Vai al contenuto

Accomodati pure!

Writer's Dream è la più grande community italiana dedicata alla scrittura e all'editoria.
Entra a farne parte anche tu: accedi o iscriviti per accedere a tutte le possibilità che WD ti offre.

Close
Foto

Soggetti smarriti


14 risposte a questa discussione

#1 Alec Eiffel

Alec Eiffel

    Pennuto

  • Utenti
  • 265 messaggi
28
  • ProvenienzaToscana

Inviato 19 luglio 2012 - 20:15

http://www.writersdr...636#entry195636
[font="Times New Roman","serif"][color="#000000"]La sala della clinica è ampia e lucente, e contiene le persone che hanno smarrito qualcosa.
Così è possibile vedere anziane signore che si disperano per antichi foulard andati persi chissà dove, o uomini rimembrare di un talento una volta in loro possesso e che ora sembra essere svanito. Tutto si può perdere a questo mondo, c’è questa scritta ricamata a stoffa in una piccola teca incorniciata alla parete.
<<E’ altresì fondamentale sapere cosa si è perso>> mi sussurra l’avvenente assistente appena si accorge che sto fissando la scritta. <<Altrimenti non possiamo aiutare il paziente a ritrovarlo. >>
Comincio a chiedermi se ho fatto bene a recarmi qui. E’ stata la pubblicità letta nel giornale, quel trafiletto recitante Smarrito qualcosa? La casa di cura John Polidori vi aiuterà a ritrovarlo,e nel caso ove ciò non fosse possibile, a interiorizzare il lutto della perdita a convincermi. Ma adesso che mi trovo nella sala d’aspetto, circondato da persone dall’aspetto scialbo che farneticano frenetiche vorrei solamente andarmene. Probabilmente solo l’evidente scollatura nella bianca vestaglia indossata con grazia dall’assistente mi trattiene qui. Vengo fatto accomodare in una poltroncina giacente la finestra, da dove posso osservare il piccolo giardino irradiato dal sole pomeridiano. Alla mia destra c’è un ragazzo. Mi vede e sorride. E’ evidente nel suo sguardo la voglia di parlare.
<<Ciao, sei nuovo? Io sono Marcus, son già tre mesi che sto qui>> dice tendendomi la mano.
<<Piacere, Alec. Si, sono abbastanza nuovo. E’ la prima volta che entro in questa clinica.>>
<<Hai fatto la scelta giusta allora. Vedi, io avevo il dono della pittura, ed ero molto quotato e tutto fin che l’ho perso. Il tocco intendo. In un qualunque lugubre pomeriggio autunnale. Da allora non sono stato più in grado di dipingere niente. Per questo sono venuto qui. >>
<<Non credevo si potesse smarrire il talento…>>
<<Oh, eccome. Si può perdere il talento come fosse un qualsiasi ombrello dimenticato sullo scomparto di un treno. Solo che nel caso del talento, lo perdi dentro di te, e quindi puoi provare a recuperarlo. Le sedute mi hanno fatto un sacco di bene, ho ricominciato ad abbozzare paesaggi. >>
<<Allora stai per levare l’ancora e salpartene via. >>
<<Come? >>
<<Intendevo, se sei sulla via della guarigione presto potrai lasciare la clinica. >>
<<No…no, è troppo presto>> dice, e s’irrigidisce. <<Ho ancora bisogno delle loro pillole. >>
Sembra terrorizzato all’idea di dover lasciare la clinica e tornare ad affrontare il mondo.
<<Tu che hai perso? >> mi chiede infine, per sviare l’argomento.
<<Io? Una persona. >>
<<Vuoi ritrovarla? >>
<<No, so bene che non tornerà. E’ sparita come inghiottita dal ritorno di un onda. Solo che mica riesco a smettere di pensarla. E’ controproducente capisci? >>
Sorride. Si sgranchisce le braccia.
<<Le persone non sono come gli oggetti. C’è un equipe bravissima nel rintracciare gli oggetti smarriti, il settore 17 C, ma riguardo i soggetti smarriti la questione si fa più complessa. Non che sia impossibile, sono presenti agganci con le migliori agenzie investigative del paese. Il punto è che un oggetto ritrovato è di nuovo tuo, ma con gli esseri umani è più complesso. Se c’è stata una frattura spesso non basta ritrovarsi. >>
<<Lo so bene >> rispondo a denti stretti.
<<Credo potrebbe interessarti la cura Eraserhead. Possono cancellarti tale persona dalla memoria, così da non avvertirne più la mancanza. >>
<<Riescono a fare anche questo? >>
<<Amico non hai idea di cosa riescono a fare qua dentro. >>
Invece una me la sto formulando interiormente. Lavaggio del cervello, messaggi subliminali, manipolazione celebrale. Strane pillole da ingurgitare. Cancellazione della propria identità.
[/color][/font]

