o altri fissavano spudoratamente le tette di una loro compagna particolarmente "sviluppata", che se ne fregava e anzi, le metteva un po' più in mostra.

I ragazzi bravi ed educati li conosco anche io e per fortuna tanti, molti di loro sono miei grandi amici. Solo che, certe volte, si resta di stucco davanti agli atteggiamenti dei loro coetanei, che inducono a classificare tutta la loro categoria come disgraziata.

Poi è ovvio, non va bene fare di tutta l'erba un fascio, soprattutto perchè sono gli atteggiamenti sconsiderati, anomali a rimanere impressi (per esempio, posso non aver notato i cinquanta ragazzi che se ne stavano seduti a chiacchierare del più e del meno).

Comunque sto già trovando il bandolo della matassa, o almeno ho deciso di adottare una linea che a mio parere è credibile e verosimile, anche e soprattutto grazie ai consigli di alcuni di voi :)

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ciao spritz, scusami se m'intrometto ancora. quoto un attimino quello che hai scritto:

Per esempio c'erano due ragazzetti di 14/15 anni che facevano la gara sulla banchina della stazione a chi sputava più in là, esibendosi in tutta una serie di gorgheggi scatarrosi da far rabbrividire e insudiciando i passaggi. Oppure due scemotti si divertivano a bloccare le porte a due loro compagne, o altri fissavano spudoratamente le tette di una loro compagna particolarmente "sviluppata", che se ne fregava e anzi, le metteva un po' più in mostra.

allora, partendo dal presupposto che di bimbiminchia ne stanno davvero tantissimi in giro, credo che sia piuttosto normale che a 14-15 anni ci si diverta a fare un po' gli scemotti. tenere chiuse le porte ad una compagna per gioco non mi sembra questa gran cosa, sono ragazzi e si stanno solo divertendo. Penso anche io che sia da stupidini fare a gara di sputi o guardare le tette di una compagna, ma ricorda che come hai detto tu hanno 14 anni. e' normalissimo a quell'età comportarsi così, è appunto l'età. il fatto che dopo 6 ore seduti fra i banchi di scuola dei ragazzetti vogliono sfogarsi scherzando credo sia piuttosto comprensibile. gli atteggiamenti che io non concepisco non sono il fare casciara o giocare con gli amici, ma il nuovo andazzo di ragazzine che giocano a fare le grandi, vestendosi in modo succinto e cose così... i ragazzini stupidi che fanno i violenti o i maleducati,ad esempio. ma sinceramente io reputo un po' 'da bigotti' giudicare malamente ragazzini di 14 anni che stanno giocando fra loro a mantenere chiuse le porte ad una compagna per gioco, non fanno male a nessuno, nemmeno a sé stessi. un po' di relax, suvvia! le abbiamo fatte tutti ste cose qua (non parlo dello sputo, ma i maschi della mia classe facevano anche quello e non era sta gran cosa se lo facevano in campagna, farlo in un luogo pubblico ovviamente è diverso perché a quel punto diventa da maleducati).

Spero che tu non te la prenda per questa piccola critica, ma ti suggerisco, se vuoi scrivere di 16enni nella tua storia, di non farli sempre serissimi, ma d'inserire qualche momento di svago e di risata. i ragazzini non sono robot.

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lo stile aulico no per favore è terribile. e per mia esperienza credo di poter dire che gli editori lo detestino abbastanza. come già detto dai colleghi prima di me ci sono anche modi di parlare giovanili e non necessariamente scurrili. ti do 2 consigli:

1 so che magari non ti piacerà ma una parolaccia ogni tanto mettila. tutti le dicono e ormai non fa più scandalo. ho letto libri di autori affermati zeppi di parolacce. l'altro giorno ahimè ho letto un classico (quasi obbligato) ed era pieno di bestemmie! anni 40 eh... magari usa delle parolacce classiche non scrivere in un gergo troppo attuale. il maestro Silvio insegna: anche parole come gnocca sono divertenti e possono venire utili. icon_cheesygrin.gif

2 lavora sui comportamenti: i ragazzini fanno cose stupide e incoscienti e spesso sono certo tipo di azioni a caratterizzarli più ancora che i vocaboli.

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Netty, credo di aver tralasciato alcuni particolari molto importanti nel raccontare la scena dei ragazzini che sbarravano le porte alla loro compagna... chissà perchè non le ho riportate!

