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#1
Inviato 25 luglio 2012 - 21:26
La vista dell'erba fresca gli regalava ogni volta tanta allegria, efficace contro la svogliatezza che cresceva quando arrivava l'ora di studiare. Per questo Giorgio passava lunghi pomeriggi al parco, seduto sotto una grossa quercia, alternando piacevoli letture a onerosi esercizi. Si stava grattando la testa con una penna: i problemi di geometria li risolveva sempre in un attimo mentre questo era particolarmente complesso, ormai ci stava lavorando da mezz'ora senza risultati. Una voce goffa fu il pretesto per distrarsi:
<<Guardatelo, il mangiapiscio è sempre qui.>>
Giorgo drizzò le orecchie ed emise un leggero mugolìo sgomento: sapeva che sarebbero venuti ancora, venivano sempre, ma ogni volta ne rimaneva di stucco. Come quando da piccolo suo fratello si nascondeva dietro la stessa porta per fargli paura, e lui non poteva fare a meno di spaventarsi e gridare nonostante se l'aspettasse.
<<Mangiapiscio>> cantilenò una seconda voce. Erano in tre, uno di fianco all'altro.
<<Vuoi che ti infili di nuovo la testa nel water? Cos'è, non rispondi?>> disse il primo, quello al centro, il capo del gruppetto; era una domanda che gli faceva tutte le volte. "Non rispondi, Giorgio? Perché non parli?"
<<Non ti risponde, come al solito>>
<<Ma perché?! Non capisco, cazzo!>>
<<Cazzo!>>
<<Il gatto gli ha mangiato la lingua>>
<<O forse se l'è dovuta mangiare perché aveva fame, è un poveraccio>>
<<Di sicuro!>>
<<Sì, ma io pensavo che le battone guadagnassero tanto>>
<<Che c'entrano le battone?>>
<<Sua madre, idiota!>>
<<Ah! Tua madre è una puttana!>>
<<Puttana!>>
<<E tu sei un figlio di puttana!>>
Risate.
<<Lo sai perché non rispondi? Eh! Te lo dico io!>>
<<Te lo dice lui!”>>
<<Perché chi tace acconsentisce, stronzo!>>
<<Stronzo!>>
<<Acconsente, Andrea>>
<<Oh, ma che cazzo vuoi? Ho detto acconsente, idiota. Che sei sordo? Eh?!>>
<<Ho capito male>>
<<Certo che hai capito male>>
<<Hai capito male>>
<<Ho capito male>>
Giorgio era impietrito, li guardava come se qualcuno appartenesse a un altro mondo: o loro, o lui.
<<Però ho saputo una cosa>>
<<Che?>>
<<Cosa?>>
<<Non gioca sempre al gioco del silenzio, il mangiapiscio. Con qualcuno ci parla>>
Uno dei due scagnozzi prese a fissare stordito il capo, sembrava che la più piccola variabile potesse mettere a dura prova i suoi basilari schemi di ragionamento.
<<Con chi?>> domandò l'altro, e se lo chiese anche Giorgio.
<<Alice>>
Il viso di Giorgio si fece fuoco, iniziò a respirare velocemente mentre il cuore si ribellava scalciando.
<<Alice... la bionda?>>
<<La tettona>>
<<Oh!>>
<<Ah!>>
<<E che le ha detto?>>
Andrea strizzò gli occhi, divertito. Poi iniziò a sbattere velocemente le palpebre e disse, mimando una voce femminile che gli venne fin troppo verosimile:
<<Ti va di uscire?>> e scoppiò a ridere, seguito dagli altri due.
Giorgio si avvinghiò al libro di geometria che aveva in mano: "non è vero. Non è vero. Non è vero."
<<Me l'ha raccontato oggi. Ti ha detto che doveva studiare, giusto? E ha studiato, eccome... lo sai con chi?”
