Guest Ice*

Vicki Satlow

505 risposte in questa discussione

Apuo, prima di risponderti ti chiedo: perché questa domanda di volere essere letto proprio da me? I lettori dell'agenzia sono tutti estremamente competenti.

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Ok, ne approfitto anch'io per una domanda: dato che il genere non è valutato dall'agenzia, cosa consiglierebbe a chi scrive fantasy?

Non le nego che, purtroppo, il motivo per cui pongo questa questione è dovuto allo sconforto di sapere che il genere che da sempre prediligo sia come lettura che come scrittura è considerato fuori mercato, oltre che tendenzialmente di poca qualità.

Io sono una ragazza di 22 anni, non ho mai completato un romanzo e so di avere ancora moltissimo da imparare; attualmente sto lavorando su un fantasy breve con forti componenti comico-parodistiche (per fare un paragone tra best seller, di sicuro più simile a "Harry Potter" che a "Il signore degli anelli") e il mio sogno è semplicemente quello di essere letta da molte persone. Posso sperare che sia possibile? Perché in caso contrario, beh, devo confessare che non so quanto riuscirei ad adeguarmi al mercato solo per sperare di essere pubblicata, perché io (almeno adesso) sento che il mio genere è quello.

Il mio discorso ovviamente è generale, magari in concreto io scrivo malissimo e nessuno mi prenderebbe mai in considerazione comunque, era giusto per capire fin dove posso permettermi di sognare, tenendo conto che ho ancora parecchia strada da percorrere.

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Apuo, prima di risponderti ti chiedo: perché questa domanda di volere essere letto proprio da me? I lettori dell'agenzia sono tutti estremamente competenti.

Perché sei stato l'unico/a ad avere la sensibilità di risponderci.

Sensibilità che a oggi i tuoi colleghi, seppur competenti, non hanno mai mostrato.

Perciò ambisco a far leggere la mia fatica a chi ha dimostrato "forte sentire" nei nostri confronti. Affinità elettive? Purtroppo solo per quattro su cento.

Stroncaci tu, ci farà meno male.

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Dopo il 7 gennaio, inviato l'estratto di 20 pagine, nel caso, dopo quanto tempo richiedete il romanzo per intero? Domando questo perché non ho capito se il riferimento ai tre mesi, termine entro il quale rispondete comunque, rigurada questa prima selezione o la seconda, quando diciamo richiedete il romanzo per intero.

Cosa guardate/cercate/capite in queste prime 20 pagine? Cosa accade se la parte migliore e innovativa del mio romanzo si percepisce a lettura inoltrata, soprattutto se si parla magari di un romanzo a più voci?

Grazie,

Giuseppe.

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Piccolo OT: sul discorso del WD come scuola di scrittura la penso anche io come Swetty.

Io frequento questo posto fin quasi dagli inizi, e ho visto succedersi parecchi utenti. Di quelli che sono qui oggi, che sono assidui, o anche solo attivi, pur senza partecipare ai momenti di cazzeggio, ho visto una crescita che io ho avuto in cinque, forse dieci anni prima dell'avvento di internet.

E i racconti che vengono postati, quelli delle sfide e dei contest organizzati dal forum, per intenderci, sono spesso di alto livello

Io non sono un'editor, non lavoro nell'editoria. Sono solo una che da trent'anni (da quando ha iniziato a leggere) si passa una media di tre libri a settimana.

Fine OT, chiedo scusa a tutti.

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COME SPEDIRCI I DATTILOSCRITTI?

Seguendo strettamente queste indicazioni:

Per inviare un testo in lettura spedire a info@vickisatlow.com le prime 20 pagine del dattiloscritto (o l'intero primo capitolo se è più lungo) - corredato nello stesso file di numero di telefono e email dell'autore, breve biografia e breve sinossi di massimo 1500 caratteri. In caso di interesse richiederemo il romanzo intero. Al momento l'agenzia è interessata esclusivamente a romanzi (tranne il genere fantasy) e saggi divulgativi. In ogni caso sarà comunicato l'esito della lettura via email, al massimo entro tre mesi, ma non verranno in nessun caso fornite schede o prospetti di valutazione dell'opera. Si prega di non scrivere o telefonare per sincerarsi dell'avvenuta ricezione prima di due mesi dalla spedizione.