[font="Times New Roman","serif"][color="#000000"]<<Non ti sembra eccessivo? >> chiedo a Marcus.
<<Eccessivo? >>
<<Tu, ad esempio. Sei solo tu che puoi determinare se sei in grado di dipingere nuovamente. Non hai bisogno di pillole o quant’altro. E tutte le persone attorno, che hanno smarrito cani, portafogli, figli, nipoti, orologi ereditati e quant’altro. Questo posto non è nient’altro che una truffa, perché alimenta l’utopia di ritrovare cose oramai perdute. Sono solo illusioni, la verità e che dovevano fare attenzione prima, quando le cose l’avevano lì con loro. Non dovevano perderle, ecco tutto. E io fino a dieci minuti fa ero come loro, ma adesso ho capito. Lei se n’è andata perché non ho fatto abbastanza per trattenerla, e si, continuerò a pensarla e soffrirci, ma accetterò il fallimento con dignità, non mi lascerò certo corrompere da questi pazzi. >>
Termino la sfuriata improvvisa. Marcus mi lancia uno sguardo indifferente e se ne va. Forse ho esagerato, mi sento confuso. Mi si fa vicino una signora di mezza età avvolta in un maglione verde.
<<Giovane non c’è niente di male nell’alimentare una speranza. A molte persone è rimasta solo quella. E poi spesso i dottori le cose le ritrovano davvero. A me han aiutato a ritrovare un antico ricettario. >>
Noto le bende in fronte. Come se l’avessero aperta proprio lì, e poi ricucita. Forse la cura Eraserhead.
<<Un ricettario bellissimo. Apparteneva alla mia famiglia da decenni. Se vuole le faccio una torta. >>
<<No, ma grazie lo stesso. >>
La signora osserva infine il giardino. <<Un ricettario bellissimo. Che bel giardino, mi ricorda la mia vecchia casa. E mio marito Paul. Non abbiamo mai avuto figli. >>
Mi stringe forte la mano, mi fissa negli occhi e mi ripete <<Non abbiamo mai avuto figli. >>
Mi lascia la mano e comincia a piangere. Dapprima piano, in maniera silenziosa. Poi aumenta la quantità delle lacrime, fin che non si mette a urlare con la voce contratta dai singhiozzi: <<Danny, piccolo mio, perché ci hai lasciato, perché…>> Accorrono due assistenti, lei cerca di scacciarli con pugni sterili, fin che uno dei due non riesce ad iniettargli qualcosa nel braccio. La donna si calma istantaneamente. <<Si, un ricettario bellissimo>> ripete inebetita.
<<Succede sempre così dopo il primo intervento>> dice l’ inserviente estraendo la siringa dal braccio della donna. L’altro si accorge che ho assistito alla scena, e si avvicina.
<<Lei aveva appuntamento per le sedici? > mi chiede.
<<Si, mi pare di si>> borbotto come risposta.
<<Allora si prepari, il dottor Brody sarà presto da lei>> dice, e poi si allontanano con la signora sottobraccio.
Mi avvicino alla finestra, è chiusa e non ci sono maniglie per aprirla. Noto un grosso portaombrelli nero. Sembra essere ben pesante. Mi ci avvicino, lo soppeso con lo sguardo e infine l’afferro. Lo scaglio contro la finestra, che va in frantumi. Schegge di vetro come soggetti smarriti. Oltrepasso la finestra rotta, con un piccolo balzo plano nel giardino e comincio a correre a perdifiato. [/color][/font]



