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Advent Children- part1 cap1


2 risposte a questa discussione

#1 Chandraraj

Chandraraj

    Imbrattatore

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Inviato 24 ottobre 2009 - 14:35

“Ricordo la guerra prima che arrivasse a Silbermond, quando Priest aveva abbandonato l’idea di catturare tutti gli Avials nati in natura per usarli come cavie nella sua ricerca di una cura- quando si lottava ogni notte per tirare avanti. Là a Detroit, nel Michigan.
Avevo quattordici anni allora. Giovanissima, per gli umani, ma rispetto agli altri del mio gruppo ero già adulta. Un capo in mezzo a guerrieri piccoli piccoli.
Eravamo i Bambini Sperduti.
Non quelli di Peter Pan, anche se alcuni di noi erano in grado di volare come i ragazzini del romanzo di Barrie. Ci chiamavano così, al telegiornale, quanto trasmettevano l’ennesimo annuncio. Tracey, sette anni, scomparsa dal giardino dietro casa. Oppure: Lily, sei anni. La sua bicicletta è rimasta sul marciapiedi. Della bimba, nessuna traccia. E poi Jimmy, cinque anni, sparito sotto gli occhi della mamma mentre era al parco.
O Sean.
O Cedric.
O Lana.
Fiona, Maggie, Jack, Thomas, Frank…ragazzi e bambini contagiati dal virus, nuove aberrazioni -molto più facili da eliminare, rispetto agli adulti, per le truppe segrete incaricate di uccidere e smaltire le spoglie degli Avials. Alcuni venivano catturati prima ancora che i genitori si accorgessero della mutazione; altri erano in gamba- e il loro istinto abbastanza forte da guidarli nella fuga.
Erano loro, eravamo noi: i sopravvissuti ai raid silenziosi, i randagi di strada.
Bimbi Sperduti."