ATTENZIONE: non inviare testi prima del 7 gennaio 2013. Non riusciremmo a prenderli in carico prima di quella data e creerebbe problemi di organizzazione del lavoro di lettura, con il rischio che il vostro materiale vada perso.

Innanzitutto grazie per il tuo prezioso intervento. Non puoi immaginare quanto ci faccia piacere, sapere che un addetto ai lavori ritenga opportuno tenderci una mano.

In merito alla parte quotata sopra, chiedo se per 20 pagine ti riferisci alle classiche cartelle (1800-2000 battute spazi inclusi) o ad altra formattazione. Puoi dirci che tipo di font utilizzare? Credo che, anche se può sembrare di poca importanza, un testo che arriva già formattato come voi preferite, vi semplifichi di molto il lavoro.

Grazie ancora.

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Una domanda: poniamo caso che vi ritrovaste di fronte a una 'bella voce' che però vi invia un testo che non è interessante.

Se vedete il talento nella scrittura, chiedete all'autore altri testi (se ne ha scritti) anche se ciò che vi ha inviato non è di vostro interesse?

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Apuo, prima di risponderti ti chiedo: perché questa domanda di volere essere letto proprio da me? I lettori dell'agenzia sono tutti estremamente competenti.

Perché sei stato l'unico/a ad avere la sensibilità di risponderci.

Sensibilità che a oggi i tuoi colleghi, seppur competenti, non hanno mai mostrato.

Perciò ambisco a far leggere la mia fatica a chi ha dimostrato "forte sentire" nei nostri confronti. Affinità elettive? Purtroppo solo per quattro su cento.

Stroncaci tu, ci farà meno male.

Tutti quelli che lavorano per Vicki Satlow condividono questa filosofia, che è prima di ogni cosa quella dell'agente. In quanto responsabile do un'occhiata a tutte le letture che vengono fatte (solo narrativa, non saggi), ma non sarebbe umanamente possibile per me leggere ogni cosa, anche perché dedico molto del mio tempo agli autori che prendiamo e a quelli già da tempo nella scuderia. In ogni caso, lavorando a strettissimo contatto con l'agente e sapendo anche esattamente qual è la sua linea, visto che i nostri gusti sono molto simili, rifiuto molti più dattiloscritti io di quelli che gli eventuali altri lettori lasciano passare (che è giusto, il loro compito, quando non riesco a farlo io direttamente, è una prima scrematura)

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Dopo il 7 gennaio, inviato l'estratto di 20 pagine, nel caso, dopo quanto tempo richiedete il romanzo per intero? Domando questo perché non ho capito se il riferimento ai tre mesi, termine entro il quale rispondete comunque, rigurada questa prima selezione o la seconda, quando diciamo richiedete il romanzo per intero.

Cosa guardate/cercate/capite in queste prime 20 pagine? Cosa accade se la parte migliore e innovativa del mio romanzo si percepisce a lettura inoltrata, soprattutto se si parla magari di un romanzo a più voci?

Grazie,

Giuseppe.

Il romanzo per intero massimo entro i tre mesi. Mi sembra abbastanza chiaro dalle istruzioni per l'invio.

Un lettore il tuo libro non lo compra se si annoia dopo 10 pagine. Noi il libro non lo prendiamo se ci annoia dopo 10 pagine. Anche se la parte più bella di una romanzo iniziasse a pagina 100, è questa una giustificazione per le 99 precedenti che magari non dicono molto? Non credo. Credo che un romanzo debba avere un perché fin dall'inizio.

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Innanzitutto grazie per il tuo prezioso intervento. Non puoi immaginare quanto ci faccia piacere, sapere che un addetto ai lavori ritenga opportuno tenderci una mano.