  • 1

#2 Frà

Frà

    Moderatore Gioconda

  • Moderatore
  • 8805 messaggi
698
  • ProvenienzaCagliari

Inviato 19 luglio 2012 - 22:15

Il racconto mi lascia un po' perplesso, più che altro perché afferro sottile la morale, ma è un testo piuttosto allegorico, e non sempre mi lascio trascinare dalla loro narrazione.
Hai avuto dei problemi di formattazione del testo. Ti prego di prestare attenzione al rispetto del font predefinito, per non infrangere il regolamento.
Ti lascio qualche appunto:

La sala della clinica è ampia e lucente, e contiene le persone che hanno smarrito qualcosa.

Come incipit, mi convince poco. Rimanda al titolo, la seconda frase non mi piace

o uomini rimembrare di un talento una volta in loro possesso e che ora sembra essere svanito.

Riformulerei con qualcosa di più diretto e meno complicato, ci si perde nel concetto.

ricamata a stoffa

a stoffa?

in una piccola teca incorniciata alla parete.

quel trafiletto recitante

recitante lo trovo cacofonico, e non in sintonia col tenore del testo

Smarrito qualcosa? La casa di cura John Polidori vi aiuterà a ritrovarlo,e nel caso ove ciò non fosse possibile, a interiorizzare il lutto della perdita

oltre al corsivo metterei le virgolette, si tratta di una citazione

Vengo fatto accomodare in una poltroncina giacente la finestra,

più che giacente, adiacente o vicino alla finestra

dice tendendomi la mano.

virgola tra dice e tendendomi

Si, sono abbastanza nuovo.

perché usare abbastanza?

Vedi, io avevo il dono della pittura, ed ero molto quotato e tutto fin che l’ho perso.

esprimerei la frase diversamente, qualcosa non torna a primo acchito.

Solo che nel caso del talento,

virgola tra che e nel

<<Tu che hai perso? >> mi chiede infine, per sviare l’argomento.

leverei infine

E’ sparita come inghiottita dal ritorno di un onda.

dal ritorno di un'onda non mi piace

la verità e che

refuso, è

e si,


con pugni sterili,

sterili lo trovo inappropriato

e poi si allontanano con la signora sottobraccio.

metterei in rilievo il soggetto. Non per altro: erano in due, uno parla non si sa bene a chi, e l'altro si avvicina al protagonista. Ora, se ha finito di parlare il secondo, ma se ne vanno insieme, lo farei rilevare. Da una prima lettura, altrimenti, sembrerebbe un errore.

Sembra essere ben pesante.

ben è superfluo

con un piccolo balzo plano nel giardino

non mi convince l'uso del verbo planare

Il racconto un po' mi lascia interdetto, ma deriva anche dal fatto che comunque non è un genere che apprezzo particolarmente. La narrazione è troppo lenta, la prosa troppo carica, specie di aggettivi che coloriscono la scena e i personaggi, ma che appesantiscono notevolmente lo scorrere del testo. A rileggerti!
  • 0