<<Con chi?>>
<<Zitto, stai zitto! Deve chiedermelo lui!>>
<<Non te lo chiederà>>
<<Lo farà, invece!>>
<<Lo farà!>>
<<Con chi, eh, mangiapiscio? Con chi è stata? Lo vuoi sapere?!>>
La testa di Giorgio prese a pulsare, gli sembrava che la materia grigia volesse esplodere e frantumare tutto, loro, lui, la quercia, tutto. Strinse le palpebre, le riaprì, le richiuse, le riaprì e si trovò Andrea vicinissimo.
<<Parla, stronzo! Cazzo! Mi devi parlare! Parlare! Lo vuoi sapere con chi è stata la puttanella della tua amica? Lo vuoi sapere?!>>
Erano così vicini che Giorgio trattenne il fiato, il cattivo odore dell'alito dell'altro gli sbatteva in viso aumentando il senso di panico che lo stava assalendo.
<<La tua amichetta... così carina... così dolce. Pensavi che foste diventati amici? Eh? E invece no, ma figuriamici, uno sfigato come te amico di una come lei... Mi è bastato così poco per convincerla a fare il mio gioco>>
"Non è vero. Non è vero. Non è vero."
<<È innamorata di me, lei, è diventata tua amica perché gliel'ho chiesto io. Che carina, eh?>>
"Non è vero. Non è vero. Perché? Non è vero.
Perché."
<<Non rispondi, stronzo!>>
Andrea strappò il libro di geometria dalle mani collose di Giorgio, lo lanciò e si precipitò sul suo collo.
<<Ti ammazzo! Se non parli ti ammazzo! Devi implorare pietà, devi, tu mi devi parlare, subito!>>
<<Andrea, lascialo!>>
<<Capo...>>
<<Zitti voi!>>
Afferrò Giorgio per gli orecchi prima che lui riuscisse a rendersi conto di qualcosa, e prese a sbattergli la testa contro il tronco della quercia. Un dolore penetrante, sorprendente, disarmante, ripetitivo. La sua testa sbatteva, il corpo gridava, voleva gridare, eppure le labbra si appellarono a una qualche forza che possedeva dentro sé. Le serrò, soffocò il grido di dolore, lo inghiottì per poi sotterrarlo da qualche parte, nello stomaco o nel cuore o in qualche zona nascosta dell'anima. Non rispondeva, non doveva rispondere, "non farlo sei più forte, più forte di loro più forte di lui più... puoi più di loro, volontà, forza bruta, volontà, non rispondere cazzo non devi rispondere fa male sangue, questo è sangue, mi esce il sangue, devo aprire gli occhi, sono aperti ma non vedo, sono chiusi, puzzo di sangue, sapore di sangue mi mordo la lingua non rispondere non..."
<<Basta, lo ammazzi!>>
Giorgio riuscì ad aprire gli occhi, qualcuno si stava avvicinando, era uno scagnozzo del capo; andava verso loro, afferrò i polsi del suo aggressore e finalmente il mondo si fermò mentre lui scivolava, disteso, la testa sullo zaino.
Richiuse gli occhi, sfinito dalla violenza.
"Perché."
<<Ma come ti sei permesso, tu, devi lasciarmi! E lasciami!>>
<<No! Col cazzo che ti lascio!>>
<<Ahi!>>
<<Devi capire la lezione!>>
<<Ahi! Stron... Argh!>>
<<Fa male, eh? Fa male?!>>
<<Marco! Aiutami! Ah!>>
<<Gli fai male... Basta coi calci... >>
<<Zitto, cane! E tu... io in galera per colpa tua non ci finisco! Chiaro?! Non. Si. Mena. Così. La. Gente!>>
<<Porca puttana!>>
Silenzio, respiri affannati, gemiti di dolore.