In merito alla parte quotata sopra, chiedo se per 20 pagine ti riferisci alle classiche cartelle (1800-2000 battute spazi inclusi) o ad altra formattazione. Puoi dirci che tipo di font utilizzare? Credo che, anche se può sembrare di poca importanza, un testo che arriva già formattato come voi preferite, vi semplifichi di molto il lavoro.

Grazie ancora.

Più o meno sì. Non formalizziamoci, se sono 18 o 22 non cambia la sostanza. L'ideale è che un libro sia in A4, times new roman 13 o grandezza equivalente e le righe che vadano a capo dopo 10-13 parole. Se aprite un qualsiasi libro di narrativa vedrete che la condizione media di leggibilità è quella. Uno scrittore che è anche un gran lettore, credo, saprà bene la forma visiva con cui impaginare il libro che deve inviare.

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Una domanda: poniamo caso che vi ritrovaste di fronte a una 'bella voce' che però vi invia un testo che non è interessante.

Se vedete il talento nella scrittura, chiedete all'autore altri testi (se ne ha scritti) anche se ciò che vi ha inviato non è di vostro interesse?

In genere sì. Si valuta caso per caso. Se anche quello successivo non ci convince, il discorso si ferma lì. Non amiamo invece ricevere mail di scrittori del tipo: "Ho scritto 3 libri, vi mando le prime 20 pagine di tutti e tre, non so scegliere il migliore". Se uno ha un asso nella manica dovrebbe giocarsi quello. Se non ce l'ha allora forse dovrebbe aspettare. Non prendiamo in considerazione più di un libro per autore, a meno che non siamo noi a richiederlo esplicitamente.

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Innanzitutto complimenti per la disponibilità :)

La mia domanda è strettamente inerente alla vostra agenzia (anche se sospetto che la risposta sarà negativa): valutate anche la letteratura per ragazzi?

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Innanzitutto complimenti per la disponibilità :)

La mia domanda è strettamente inerente alla vostra agenzia (anche se sospetto che la risposta sarà negativa): valutate anche la letteratura per ragazzi?

In passato, ma in questo momento preferiamo concentrarci sulla narrativa mainstream per adulti, ma anche gialli, thriller e romanzi storici.

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Mi sa che nel mare delle domande la mia è passata inosservata. La riporto qui:

Ok, ne approfitto anch'io per una domanda: dato che il genere non è valutato dall'agenzia, cosa consiglierebbe a chi scrive fantasy?

Non le nego che, purtroppo, il motivo per cui pongo questa questione è dovuto allo sconforto di sapere che il genere che da sempre prediligo sia come lettura che come scrittura è considerato fuori mercato, oltre che tendenzialmente di poca qualità.

Io sono una ragazza di 22 anni, non ho mai completato un romanzo e so di avere ancora moltissimo da imparare; attualmente sto lavorando su un fantasy breve con forti componenti comico-parodistiche (per fare un paragone tra best seller, di sicuro più simile a "Harry Potter" che a "Il signore degli anelli") e il mio sogno è semplicemente quello di essere letta da molte persone. Posso sperare che sia possibile? Perché in caso contrario, beh, devo confessare che non so quanto riuscirei ad adeguarmi al mercato solo per sperare di essere pubblicata, perché io (almeno adesso) sento che il mio genere è quello.

Il mio discorso ovviamente è generale, magari in concreto io scrivo malissimo e nessuno mi prenderebbe mai in considerazione comunque, era giusto per capire fin dove posso permettermi di sognare, tenendo conto che ho ancora parecchia strada da percorrere.

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Mi sa che nel mare delle domande la mia è passata inosservata. La riporto qui:

Ok, ne approfitto anch'io per una domanda: dato che il genere non è valutato dall'agenzia, cosa consiglierebbe a chi scrive fantasy?