#3 Aleksej

Aleksej

    Scribacchino

  • Banned
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 531 messaggi
-10

Inviato 19 luglio 2012 - 22:26

"la verità e che dovevano fare attenzione prima": refuso, manca l'accento sulla "e".
Il racconto: tu sai già che mi piace, sicuro. La trovata è geniale e originale. Estremamente, però, verosimile. Conosco, ahimè, la sgradevole emozione di essere rinchiuso e di non poter più uscire (ora sono fuori, per la cronaca) ma io non ho mai avuto portaombrelli neri vicino a porte incatenate e allucchettate e anche quando, sarebbe stato inutile averli, forse pernicioso. Ho esultato leggendo la fine da te data al racconto, ripensando un po' anche a Qualcuno volò sopra il nido del cuculo. I dialoghi parlano di una realtà implicita eppure invisibile (ma comunque e sempre presente) in certi luoghi del genere.
Al posto di "E' stata la pubblicità letta nel giornale" scriverei "E' stata la pubblicità letta sul giornale", ma forse è lo stesso. Le osservazioni, sparse un po' ovunque, nel tuo racconto, sono estremamente giuste e profonde, come: "[font=Times New Roman","serif][color=#000000]Tu, ad esempio. Sei solo tu che puoi determinare se sei in grado di dipingere nuovamente. Non hai bisogno di pillole o quant’altro". Cito questa perché mi ha molto colpito: io ho disegnato in passato, ma poi mi sono convinto di aver perso il talento. Poi ho scoperto che il talento lo si ritrova. Magari in altro. [/color][/font]Ti chiederei quasi di scrivere un racconto insieme se non temessi di rovinarlo. A presto Alec ;)
  • 0

#4 cicciuzza856

cicciuzza856

    Sostenitore

  • Supercritici
  • 1980 messaggi
155
  • ProvenienzaTorino

Inviato 19 luglio 2012 - 22:41

ricamata a stoffa

Ricamata in stoffa

o uomini rimembrare di un talento

Non mi piace rimembrare, è inutilmente ricercato.Va bene ricordare.

altresì fondamentale s

Manca qualcosa all'inizio della frase?

farneticano frenetiche

Immagino che l'assonanza sia voluta ma di nuovo non mi suona bene.Mi sembra ancora ricercata.

giacente la finestra

Giagente sotto la finestra

ao, sei nuovo? Io sono Marcus, son già tre mesi che sto qu

Da qui in avanti i dialoghi hanno un problema all'inizio, mancano dei pezzi.non te li segnlo tutti ma vanno rivisti. A parte ciò questa frase mi suona poco naturale.

Si, sono abbastanza nuovo. E’ la prima volta che entro in questa clinica.>

Perchè abbastanza? è nuovo del tutto se è la prima volta

ed ero molto quotato e tutto

No! Va bene che siamo all'interno di un dialogo easy, però non mi piace proprio scrivere in maniera così domestica e quotidiana. Siamo sempre in un racconto e la narrazione simula la realtà non è esattamte la realtà.

Invece una me la sto formulando interiormente. Lavaggio del cervello, messaggi subliminali, manipolazione celebrale. Strane pillole da ingurgitare. Cancellazione della propria identità.

Sono perplessa. Il patto di questo racconto sta nell'idea che ci troviamo nel surreale. O mi sbaglio? Perchè adesso questa presa di posizione ipercritica di tipo realista?

non riesce ad iniettargli

Se non sbaglio stiamo parlano di una donna, quindi iniettarle.
Ecco, in parte ti ho già detto cosa mi lascia perplessa di questo racconto. Non capisco bene dove vuole andare a parare. Parte come un raconto surreale, ma poi ha quest virata che lascia intendere quasi uno stupore per ciò che avviene nella clinica. Non so, qualcosa mi sfugge...
  • 0

#5 Stregatto

Stregatto

    Imbrattatore

  • Utenti
  • 24 messaggi
1
  • ProvenienzaTorino

Inviato 21 luglio 2012 - 18:41

devo dire mi è piaciuta di più la prima parte.
Di primo acchito sembra un racconto riguardante qualcosa di surreale; mi piacciono molto gli scorci che dai sulle persone e su ciò che hanno smarrito e l'idea di un posto in cui si possano recuperare le cose più svariate: dai talenti agli oggetti smarriti.

Il ritorno alla realtà per altro inizia in modo molto sciolto ed è anche piacevole però non mi piace questa frase:

Invece una me la sto formulando interiormente. Lavaggio del cervello, messaggi subliminali, manipolazione celebrale. Strane pillole da ingurgitare. Cancellazione della propria identità.

mi pare che stia giudicando un po' in fretta per aver solo sentito di una pillola . . . dell'inquietudine ci potrebbe stare ma così mi sembra esagerato, anche se poi scopre di aver ragione.