<<E poi si dice acconsente. Capra!>>
#2
Inviato 25 luglio 2012 - 22:31
A questo punto puoi descrivere l'erba e il paesaggio.Giorgio passava lunghi pomeriggi al parco,
Non mi suona bene. lui riconosce subito i bulli che lo aggrediranno Non è un pretesto per distrarsi ma è già una bella botta di ansiaUna voce goffa fu il pretesto per distrarsi:
E' meglio non usare i caporali per il discorso diretto ma le virgolette " " o il trattino -<<Guardatelo, il mangiapiscio è sempre qui.>>
Forse qui manca qualcosa<> cantilenò una seconda voce
Non ho capito questa sequenza: sono loro che si chiamano? o c'è un errore? Qualcosa mi sfugge.<ale>>
<ale>>
<ale>>
<ale>>
Anche qui credo che manchi qualcosa...<> domandò l'altro,
Scusami forse sono pistina, ma vedo una piccola incongruenza: se la domanda è Che LE ha detto vuol dire che è lui che si rivolge a lei, quindi perchè poi il ragazzo quando parla lo fa imitando una voce femminile?<E che le ha detto?>>
Andrea strizzò gli occhi, divertito. Poi iniziò a sbattere velocemente le palpebre e disse, mimando una voce femminile
Manca di nuovo qualcosa<> e scoppiò a ridere
Non male questa storia di bullismo e presa di coscienza. L'amico che cambia bandiera è ben delineato, in bilico fra il desiderio di tirarsi fuori dai guai e una certa consapevolezza morale. Giorgio non è un personaggio piatto, non è solo la vittima, ma ha in sè una forza che nasce dal suo rimanere muto fino alla fine, coerente in questo silenzio.Quasi simbolico, se riesce perfino ad andare oltre il dolore. L'unico personaggio bidimensionale è il bullo, che è così perchè è funzionale alla storia, dove i protagonisti veri sono gli altri due. Si potrebbe dare maggior risalto al conteso e maggior cura ai personaggi, ma nell'insieme lo scopo mi pare raggiunto, devi solo curate la formattazione perchè, a parte l'uso dei caporali che è sconsigliato, mi pare che manchino effettivamente alcuni passaggi.
A rileggerti.
#3
Inviato 26 luglio 2012 - 05:44
Lo fa prendendo in giro Giorgio, come a dire che lui parla come una ragazzina.[color=#282828][font='Droid Sans', helvetica, arial, sans-serif]Scusami forse sono pistina, ma vedo una piccola incongruenza: se la domanda è Che LE ha detto vuol dire che è lui che si rivolge a lei, quindi perchè poi il ragazzo quando parla lo fa imitando una voce femminile?[/font][/color]
Riguardo l'incipit hai ragione, non ha mai convinto neanche me...
Grazie per avermi segnalato queste strane incongruenze!
#4
Inviato 26 luglio 2012 - 15:53
A mio avviso sarebbe meglio spezzettare questo (e anche quelli successivi) discorso raccontando qualche gesto, espressione, ma soprattutto per far capire chi ha detto cosa. Infatti all’inizio ho pensato che fosse stato Giorgio a correggere Andrea.<<Lo sai perché non rispondi? Eh! Te lo dico io!>>
<<Te lo dice lui!”>>
<<Perché chi tace acconsentisce, stronzo!>>
<<Stronzo!>>
<<Acconsente, Andrea>>
<<Oh, ma che cazzo vuoi? Ho detto acconsente, idiota. Che sei sordo? Eh?!>>
<<Ho capito male>>
<<Certo che hai capito male>>
<<Hai capito male>>
<<Ho capito male>>
Poiché Andrea non conosce bene l’italiano potresti anche fargli sbagliare qualche congiuntivo, che dici?Pensavi che foste diventati amici?
per le orecchieAfferrò Giorgio per gli orecchi
La storia mi piace, c’è anche il colpo di scena finale con il bulletto che ha un rimorso di coscienza e decide di ribellarsi al capo, bella la battuta finale che si ricollega al titolo del racconto.
Andrea forse è un po’ troppo precipitoso, non ho mai avuto a che fare con dei bulli, ma penso che prima di menare sul serio inizino con qualche spintone, qualche schiaffo
Giorgio non mi è piaciuto molto, posso comprendere la sua scelta di non parlare, ma non ha fatto proprio nulla per evitare i bulletti. Fossi stato in lui una volta sentita la voce di Andrea mi sarei alzato e cercato di allontanarmi, non dico correre a perdifiato ma almeno cercare un luogo più affollato dove poter trovare qualcuno disposto a difenderlo nel caso la situazione dovesse precipitare…
#5
Inviato 26 luglio 2012 - 18:32
Neanche a me l'incipit ha preso molto, lo eliminereiLa vista dell'erba fresca gli regalava ogni volta tanta allegria, efficace contro la svogliatezza che cresceva quando arrivava l'ora di studiare
Vuoi che ti infili di nuovo la testa nel water?