Io sono una ragazza di 22 anni, non ho mai completato un romanzo e so di avere ancora moltissimo da imparare;

Non è passata inosservata, ma non so cosa risponderti. Purtroppo non sono nella testa di tutti gli agenti letterari e di tutte le case editrici. Quello che mi sento di dire, e che può sembrare banale (ma tanti mi fanno la stessa domanda di persona), è che prima di pensare a come pubblicare il tuo libro, forse dovresti finirlo. Un passo alla volta.

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Io però mi chiedo perché limitarsi a priori nei generi letterari. Cioè, se è una questione del periodo particolare, o del nostro mercato o di quello estero, o se invece è una scelta strategica a lungo termine.

Lo trovo strano anche perché immagino che un agente non si limiti a promuovere un singolo libro, ma un intero autore, e non è detto che un autore rimanga fedele o voglia rimanere fedele a un solo genere. E neanche che si riconosca in un genere preciso nemmeno in un singolo romanzo. Per esempio, io scritto racconti storici, di fantascienza, semi-horror (non fosse che non fanno paura :asd:), mitologici, e anche qualcosa mainstream, senza mai preoccuparmi troppo del genere. Anzi, ho dei racconti che sembrano mainstream/noir ma non lo sono, la fantascienza che scrivo io è più da romanzo storico ambientato nel futuro :asd: (la si potrebbe chiamare fantasociologia), ma l'unico che ho "finito" è un romanzo storico con una forte componente fantastica-horror. Insomma un guazzabuglio indecifrabile. :facepalm:

Però mi interesserebbe capire qual è la logica dello scegliere il genere (includendo anche il mainstream in un "genere"), cioè perché un agenzia, per quanto grande e competente, si focalizzi su alcuni e non su altri.

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Io però mi chiedo perché limitarsi a priori nei generi letterari. Cioè, se è una questione del periodo particolare, o del nostro mercato o di quello estero, o se invece è una scelta strategica a lungo termine.

Lo trovo strano anche perché immagino che un agente non si limiti a promuovere un singolo libro, ma un intero autore, e non è detto che un autore rimanga fedele o voglia rimanere fedele a un solo genere. E neanche che si riconosca in un genere preciso nemmeno in un singolo romanzo. Per esempio, io scritto racconti storici, di fantascienza, semi-horror (non fosse che non fanno paura :asd:), mitologici, e anche qualcosa mainstream, senza mai preoccuparmi troppo del genere. Anzi, ho dei racconti che sembrano mainstream/noir ma non lo sono, la fantascienza che scrivo io è più da romanzo storico ambientato nel futuro :asd: (la si potrebbe chiamare fantasociologia), ma l'unico che ho "finito" è un romanzo storico con una forte componente fantastica-horror. Insomma un guazzabuglio indecifrabile. :facepalm:

Però mi interesserebbe capire qual è la logica dello scegliere il genere (includendo anche il mainstream in un "genere"), cioè perché un agenzia, per quanto grande e competente, si focalizzi su alcuni e non su altri.

Semplicemente: dipende dal gusto dell'agente.

Tranne pochi geni letterari - mio parere personale - l'autore, una volta che ha trovato la sua voce, non cambia continuamente genere (basta fare un giro in libreria). La sensazione (per esperienza passata) è che chi sperimenta più generi debba ancora trovare la sua strada migliore.

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Tranne pochi geni letterari - mio parere personale - l'autore, una volta che ha trovato la sua voce, non cambia continuamente genere (basta fare un giro in libreria). La sensazione (per esperienza passata) è che chi sperimenta più generi debba ancora trovare la sua strada migliore.

Non sono d'accordo.

King non scrive solo horror, solo per fare un esempio.

Simenon non scriveva solo gialli, anche se Maigret è il suo personaggio più conosciuto.

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Quello che mi sento di dire, e che può sembrare banale (ma tanti mi fanno la stessa domanda di persona), è che prima di pensare a come pubblicare il tuo libro, forse dovresti finirlo. Un passo alla volta.

Questo ovviamente è vero, il problema è che vedendo questa discussione mi sono chiesta che senso abbia finire una cosa che tanto non leggerà nessuno.