Per il resto l'ho trovato abbastanza bello, mi piace molto anche l'idea generale e il lessico anche se a volte ha delle ricadute (anche per causa della"troppa ricerca del sofisticato") non è affatto male.

a rileggerti;)
  • 0

#6 Nanni

Nanni

    Sostenitore

  • Sostenitori
  • 3741 messaggi
260

Inviato 22 luglio 2012 - 03:57

Non la trovo una storia molto credibile. In particolare mi irsulta difficile da digerire che nella clinica ci si occupi sia di smarrimenti di oggetti, per così dire, mentali, che di oggetti, o soggetti, fisici.
Dovrebbe essere chiaro che, riguardo agli oggetti materiali quelli che vengono manipolati sono i ricordi, finché gli oggetti stessi perdono di importanza. In effetti qualche accenno c’è, ma è piuttosto confuso.
Si intuisce il riferimento a certe ricerche che sono in corso attualmente, riguardo alla rimozione di traumi. In realtà queste ricerche, che fanno ra l’altro ricorso a derivati o analogi dell’hashish, mirano a rimuovere il coinvolgimento emotivo del ricordo, non il ricordo stesso, che rimane inalterato ma non genera più emozioni negative.
Qui invece siamo in una specie di clinica del dottor Frankstain, in cui la gente viene trasformata in zombie.
Ti segnalo qualche imprecisione stilistica:

E’ stata la pubblicità letta nel giornale, quel trafiletto recitante Smarrito qualcosa? La casa di cura John Polidori vi aiuterà a ritrovarlo,e nel caso ove ciò non fosse possibile, a interiorizzare il lutto della perdita a convincermi.

L’uso del corsivo per isolare la tirata pubblicitaria della clinica non mi piace. Sarà anche una questione di gusto personale ma a me sembra che non isoli abbastanza.

Ma adesso che mi trovo nella sala d’aspetto, circondato da persone dall’aspetto scialbo che farneticano frenetiche vorrei solamente andarmene

Qui almeno una virgola in più ci vuole, probabilmente dopo "frenetiche".

Probabilmente solo l’evidente scollatura nella bianca vestaglia indossata con grazia dall’assistente mi trattiene qui

Perché l’infermiera è in vestaglia? I pazienti possono essere in vestaglia, lei tutt’al più può indossare un camice.

Vengo fatto accomodare in una poltroncina giacente la finestra

Suppongo intendessi "adiacente la finestra". A meno che non volessi scrivere "giacente sotto – o vicino – alla finestra. In questo caso però giacente non sarebbe il termine più corretto.

Solo che mica riesco a smettere di pensarla. E’ controproducente capisci?

No, non capisco. In che senso è "controproducente"?
La storia, peraltro non scritta male, a parte le imprecisioni, sta tutta nella descrizione dell’ambiente manicomiale. Ben reso, anche se non proprio originalissimo. Il protagonista invece è un po’ piatto e la sua agnizione troppo improvvisa e violenta. Perché semplicemente non si alza e non se ne va? Dopotutto sembra di capire che debba ancora fare la prima visita. Cosa gli impedisce di dire "Mi scusi, ho cambiato idea?"

Messaggio modificato da Nanni, 22 luglio 2012 - 03:58

  • 0

#7 Hearts

Hearts

    Scribacchino

  • Sostenitori
  • 1043 messaggi
62
  • ProvenienzaColchester, GB

Inviato 22 luglio 2012 - 13:29

Ciao,

[font=Times New Roman","serif][color=#000000]La sala della clinica è ampia e lucente, e contiene le persone che hanno smarrito qualcosa.[/color][/font]


Doppio spazio mi pare.

