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Uscire fuori, perplimere e altre forme scorrette


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114 risposte a questa discussione

#1 Ice*

Ice*

    Nebbiosa

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  • ProvenienzaLand of Ice

Inviato 23 settembre 2011 - 13:54

Era da un po' che ci rimuginavo su e ho pensato di aprire questo topic in cui tutti gli utenti possono segnalare le forme "scorrette" che trovano sia nel web che nel parlato che in certi libri.

Al momento mi vengono in mente da segnalare l'orrido "uscire fuori" che richiama a un qualcosa di dialettale ed è inutilmente ridondante.
Già l'azione di uscire implica un "andare fuori" da qualcosa, e non ho mai visto nessuno "uscire dentro" {SMILIES_PATH}/icon_cheesygrin.gif
quindi io sconsiglierei fortemente di usarlo in un testo narrativo (e c'è chi lo fa ahimè)

Un'altra cosa è il misterioso verbo "perplimere", che di solito viene usato perché suona chic.
In realtà in italiano "perplesso" non è un participio passato ma un aggettivo, forse derivato da un presunto verbo *perplectere (intrecciare). La crusca dice che il verbo "perplimere" sia un neologismo introdotto dal comico Corrado Guzzanti e poi adottato perché andava a colmare un vuoto linguistico.
Io continuo a considerarlo scorretto e preferisco evitare di usarlo, se non con intento ironico.
qui il link alla fonte: http://www.accademiadellacrusca.it/faq/ ... &ctg_id=44

Ce ne sarebbero altre ma al momento non mi vengono in mente, nel caso aggiungo :D

Se avete anche voi riscontrato delle forme scorrette e volete segnalarle, accomodatevi {SMILIES_PATH}/thanks.gif
  • 0

#2 Ayame

Ayame

    Ninja instabile

  • Bossah
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  • ProvenienzaPadova

Inviato 23 settembre 2011 - 14:21

Io invece perplimere lo trovo comodo. Voglio dire, perché dovrei dire "Questa cosa mi rende perplesso" quando posso dire "questa cosa mi perplime"? E poi l'Accademia della Crusca non lo disapprova, quindi... e_e
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#3 Ice*

Ice*

    Nebbiosa

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  • ProvenienzaLand of Ice

Inviato 23 settembre 2011 - 14:23

Non è comunque una cosa che vorrei vedere scritta in un romanzo Y__Y
  • 0

#4 Vale

Vale

    Collezionista di gatti

  • Moderatore
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  • ProvenienzaDivano.

Inviato 23 settembre 2011 - 14:32

La penso come Linda, anche se ovviamente non lo userei mai in un romanzo o.o
Quindi la penso anche come Ice *scappa*
  • 0

#5 Jack Shark

Jack Shark

    Guerriero di cristallo

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  • ProvenienzaCastiglione del Lago (PG)

Inviato 23 settembre 2011 - 14:43

Non ci trovo nulla di scandaloso se la trovassi in un romanzo.

Quanto a usarla... non so. Dovrei trovarmici :sss:
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#6 Dulcinea Del Toboso

Dulcinea Del Toboso

    Pennuto

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1

Inviato 23 settembre 2011 - 15:27

Non è comunque una cosa che vorrei vedere scritta in un romanzo Y__Y


Nella lingua è il parlato che comanda.

Nell'Appendix Probi c'è scritto "Auris, non oricla".

Eppure oggi diciamo "orecchio".

Vedrai che perplimere e uscire fuori entreranno presto nei dizionari.
  • 0

#7 Ice*

Ice*

    Nebbiosa

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  • ProvenienzaLand of Ice

Inviato 23 settembre 2011 - 15:47

Sul perplimere ok, ci può stare, è un neologismo e se è abbracciato dai parlanti diventerà ufficiale.
Sull'uscire fuori il discorso è diverso, è un semplice discorso logico, è una ripetizione, è ridondante e per me che vivo in una zona in cui questa espresione non viene usata stride in maniera fastidiosa. Non posso non considerarlo un errore allo stesso modo di chi dovesse scrivere "acqua bagnata" o "sottomettere sotto" e espressioni simili :)

E che mi dite invece dell'"attimino"?
L'ho inserito una volta in tono ironico in un mio scritto e un lettore ha storto parecchio il naso
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#8 Lem Ramsay

Lem Ramsay

    Pura malvagità

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Inviato 23 settembre 2011 - 15:50