È deprimente, ma vado avanti.

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Ma non rischia di diventare noioso o finire col riproporre sempre la stessa storia? Io, come lettore, dopo un po' che leggo un autore voglio sentirlo scrivere di qualcos'altro, altrimenti smetto di leggerlo. Se dovessi fare da "tutor" a uno scrittore, lo spingerei a sperimentare strade nuove, non a restare sempre nel suo comodo angolino.

Però è vero quello che dici, cioè che sono pochi gli autori che si sono dedicati a più di un genere. Ma è anche vero che parecchi danno l'impressione dopo qualche libro di non avere altro da dire (e parlo di autori famosi e bravi, non delle meteore), non sarebbe compito dell'agente indirizzarli verso qualcos'altro?

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L'ideale è che un libro sia in A4, times new roman 13 o grandezza equivalente e le righe che vadano a capo dopo 10-13 parole.

@lavoronelleditoria perdona la domanda forse prolissa, ma se uno invia materiale con formati diversi da quelli che ora stai elencando, potrebbe non essereletto? (non mi riferisco strettamente a quelli della citazione, ma qualche pagina prima avevi elencato caratteri e modo d'inviio - prime 20 pagine se ricordo bene).

Quando avevo spedito il mio manoscritto a maggio mi era stato detto (avevo telefonato) di inviare l'intero manoscritto, A4, caratt. 12.

Se uno dovesse inviare, magari senza consultarsi, un A5 carattere 14 (lo so è un esempio un po' assurdo) verrebbe scartato o comunque letto?

E' più che altro una curiosità :)

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L'ideale è che un libro sia in A4, times new roman 13 o grandezza equivalente e le righe che vadano a capo dopo 10-13 parole.

Quando avevo spedito il mio manoscritto a maggio mi era stato detto (avevo telefonato) di inviare l'intero manoscritto, A4, caratt. 12.

Se uno dovesse inviare, magari senza consultarsi, un A5 carattere 14 (lo so è un esempio un po' assurdo) verrebbe scartato o comunque letto?

E' più che altro una curiosità :)

*lingue di fuoco dalla sala lettura alla segreteria*

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Direi che stiamo andando OT, apro una nuova discussione.

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L'ideale è che un libro sia in A4, times new roman 13 o grandezza equivalente e le righe che vadano a capo dopo 10-13 parole.

@lavoronelleditoria perdona la domanda forse prolissa, ma se uno invia materiale con formati diversi da quelli che ora stai elencando, potrebbe non essereletto? (non mi riferisco strettamente a quelli della citazione, ma qualche pagina prima avevi elencato caratteri e modo d'inviio - prime 20 pagine se ricordo bene).

Quando avevo spedito il mio manoscritto a maggio mi era stato detto (avevo telefonato) di inviare l'intero manoscritto, A4, caratt. 12.

Se uno dovesse inviare, magari senza consultarsi, un A5 carattere 14 (lo so è un esempio un po' assurdo) verrebbe scartato o comunque letto?

E' più che altro una curiosità :)

Risposta e una mia domanda a voi:

No, ma scherzi, non siamo certo degli orchi. E nemmeno puntigliosi e maniaci dell'impaginazione. Il solito ultimo libro su cui ho lavorato, e di cui ho portato l'esempio un po' di post fa (quello ora conteso da tutti gli editori), era scritto fittissimo, senza un "a capo" e con un carattere minuscolo. Certo che dopo la mia chiamata ho detto all'autrice come prima cosa che così non andava. Quando gliel'ho reimpaginato io mi ha detto che cambiava tutto quanto, sembrava un altro libro.

Mi viene una curiosità, e questa volta la domanda la faccio io: se qualcuno di voi lo fa, perché non ponete una cura nell'impaginazione?

Un'impaginazione senza alcuna cura rende molto difficile la lettura, ma non solo a noi, immagino anche a voi stessi quando rileggete il vostro libro. Non è così, per caso?

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