Quello che mi ha dato fastidio non è tanto l'atteggiamento di mettersi a giocare senza tener conto che non si è i soli a essere presenti sulla carrozza, quanto il modo con cui è avvenuto l'episodio: questa povera crista di ragazzina ha cercato di salire sul treno ma è stata "rimbalzata" da questi due ragazzi, allora ha provato a salire sull'altra porta del vagone ma uno dei due è corso dall'altro lato a bloccare anche quell'entrata, guardando attraverso il vetro con un'aria di superiorità e, passatemi il termine, "perfidia" tale che mi ha lasciato perplesso. E l'ha tenuta bloccata finchè un signore non si è avvicinato, ha quel punto ha dovuto cedere per farlo passare, così la ragazzina poteva entrare.

Da notare che la ragazzina non rideva e sembrava alquanto "stufa", come se fosse abituata a ricevere un trattamento del genere da quel ragazzino o dai suoi amici.

Secondo me in questo episodio si è andati un po' troppo in là del semplice scherzo. Negli intenti del ragazzino non c'era semplice voglia di divertirsi, piuttosto voglia di discriminare, di fare il bullo nei confronti della sua compagna. Si capiva facilmente che non era la prima volta che accadeva una cosa del genere, ma che quei comportamenti erano già capitati diverse volte...

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questo cambia completamente tutto e ti dò pienamente ragione. fra l'altro non avevo capito che tu parlassi delle porte per salire sul treno, ma di quelle fra un vagone e l'altro...

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I ragazzi, spesso, per divertirsi, dopo essere stati sei ore sui banchi, non si limitano solo a scherzare, ma a tormentare altri ragazzi e ragazze.

Io odio chi giustifica i ragazzini dicendo: Sono solo ragazzi, lasciamoli giocare... perché con me non giocavano, si divertivano a rovinarmi la vita giorno dopo giorno e gli adulti dicevano: sono solo ragazzate!

Scherzare va bene, sia d'adulti che da bambini, ma a tutto c'è un limite.

E fare a gare di spunti lo trovo davvero schifoso, soprattutto in luogo pubblico... quindi io non li giustifico. Fare gli scemotti, ridere, scherzare ok! Essere maleducati no.

Scusate l'OT.

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Sulla decadenza morale odierna niente da dire: viviamo in una società avvilente. Quanto ai bimbiminkia... beh, sono un desolante sottoprodotto di famiglie disfunzionali (e non oso pensare a quando si riprodurranno). Mi farebbero pena, se non fossero così irritanti.

Ma il problema di partenza, qui, è un problema di scrittura. Di verosimiglianza. Vale a dire: "come faccio a rendere credibili degli adolescenti se non posso ispirarmi ad adolescenti reali (perché sono dei bimbiminkia)?" ontopic.gif

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Mi hai preceduto.

Ammetto che mi sono lasciato prendere la mano anche io, ma non è che potremmo tornare a focalizzare il discorso sulle mie domande iniziali? Visto che di cose sui bimbiminkia ce ne sono da dire e io non voglio impedire a qualcun altro di dire la sua a riguardo, perchè non aprire un topic in un altra sezione, come bar WD, e discuterne anche lì?

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Da questo punto di vista io devo dire che sono abbastanza equilibrata: a un personaggio giovane faccio parlare in modo giovane, a un personaggio più maturo in modo più maturo, ma questo dipende tutto da com'è caratterizzato un personaggio o.o magari un ragazzino di sedici anni è più maturo di uno di trenta, quindi dovrò farlo parlare in modo diverso XD in generale, ho uno stile abbastanza semplice, non riesco a usare frasi o termini troppo pomposi perché non mi appartengono ò_ò per cui Spritz, francamente non so che dirti, tutto dipende dai personaggi e dal tuo stile, ma non forzarti a cambiare tutto altrimenti diventa uno schifo o.o

(E' ok per il topic in bar o,o)

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Io penso che lo stile debba adattarsi non solo al tipo di personaggio che si ha per le mani, ma anche al tipo di storia che si vuole raccontare. Penso anche che lo scrittore dovrebbe, come dire, eclissarsi dietro al testo: i personaggi - a mio avviso - non dovrebbero farsi portavoce del loro autore, né per quel che riguarda le opinioni, né per quel che riguarda il portato emotivo.

L'autore si fa da parte e lascia che siano loro a muoversi e a parlare.

Una delle soddisfazioni più grandi che ho avuto da IoScrittore, quest'anno, è stata venire presa per un uomo, perché nel romanzo che ho inviato il protagonista - che narra in prima persona - è, appunto, un uomo. Nessuno dei miei recensori, né in prima fase, né in semifinale, ha capito che sono una donna.

Per tornare al nocciolo della questione, credo che ci sia ancora "troppo" di Spritz nei suoi personaggi, che parlano - fra virgolette, ovvio - come fa lui: italiano molto corretto, tono garbato, utilizzo di vocaboli un po' desueti. Questo ha un doppio effetto: oltre a renderli un po' poco credibili come adolescenti, hanno tutti la stessa "voce".

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