Wicked



***


01. Something New:

22 Giugno 2009, tardo pomeriggio. Ecco. È iniziato oggi. Quando Wicked ha sentito una fitta alle tempie e il suo corpo tendersi come quando si prepara a scappare- e ha capito che qualcosa è arrivato in città.
Il termometro elettronico affisso di fianco all’insegna della libreria, sull’altro lato della strada, segna 31 gradi. Due numeri che lampeggiano incessantemente, ricordando alla giovane Avial che fa dannatamente caldo, che ha la maglietta incollata alla schiena e che presto la sua pazienza arriverà all’esaurimento.
Lo sbirro in mezzo alle bancarelle dei venditori ambulanti si volta, fa un paio di passi e si asciuga la fronte che gronda sudore da sotto la visiera del berretto. Un turista che si è perso attira la sua attenzione, piazzandogli sotto il naso una cartina spiegazzata. Prima di chinarsi a indicargli la strada più breve per Ponte Ambassador, il poliziotto lancia un’occhiata fugace nella loro direzione e Wicked legge disgusto e diffidenza nei suoi occhi marrone spento.
Non le piace per niente.
Stringe i pugni nelle tasche, poi si costringe a rilassare le dita e le sfila dalle pieghe della felpa. Il suo sesto senso freme, ma prima di lasciarlo libero di scattare e trapassare l’umano da parte a parte Wicked valuta la situazione.
Forse lo sbirro è una minaccia. Forse no . Ovvio che le ha notate, lei e Jaqueline, e che bisogna spostarsi. Ma non è la sua massima preoccupazione, ora.
C’è quel...quel... qualcos’altro. Qualcosa di più urgente, di più immediato. Un richiamo nell’aria.
Wicked non sa dire se siano amici o nemici, quelli che l’hanno messo in giro. Adesso è nervosa, perchè sa per esperienza che, se non se ne scopre subito la fonte, un segnale lanciato apparentemente dal nulla può essere un pericolo mortale - per lei e per tutti i Bambini Sperduti.
Bryan, dove siete? Chiede. La sua voce echeggia attraverso il legame che la unisce agli altri Bimbi Sperduti, trovando il vuoto a risponderle.
Il poliziotto finisce di dare indicazioni al turista che, sconsolato, si avvia verso il posteggio dei taxi. Wicked prende per mano Jaqueline e tira dritto.
- Jaque, fammi un favore: portala tu per un po’. - afferma, togliendosi la tracolla di denim dalla spalla.
La borsa è così gonfia e pesante che Jaqueline barcolla e quasi la lascia cadere, prendendola, ma non se ne lamenta. È intelligente, Jaque. Ha imparato da tempo a non farlo- perlomeno non ad alta voce.
- C’è qualcuno?- mormora invece, muovendo appena le labbra secche. Non si volta per scrutare la gente nelle immediate vicinanze come le hanno detto i più grandi, per non insospettire un eventuale assalitore. I suoi occhi schizzano immediatamente a perlustrare i dintorni. Ogni faccia, ogni corpo che passa vicino a loro. E, sulla sua schiena, il cotone della felpa senza maniche che indossa si tende sotto la pressione delle sue ali frementi, pronte a spiegarsi.
-Ci hanno trovati?- domanda.
Wicked scuote il capo e le circonda le spalle ossute con un braccio prima che i due arti supplementari si distendano:- No, tranquilla.- risponde, guardandosi la punta delle scarpe consunte. Una piccola parte di lei si distrae per un attimo, pensa che è penoso che una bimba di sei anni sia costantemente sul chi va là. Alza una mano per accarezzare la testa di Jaque, sfiorando i suoi ricci attraverso il cappuccio della felpa.- Smettila di tremare, è tutto ok. Non c'è nessuno.- si lancia un’occhiata dietro le spalle.
Jaqueline segue il suo sguardo e sbircia lo sbirro che ha ripreso a camminare avanti e indietro sul marciapiedi, studiandolo. Anche a lei non piace. Però stringe le labbra e non commenta:- Tutto ok.- ripete tre sé, cercando di sembrare convinta. Affonda le mani in tasca per nascondere le mani strette a pugno così forte che sotto lo sporco le nocche le sono sbiancate, si mordicchia il labbro inferiore. Poi chiede:- Quello di prima cos’era, comunque?
Il cuore di Wicked fa un sobbalzo. “Allora l’ha sentito anche lei…” si dice; l’ha supposto prima, quando Jaque si è fermata in mezzo alla piazza come folgorata, e ora ha la conferma. Si ferma davanti a una vetrina qualunque e si volta verso l’angolo cieco, quello dove la commessa non guarda quando sbircia i clienti da dentro il negozio:- Ho bisogno di parlare con gli altri un attimo. Tieni d'occhio la strada per me, ok? Solo per un attimo.
Le rispondono gli occhi verde acqua del piccolo angelo. Sarebbero belli se non fosse per le occhiaie che li sottolineano: due cerchi viola: sembra che Jaqueline abbia preso un cazzotto per ogni orbita.
- Ok. - mormora la bambina, stringendo la cinghia della tracolla.- però poi mi dici che cos’era, vero? Quel suono?
Wicked socchiude gli occhi, un orecchio teso a percepire i movimenti del poliziotto che è ancora dietro di loro:- Certo.- assicura.
“Se lo scopro.” Aggiunge mentalmente, lasciando libera l’entità.
Prende fiato.
Chiama.
Bryan!
Un attimo di sospensione, come il vuoto prima della discesa a picco delle montagne russe…
Bry-an!
Stavolta la sua voce sembra più forte. Prevale sul brusio degli umani. La ragazzina tace per un paio di secondi, concentrandosi. Gli spazi si allargano intorno a lei, si trasformano in voragini, si dilatano, e il suo potere cresce e cresce, emergendo dalle profondità della sua testa.
BRYAN! Cazzo, ascoltami!
Wham!
Wicked si morde la lingua, sperando che lo sbirro non stia guardando dalla sua parte proprio ora, perché la vedrebbe ansimare e lacrimare come se avesse appena ricevuto un pugno nello stomaco. Resiste a malapena alla tentazione di sfregarsi gli occhi fino a cavarseli dalle orbite e batte le palpebre per scacciare le lacrime. Si butta in quello che vede per dimenticare il dolore.
Attraverso la visuale distorta dell’ entità la via gremita di umani appare grigia, morta, fredda. Le persone che si muovono su e giù per la strada sono scheletri ricoperti da uno strato di muscoli e pelle che sembra un alone, con l’addome tinto di rosso lì dove si concentrano gli organi. La strada in cui strombazzano taxi e auto è un cimitero di veicoli scarnificati che viaggiano su ruote corrose.
Qualcuno se la fa sotto vedere le cose così, ma a Wicked questa visione quasi apocalittica del mondo attorno a lei non fa più effetto: in questo mondo parallelo il suo sesto senso è una luce di un vivido blu che si muove con le sue centinaia di braccia tra gli umani inconsapevoli, sfiorando menti e afferrando brani di pensieri senza fermarsi. Tutto il resto non conta, non è niente per cui valga la pena spaventarsi.
Vai. Ordina al suo potere
L’entità si stiracchia, si attarda tra i vicoli ciechi che fiancheggiano la strada, poi si lancia su per il marciapiede. Mentre avanza si allarga, prende velocità, investe tutta la via, spedendo un muro di pensieri catturati dalle menti dei passanti alla ragazzina che la comanda. Invece di bloccarsi all’angolo della strada le propaggini invisibili svoltano e si rincorrono lungo la successiva. E quella dopo. E quella dopo ancora.
Wicked trattiene il fiato, spingendo cauta ogni distrazione fuori dalla sua testa e concentrando ogni briciola di volontà nel suo potere, poco per volta. Pigia contro l’entità facendola espandere attraverso vie, strade, viali, vicoli, piazze, finché il cemento che sta guardando non comincia a tremare sotto una cortina di milioni di minuscole dita. Quando sente che non c’è centimetro in Detroit che sia rimasto fuori dal suo controllo, la giovane Avials espira.
Pausa.
Avanti.
E su!

