Battezzo l’arpa con le mie dita
vibra e corteggia la vita
la spiga di grano che cresce
nel fruscio, poi nel vento.
Della voce è l’unguento
quell’acqua di fonte
s’abbatte nel vuoto
e poi boom!, la cascata.
Strimpello le fronde del salice stanco,
ne esce un lamento
che a stento rammento:
è lento,
è un valzer?
O taranta del Salento?
Dopo il vento
la pioggia dà un concerto nella reggia
mon amour, mon ami,
eccole lì!
Sotto la volta di Orione
le gocce sciolgono il violino di cartone.
Con la terra si fonde
e affonda
sotto il volo della colomba triste.
Bianca è la sua veste
bianchi i tasti del pianoforte scordato
e antiquato,
come Dio.
Abbaglia il tuono
e assorda il lampo,
il caos nel silenzio
e la quiete nel canto.
Crash e splash
poi nel buio un flash:
dell’Africa i tamburi nei miei occhi sento.
Lo so! Dell’ordalia è l’avvento!
Non svegliarmi da questo baccano,
non sono che un bardo
e obbedisco al mio sovrano.
Tra tutti i monarchi
di sicuro il più folle,
sono l’umile servo di Sua Maestà il Re Bemolle.
Io sono colui che resterà a suonare
quando nessuno
ohi ohi,
vorrà più danzare
Il Bardo
Iniziato da Leonor Ash, apr 04 2011 20:01
4 risposte a questa discussione
#1
Inviato 04 aprile 2011 - 20:01
#2
Inviato 05 aprile 2011 - 22:12
"Tra tutti i monarchi
di sicuro il più folle,
sono l’umile servo di Sua Maestà il Re Bemolle."
Ti riferisci al Re Bemolle, tonalità ricorrente nei notturni di Chopin?
L'accostamento con il romantico passando per l'artista mi sembra molto interessante e decisamente ben congeniato.
La poesia, per il resto, mi è sembrata una panoramica carina dell'ispirazione di un ipotetico Bardo, sìsì. A tratti, forse, un po' "filastrocchiforme". Ma è carina.
di sicuro il più folle,
sono l’umile servo di Sua Maestà il Re Bemolle."
Ti riferisci al Re Bemolle, tonalità ricorrente nei notturni di Chopin?
L'accostamento con il romantico passando per l'artista mi sembra molto interessante e decisamente ben congeniato.
La poesia, per il resto, mi è sembrata una panoramica carina dell'ispirazione di un ipotetico Bardo, sìsì. A tratti, forse, un po' "filastrocchiforme". Ma è carina.
#3
Inviato 14 aprile 2011 - 23:15
Adoro queste tematiche.
Non parlo della rima e della lunghezza dei versi perchè non penso sia su quello che ti sei focalizzato.
Arpa, valzer, concerto, reggia, Africa... E' carina l'idea di raccontare della figura del bardo mischiando elementi spazio-temporali immaginando quasi un futuro di musica che vaga tra sorde orecchie.
Forse è meglio "ahimè" ma è giusto un consiglio, per il resto devo ancora riabituarmi alla poesia quindi chiedo scusa per il triste commento ^ ^
Non parlo della rima e della lunghezza dei versi perchè non penso sia su quello che ti sei focalizzato.
Arpa, valzer, concerto, reggia, Africa... E' carina l'idea di raccontare della figura del bardo mischiando elementi spazio-temporali immaginando quasi un futuro di musica che vaga tra sorde orecchie.
Io sono colui che resterà a suonare
quando nessuno
ohi ohi,
vorrà più danzare
Forse è meglio "ahimè" ma è giusto un consiglio, per il resto devo ancora riabituarmi alla poesia quindi chiedo scusa per il triste commento ^ ^
#4
Inviato 15 aprile 2011 - 12:18
Bella e poi la figura del bardo mi ha sempre affascinato... Ne ho fatto pure una parodia ai tempi dell'Università assieme ad un mio collega... "Il bardo e il citaredo"
#5
Inviato 15 aprile 2011 - 12:47
Meraviglioso lavoro, non posso dire altro. Sono fulminato.
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