I
La gioventù più bella...
La bettola dei sogni più inquietanti
si apriva ai nostri sogni più sinceri,in Via Dei Suoi Ricordi. Deleteri
i giorni passavamo in mezzo a tanti.
Rivendicati i sogni sacrosanti
durante le bevute, i nostri seriromanzi portavamo pei sentieri
dove anche si trovavano gli amanti.
La birra si asciugava sulla barba
e il caldo più rovente ci incalzava(retaggio di un passato indifferente).
Nei nostri cuori, anzi, dimorava
ciò che negli altri non sussiste e garbaai nostri cuori l’eco nella gente.
II
Quattro anni dopo...
L’amico se ne andava a testa china
per quella strada, dietro la bottegada dove uscii, velocemente. Nega
di avermi conosciuto. È la mia spina
la pioggia in piena estate, una mattina.
- Suvvia, ma se ne vada! - dice e prega.- Su, Dario! - dico. E lui: - Che me ne frega! -
Il naso ancora sporco di eroina.
La barba sporca che abbia un alcolista.
La tosse di chi fuma, maledetto.- Ah, tu! - mi dice, a un tratto. - A prima vista
non ti ho riconosciuto. Bè, perfetto -
mi dice ed io capisco. Io? altruista?- No - dico - c’è un errore - io sono retto -.
III
La fine segnerà un nuovo inizio?
Seduti nella bettola suadente
beviamo il nostro punch. Sediamo accanto.- Embè, - gli dico - non mi dici niente? -
mi guarda con dolore (è questo il canto);
poi un po’ tossisce e ridiventa assente
lo guardo, chiuso in sé, cupo ed affranto.Non c’è alcunché ch’io possa far. La gente
ci guarda deridendoci, ad un canto
del luogo che ci vide eroi di ieri,
(romanzi che leggemmo a folte menti)eroi che sublimavano i pensieri.
Ma quanti sono stati i tradimenti!
Sembriamo adesso dei contrabbandieri(realtà che ci sovviene in dei momenti)
di idee che rigiriamo a nostro agio
lontani dall’Amor, vicini al plagio.


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