Commento: Un nastro scarlatto
Sei mai si incontreranno, Oreste ed Edipo,
l’uno che uccise la madre per amore del padre,
l’altro che finì il padre in duello e la madre sposò.
Che potran dirsi?
Si siederanno insieme all’osteria del trivio,
l’uno con la mano sul capo della figlia,
l’altro con stretto il manico di un coltello.
Edipo il consapevole, sia pure in ritardo,
Oreste il violento, che si diranno
all’incrociarsi casuale delle strade
loro, lenta e cieca quella di Edipo,
veloce quella di Oreste, come di un gatto
in fuga dalla sua stessa coda?
Che lamentele si scambieranno,
si insulteranno o si offriranno comprensione?
Berranno del vino forse, Oreste ed Edipo
del colore del sangue, com’è naturale
che sia, E se parleranno parleranno d’amore.
Perche loro lo sanno, cos’è.
Che si diranno mai, Oreste ed Edipo?
Iniziato da Nanni, lug 24 2012 04:24
6 risposte a questa discussione
#1
Inviato 24 luglio 2012 - 04:24
#2
Inviato 24 luglio 2012 - 07:58
Immagine stupefacente.
Sono mesi (anni?) che per la stesura del mio romanzo sto studiando mitologia classica, eppure l'accostamento di Oreste ed Edipo non mi aveva mai toccato. Forse per la grande differenza tra le due tragedie, entrambe mosse dal destino, di cui però Oreste è la mano consapevole mentre Edipo vittima inconsapevole (fino ad un certo punto, come giustamente scrivi).
Affascinante.
Trovo molto azzeccati anche i richiami alle due vicende, come alla strada "lenta e cieca" di Edipo, per esempio.
Tecnicamente sono versi molto scorrevoli e senza troppi fronzoli, hanno un ritmo sciolto che mi piace. Io tendo a preferire immagini più articolate e meno "parlate", ma sono gusti personali e scelte stilistiche, che nulla tolgono al valore del tuo lavoro.
Una delle migliori poesie che abbia letto nel mio primo mese su WD. I miei complimenti!
A rileggerti.
Sono mesi (anni?) che per la stesura del mio romanzo sto studiando mitologia classica, eppure l'accostamento di Oreste ed Edipo non mi aveva mai toccato. Forse per la grande differenza tra le due tragedie, entrambe mosse dal destino, di cui però Oreste è la mano consapevole mentre Edipo vittima inconsapevole (fino ad un certo punto, come giustamente scrivi).
Affascinante.
Trovo molto azzeccati anche i richiami alle due vicende, come alla strada "lenta e cieca" di Edipo, per esempio.
Tecnicamente sono versi molto scorrevoli e senza troppi fronzoli, hanno un ritmo sciolto che mi piace. Io tendo a preferire immagini più articolate e meno "parlate", ma sono gusti personali e scelte stilistiche, che nulla tolgono al valore del tuo lavoro.
Una delle migliori poesie che abbia letto nel mio primo mese su WD. I miei complimenti!
A rileggerti.
#3
Inviato 24 luglio 2012 - 08:51
È una narrazione in forma di poesia, tanto che sono stato in dubbio se postarla in frammenti. Poi ho preferito darle questa forma perché mi permetteva di essere più sintetico. Sono contento che ti sia piaciuta.
Sì, è un accostamento piuttosto insolito. Non ne ho trovato traccia nella mitologia classica, ma non vuol dire che non ci sia.
Ti ringrazio Midnight.
Sì, è un accostamento piuttosto insolito. Non ne ho trovato traccia nella mitologia classica, ma non vuol dire che non ci sia.
Ti ringrazio Midnight.
#4
Inviato 25 luglio 2012 - 08:26
Lo stile piano e tendente alla prosa è il tuo solito, vedo però che non usi più la maiuscola a inizio di ogni verso (una scelta che condivido). Devo dire che l'originalità del tema mi ha toccato molto.
Le tue poesie hanno la particolarità di avere sempre un'immagine insolita e originale da cui partire per poi suggerire altri temi. Lo stesso ad esempio si può dire della poesia del corvo (era un corvo, giusto?) che insegna la propria canzone al poeta.
Qui c'è l'immagine senza tempo di un eventuale incontro tra due personaggi molto diversi tra loro, cosa si direbbero? L'incapacità di dare le parole, di immaginare il discorso, lascia il tutto sospeso tra varie ipotesi.
Per quanto mi riguarda, comunque, credo che i personaggi tragici siano sempre molto simili tra loro, non per una semplificazione dei caratteri, ma per il semplice fatto di aver condiviso un destino del genere.
Le tue poesie hanno la particolarità di avere sempre un'immagine insolita e originale da cui partire per poi suggerire altri temi. Lo stesso ad esempio si può dire della poesia del corvo (era un corvo, giusto?) che insegna la propria canzone al poeta.
Qui c'è l'immagine senza tempo di un eventuale incontro tra due personaggi molto diversi tra loro, cosa si direbbero? L'incapacità di dare le parole, di immaginare il discorso, lascia il tutto sospeso tra varie ipotesi.
Per quanto mi riguarda, comunque, credo che i personaggi tragici siano sempre molto simili tra loro, non per una semplificazione dei caratteri, ma per il semplice fatto di aver condiviso un destino del genere.
#5
Inviato 25 luglio 2012 - 14:02
No, si trattava di un merlo. Il corvo tutt'al più gracchia ed è molto lugubre.
Ho deeciso di utilizzare una punteggiatura ordinaria per sottolineare l'elemento narrativo. Visto che viene apprezzata cercherò di introdurla come standard.
In un certo senso è vero che i personaggi delle tragedie finiscono per assomigliarsi - credo che, più che altro, sia colpa dell'approccio che abbiamo con loro - però, in questo caso, mi premeva sottolineare le differenzr, che per i contemporanei dovevano essere molto chiare. Due vicende che sono in qualche modo speculari. Edipo agisce senza sapere, ma più tardi acquista consapevolezza della propria colpa e si autopunisce, Oreste agisce in perfetta coscienza e rifiuta di accettare la propria colpa fuggendo alla punizione e arrivando a chiedere un processo formale che lo giudichi.
Ti ringrazio per la lettura, Sara, che ci tengo molto alla tua opinione.
Ho deeciso di utilizzare una punteggiatura ordinaria per sottolineare l'elemento narrativo. Visto che viene apprezzata cercherò di introdurla come standard.
In un certo senso è vero che i personaggi delle tragedie finiscono per assomigliarsi - credo che, più che altro, sia colpa dell'approccio che abbiamo con loro - però, in questo caso, mi premeva sottolineare le differenzr, che per i contemporanei dovevano essere molto chiare. Due vicende che sono in qualche modo speculari. Edipo agisce senza sapere, ma più tardi acquista consapevolezza della propria colpa e si autopunisce, Oreste agisce in perfetta coscienza e rifiuta di accettare la propria colpa fuggendo alla punizione e arrivando a chiedere un processo formale che lo giudichi.
Ti ringrazio per la lettura, Sara, che ci tengo molto alla tua opinione.
#6
Inviato 25 luglio 2012 - 17:43
Si, parleranno d'amore, perché loro sanno cos'è. Grazie Nanni.
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