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Il Bianconiglio - Primo capitolo -


14 risposte a questa discussione

#1 Alessio Parretti

Alessio Parretti

    Pennuto

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Inviato 15 maggio 2010 - 18:36

[color=#FF0000]Questo racconto contiene sesso e violenza, pertanto non è consigliabile a minorenni e moralisti.[/color]





Il Bianconiglio






Ci sono momenti in cui ci domandiamo le ragioni delle nostre azioni; riflettiamo sui nostri gesti, magari pensiamo che le cose non stiano andando proprio nella direzione giusta. Capita quando ci infiliamo in una situazione che comporti dei rischi. Mentre ci siamo già dentro, consideriamo che le variabili possono essere infinite, e la maggior parte di esse non le abbiamo proprio considerate.
Ci troviamo a domandarci perchè, nonostante ci si consideri persone dotate di un discreto intelletto,
magari ben istruite, sicuramente informate sui tanti pericoli che l'eccesso di fiducia comportino, si finisca lo stesso con il cacciarsi nei guai; e guai grossi.
Forse si tratta di curiosità; ma un curioso che si cacci in un grosso guaio rischia di essere considerato uno stupido, un facilone qualsiasi; e questo, per una persona suscettibile come me, non è accettabile. Preferisco quindi parlare di destino, nonostante in fondo non creda molto nel concetto stesso; ma farò volentieri un'eccezione, vista la situazione. Mi pare quindi un compromesso accettabile considerare il fato come una forza sovrannaturale, che faccia largo uso della curiosità umana, appunto, giusto per portarci dove pare sia scritto.
Mettiamola agli atti cosi'; che mi venga quindi concesso il destino, come attenuante alla mia stupidità.
In effetti era già troppo tardi per impedire a Miriam di legarmi anche la caviglia destra al letto; triste a dirsi, non mi aveva drogato, né ero ubriaco, giusto un paio di bicchieri di vino rosso, vertiginoso e profumato come la bocca di quella perfetta sconosciuta. E non perfetta in quanto perfettamente sconosciuta, ma perfetta davvero, nelle forme, nei modi; perfetta come le promesse che accennava sulla mia pelle “ Se solo avessi voluto giocare “ diceva lei, e intanto mi lambiva il collo con la lingua, mi appoggiava quei suoi denti troppo bianchi sui lobi, e li stringeva appena, accarezzandomi le gambe, già libere dai pantaloni “ dai, lasciati legare “ sussurrava con la voce di una sirena, e io, derelitto Ulisse, privo dei necessari tappi di cera, con la faccia alla deriva in quel naufragio di capelli neri; io, mitologico stronzo privo di una qualsiasi Itaca, acconsentii a farmi legare; non all'albero della nave, ma bensi' al più comodo letto di quella strega di mare; arpia struggente, incantevole virago.
Cominciò dalla gamba sinistra, e strinse con lentezza e cura un solido nodo attorno alla caviglia; la caviglia sinistra; per ottenere la mia fiducia, cosi', a brani, me l'ha sfilata via la fiducia, una banconota alla volta, come una borseggiatrice professionista. Prima la caviglia sinistra; perchè rimanessi con l'altra gamba e ambedue le mani libere, cosi' avrei potuto liberarmi in qualsiasi momento, se soltanto avessi deciso. Ero ancora padrone di me; illuso di esserlo.
La gamba sinistra; e la sua mano che mi afferra il pene rigido “ comandi ancora tu, amore “ Questo era il messaggio.
Percorse con la lingua la mia pelle, dalla gamba appena legata, fino al mento; il suo corpo si mosse come una lenta onda; ero ansioso che si liberasse della biancheria; da quei pochi centimetri di stoffa, che ancora separavano il mio sguardo dal suo seno, dal suo pube: lei parve capire; sorrise, ma negli occhi lo sguardo le rimase affilato, si tolse il reggiseno, lo morse, fissandomi, e lo posò accanto a sé, poi mi baciò il polso sinistro, e cominciò a legarvi un laccio; con facilità, nonostante le sue lunghe unghie da gatta.
Cosi' la parte sinistra del mio corpo era immobilizzata; avevo libera la gamba destra, e il braccio destro; quello più forte, più sicuro; quello con cui scrivo, mi gratto il culo e con cui avrei potuto ancora liberarmi; se solo l'avessi voluto.
Ma il destino voleva me; io desideravo quella donna, e quella donna mi voleva legato; era un triangolo perfetto.
Con la mano libera le accarezzai il viso, le dita a cercarle la nuca; poi le passai il pollice sulle labbra; quella bocca carnosa, tumida; lei socchiuse gli occhi, simulando il piacere di una seconda vagina. Le cacciai il dito dentro, lo morse, lo succhiò; poi mi accarezzò i testicoli; ero suo.