Allora, il racconto mi e' piaciuto... un po' fantascientifico, un po' surreale, vagamente angosciante; meriterebbe di essere continuato, l'ho trovato piuttosto originale.
L'unica cosa e' che la trovata di cancellare persone dal cervello mi ricorda il film con Kate Winslet e Jim Carrey "Se mi lasci ti cancello".
Per il resto, ti hanno gia' segnalato tutto gli altri; ripeto, a differenza dell'altro che avevo commentato, questo mi e' sembrato molto piu' riuscito. A rileggerti.
  • 0

#8 Alec Eiffel

Alec Eiffel

    Pennuto

  • Utenti
  • 265 messaggi
28
  • ProvenienzaToscana

Inviato 22 luglio 2012 - 19:57

[color=#222222][font="Arial","sans-serif"]Premetto subito che non avevo la minima intenzione di realismo, anche perché non posseggo tali conoscenze,la clinica è un pretesto puramente immaginario per far circolare il messaggio che avevo in mente, ovvero il rifiuto di cure manipolatorie in grado di garantire un benessere solo apparente,e l'accettazione della perdita. Rileggendolo ho compreso le critiche riguardanti il fatto che il racconto non sembri portare a niente, mi sono smarrito causa l'ampiezza della tematica trattata. Mi son sempre rifiutato di vedere Se mi lasci ti cancello per stupidissime ragioni prettamente personali, però ho imbottito il testo di citazioni, dal dottor Brody della cura Ludovico in Arancia meccanica al finale di Qualcuno volò sul nido del cuculo( che è stata colta), John Polidori fu invece un medico e scrittore, autore del primo racconto della letteratura moderna riguardo un vampiro. Ah e poi Eraserhead, che è il primo splendido e inquietante lungometraggio del mitico David Lynch.
Potrei ampliare il racconto accentuando il senso di angoscia fino a culminare in uno stato di tensione così elevato da giustificare meglio la rocambolesca fuga finale.
[/font][/color]
[color=#222222][font="Arial","sans-serif"]

Ti chiederei quasi di scrivere un racconto insieme

[/font][/color]
[color=#222222][font="Arial","sans-serif"]Potrebbe essere un idea, mi piace molto scrivere a quattro mani[/font][/color]
[font="Times New Roman","serif"][color="#000000"] [/color][/font]
  • 0

#9 Aleksej

Aleksej

    Scribacchino

  • Banned
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 531 messaggi
-10

Inviato 22 luglio 2012 - 20:08

Chissà, magari, cosa ne uscirebbe fra il tuo "Soggetti smarriti" e il mio "Una denuncia"... se non litigassimo troppo per il tuo ottimismo e il mio pessimismo (tutto ciò è relativo, lo so bene) penso che verrebbe un infarto a più di un lettore, per così dire. Con "infarto" intendo che lo angosceremmo molto, lungi da me augurare (il che è completamente diverso) una tale fine a un lettore. Dipende dal lettore, ovviamente.

Ti rinnovo i miei complimenti per questo racconto, che ho trovato davvero di mio gradimento, essendo uno che non sopporta tutto ciò che il tuo stesso protagonista ha rifuggito.
Preciso che sebbene in molti abbiano visto il racconto suddiviso in due parti: una surreale e una realistica "sconfifferandoli", a me tutto ciò è risultato un buon cambio di scena, della serie: "fin qui abbiamo scherzato, ora si fa sul serio", e che l'ho letto tutto d'un fiato e molto facilmente ho rintracciato i segni che esso contiene. Complimenti, ancora.
  • 0

#10 Erak-Sel

Erak-Sel

    Pennuto

  • Banned
  • StellettaStelletta
  • 133 messaggi
-24

Inviato 25 luglio 2012 - 22:04

Se non sbaglio era nell'Ariosto che gli oggetti smarriti finivano sulla darkside della luna?

Comunque a me il tuo lavoro non è dispiaciuto affatto, l'idea è originale(e francamente di questi tempi è cosa rara), coinvolgente(più nella prima metà, poi ti perdi un poco), e si lascia leggere, seppur con riserva poiché ci sono tanti piccoli errori o diciamo distrazioni.
Ti hanno già segnalato molte cose, aggiungo di mio solo che il lessico dei dialoghi è piuttosto forzato, ma tutto sommato, data l'atmosfera un poco surreale, ci può anche stare.
Nel complesso una piccola revisione per rendere più scorrevole tutta la seconda metà migliorerebbe molto la situazione.