Se si parla di forme scorrette, gli avverbi sono una fonte infinita, ma anche gli aggettivi si difendono bene. In generale, scorrettezza clamorosa è voler rafforzare qualcosa che non ha bisogno di essere rafforzato.
Sbattere violentemente, correre velocemente, sussurrare piano, salire in alto, tutta roba che proprio nun se po' senti'.
E il giorno che uscire fuori entrerà (LOL) nei dizionari, imparerò l'ugrofinnico e mi esprimerò solo in quella lingua u.u
Invece perplimere mi piace, anche se Ice mi picchia per questo XD
  • 0

#9 kendalen

kendalen

    Pennuto

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1
  • ProvenienzaCarmagnola - Torino

Inviato 23 settembre 2011 - 15:52

Sul perplimere ok, ci può stare, è un neologismo e se è abbracciato dai parlanti diventerà ufficiale.
Sull'uscire fuori il discorso è diverso, è un semplice discorso logico, è una ripetizione, è ridondante e per me che vivo in una zona in cui questa espresione non viene usata stride in maniera fastidiosa. Non posso non considerarlo un errore allo stesso modo di chi dovesse scrivere "acqua bagnata" o "sottomettere sotto" e espressioni simili :)

E che mi dite invece dell'"attimino"?
L'ho inserito una volta in tono ironico in un mio scritto e un lettore ha storto parecchio il naso


Amerai ( {SMILIES_PATH}/icon_cheesygrin.gif ) quindi la definizione data dal dizionario Hoepli del verbo "fuoriuscire"... Brutta, in effetti... {SMILIES_PATH}/icon_cry.gif
  • 0

#10 kittykat

kittykat

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  • Provenienza*********

Inviato 23 settembre 2011 - 15:54

correre velocemente,

Ma se uno è come me e corre piano, tanto che la superano persino le lumache?
  • 0

#11 Alain.Voudì

Alain.Voudì

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7

Inviato 23 settembre 2011 - 15:58

E che mi dite invece dell'"attimino"?
L'ho inserito una volta in tono ironico in un mio scritto e un lettore ha storto parecchio il naso

E l'avrei storto anch'io!
Comunque sul forum della Crusca ci sono tre pagine di discussione sull'attimino, che non lo condannano a priori nel parlato, pur con tutte le riserve del caso.
Ergo, se un mio personaggio lo infilasse in un discorso diretto non ci vedrei niente di male (salvo le riserve che io-lettore mi farei sul personaggio, ma magari io-scrittore avevo una buona ragione per crearlo così).
--
Alain
  • 0

#12 Ice*

Ice*

    Nebbiosa

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  • ProvenienzaLand of Ice

Inviato 23 settembre 2011 - 16:05

Sto editando un romanzo in cui c'è l'attimino :) che faccio lo casso? (che detto così sembra una brutta parola xD)
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#13 Lem Ramsay

Lem Ramsay

    Pura malvagità

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Inviato 23 settembre 2011 - 16:06

Fammici pensare un attimino...
  • 0

#14 Sygrid

Sygrid

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Inviato 23 settembre 2011 - 16:09

Giusto oggi stavo ripassando qualche regoletta dal mio bignami di grammatica & co. Mi è saltato agli occhi che avverbi come sotto, sopra, oltre e lungo non vogliono la preposizione a, per cui è scorretto un "sotto al tavolo" mentre la forma corretta è "sotto il tavolo." Per molti di voi sarà un'ovvietà, ma mi pare di vedere spesso in giro un uso scorretto di questi avverbi.
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#15 Spora

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Inviato 23 settembre 2011 - 16:15

'Perplimere' secondo me ha una bella musicalità, non stona col resto della lingua italiana. Le riserve credo siano dovute al fatto che si tratti di un neologismo, e dunque non di origini 'antiche'. Ma d'altronde sappiamo tutti che moltissimi termini italiani oggi ritenuti forbiti e corretti non sono altro che imbastardimenti della lingua latina.

Per quanto riguarda l'attimino, sul suo uso o non uso sono perplesso (anzi, mi perplimo). In un contesto colloquiale troverebbe posto, ma soltanto in bocca a un personaggio e non nella prosa. E' un termine da dialogo, in parole povere. Anche io sarei infastidito a leggerlo in una frase, ma lo tollererei in un'esclamazione.
  • 0

#16 swetty

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Inviato 23 settembre 2011 - 16:38

Io personalmente aborro poche cose, sono una fan sfegatata dei neologismi (usati a proposito) e dell'uso creativo della lingua. Perplimere, per dire, è una delle mie parole preferite.

