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L'ubriaco e il poeta


6 risposte a questa discussione

#1 Aleksej

Aleksej

    Scribacchino

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Inviato 19 luglio 2012 - 09:25

Commento


I

La gioventù più bella...

La bettola dei sogni più inquietanti

si apriva ai nostri sogni più sinceri,
in Via Dei Suoi Ricordi. Deleteri
i giorni passavamo in mezzo a tanti.

Rivendicati i sogni sacrosanti

durante le bevute, i nostri seri
romanzi portavamo pei sentieri
dove anche si trovavano gli amanti.

La birra si asciugava sulla barba

e il caldo più rovente ci incalzava
(retaggio di un passato indifferente).

Nei nostri cuori, anzi, dimorava

ciò che negli altri non sussiste e garba
ai nostri cuori l’eco nella gente.


II

Quattro anni dopo...

L’amico se ne andava a testa china

per quella strada, dietro la bottega
da dove uscii, velocemente. Nega
di avermi conosciuto. È la mia spina

la pioggia in piena estate, una mattina.

- Suvvia, ma se ne vada! - dice e prega.
- Su, Dario! - dico. E lui: - Che me ne frega! -
Il naso ancora sporco di eroina.

La barba sporca che abbia un alcolista.

La tosse di chi fuma, maledetto.
- Ah, tu! - mi dice, a un tratto. - A prima vista

non ti ho riconosciuto. Bè, perfetto -

mi dice ed io capisco. Io? altruista?
- No - dico - c’è un errore - io sono retto -.


III

La fine segnerà un nuovo inizio?

Seduti nella bettola suadente

beviamo il nostro punch. Sediamo accanto.
- Embè, - gli dico - non mi dici niente? -
mi guarda con dolore (è questo il canto);

poi un po’ tossisce e ridiventa assente

lo guardo, chiuso in sé, cupo ed affranto.
Non c’è alcunché ch’io possa far. La gente
ci guarda deridendoci, ad un canto

del luogo che ci vide eroi di ieri,

(romanzi che leggemmo a folte menti)
eroi che sublimavano i pensieri.

Ma quanti sono stati i tradimenti!

Sembriamo adesso dei contrabbandieri
(realtà che ci sovviene in dei momenti)

di idee che rigiriamo a nostro agio

lontani dall’Amor, vicini al plagio.
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#2 melocactus

melocactus

    Pennuto

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  • ProvenienzaMilano

Inviato 19 luglio 2012 - 09:53

Non è il mio genere di poesia.
Penso sempre che una poesia in rima debba avere un grande spessore per non scivolare nella filastrocca sciocca e soprattutto per non cedere alla rima a scapito del significato poetico.
Devo dire che, dal mio inesperto punto di vista, questa poesia è davvero riuscita.
Non solo nel senso e nella costruzione che anche a me, profana, appare ricercata ma non pretenziosa, ma anche nel ritmo e nella stessa rima, azzeccata, naturale.
Insomma, in una parola: bella.
All'inizio c'è un ridondare della parola sogni, che un po' graffia l'orecchio, ma poi i versi si riprendono e scivolano via incidendo sul cuore qualcosa di confuso che prende forma dopo, quando ci ripensi.
Così dovrebbe fare una buona poesia: aprire una porta e lasciare che il lettore ci sbirci dentro.
Sublimi davvero gli ultimi cinque versi. Amari, crudeli per la loro sincerità. Duramente realisti.

Mi piace!

melocactus
  • 1

#3 Aleksej

Aleksej

    Scribacchino

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Inviato 19 luglio 2012 - 10:02

Ciao melocactus,
è la prima volta che io e te abbiamo uno scambio. Provai a commentare la tua ultima poesia quando la "pubblicasti" ma non ci riuscii, comunque evincendo dell'ottimo talento.
Sono molto contento del tuo commento ;) tutto quello che ho lo dono alla poesia e riuscire ad essere apprezzato fa parte del "gioco". La ridondanza della parola "sogni" è voluta, poiché vi è insito un molteplice significato, per così dire. Sono contento che ti sia arrivata, così, come l'ho scritta, (di getto, in cinque, dieci minuti, senza fare calcoli per la metrica... infatti non so ancora se sia metricamente corretta, questa poesia che consiste in tre sonetti: il bello viene dopo, quando dopo aver scritto di getto ti rendi conto che è anche perfetta metricamente, modestia ignorando :asd: ).
Quindi, grazie ancora, e alla prossima!.
  • 0

#4 melocactus

melocactus

    Pennuto

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  • ProvenienzaMilano

Inviato 19 luglio 2012 - 10:19

Mitiko :D
La penso come te: l'energia è un lampo. Però poi in genere va un po' limata.
Ribadisco che è bellissima, ma la ridondanza 'sogni' la mitigherei.

A rileggerti!

melocactus
  • 0

#5 Aleksej

Aleksej

    Scribacchino

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Inviato 19 luglio 2012 - 10:51

Grazie ;) a presto.
  • 0

#6 enoch

enoch

    danzatore immobile

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94

Inviato 19 luglio 2012 - 11:13

Devo dirti che, tra tutti i lavori che hai postato, questo è quello che mi ha favorevolmente colpito. trovo in generale le tue storie un po' sconclusionate e fumose, anche dal punto di vista logico (non me ne volere), mentre qua c'è una storia che hai voluto raccontare e hai tenuto sempre presente e anche il fatto di aver scelto una forma metrica (precisa o meno non importa, ma la hai scelta) ti ha "costretto" a curare il testo: ne è quindi venuta fuori una poesia godibile per ritmo e contenuto, anche formalmente curata e coinvolgente, dove rime e assonanze si alternano in maniera molto armonica e si fondono in enjambement riusciti che dilatano e trascinano. Penso sia questa la modalità che ti permette di esprimerti meglio, perchè quando "sbraghi" ti perdi un pochino
  • 1

#7 Aleksej

Aleksej

    Scribacchino

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Inviato 19 luglio 2012 - 11:20

Ciao enoch, che piacere ricevere il tuo primo commento :). Come al solito metti in evidenza i punti più importanti dell'opera che leggi. Mi piace molto che le mie vengano definite "storie" poiché una poesia che sia una storia è per me un lavoro faticato. Ho capito cosa a te piace, ma a volte a me piace essere stravagante per la qual cosa penso di apparire a un certo tipo di lettore, appunto, sconclusionato e fumoso. Devo anche confessarti che ho riflettuto sulla tua poesia da me commentata e mi è dispiaciuto aver detto che sia scontata, ciò fu dato dalla sensazione di aver già letto cose simili, poi ho pensato al tuo lavoro e alla poesia in sé stessa e ho cambiato idea. Ci tenevo a fartelo presente. Ti ringrazio, dunque, per l'attenzione. A presto!
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