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la notte di san domenico


13 risposte a questa discussione

#1 Lord Paranoia

Lord Paranoia

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Inviato 20 luglio 2012 - 09:59

Commento: http://www.writersdr...sensi-di-colpa/


Si ferma il tempo quando si aprono le porte del paradiso e dell’inferno.
Inizia alle ore ventuno la notte, quando i bambini vengono messi a letto. Termina alle ore sette, quando vengono risvegliati.
I fiori nella strada diventano rosa corallo e i marciapiedi si spaccano in pezzi. Si frammentano per accogliere la luce che brucerà gli stolti che vivono nel disordine.
La notte di San Domenico è il castigo dato agli esseri umani per un’esistenza così continuamente identica. Per l’eterno ritornare ai loro errori. Come la donna che assassina il figlio e prega un uomo di metterla incinta. Perché quella notte è magica e allora vuole che sia la benedizione degli angeli a proteggerla.
L’uomo è un vecchio orologiaio che ferma il tempo con le dita schioccandole. Senza denti, senza aver mai amato una donna. Una figlia, un amore. Ha amato prostitute e si è rifugiato nell’errore.
Ha un segreto terribile nel suo cuore e non può condividerlo con la donna. 
La fiducia crolla così come i marciapiedi del paese di San Domenico.
Ovunque non rimane niente se non il dolore. Il vuoto silenzioso di un soffocare parole. Richiedere eternità e desideri piuttosto che innamorarsi della realtà.
La notte di San Domenico le donne del paese preparano il pane con il veleno e lo offrono agli uomini. Nella speranza che uno di loro accetti di mangiarlo e muoia su quei pavimenti. Nient’altro si cucina quella notte e le donne sono impegnate ad avvelenare il pane, e tutti lo sanno. Nessuno può dir loro niente perché lo fanno per tradizione.
Prendono lo strutto, la farina, il sale e il veleno. Impastano raccontandosi ciò che accadrà l’indomani.
Una di loro ammazza una vacca e le toglie le budella. Dentro il corpo della vacca vengono messe le cose che le donne non sopportano. Una di loro mette dentro un mestolo come gesto simbolico: odia la cucina. Un’altra mette dentro i farmaci del marito che lo tengono in vita. 
Vengono messe dentro preghiere. Abiti. Capelli. Gioielli.
Una di loro poi chiuderà l’animale, lo ricucirà e gli darà fuoco in piazza per riscaldare la città.
E’ un camminare magico quello della notte che chiede alle ombre conforto, un conforto materno. Chiede alle ombre amore, e le ombre seguono queste creature erranti nel silenzio. Sussurrano: ovunque, e per sempre, rimarrò con te.
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#2 enoch

enoch

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Inviato 20 luglio 2012 - 10:22

Sembriamo due matti, io e te, sempre a scavare e raccontare le miserie dell'uomo. Mi sembra torni il tema del capro espiatorio: un anno trascorso ad accumulare sotterfugi, maschere e insoddisfazioni e per poi cercare in una sola notte, benedetta e maledetta allo stesso tempo, di liberarsi del fardello, sfogare rabbie e frustrazioni in un tentativo estemporaneo di catarsi tragica. Temporaneo perchè si capisce che si tornerà, per un altro anno, a non essere diversi da prima, a

Richiedere eternità e desideri piuttosto che innamorarsi della realtà.

E lo si sente dentro che in questo girovagare in cerchio c'è qualcosa di malsano, di totalmente lontano dall'innocenza dei bambini che, infatti, vengono messi a letto, quasi a non dover assistere a ciò che li aspetta da grandi. Se entreranno in quel cerchio.
Interessante poi che sia un rito femminile, mi ricorda le baccanti.
  • 0

#3 Claudia

Claudia

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  • ProvenienzaToscana

Inviato 20 luglio 2012 - 10:29

Mi piace. Hai utilizzato un tema molto particolare, e, dal mio punto di vista, anche delicato. Hai evocato molto bene il momento la situazione.

Si ferma il tempo quando si aprono le porte del paradiso e dell’inferno.
Inizia alle ore ventuno la notte, quando i bambini vengono messi a letto. Termina alle ore sette, quando vengono risvegliati.


La prima frase mi ha colpito. La seconda mi ha sdubbiata. Il mio pensiero è stato: si parla quindi di una notte? perchè i bambini? dov'è il collegamento?
Credo che un appunto in più tra le due frasi sarebbe perfetto.

L’uomo è un vecchio orologiaio che ferma il tempo con le dita schioccandole. Senza denti, senza aver mai amato una donna. Una figlia, un amore. Ha amato prostitute e si è rifugiato nell’errore

Su questa parte posso notare due cose:
troppo breve la descrizione di questa "scena" hai accennato la situazione donna-orologiaio ma l'hai fatta morire troppo in fretta.
C'è qualcosa poi che nel senso della frase non mi torna. Semplice gusto personale ma "ferma il tempo con le dita schioccandole." io lo capovolgerei in "ferma il tempo schioccando le dita"

è stato un piacere leggerti. a presto.
  • 0

#4 Lord Paranoia

Lord Paranoia

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Inviato 20 luglio 2012 - 10:36

Enoch: la miseria ha delle forme magnifiche, e vorrei uno sguardo lenticolare per esaminarla. Le donne perché sanno essere vendicative, gli uomini sono vittime di desideri. C'è una specie di girotondo, grazie per la perspicacia. E si, un po' matti lo siamo eccome.

Claudia: grazie per i consigli, ho sempre bisogno di un auto-editarmi rigorosamente, per cui è veramente prezioso notare il dubbio percepito a seguito di alcune frasi.
Gentilissima, per cui ti ringrazio.
  • 0

#5 Aleksej

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Inviato 20 luglio 2012 - 10:47

E' il primo brano che leggo qui, che divida il mio cuore in due parti, di cui una mi rimane difficile l'interpretazione. Ma quanto odio vedo, principalmente nei confronti degli uominì. Darei fuoco io, in un bel racconto, a quelle streghe che vorrebbero veder morire i loro mariti malati nel più bieco e truce modo possibile. Trovo il frammento piuttosto di parte, se non si fosse capito. Vedo un sogno di vendetta, e lo trovo immotivato per le sue proporzioni. Bene, è scritto bene, ma non mi è piaciuto per niente. Scorgo in esso un sogno piuttosto comune e, forse, infantile. Una orribile staticità deriva da succitato sogno, e sogguardo in esso un accenno di poesia miseramente trucidata per dare adito all'ipotetico fascino di un fuoco che brucia la qui imputata impotenza degli uomini, di cui, tra l'altro, si fa tutto un fascio. L'inizio, mi è molto piaciuto, ma la parte successiva mi ha completamente fatto cambiare opinione. Può anche darsi che io rilegga, un giorno, questo brano, apprezzandolo mediante una visione differente, ma per ora io sento tutto ciò.
  • 0

#6 Lord Paranoia

Lord Paranoia

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Inviato 20 luglio 2012 - 10:57

beh è una situazione irrazionale, volutamente, e rappresenta un castigo "surreale".
Posso dirti che vivere un castigo cercando di incolpare necessariamente qualcuno,
rappresentare l'odio con generalizzazioni, beh son d'accordo con te,
crea solo luoghi comuni, e genera altro odio. E' questo il punto.
Forse ti è sfuggito il fatto che però è un castigo eterno.
La vittima sarà pure chi è punita, ma anche chi cerca di punire, perché è condannato in un pensiero ossessivo.
Senza apparente via di fuga.
  • 0

#7 Aleksej

Aleksej

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Inviato 20 luglio 2012 - 11:04

Si, penso mi sia sfuggito ;) e poi credevo fosse stato scritto da una donna (il che cambia un po' le cose), finché non ho visto che sei un uomo. Mi dava noia essermi imbattuto per l'ennesima volta nel sogno ridicolo di una ragazza che disprezzasse gli uomini. Probabilmente ciò mi ha condizionato. Comunque, ovviamente, poco mi importa della condanna del carnefice, dopo che abbia martoriato qualcuno. Ma con la tua spiegazione mi appare più profondo. Ciao.
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#8 Unius

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Inviato 22 luglio 2012 - 17:29

Si,è veramente una situazione "surreale".
Non è da invidiare chi abita o chi ha la sventura di capitare in quel paese.

L’uomo è un vecchio orologiaio che ferma il tempo con le dita schioccandole. Senza denti, senza aver mai amato una donna. Una figlia, un amore. Ha amato prostitute e si è rifugiato nell’errore.
Ha un segreto terribile nel suo cuore e non può condividerlo con la donna.

Questa non la capisco bene. Nel senso che sono daccordo con il fatto che molti uomini sono così, assolutamente e solo così, indegni simulacri umani usa e getta, ma per molti uomini senza dignità e senza anima ve ne sono alcuni, per quanto rari, che hanno dentro loro stessi la dignità, l'anima e la consapevolezza di tutti gli altri.
Io avrei anche sottolineato questo fatto almeno come contrapposizione o fiducia nel futuro dell'umanità.
In questo pezzo c'è un sentore di antiche tradizioni, apparentemente, inizialmente rassicuranti, ma poi volgono in qualcosa di orrorifico, da anticamera dell'inferno.
Intendiamoci, è un buon modo per illustrare determinati argomenti, ma qui la condanna dell'umanità è unica e inappellabile, come se tutti, uomini e donne fossero colpevoli di un'unica colpa.
In questo universo troppo univoco io avrei inserito l'eccezione, che non conferma per me la regola, ma che evidenzia le sfaccettature dell'uomo e di chi, attuando certi comportamenti, non è degno di essere un uomo e per questo deve subire una condanna inappellabile, da un Giudice incorruttibile.
La mia è apparentemente una visione manichea, ma credo che lasci più possibilità di speranza, la tua visione no.
Comunque ho apprezzato il tuo frammento, perchè apre numerosi interrogativi, prospetta ulteriori vie da seguire anche nell'ambito che gli hai assegnato.
Cosa succederebbe se una di quelle donne che fanno il pane rifiutasse di avvelenarlo o di inserire dentro il corpo della vacca una qualsiasi cosa, perchè lei ama la vita, con le sue gioie e i suoi dolori, nella buona e nella cattiva sorte? Sarebbe una variante interessante.
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#9 Lord Paranoia

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Inviato 02 agosto 2012 - 17:53

Ciao Unius. La speranza credo sia una creatura degli esseri umani così come l'orrore dentro cui vivono. L'orrore deve trasformarsi in questo caso in altro, espiare i peccati ad esempio, anche dando la vita.
Hai colto una delle mie intenzioni e spero di riuscire nell'intento.
Ti ringrazio per il commento.

Essendo un frammento qui traspare una figura castigata del paese, posso assicurare che scrivendo c'e' di peggio e anche qualcosa di diverso. Non so, vedremo se ne viene fuori qualcosa :)
  • 0

#10 Frà

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Inviato 02 agosto 2012 - 19:46

Un testo del genere si può soltanto apprezzare, oppure odiare. Ok, appartengo alla prima schiera, proprio per quei dettagli che hanno saputo colpirmi e rimanere dentro, nonostante la tristezza di fondo che ho notato nel narratore. Non ti segnalo nulla a livello stilistico, perché hanno già fatto, di solito mi convince questa tua prosa, in parte ermetica, che si spiega col senno del poi, e in parte colorata dalle riflessioni che vengono giù, come una cascata, presentando dettagli inusuali ma che nell'insieme acquisiscono senso. Farei però un po' più attenzione alle ridondanze, ci sono parole ripetute qua e là (sicuramente donne, in troppe parti) che un po' affaticano, anziché dare ritmo alla lettura e l'assonanza. Sui personaggi, so solo dire che la carrellata di persone indistinte è chiara nella mente, sembra vederli agire, riflettere, soprattutto avere delle intenzioni. Un po' meno chiara forse l'ambientazione, che rimane evasiva, poco percepita. Ma è una questione soggettiva.
A rileggerti!
  • 0

#11 Lord Paranoia

Lord Paranoia

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Inviato 08 agosto 2012 - 11:16

Grazie Fra, e' un mio limite guardare e fare osservare gli ambienti esterni. Grazie per avermelo fatto notare anche in questo frammento, ci sto lavorando su! Per il resto ti ringrazio per il commento. :)
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#12 bluethinking

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Inviato 18 agosto 2012 - 21:18

Questo è il primo commento che lascio. Pensavo non sarebbe stato difficile commentare racconti scritti da altri e mi accorgo invece di essere in difficoltà. Mi scuso in anticipo per eventuali ovvietà e spero di non cadere nell'illecito (giuro, ho letto il regolamento più e più volte...).
Dunque. Premesso che una forma eccellente mi conquista sempre immediatamente, quando questa compare in combo con ragionevole sostanza mi emoziono sempre un po'. I miei pollici in alto li avevi già alla frase:
"La notte di San Domenico è il castigo dato agli esseri umani per un’esistenza così continuamente identica."
E non ho avuto motivo di abbassarli in seguito. Non ho tecnicismi mancati da segnalarti, né errori di sorta. Ho particolarmente apprezzato Il fatto che ogni singola parola sembri scelta con cura e attenzione e, pur essendo un frammento, ho trovato questo testo compiutamente risolto e autosufficiente. L'impatto visivo funziona, sembra quasi di veder muoversi i personaggi in un cortometraggio.
Poi, di "miserie" si parla, e non è semplice evitare di colpire il lettore con badilate di banalità fatte di sangue e sofferenza di seconda mano. Qui mi sembra che più che scavare nelle miserie dell'uomo, le miserie vengano dissotterrate direttamente dalle interiora della Terra, in modo fine e pulito.
Mi è piaciuto, complimenti.
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#13 Il segreto degli occhi

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Inviato 24 agosto 2012 - 15:31

Ciao! Mi ha colpito molto questo frammento. La scena è descritta con molta precisione e fa immaginare perfettamente la situazione di cui tratti. Non ho nessun appunto da fare sulla sintassi. Sono decisamente inesperta data la mia inesperienza, ma a mio parere tutti i termini che hai utilizzato sono appropriati e usati al momento giusto, rendono il tutto molto chiaro e scorrevole. E' tutto davvero d'impatto e suggestivo! Dà da pensare. Complimenti, davvero! ^_^
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#14 fiorediciliegio

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Inviato 28 agosto 2012 - 16:54

C'è qualcosa in tutto questo che mi ricorda il libro "accabadora". Sarà il tono misterioso,l'ambientazione scura,anche la "trama" mi ricorda un pò quel libro. E' come osservare una fetta di oscura realtà alla quale il mondo circostante si è abituato, addirittura a tal punto da chiamarla tradizione. Se c'è una cosa che trapela da questo brano è l'odio per gli uomini,la rassegnazione cupa delle donne che vivono corrose da questo sentimento e la loro stupida illusione di sentirsi padrone della loro vita e della vita dei loro uomini con questi riti,che alla fine durano solo il tempo di una notte.
Mi è piaciuto,ma da qualche parte ho anche un rifiuto per questo brano,come se volessi tenermene alla larga.
A rileggerti,magari con qualcosa di più allegro!:)
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