Versò nuovamente del vino; lo bevve, e poi baciandomi, sentii quel liquido passare dalla sua bocca alla mia. Deglutii, mentre lei si allontanava, preparando un terzo laccio, senza mai distogliere il suo sguardo dal mio; sempre sorridendomi: quegli occhi maliziosi sapevano lasciare immaginare molto, molto piacere... cosi' si avvicinò alla gamba libera: assicurò anche quella al letto, lasciandomi con le gambe spalancate sotto di lei: poi mi si lanciò addosso, affondandomi le unghie nel petto; mugolai di dolore, mentre mi cacciava la lingua in bocca: la cinsi con l'unica mano libera; le afferrai il culo; tentando di sfilarle il perizoma: lei mi prese la mano e la sbattè contro la testata del letto: tentai di resistere; ma lei fece forza con tutto il suo peso; inarcai la schiena e gridai: “ Piano, cosi' mi fai male ! “
 Scusami, tesoro -. Prese di nuovo la mia mano tra le sue, e se la portò sulla vagina: la sentivo calda, attraverso la stoffa: si alzò in piedi, e sopra di me, si sfilò le mutande, le gettò sul letto e si sedette su di me, accarezzando il mio pube con il suo: ero eccitatissimo: pensavo che l'avremmo fatto: le accarezzavo la schiena, accompagnavo i suoi movimenti e spingevo il bacino più in basso per poterla penetrare: lei si teneva a distanza, poi si distese al mio fianco destro: voleva legarmi il braccio. Glielo concessi: ero fuori di me per l'eccitazione: la desideravo, le avrei permesso tutto, cosi' cercai la testata del letto e lasciai che mi legasse.
“ Ehi, dove cazzo vai ? “
Appena finito di legarmi, balzò giù dal letto, raccolse tutti i miei abiti dal pavimento, e senza degnarmi di uno sguardo, usci' dalla stanza.
“ Miriam ! “
Non rispose. Sentii armeggiare, poco lontano; una porta si chiuse, poi soltanto silenzio.
Trascorsero alcuni minuti; provai a liberarmi, ma ad ogni strattone, i lacci parevano stringersi di più; la chiamai; forse faceva parte del gioco, sarebbe tornata e l'avremmo fatto; mi avrebbe lavorato con la lingua, avrei goduto e poi mi avrebbe liberato. Cosi' speravo, ma passarono diversi minuti, e poi altri ancora; quel gioco non era più divertente, affatto eccitante. Urlai a squarciagola, senza ottenere niente; mi guardai attorno; cercai con lo sguardo qualcosa, qualunque cosa potesse servirmi per liberarmi.
Niente; sul comodino solo una abat-jour, ma non potevo raggiungerla, e comunque non avrei saputo cosa farci, tranne romperla, rischiare di dar fuoco al letto, e morire arrostito.
Cominciai a dimenarmi furiosamente, sbattendo la schiena sul letto come un pesce fuor d'acqua: le spalle iniziavano a dolermi per la posizione innaturale; il letto era pesante e si muoveva quasi impercettibilmente, nonostante il mio sforzo.
Mi fermai, ansimante; gli occhi sbarrati sul soffitto: i polsi mi dolevano; aprivo e chiudevo le mani per evitare che si bloccasse la circolazione; speravo oltretutto che irrigidendo e rilassando i muscoli degli avambracci, le corde si sarebbero allentate.
Cercai di controllare il respiro, ero madido di sudore: dovevo riflettere.
Era successo; ero fregato; in balia di una puttana conosciuta in un sudicio night club; cosa ne sarebbe stato di me ? Era una sadica ? Mi avrebbe torturato e poi ucciso ? Era uno dei pochi Serial Killer donna ? Davvero ero stato cosi' sfortunato ? Forse faceva parte di un organizzazione criminale ? Avrebbero venduto i miei organi ?
No, niente di tutto questo: era soltanto uno scherzo: si, era chiaro, uno scherzo organizzato da qualche amico: certo, di li' a poco sarebbero arrivati, insieme a Miriam, e tutti quanti avremmo riso di come ci ero cascato bene: daccordo, era stato un po' pesante, magari li avrei rimproverati, avrei fatto un po' l'offeso; ma tutto sommato sarei stato proprio contento che tutto si fosse risolto cosi': agli amici si può perdonare qualche marachella... altrimenti che amici saremmo ? Mi avrebbero offerto da bere, avremmo brindato alle belle donne, poi avrei concluso con Miriam; oltretutto l'avevo già pagata... oppure no, chissenefrega. Saremmo andati via tutti insieme, ridendo di me, e della mia ingenuità.
Pensavo a chi potesse essere stato; in diversi sapevano che periodicamente frequentavo quel Night; si, beh; ho sempre avuto un debole per le belle donne; loro lo sapevano, qualche volta mi avevano pure accompagnato, era successo, ma quella sera no, quella sera ero solo... poi non avevo avvertito nessuno; in realtà non avevo intenzione di andarci; l'avevo deciso all'ultimo minuto, perciò...
“ VENITE FUORI, MALEDETTI BASTARDI, MI SENTITE ? VENITE FUORI ! “