Cesso, per rimanere nello slung
Mmmm, poco efficace.gli sembrava che la materia grigia volesse esplodere e frantumare tutto, loro, lui, la quercia, tutto
Non riesco a immaginarmi un'esplosione di materia grigia così devastante: al massimo sporcherebbe molto in giro, questo si...
Questo m'ha fatto sorridere!Uno dei due scagnozzi prese a fissare stordito il capo, sembrava che la più piccola variabile potesse mettere a dura prova i suoi basilari schemi di ragionamento.
Il finale non chiarissimo: lo scagnozzo per evitare di finire in galera(e perché non aveva fatto nulla in fondo) massacra di botte l'amico(mettendo quindi i presupposti per finirci davvero).
Cioè, ho capito la morale, ma la sequenza non è molto plausibile, ammesso che io abbia inteso bene.
Per il resto ho trovato il racconto molto piacevole, di facile lettura(e questa è un buona cosa), ero curioso di andare a vedere come sarebbe andato a finire anche se ammetto che le ultime righe mi hanno un poco deluso, per motivi già spiegati.
#6
Inviato 26 luglio 2012 - 21:25
Questo detto... il tuo racconto mi ha colpito.
A rileggerti!
#7
Inviato 26 luglio 2012 - 23:23
Come quando da piccolo suo fratello si nascondeva dietro la stessa porta per fargli paura, e lui non poteva fare a meno di spaventarsi e gridare nonostante se l'aspettasse.
Non mi piace molto come suona.
Afferrò Giorgio per gli orecchi prima che lui riuscisse a rendersi conto di qualcosa, e prese a sbattergli la testa contro il tronco della quercia.
Forse sono un po' troppo pignola, ma come fa ad afferrarlo per le orecchie e sbatterlo contro un albero? Forse andrebbe meglio "per il colletto della maglia/camicia"... Giorgio deve essere davvero leggero
<<Ma come ti sei permesso, tu, devi lasciarmi! E lasciami!>>
<<No! Col cazzo che ti lascio!>>
<<Ahi!>>
<<Devi capire la lezione!>>
<<Ahi! Stron... Argh!>>
<<Fa male, eh? Fa male?!>>
<<Marco! Aiutami! Ah!>>
<<Gli fai male... Basta coi calci... >>
<<Zitto, cane! E tu... io in galera per colpa tua non ci finisco! Chiaro?! Non. Si. Mena. Così. La. Gente!>>
<<Porca puttana!>>
Silenzio, respiri affannati, gemiti di dolore.
<<E poi si dice acconsente. Capra!>>
Qui ci ho messo un po' per capire quello che stava succedendo e chi stava parlando, forse dovresti specificare meglio.
Come ti ho detto già è molto piacevole. Il carattere di Giorgio è "completo". Apparentemente sembra debole, ma poi stupisce la sua fermezza nel voler rimanere zitto, nonostante lo stessero picchiando. Anche se l'ultimo passaggio è un po' confuso, mi è piaciuta la presa di coscienza di uno degli scagnozzi.
Alla prossima!
#8
Inviato 27 luglio 2012 - 07:04
Gli sbatte solo la testa, non tutto il corpo... sarebbe stato impossibile[color=#282828][font='Droid Sans', helvetica, arial, sans-serif]Forse sono un po' troppo pignola, ma come fa ad afferrarlo per le orecchie e sbatterlo contro un albero?[/font][/color]
Grazie a tutti per i commenti. Volevo solo specificare che i dialoghi li ho costruiti in questo modo di proposito. Strutturarli in modo più completo mi sarebbe risultato più semplice, specificando chi dice cosa. Solo, sto cercando di migliorare sotto l'aspetto dialogo/personaggi e quindi volevo testare se sarei stata in grado di far intendere chi dice cosa senza specificarlo. Non è andata benissimo, ma neanche malissimo. Vi ringrazio, mi avete fatto capire con chiarezza cosa e dove ho sbagliato
L'idea della revisione mi piace molto, probabilmente la farò e posterò di nuovo il racconto.