C'è una categoria di parole che non mi piace e sono i verbi dell'informatica derivati dall'inglese. Uno di questi è la traduzione di "to scan", "acquisire digitalmente un immagine tramite un apparecchio detto scanner", che in italiano il più delle volte dà "scannami questo documento". :facepalm: Mi è così antipatico che ho dotato il mio mondo di una tecnologia che lo rende inutile (manco saprebbero che è per la verità), traferiscono direttamente l'immagine da quelle cose che chiamano "fogli" direttamente agli altri dispositivi.

Mi interrogo però su "uscire fuori" e altre espressioni analoghe. Perché si sente il bisogno di precisare, quasi ci sia davvero un modo per "uscire dentro"? O forse il senso di quel "fuori" è diverso? In effetti, il contrario di fuoriuscito non è entrato, ma entrocontenuto, e il bisogno di questo "fuori" è più presente nei sensi figurati che non in quello proprio:
- meglio: uscì dalla stanza, che: uscì fuori dalla stanza
- ma meglio: uscì fuori che era stato lui, invece di: uscì che era stato lui

Ok, lo so, mi faccio pare assurde. :facepalm:
  • 0

#17 Salazer

Salazer

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  • ProvenienzaMilano

Inviato 23 settembre 2011 - 16:44

Mi interrogo però su "uscire fuori" e altre espressioni analoghe. Perché si sente il bisogno di precisare, quasi ci sia davvero un modo per "uscire dentro"? O forse il senso di quel "fuori" è diverso? In effetti, il contrario di fuoriuscito non è entrato, ma entrocontenuto, e il bisogno di questo "fuori" è più presente nei sensi figurati che non in quello proprio:
- meglio: uscì dalla stanza, che: uscì fuori dalla stanza
- ma meglio: uscì fuori che era stato lui, invece di: uscì che era stato lui

Ok, lo so, mi faccio pare assurde. :facepalm:


Ma piuttosto: "Venne fuori che era stato lui".
Uscire fuori è un abominio, sempre e comunque {SMILIES_PATH}/banned.gif
  • 0

#18 Spora

Spora

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  • ProvenienzaTra Busto Arsizio e R'lyeh

Inviato 23 settembre 2011 - 16:44

Uscire fuori è un abominio, sempre e comunque {SMILIES_PATH}/banned.gif


Amen :la:
  • 0

#19 swetty

swetty

    Tigre Sbadigliona

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  • ProvenienzaVenezia

Inviato 23 settembre 2011 - 17:02

Una certa forma sarà anche esecrabile, ma se c'è chi la usa allora un significato lo deve avere per forza. Limitarsi a condannarla senza capirla, è, IMHO, un approccio immaturo e direi pure fuori luogo in questo contesto.
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#20 Feleset

Feleset

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Inviato 23 settembre 2011 - 17:04

Giusto oggi stavo ripassando qualche regoletta dal mio bignami di grammatica & co. Mi è saltato agli occhi che avverbi come sotto, sopra, oltre e lungo non vogliono la preposizione a, per cui è scorretto un "sotto al tavolo" mentre la forma corretta è "sotto il tavolo." Per molti di voi sarà un'ovvietà, ma mi pare di vedere spesso in giro un uso scorretto di questi avverbi.


Nel mio vocabolario diceva che si potevano usare entrambe le forme. °_°

Ah, a quanto pare sono l'unica italiana al mondo a non aver mai sentito usare "perplimere". Non sapevo nemmeno che quella parola esistesse.


Comunque una forma (credo) dialettale a mio avviso scorretta è "sapere fare a" + verbo infinito.
Esempi: "Sai fare a camminare?"; "Ma tu non sai fare ad andare in bici!"; "Noi sappiamo fare a scrivere, voi no."
Dalle mie parti si usa tantissimo, tanto che io stessa lo dicevo senza rendermi minimamente conto che fosse scorretto (c'è voluto qualcuno del sud per farmelo notare).

Per par condicio, in Sicilia invece usano come verbi transitivi alcuni che non lo sono: salire, scendere, entrare, uscire.
Esempi: "Questa valigia la scendo."; "Esci il cane!"
(tra parentesi: ho capito che Onin era siciliano proprio perché l'ho visto usare una di queste espressioni in un post XD)
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