Silenzio: soltanto il suono di un aereo: lontano, sopra di me, il boato di quei motori si disperdeva, da cosi' distante, e mi raggiungeva come fosse un lamento: galleggiava lassù, fluttuava nello spazio; sopra quel soffitto, sopra il tetto di quella casa: quel canto di solitudine mi era sempre sembrato cosi' triste e dolce; era come un addio consapevole: mai come in quel momento, avrei voluto che mi portasse via con sé: in qualsiasi posto, in qualsiasi tempo: lontano da quel letto, lontano da quella puttana, lontano dalla mia vita.

Urlai, piansi, bestemmiai e mi dimenai quanto potevo, ero spossato,e nudo come ero, cominciai a provare freddo, passarono un paio d'ore: poi mi addormentai.
Al mio risveglio la luce era spenta; lentamente abituai gli occhi alla penombra; dall'unica porta di quella maledetta camera filtrava un impercettibile chiarore, si vedeva a stento: quell'appartamento si trovava in un complesso industriale, poco lontano dalla città, era un seminterrato; per raggiungerlo dovevo avere sceso almeno una trentina di scalini, forse di più, mano nella mano con quella maledetta troia; mano nella mano con il destino. Era sabato notte, e le possibilità che qualcuno passasse e sentisse le mie urla, erano davvero minime. Avevo fatto tutto il possibile perchè non fossimo visti; ci eravamo dati appuntamento nel parcheggio, fuori dal Night: tutti sapevano che alcune ballerine arrotondavano prostituendosi; i gestori del locale chiudevano un occhio a riguardo, purchè l'affare si consumasse in privato, contrattazione compresa; ne avevamo già parlato altre volte, lei sapeva stuzzicarmi; sembravo piacerle; mi guardava in maniera diversa, rispetto agli altri clienti; l'avevo notato; aspettavo soltanto l'occasione buona; mia moglie fuori per qualche giorno; nessun amico dintorno, nessuno che potesse lasciarsi sfuggire quella gustosa chiacchera; nessun conoscente nel locale: nessun maledetto testimone. eravamo stati davvero bravi, a non farci notare. Cosi' mi trovavo nel suo appartamento, nel seminterrato di un edificio apparentemente abitabile, ma non per questo abitato; me ne rendevo conto. nei dintorni c'erano altre strutture; senza dubbio industriali, capannoni, forse fabbriche; v'immaginavo gli operai, piegati sui nastri trasportatori, zombie in tuta blu; pensieri e sentimenti asserviti al grande inganno dello stipendio di fine mese; uomini il cui tempo era combustibile per quella macchina: la società; una delirante, spietata e inarrestabile catena di montaggio.
Li avevo sempre compatiti; li vedevo svitare pezzo dopo pezzo la propria umanità e appoggiarla su quel rullo, lasciarla trasportare via, senza mai alzare il capo, sempre chino: il loro tempo, le loro opportunità; fagocitate dalla macchina.
L'unica tregua; il fine settimana. Nessuno sarebbe passato da quelle parti, nessuno si sarebbe soffermato ad ascoltare le mie grida di sepolto vivo: ma pensai; certe industrie non interrompono il loro ciclo; ci sono i turni, magari qualcuno mi sente; andando a lavoro, potrebbe notare qualcosa di strano...no, non ci sono finestre in questa stanza; cosa ne sapevo poi, di quei capannoni ? Magari erano solo dei magazzini; dei luridi magazzini pieni di inutili bambolotti, eh ? Quei bambolotti avrebbero sentito le mie urla, eh ? Ne avrebbero parlato ai maledetti marmocchi che se li sarebbero trascinati per una gamba, correndo nelle loro belle casette ? Eh ? Gli avrebbero raccontato che avevo bisogno di aiuto ?
Scossi le gambe e le braccia, ero bloccato, ben saldo a quel letto, Improvvisamente mi montò un grido in gola: a stento riuscii a trattenerlo; chi diavolo aveva spento la luce ?
Mi guardai attorno, augurandomi di essere solo. Scrutavo nell'oscurità con il cuore che batteva all'impazzata, sembrava un tamburo, un assordante tamburo sacrificale che riempiva la notte e mi attraversava le ossa, il sangue, lo stomaco: era il mio terrore che percuoteva il silenzio.
“ Tesoro, non fare troppo rumore “
Sussultai; Miriam comparve dalla porta e si sedette sul bordo del letto; indossava una vestaglia rosa e teneva in mano una tazza fumante; ero madido di sudore.
“ Adesso il mio bel bambino fa il bravo, e beve il suo tè “
“ TU SEI PAZZA “ gridai, “ FAMMI USCIRE DA QUI, SLEGAMI !, SEI PAZZA, UNA PAZZA FURIOSA ! “
“ Hai ragione, forse è ancora troppo caldo, rischi di scottarti. Ma non c'è fretta, te lo lascio qui, sul comodino. Non hai un po' di sete ? “
Deglutii a fatica, avevo la gola arida e si, avevo sete.
Cercai di controllare il respiro; dovevo parlarle, farla ragionare, convincerla a liberarmi.
“ Miriam; dimmi cosa vuoi; si tratta di denaro, vero ? È un sequestro, no ? Chi avete contattato ? Mia moglie ? “
“ Amore, non ho contattato proprio nessuno; ah, davvero hai una moglie ? e com'è, carina ? “
“ Si, è molto carina; ma adesso non c'è, è fuori città per lavoro, capito ? Prendi il mio telefono, nella giacca; ti dirò chi chiamare, si tratta di un ami..”
“ Il tuo telefono, bello mio; si sta già godendo il suo viaggio in prima classe: treno ad alta velocità,
dotato di ogni comfort: non preoccuparti per lui; è bello comodo, l'abbiamo già alleggerito di tutta la rubrica, alla SIM provvederà chi lo troverà, probabilmente: è un telefono cosi' all'avanguardia. Dubito che rimarrà a lungo solo, sulla poltrona dov'è stato adagiato. “
“ CHE CAZZO STAI DICENDO ? COSA VUOI DA ME ? “
“ Amore, non correre troppo; le belle donne si concedono un poco alla volta, almeno un tempo era cosi'. Pazienza, ci vuole pazienza. “
“ AAAAHHHHHHHHH ! “
“ Ho sempre amato quelle vecchie storie, sai; amanti passionali, corteggiatori caparbi e romantici... ah, la Belle Epoque... quelli si, erano bei tempi; e le donne erano cosi' femminili, non trovi ? “
Dovevo stare al gioco; non avevo altre possibilità.
“ Si, hai ragione, scusami. Mi sono comportato proprio da villano; ma sappi che ti trovo di un eleganza fuori del comune; quando ti ho visto, giù al night; mi hai ricordato una di quelle dive d'altri tempi, sai. Quelle del vero cinema; non saresti affatto sfigurata accanto a Sofia Loren, piuttosto che a
Brigitte Bardot... sei davvero incantevole; mai pensato di fare l'attrice ? “
Sorrise, lusingata. “ oh, sei davvero molto gentile... “
Già, come odiarla ? Infondo mi aveva soltanto lasciato a marcire qualche ora; nudo, legato mani e piedi ad un letto.
“ Sai, penso che adesso sia piuttosto freddo. Tieni, bevi. “
Prese la tazza dal comodino e me l'avvicinò alla bocca; allungai il collo e bevvi; lei mi teneva la testa, mi aiutò fino all'ultimo sorso; poi posò lo tazza e mi baciò con delicatezza la fronte.
“ Benvenuto nel paese delle meraviglie, dolcezza. “ Mi addormentai, spossato.

