commento
Per quando ti ho massacrato
e non ho avuto pietà,
per quando ho accumulato il possesso
e ho respirato l’avidità,
per quando ti ho mentito e umiliato
e mi sono agghindato delle tue lacrime,
per quando ho deriso i tuoi difetti
e ti ho chiamato inferiore,
per quando mi hai supplicato
e ho taciuto e ti ho voltato le spalle,
per tutte le volte che tu non esistevi
e ho detto “solo io”
e mi sono così, cieco, massacrato
condannato rinchiuso mentito
e umiliato
e abbandonato ignorato
e deriso
e affossato rifiutato
e respinto
e morto
come un morto vestito a festa,
per tutte queste volte
ho questa vita da vivere
il tuo cuore da capire
un perdono da imparare.
Tutte le volte che
Iniziato da enoch, lug 19 2012 11:40
2 risposte a questa discussione
#1
Inviato 19 luglio 2012 - 11:40
#2
Inviato 19 luglio 2012 - 11:58
Una confessione molto intensa, si capisce che è sentita. Bello il ritmo che incalza, soprattutto verso la parte centrale. Il perdono, che bella cosa! E' sicuramente un incipit degno d'essere riportato nei versi di un poeta, e sorregge un ciclo che mai finirà, ma non per questo non sarà diverso a ogni nuova volta che ricomincerà.
#3
Inviato 20 luglio 2012 - 10:44
Ciao,
è sicuramente una poesia molto intensa e sentita da parte tua.
Ho trovato termini ripetuti come "massacrato", "mentito", "umiliato", prima riferiti a qualcosa fatto ad un'altra persona, dopo riferiti invece all'io narrante della poesia; mi danno l'idea di questa persona che nel far soffrire, finisce per scambiarsi di ruolo ed essere lui stesso vittima dei propri atti. Non ho capito bene alla fine se è lui a dover imparare il perdono o l'altra persona: così com'è scritto mi viene da dire che sia lui.
Lascerei uno solo tra "rifiutato" e "respinto", in quanto li vedo sinonimi, a meno che non siano intesi con una sfumatura di significato diversa.
A rileggerti.
è sicuramente una poesia molto intensa e sentita da parte tua.
Ho trovato termini ripetuti come "massacrato", "mentito", "umiliato", prima riferiti a qualcosa fatto ad un'altra persona, dopo riferiti invece all'io narrante della poesia; mi danno l'idea di questa persona che nel far soffrire, finisce per scambiarsi di ruolo ed essere lui stesso vittima dei propri atti. Non ho capito bene alla fine se è lui a dover imparare il perdono o l'altra persona: così com'è scritto mi viene da dire che sia lui.
e affossato rifiutato
e respinto
e morto
Lascerei uno solo tra "rifiutato" e "respinto", in quanto li vedo sinonimi, a meno che non siano intesi con una sfumatura di significato diversa.
A rileggerti.
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