Inviato 05 giugno 2012 - 09:03
Tra le più note, antiche e affermate case editrici napoletane vi sono quelle di Tullio Pironti e di Mario Guida. Essendo delle case editrici gloriose, ma soprattutto locali, devono la loro sopravvivenza alle loro librerie, particolarmente ricche e soprattutto specializzate in libri rari. Come editori devono innanzi tutto seguire la moda del momento e cioè dare spazio ad autori ben noti, o comunque famosi, che possano garantire un ritorno economico in un paese come il nostro dove la lettura è il privilegio di pochi e la decisione di acquistare un libro dipende da quanto l'autore sia conosciuto dal pubblico. Emergere con un libro interessante e ben fatto è divenuto, particolarmente in Italia, quasi impossibile se non si è già molto ben conosciuti. Ecco perché qualsiasi imbecille che abbia acquistato una certa notorietà per la sua presenza nel cinema o nella TV o, persino, nelle cronache scandalistiche e giudiziarie, si possa permettere di scrivere (o di farsi scrivere) un libro, e trova facilmente un editore. Editare, seriamente, una qualsiasi opera di narrativa, comporta un enorme impegno e notevoli spese. Occorre, innanzi tutto, saper leggere il manoscritto dell'esordiente e aver la necessaria competenza per poter valutare se l'opera sia, o meno, interessante e degna di essere pubblicata; poi è necessario il contatto con l'autore per modificare, rivedere, correggere il tutto per eliminare parti ridondanti o superflue. Occorre ancora il correttore delle bozze, che verifichi il tutto parola per parola.Dopo la stampa si deve provvedere alla costosa distribuzione nelle librerie nazionali e alla relativa pubblicità fatta con ogni mezzo. Insomma è un'attività lunga e costosa che, se le cose non vanno bene, può risolversi in una perdita secca, cosa che, specialmente di questi tempi, ben pochi possono permettersi. Ecco perché è bene non farsi eccessive illusioni. Oggi, chi vuole avere la soddisfazione di avere tra le mani e potere sfogliare la propria opera, senza per questo avere l'illusione di diventare una gloria nazionale e di arricchirsi, può farlo, ma deve fare tutto da sé. Oltre che saper raccontare, dovrà sapere impaginare, correggere, usare i caratteri e la formattazione adatta, illustrare (o farsi illustrare) la copertina e infine riuscire a individuare una delle centinaia "case editrici" che stamperanno il suo libro, magari dotandolo del codice ISBN, senza pretendere che l'autore acquisti per proprio conto un centinaio di copie al costo di qualche migliaio di euro. Dovrà ancora essere l'autore a curare, a proprie spese, la presentazione e la vendita dei suoi libri tra parenti, amici e conoscenti. Certo, il libro potrà essere pubblicizzato e acquistato via Internet, ma è bene non farsi illusioni. Pochi, se non pochissimi, sono disponibili a fornire i propri dati e ad usare la propria carta di credito per acquistare su Internet il libro di uno sconosciuto. Chi riesce a vendere anche solo un centinaio di copie può tranquillamente vantarsi di essere un mostro di bravura!