_________________________
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#2 Guest_Saranghae_*

Guest_Saranghae_*
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Inviato 15 maggio 2010 - 19:03

Hai postato due volte, mi indicheresti al più presto i tuoi commenti ad altrettanti racconti, per cortesia?
Hai già ricevuto un richiamo per lo stesso motivo.

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#3 Alessio Parretti

Alessio Parretti

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Inviato 15 maggio 2010 - 19:10

Forse non ho ben capito.
Devo lasciare dei commenti ad altri racconti prima di aver postato il mio ?
Nel caso si possa commentare gli altri racconti dopo aver postato i propri, suppongo che venga lasciato almeno il tempo materiale di leggerli, dato che il mio l'ho appena pubblicato.
Comunque il racconto che ho commentato è L'attesa.
Ne approfitto per chiedervi: devo lasciare un commento per ogni capitolo che pubblico, oppure anche se un racconto postato è composto di più capitoli è sufficiente poi commentarne uno ?
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#4 A.L.Ronin

A.L.Ronin

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Inviato 15 maggio 2010 - 19:23

Che dire, non mi è piaciuto, basta? l'ho trovato un gazzabuglio indecifrabile, a tratti curioso, ma che alla fine non porta da nessuna parte.
- L'uso della punteggiatura è così sconsiderato che mi sorgono dei dubbi. Non li elenco però.
I presupposti per una bel racconto ci sono, però li hai persi strada facendo.
Scusami della mia franchezza, ma meglio ricevere una critica che un ammorbidito complimento, aiuta.
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#5 Guest_Saranghae_*

Guest_Saranghae_*
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Inviato 15 maggio 2010 - 19:28

Alessio ho visto il commento che hai menzionato; adesso ne manca un altro perché tu hai pubblicato due post. Come potrai notare ne ho bloccato solo uno, commenta con comodo... appena l'avrai fatto, lo sbloccherò. Non ti preoccupare
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#6 Alessio Parretti