#9
Inviato 21 agosto 2012 - 10:11
#10
Inviato 21 agosto 2012 - 11:36
Non è successo niente.
#12
Inviato 22 agosto 2012 - 15:38
La vista dell'erba fresca gli regalava ogni volta tanta allegria, efficace contro la svogliatezza che cresceva quando arrivava l'ora di studiare
Sono d'accordo con chi mi ha preceduta, come incipit non è d'impatto, io inizierei direttamente con il secondo periodo.
mi piace il tòpos del "delinquentello" un po' scemo che spesso non riesce a seguire le parole del capo, in questo contesto lo trovo d'impatto.<<Sì, ma io pensavo che le battone guadagnassero tanto>>
<<Che c'entrano le battone?>>
<<Sua madre, idiota!>>
Non mi suona benissimo ma ammetto che potrebbe anche essere una mia impressione.il cattivo odore dell'alito dell'altro gli sbatteva in viso
per le orecchie? Forse sarebbe più plausibile se lo prendesse dal collo o dalle spalle però ammetto che non ho esperienze di liti e pestaggi, l'essere umano può essere sorprendente in certi casi.Afferrò Giorgio per gli orecchi prima che lui riuscisse a rendersi conto di qualcosa, e prese a sbattergli la testa contro il tronco della quercia.
Mi sembra una ripetizione, il senso è chiaro: il dolore è tanto forte da indurre il protagonista a gridare ma lui non lo fa, forse lo renderei in un altro modo.il corpo gridava, voleva gridare,
Non mi è sembrato di vedere refusi e il finale non è prevedibile, tuttavia avrei dato più spazio alla "redenzione" del complice, forse è la parte più importante del racconto perchè è un personaggio non totalmente nero nè totalmente bianco (come, invece, il bullo numero 1 e il protagonista).
E' il mio primo commento quindi spero di non aver combinato disastri, il racconto mi è piaciuto, i dialoghi sono fitti e creano un climax ascendente che accende curiosità e mette anche un po' di ansia per le sorti del giovane protagonista (ce la farà? lo faranno fuori?).
Grazie e a rileggerti!
#13
Inviato 23 agosto 2012 - 05:20
L'incipit era veramente orrendo, nella revisione ho provveduto a cambiarlo.
Ti ringrazio.
A presto!
#14
Inviato 05 settembre 2012 - 03:01
E' di una verosimiglianza impressionante. Le scene si incalzano l'una con l'altra. Il racconto stesso è completamente incalzante.
C'è questo "particolare" importante del verbo "acconsentire" che mi ha stuzzicato la fantasia.
Un classico, insomma, ma per niente scontato. A tratti mi ha ricordato alcuni film americani visti in passato, ma alcuni particolari lo fanno un racconto tutto italiano.
Mi piacerebbe leggere qualcosa di più dolce, di tuo. E' già il secondo racconto tuo che mi inquieta un po'.
Non so, una storia d'amore, forse, dato che scrivi bene.
Mi sono sentito come se una mano mi fosse entrata dentro per prenderne i ricordi ed esporli a sua predilezione in quelle che sono le righe delle frasi del tuo racconto.
Non mi pare di avere riscontrato refusi. Per me è perfetto così. Incalzante, ordinato e verosimile.
Ciao!.
#15
Inviato 06 settembre 2012 - 12:53
Qualcosa di dolce? Hmm. Non so se mi riesce. Le volte che ci ho provato, tempo tre giorni e ho rivoluzionato il racconto secondo quello che è più il mio stile.
E le storie d'amore non mi disturbano così tanto da sentire il desiderio di scriverne.
Ci proverò, tuttavia. Voglio imparare a poter scrivere di tutto.
A presto.
Sara
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