Il finale con la fuga è ok, introdurre invece un personaggio che aveva perso il resto del racconto(e ti blocchi lì) potrebbe essere una svolta comica :asd:
Comunque bella idea bravo.
  • 0

#11 Tristo Mietitore

Tristo Mietitore

    Imbrattatore

  • Utenti
  • 9 messaggi
0

Inviato 09 agosto 2012 - 13:36

Quanto è noioso "Canto di Natale", è incantevole "Il patto col fantasma", di Dickens, come sai. E questo tuo pezzo un po' me l'ha ricordato, almeno un poco.
Ti premetto che nei miei commenti non uso molto parlare del mio gusto personale, quindi non voglio dirti se in sé il tutto mi è piaciuto oppure no. Ho letto il tuo racconto perché, dopo un paio che avevo cominciati, questo è il primo che è quantomeno scorrevole, i periodi non sono brevi e scattosi e sembri molto bravo a non storcere la struttura sintattica con virgole di più o di meno e punti fuori posto. Peraltro, mi sembra un bel messaggio da passare: noi siamo memoria, che poi è l'unico fattore sul quale fondamentalmente agisce la Morte, la quale mescola insieme questa collezione di ricordi e li cancella tutti, con un gesto (cit.).
Auguri
[color=#000080][font=Verdana, Arial, Helvetica]θ.[/font][/color]
  • 0

#12 Agave

Agave

    vagante ~

  • Sostenitori
  • 723 messaggi
123

Inviato 11 agosto 2012 - 23:14

Mi piace il tuo tono lirico e le idee profonde e suggestive che stanno dietro i tuoi testi (o dietro quelli che ho letto io, almeno).
Questo racconto, però, non mi ha convinto nella prima parte: troppi aggettivi e troppe parole appartenenti a un registro piuttosto alto mischiate a elementi più "bassi", o a vere e proprie inesattezze. Inoltre, trovo piuttosto fastidiose (ma questo è un mio parere personale) le allitterazioni in un testo in prosa, come "avvenente assistente".

Ti segnalo un paio di refusi (senza ri-sottolineare quelli notati da altri commentatori).

[color=#000000][font='Times New Roman', ',', serif]<<Piacere, Alec.[/font][/color]

La virgola prima di un nome si usa per chiamare una persona, ma se è una persona che si presenta non dovrebbe utilizzare i due punti o il punto fermo? (è venuto il dubbio anche a me).

[color=#000000][font='Times New Roman', ',', serif]<<Intendevo, se sei sulla via della guarigione presto potrai lasciare la clinica. >>[/font][/color]

Anche qui la punteggiatura non mi convince. Scriverei così
[color=#000000][font='Times New Roman', ',', serif]Intendevo... se sei sulla via della guarigione, presto potrai lasciare la clinica.[/font][/color]

[color=#000000][font='Times New Roman', ',', serif]E’ controproducente capisci?[/font][/color]

Dovrebbe esserci una virgola tra 'controproducente' e 'capisci'.

[color=#000000][font='Times New Roman', ',', serif]Non hai bisogno di pillole o quant’altro. E tutte le persone attorno, che hanno smarrito cani, portafogli, figli, nipoti, orologi ereditati e quant’altro. [/font][/color]

La ripetizione di "o quant'altro" alla fine di entrambe le frasi rende il testo un po' pesante, secondo me.

[color=#000000][font='Times New Roman', ',', serif]<<Si, un ricettario bellissimo>> [/font][/color]

Sì.

Insomma, in conclusione il racconto mi è piaciuto per l'idea che l'ha ispirato e per come è presentata: il lettore, come il protagonista, capisce piano piano che quella clinica non gli farà del bene e la reazione è la fuga (e la riflessione).
  • 0