Il potere si stacca da terra, avvolgendo Wicked, facendo tremare l’aria intorno a lei; la città si materializza dietro le sue palpebre chiuse dal nulla, diventa un reticolo di blocchi e serpentine. Una mappa con i colori della nebbia, costellata di minuscole luci grigie- macchine che vanno e vengono, passanti che si muovono all’unisono come in un gigantesco formicaio.
Un secondo di pausa, di nuovo.
Due.
Tre-
Ed eccole, infine. Le luci di Detroit pulsano piano- un battito che assomiglia a quello della vena che corre sottopelle nel polso.
Sono gli altri Avials. Una trentina in tutto, sparsi per Detroit, i sopravvissuti all’ultimo raid lanciato da Priest a New York tre settimane fa.
Un piccolo distaccamento è vicino al Lewis College of Business, due veterani- un angelo e un toccapensieri - e tre Bambini Sperduti di sei, cinque, nove anni.
Bryan e il suo gruppo di perlustrazione si aggirano in cerca di cibo, meno probabilmente in cerca di outsider.
Wicked li scruta dall’alto della città, strisciando giù per le pareti di vetro e acciaio dei grattacieli per raggiungerli. Si avvicina. Ancora più in fretta, perchè d'improvviso si sente gelare di paura- paura che il qualcosa voglia avvisarla che cambierà tutto. Paura che si ritorni alla vecchia vita, alla gabbia per cani, ai tubi infilati giù per la gola per nutrirla e la consapevolezza che secondo gli umani lei e i Bambini Sperduti siano meno che bestie.
Il richiamo vibra nell’aria gonfia e tesa.
Wicked ha ragione: cambierà tutto.
Ma non sa ancora come.
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#2 Victoria_88

Victoria_88

    Pennuto

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Inviato 31 ottobre 2009 - 17:41

Alcune annotazioni/correzioni.

BRYAN! Cazzo, ascoltami!

Non credi che sia un po' inappropriato che Wicked si esprima così? Sbaglio, o è solo una bambina?

Qualcuno se la fa sotto vedere le cose così

La frase è poco chiara. Che ne dici di "Chiunque se la sarebbe fatta sotto nel vedere le cose così"?

Per il resto non ho notato altri errori significativi. Per il momento la storia è abbastanza coinvolgente.
Cominci subito in medias res, come si suol dire. Sappiamo immediatamente dei bambini e dei loro poteri. Resta da chiarire il loro passato, come è avvenuta la trasformazione, come si sentano loro al riguardo, come siano riusciti a scappare dal laboratorio, che intenzioni abbiano. Spero svilupperai questi punti più avanti nella storia...
Ciò che mi lascia un po' spiazzata è il comportamento di Wicked. Se è una bambina (spero di non aver capito male), mi risulta troppo adulta, e mi sembra strano che abbia già una così piena padronanza dei suoi poteri.
Comunque aspetto di leggere il seguito...
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#3 Chandraraj

Chandraraj

    Imbrattatore

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Inviato 01 novembre 2009 - 12:45

Ciao di nuovo. Inanzitutto, grazie anche per questo commento. Provvedo subito a rispondere al punto specifico che ti ha lasciato perplessa: Wicked. Trovo perfettamente capibile il fatto che il lettore sia disorientato dalla sua maturità nonostante sia poco più che una ragazzina. Secondo il mio punto di vista, tuttavia, questo carattere così adulto è giustificato: stiamo parlando di una bambina che è nata in laboratorio, che ha vissuto in gabbia e ha dovuto sopportare esperimenti più disparati e situazioni che davvero non auguro a nessuno. Se contiamo inoltre che è in fuga di continuo, deve aguzzare ancora di più l'ingegno. Crescere. Per trovare un confronto realistico basti pensare agli squatters o ai ragazzi e bambini che vengono sfruttati per la guerra: chi sopravvive cresce troppo in fretta.
Per quanto riguarda il potere, Wicked non è assolutamente stabile- ma si vedrà molto più avanti. Quindi la tua è una puntualizzazione capibilissima :D.
Corro a correggere la frase che mi hai fatto notare- effettivamente la mia versione è confusa. Ti ringrazio per la dritta.
Spero di riuscire a stendere il prossimo capitolo piuttosto in fretta, contando sul fatto che finalmente sembra che mi stia un po' sciogliendo dal blocco.
Grazie ancora, e alla prossima!
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