Alessio Parretti

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Inviato 15 maggio 2010 - 20:01

Ronin, sii pure franco ed elenca i tuoi dubbi. Per quanto riguarda la storia, è la prima cosa che ho scritto, quindi soffre di acerbità. Spero tu legga anche la parte conclusiva.
Saranghae, correggimi se sbaglio: a quanto ho capito la regola è postare un commento entro dodici ore dalla pubblicazione di una storia. Quindi non comprendo le ragioni del richiamo e il blocco della seconda parte.
Saresti cosi' gentile da spiegarmi meglio ? Ho pubblicato alle 19 :36 e mi è arrivato un richiamo dopo appena mezz'ora, gradirei pubblicare e poter avere il tempo necessario di leggere e commentare con tranquillità.
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#7 A.L.Ronin

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Inviato 15 maggio 2010 - 20:25

[quote name="Alessio Parretti"]Ronin, sii pure franco ed elenca i tuoi dubbi.
Essere più chiaro, giusto? Franco mi pareva di esserlo stato e ho letto anche la seconda parte.
La punteggiatura convulsa non aiuta chi legge, è abusata. In nessuna frase è permesso di mettere più di una sola volta i due punti ":", non li ho contati, ma sono da guinness.
L'abuso di parolacce e situazione erotica, premesso che sono ateo, maggiorenne da molto tempo, troppo, è un evidente appiglio per creare suspense? Forse pensavi di creare attesa, ma di fatto ti ha portato fuori rotta, anche il riferimento a "Alice ne paese delle...", poteva essere adoperato meglio. Il racconto perde ancor di più nel finale poiché chi narra muore, dovresti usare la voce narrante in terza persona. Inoltre, la vendetta per la morte di bambini innocenti, che trovavo giusta, viene "allegramente" declassata a quella personale di presunti artisti "Incazzati"?
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#8 Guest_Saranghae_*

Guest_Saranghae_*
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Inviato 15 maggio 2010 - 20:38

Abbiamo scritto in contemporanea, quindi, ho visto solo dopo il tuo commento.
Sblocco la seconda parte con la speranza di vederti commentare.
Saluti,
Saranghae
  • 0

#9 Alessio Parretti

Alessio Parretti

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Inviato 15 maggio 2010 - 20:50

Si, riconosco di avere qualche problema con la punteggiatura, ci sto lavorando.
Apprezzo la franchezza, molto meno il narcisismo intellettuale. Non comprendo come uno scrittore possa creare suspance abusando di parolacce o " situazione erotica " come dici tu; io ho scritto cercando di essere il più realistico possibile, impersonandomi in un soggetto depravato e di basso livello morale che si trova in una situazione disperata. In un momento del genere tu penseresti a moderare il linguaggio ?
Niente da dire se la storia non ti è piaciuta, ma le tue critiche mi sembrano davvero poco chiare.
Cosa significa " il riferimento a "Alice ne paese delle...", poteva essere adoperato meglio. Il racconto perde ancor di più nel finale poiché chi narra muore, " ? Ti aspettavi che festeggiassero insieme il non compleanno ?
Il riferimento sussiste in quanto la storia viene raccontata in un susseguirsi di immagini e situazioni deliranti, anche indotte dagli acidi. Il riferimento al bianconiglio ha ragione di essere in quanto il personaggio uccide in un impeto di rabbia, quasi " per fretta " come il bianconiglio appunto.
Ed in fine dici : "Inoltre, la vendetta per la morte di bambini innocenti, che trovavo giusta, viene "allegramente" declassata a quella personale di presunti artisti "Incazzati"? "
Questo era per me, uno dei punti cardine della storia, cioè la mancanza di pietà nei soggetti; vittima e carnefice.
Oguno ha soltanto a cuore la propria sorte, la propria vita o la propria carriera. La storia dei bambini viene appena accennata e riemerge alla coscienza del protagonista solo durante un'allucinazione indotta. Soltanto nell'ultima immagine descritta, poi, in punto di morte, un vago senso di colpa riaffiora nel protagonista.
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#10 A.L.Ronin

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Inviato 15 maggio 2010 - 21:26

Si, riconosco di avere qualche problema con la punteggiatura, ci sto lavorando.
Apprezzo la franchezza, molto meno il narcisismo intellettuale. Non comprendo come uno scrittore possa creare suspance abusando di parolacce o " situazione erotica " come dici tu; io ho scritto cercando di essere il più realistico possibile, impersonandomi in un soggetto depravato e di basso livello morale che si trova in una situazione disperata. In un momento del genere tu penseresti a moderare il linguaggio ?
Niente da dire se la storia non ti è piaciuta, ma le tue critiche mi sembrano davvero poco chiare.
Cosa significa " il riferimento a "Alice ne paese delle...", poteva essere adoperato meglio. Il racconto perde ancor di più nel finale poiché chi narra muore, " ? Ti aspettavi che festeggiassero insieme il non compleanno ?
Il riferimento sussiste in quanto la storia viene raccontata in un susseguirsi di immagini e situazioni deliranti, anche indotte dagli acidi. Il riferimento al bianconiglio ha ragione di essere in quanto il personaggio uccide in un impeto di rabbia, quasi " per fretta " come il bianconiglio appunto.
Ed in fine dici : "Inoltre, la vendetta per la morte di bambini innocenti, che trovavo giusta, viene "allegramente" declassata a quella personale di presunti artisti "Incazzati"? "
Questo era per me, uno dei punti cardine della storia, cioè la mancanza di pietà nei soggetti; vittima e carnefice.
Oguno ha soltanto a cuore la propria sorte, la propria vita o la propria carriera. La storia dei bambini viene appena accennata e riemerge alla coscienza del protagonista solo durante un'allucinazione indotta. Soltanto nell'ultima immagine descritta, poi, in punto di morte, un vago senso di colpa riaffiora nel protagonista.


Non sono un granché come critico, l'ammetto.
Narcisista intelluale? Narcisista, probabilmente, chi non lo è di se stesso? Altrimenti la razza umana sarebbre estinta per un susseguirsi di suicidi, no? Intelletuale però, mai nessuno me lo aveva dato, grazie. Mi sono diplomato con un sei politico, c'erano più scioperi che lezioni. Quel poco che so è perché sono un autodidatta cui piace informarsi, e molto discutibile quindi.
Mi spiace che vedi queste cose in me.
Proviamo a ricominciare: se la storia fosse narrata in terza persona, sarebbe meglio, più godibile.
Per quel che riguarda il linguaggio e erotismo, ho una collezione di libri erotici (Espliciti) che in pochi posseggono, ho cominciato a raccoglierli dal 1978 e ancora li acquisto. Non sono scandalizzato dal linguaggio e situazioni, solo non mi appaiono come tu pensi di averle scritte, forse.
Quello che tu esprimi più chiaro in questo msn, non lo è affatto nel racconto convulso. Non sempre scrivere come si racconta a parole è la stessa cosa. Nello scrivere bisogna dare modo a chi legge di capire, ad un tratto, lui emette un urlo prolungato che non si capisce l'origine; un semiterrato giù di trenta gradini, si approssima all'inferno per me.
E, torno a ripetere, sempre e solo una mia considerazione, il presupposto decritto della vendetta, non mi piace.
In ogni caso, se ti offendono le mie personali visioni del tuo racconto, scusami, non commenterò più quello che scrivi.
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#11 Alessio Parretti

Alessio Parretti

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Inviato 16 maggio 2010 - 09:02

Figurati Ronin, non mi sono affatto offeso.
Mi sono iscritto in questo sito da pochi giorni, e questa è la mia prima esperienza di scrittura in prosa, quindi ben vengano stroncature e critiche di ogni genere, apprezzo la sincerità.
Qua su Writer's dream, ho letto da qualche parte che si invitava ad esprimere la propria opinione francamente, e cosi' come l'hai fatto tu, l'ho fatto in risposta anch'io.
Non ho detto che tu non sia un buon critico, ma però in questo caso le tue critiche non mi erano state chiare.
Continua pure a commentare e non temere di essere duro, anzi, siilo il più possibile.

Un saluto e grazie per l'attenzione
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#12 Electra81

Electra81

    Supercritico

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  • ProvenienzaLa Meravigliosa Sardegna

Inviato 16 maggio 2010 - 10:51

Ci troviamo a domandarci perchè (perché), nonostante ci si consideri persone dotate di un discreto intelletto,
magari ben istruite, sicuramente informate sui tanti pericoli che l'eccesso di fiducia comporti(no, il soggetto è l’eccesso di fiducia), si finisca lo stesso con il cacciarsi nei guai; e guai grossi.


Mettiamola agli atti cosi' (così); (io metterei due punti) che mi venga quindi concesso il destino, come attenuante alla mia stupidità.


non all'albero della nave, ma bensi' (bensì, però tieni conto che ma e bensì sono entrambi sinonimi, dovresti usarne solo uno) al più comodo letto di quella strega di mare; arpia struggente, incantevole virago.
Cominciò dalla gamba sinistra, e strinse con lentezza e cura un solido nodo attorno alla caviglia; (la caviglia sinistra; per ottenere la mia fiducia, cosi', a brani, me l'ha sfilata via la fiducia, una banconota alla volta, come una borseggiatrice professionista, non capisco questa frase sinceramente e ancora meno perché a un certo punto cambi tempo passando al presente). Prima la caviglia sinistra; perchè (perché) rimanessi con l'altra gamba e ambedue le mani libere, cosi' (così) avrei potuto liberarmi in qualsiasi momento, se soltanto avessi deciso. Ero ancora padrone di me; illuso di esserlo.
La gamba sinistra; e la sua mano che mi afferra (perché usi di nuovo il presente?) il pene rigido “ comandi ancora tu, amore “ Questo era il messaggio.
Percorse con la lingua la mia pelle, dalla gamba appena legata, fino al mento; il suo corpo si mosse come una lenta onda; ero ansioso che si liberasse della biancheria; da quei pochi centimetri di stoffa, che ancora separavano il mio sguardo dal suo seno, dal suo pube(punto) lei parve capire; (due punti) sorrise, ma negli occhi lo sguardo le rimase affilato, si tolse il reggiseno, lo morse, fissandomi, e lo posò accanto a sé, poi mi baciò il polso sinistro, e cominciò a legarvi un laccio; con facilità, nonostante le sue lunghe unghie da gatta.


mugolai di dolore, mentre mi cacciava la lingua in bocca: la cinsi con l'unica mano libera; le afferrai il culo; (virgola) tentando di sfilarle il perizoma: (punto) lei mi prese la mano e la sbattè (sbatté) contro la testata del letto: tentai di resistere; ma lei fece forza con tutto il suo peso; inarcai la schiena e gridai: “ Piano, cosi' (così) mi fai male ! “
 Scusami, tesoro – (perché usi due modi diversi per il discorso diretto? Il modo corretto è questo: «»). Prese di nuovo la mia mano tra le sue, e se la portò sulla vagina: la sentivo calda, attraverso la stoffa: si alzò in piedi, e sopra di me, si sfilò le mutande, le gettò sul letto e si sedette su di me, accarezzando il mio pube con il suo: (punto) ero eccitatissimo: pensavo che l'avremmo fatto: (punto) le accarezzavo la schiena, accompagnavo i suoi movimenti e spingevo il bacino più in basso per poterla penetrare: lei si teneva a distanza, poi si distese al mio fianco destro: voleva legarmi il braccio. Glielo concessi: ero fuori di me per l'eccitazione: (punto) la desideravo, le avrei permesso tutto, cosi' (così)cercai la testata del letto e lasciai che mi legasse.


Era successo; (punto) ero fregato; (due punti) in balia di una puttana conosciuta in un sudicio night club; (punto)cosa ne sarebbe stato di me ? Era una sadica ? Mi avrebbe torturato e poi ucciso ? Era uno dei pochi Serial Killer donna ? Davvero ero stato cosi' sfortunato ? Forse faceva parte di un organizzazione criminale ? Avrebbero venduto i miei organi ?
No, niente di tutto questo: era soltanto uno scherzo: si (sì), era chiaro, uno scherzo organizzato da qualche amico (punto) certo, di li' (lì) a poco sarebbero arrivati, insieme a Miriam, e tutti quanti avremmo riso di come ci ero cascato bene: (punto) d’accordo (d’accordo), era stato un po' pesante, magari li avrei rimproverati, avrei fatto un po' l'offeso; ma tutto sommato sarei stato proprio contento che tutto si fosse risolto cosi': agli amici si può perdonare qualche marachella (ma esistono ancora persone che usano il termine marachella, in particolare un uomo legato e parecchio arrabbiato?)...


Pensavo a chi potesse essere stato; (punto) in diversi sapevano che periodicamente frequentavo quel Night; (due punti) si (sì), beh; ho sempre avuto un debole per le belle donne; (punto) loro lo sapevano, qualche volta mi avevano pure accompagnato, era successo, ma quella sera no, quella sera ero solo... poi non avevo avvertito nessuno; in realtà non avevo intenzione di andarci; (virgola) l'avevo deciso all'ultimo minuto, perciò...


Era sabato notte, e le possibilità che qualcuno passasse e sentisse le mie urla, erano davvero minime. Avevo fatto tutto il possibile perchè (perché) non fossimo visti; ci eravamo dati appuntamento nel parcheggio, fuori dal Night: tutti sapevano che alcune ballerine arrotondavano prostituendosi; (punto) i gestori del locale chiudevano un occhio a riguardo, purchè (purché) l'affare si consumasse in privato, contrattazione compresa; (punto) ne avevamo già parlato altre volte, lei sapeva stuzzicarmi; (virgola) sembravo piacerle; (punto) mi guardava in maniera diversa, rispetto agli altri clienti(; l'avevo notato;, metterei: e io) aspettavo soltanto l'occasione buona; (due punti) mia moglie fuori per qualche giorno; (virgola) nessun amico dintorno (intorno), nessuno che potesse lasciarsi sfuggire quella gustosa chiacchera (chiacchiera); (punto) nessun conoscente nel locale: nessun maledetto testimone. e(E)ravamo stati davvero bravi, a non farci notare.


Allora... il mio commento purtroppo non è positivo. Innanzittutto perchè c'è un uso totalmente scorretto della punteggiatura: virgola, punti e virgola, punti e due punti hanno dei significati precisi e il loro uso deve essere fatto consapevolmente, non a caso. Nel tuo brano usi prevalentemente punti a virgola, ma lo fai sostituendoli ai due punti, alle virgole, ai punti. Non esiste che un unico periodo riesca a contare più di un due punti e quasi una decina di punti e virgola. Il lettore si infastidisce e io infatti ho trovato molto difficile andare avanti in certi punti. Ti invito a rivedere totalmente l'uso della peunteggiatura.
Inoltre non accenti le parole come perché, purché, bensì ecc. Non metti le maiuscole in alcune frasi, cosa che mi indica che forse non hai dato una lettura un attimo più approfondita al testo prima di postarlo.
Per quanto riguarda il contenuto: non so, non mi è parso che tu abbia caratterizzato in modo efficace il protagonista. A volte usa parole che certo un uomo eccitato non userebbe (esiste un uomo che dice vagina nel bel mezzo di un erezione? Io sinceramente non credo) e altrettanto quando poi passa alla fase incazzatura. Ciò che voglio dire è che se devi parlare di sesso, ancor di più se tra un uomo che va abitualmente a prostitute e una prostituta psicopatica, non dovresti usare mezze misure. Sono due personaggi abituati al sesso, al corpo. Userebbero probabilmente un linguaggio volgare in certi punti. Dovresti quindi, secondo me, caratterizzarli meglio.
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#13 Alessio Parretti

Alessio Parretti

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Inviato 19 maggio 2010 - 20:07

Sono sinceramente stupito della professionalità e competenza dimostratami dai fruitori di questo sito.
Ringrazio Electra per la " revisione " grammaticale del mio testo. Come ho già detto altrove, sto lavorando per migliorare la punteggiatura.
Però ho un dubbio: ho l'impressione che venga sottolineato più l'aspetto tecnico che non il cuore del racconto. Mi è sembrato che certi aspetti della storia siano sfuggiti a chi ha commentato, come se l'attenzione fosse focalizzata altrove.
Infatti anche quando si è parlato dei contenuti, ci si è soffermati su aspetti tecnici: il linguaggio del protagonista, il numero di scalini ( io personalmente sono stato in seminterrati profondi più di venti scalini, e non era l'inferno ) ;)

Allora accolgo senza dubbio tutti i vostri utilissimi consigli, sperando di avere anche in futuro la stessa attenzione, magari con un poco più di riguardo nei confronti della storia.
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#14 Electra81

Electra81

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Inviato 20 maggio 2010 - 22:07

Scusami ma dirti che la caratterizzazione dei personaggi secondo me è scorretta non è entrare nel contenuto del racconto? La caratterizzazione è ciò che rende un racconto credibile o meno, ciò che non fa storcere il naso a chi legge, ciò che ti da la sensazione che l'autore non ha solo buttato giù la sua idea ma ci ha anche lavorato su per renderla completa.
Questo penso che manchi al racconto: non è credibile, mostra reazioni, parole e gesti che difficilmente si adatterebbero a quei personaggi. Quetso per me è entrare nei dettagli del racconto.
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#15 A.L.Ronin

A.L.Ronin

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  • ProvenienzaProssimo trasferimento, dove? Boh?

Inviato 20 maggio 2010 - 22:58

[quote]Infatti anche quando si è parlato dei contenuti, ci si è soffermati su aspetti tecnici: il linguaggio del protagonista, il numero di scalini ( io personalmente sono stato in seminterrati profondi più di venti scalini, e non era l'inferno ) :P

Allora accolgo senza dubbio tutti i vostri utilissimi consigli, sperando di avere anche in futuro la stessa attenzione, magari con un poco più di riguardo nei confronti della storia.[/quote]
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Scusa se rispondo solo adesso, ma ero assente.
La prima frase pare che mi riguardi da vicino e intendo risponderci.
I contenuti tecnici sono quelli che fanno di una lettura, una piacevole lettura. Un buon finale, se anche ci fosse, non sarà mai un buon finale senza una adeguato trasporto verso di esso. Ciò che ritieni superfluo, non lo è affatto quando si legge. Nei post stai meglio delineando il tuo scritto, bene, modificalo e riproponilo, fai in modo che il lettore ci entri senza dover pensare, (come ho fatto io), pare una presa in giro.
Nei post scrivi anche molto più chiaramente, quindi è nelle tue possibilità fare intendere a chi legge.
Magari, fammi contento, eh? Dai una forma diversa al finale, gli artisti non perdono pubblico perché un pulmino di ritorno da un loro spettacolo ha un incidente e muoiono due bambini. Solitamente, non porta sfiga, portano altro pubblico queste cose, il macabro attira ultimamente. Non so, rafforzalo con una unione parentale, anche lontana, un amore per i bambini considerato il fatto che sono artisti per bambini, no?
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