#13 Gadriel88

Gadriel88

    Imbrattatore

  • Utenti
  • 50 messaggi
2

Inviato 16 agosto 2012 - 12:28

Mi è piaciuto molto questo racconto. Soprattutto la seconda parte, quando si comincia a capire bene che cosa si fa in realtà nella clinica e quando il protagonista dice "[font=Times New Roman","serif][color=#000000]Sei solo tu che puoi determinare se sei in grado di dipingere nuovamente. Non hai bisogno di pillole o quant’altro. E tutte le persone attorno, che hanno smarrito cani, portafogli, figli, nipoti, orologi ereditati e quant’altro. Questo posto non è nient’altro che una truffa, perché alimenta l’utopia di ritrovare cose oramai perdute. Sono solo illusioni, la verità e che dovevano fare attenzione prima, quando le cose l’avevano lì con loro. Non dovevano perderle, ecco tutto. E io fino a dieci minuti fa ero come loro, ma adesso ho capito. Lei se n’è andata perché non ho fatto abbastanza per trattenerla, e si, continuerò a pensarla e soffrirci, ma accetterò il fallimento con dignità, non mi lascerò certo corrompere da questi pazzi."[/color][/font][color=#000000]E' un discorso che ha colpito molto. [/color]
[color=#000000]Anche la fine mi è piaciuta. Mi da un senso di libertà, con questa finestra che v[/color][color=#000000]à in frantumi e lui che fugge a gambe levate.Complimenti Alec.[/color]
[color=#000000]Al prossimo racconto![/color]
  • 0

#14 silly thing

silly thing

    Imbrattatore

  • Utenti
  • 20 messaggi
0

Inviato 17 agosto 2012 - 12:26

questo racconto l'ho trovato veramente affascinante.
L'idea è stravagante, fresca e nuova.
Mi è piaciuto molto l'utilizzo di un linguaggio forbito che, misto a qualche piccolo elemento (la scritta ricamata a stoffa all'interno della teca)mi ha fatto collocare l'azione ai primi del '900 (il perchè non lo so).
Certo che invece il tema è attualissimo, il fatto che la gente in questa società sia sempre più disorientata e che sempre più spesso perda delle cose "non materiali", magari cercando conforto nella medicina (e nella farmacia) mi pare veramente azzeccato.
Inoltre l'accomunare tutti i tipi di smarrimenti (cose inutili - o parzialmente tali - come il ricettario, persone, talenti) ha aperto una via interessantissima e l'ho trovata geniale.
Devo dire che invece il finale, con la fuga che richiama - come già detto sopra - l'indiano in qulacuno volò l'ho trovata troppo scontata per un racconto così arguto. Che ne so, magari avrei fatto balenare al protagonista l'idea di fuga, per poi ritrovarsi completamente intrappolato dagli infermieri.

Per quanto riguarda la grammatica avrei solo messo i 2 punti davanti alla pubblicità letta nel giornate

quel trafiletto recintante: Smarrito qualcosa?....

Complimenti ancora all'autore perchè è veramente un gran bel racconto
  • 0

#15 Chaosmyth

Chaosmyth

    Imbrattatore

  • Utenti
  • 6 messaggi
0

Inviato 21 agosto 2012 - 09:40

Ricordo di aver letto un tuo precedente racconto... "Suicidarsi durante la pubblicità" (spero di non sbagliare), l'avevo trovato geniale, ma, non so perché, alla fine non commentai. In ogni caso, volevo giusto farti i complimenti, perché mi era piaciuto moltissimo. Comunque, per quanto riguarda questo, l'ho trovato un po' meno bello, però mi è piaciuto lo stesso.
L’idea mi è sembrata originale, in certi punti un po’ agghiacciante e questo credo aumenti il suo fascino.
Per esempio, la scena della vecchietta e del ricettario, a mio parere, ti è riuscita bene.
Non so bene perché, ma il finale mi ha un po’ ricordato ‘Il cavaliere del secchio’: quando il protagonista scappa correndo, l’ho un po’ associato al cavaliere che, sul proprio secchio, se ne va nelle Montagne di Ghiaccio… vabbe, poi muore… ma questo è un dettaglio.
Solo penso dovresti fare un po’ d’attenzione in certi punti per migliorare la scorrevolezza del testo e l’incipit, che non ha convinto molto nemmeno me.
Nel complesso è un lavoro molto interessante, sicuramente ti seguirò nelle tue prossime pubblicazioni perché sono molto incuriosito sia dal tuo stile che dalla tua immaginazione XD.

Chaosmyth.


  • 0




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi