La morte del mito
Iniziato da
Aleksej
, lug 11 2012 11:26
8 risposte a questa discussione
#1
Inviato 11 luglio 2012 - 11:26
http://www.writersdr...262#entry192262
Avevo una collana di perle
(mia madre
me la aveva donata dicendomi:
« Figlio!
non provar vergogna! »)
era una collana da donna,
ma era l’ultima cosa che mia madre aveva
nel momento in cui spirò,
sfilandogliela dal collo la innalzai
verso la luce di un lampione,
piangendo,
poi iniziai a camminare…
Ero povero,
allora,
ma dopo pochi passi incontrai
un vecchietto che mi chiese elemosina,
una perla,
una perla sola e la collana sarà infranta!
« Tieni! »
dico al vecchio,
e rompo la collana;
il vecchio è una donna che vuol donarmi il suo corpo,
ma io sono stanco,
« Un’altra volta… »
sorrido a lei ch’era nuda,
un bacio mi dà,
sulla guancia…
Gra gra gra
avanzo a piccoli saltelli verso il lago paludoso
pensando
“E’ questa la mia fortuna?
Essere diventato un rospo?”
Ma ora ho cibo!
Gli insetti sembrano lasciarsi mangiare da me,
in cambio vogliono solo la mia attenzione!
« Attento! »
ammoniscono,
“ un giorno anche tu dovrai farlo con chi è più forte di te!”
“Non importa”
penso
“ne vale la pena,
ci sto!”
non ho bisogno di soldi,
non ho bisogno di caritas,
non ho bisogno di un letto
perché grandi foglie galleggiano sul lago!
Ma,
ahimé, rimpiango,
cocciuto,
la mia vita passata,
e non riesco a godere del presente...
finché,
ecco,
ci siamo!:
trovo la pace!
dov’era?
Lì,
nella tasca che non avevo,
ma non è questione di tasche…
Perviene tutto ad un tratto come un avvoltoio,
ma è dolce morire per rinascere!
Non sento dolore ad essere sbranato!
Era solo la Pace!
La Pace!
Un giorno,
però,
saltellando qua e là mi spinsi un po’ troppo lontano…
anni distante da quel magico momento…
mia moglie,
(un rospo),
è una tra tante,
e non aspetta che io rientri
ma probabilmente se ne sta su una foglia
con la lingua che scatta verso le sue prede…
sono per strada,
un po’ timoroso ma avanti,
con la testa china,
proseguo,
e mi imbatto nella collana che mi diede mia madre…
è così bella,
le perle scintillano!
Sto quasi per prenderla brandendola con la bocca
Si,
ci sono quasi,
ma ad un tratto mi trasformo in uomo
e penso:
“Ecco,
ho sbagliato!
Sono stato punito per ingordigia!”
« No »
ingiunge una donna
(la riconosco)
« ogni rospo è attratto da perle
di questa fattezza! »
ride,
« ogni rospo,
in realtà,
ha una collana…ehm »
si corregge
« o la ha avuta…
« Pensa,
ora sei di nuovo uomo…
mi vuoi? »
Io guardo più avanti,
e vedo un rospo venire verso di me,
a testa bassa,
cammina discreto sull’asfalto.
è notte
la luna è debole,
fra la luce dei lampioni…
Prendo in mano il rospo,
ho un’insopprimibile voglia di schiacciarlo
ma lo accarezzo
e mi permetto di pigiargli lievemente la testa,
trema,
esso,
nelle mie mani
e posso sentire il battito del suo cuore…
è grazioso
e scopro di volergli già bene
« Hai una collana? »
gli domando.
La donna è sparita.
Sono solo e in mano ho una collana.
Povero come prima,
dopo ventidue anni…
Aspetto…
Butto la collana…
Aspetto di nuovo…
Niente sopraggiunge se non la risata di un pazzo:
è la mia.
Avevo una collana di perle
(mia madre
me la aveva donata dicendomi:
« Figlio!
non provar vergogna! »)
era una collana da donna,
ma era l’ultima cosa che mia madre aveva
nel momento in cui spirò,
sfilandogliela dal collo la innalzai
verso la luce di un lampione,
piangendo,
poi iniziai a camminare…
Ero povero,
allora,
ma dopo pochi passi incontrai
un vecchietto che mi chiese elemosina,
una perla,
una perla sola e la collana sarà infranta!
« Tieni! »
dico al vecchio,
e rompo la collana;
il vecchio è una donna che vuol donarmi il suo corpo,
ma io sono stanco,
« Un’altra volta… »
sorrido a lei ch’era nuda,
un bacio mi dà,
sulla guancia…
Gra gra gra
avanzo a piccoli saltelli verso il lago paludoso
pensando
“E’ questa la mia fortuna?
Essere diventato un rospo?”
Ma ora ho cibo!
Gli insetti sembrano lasciarsi mangiare da me,
in cambio vogliono solo la mia attenzione!
« Attento! »
ammoniscono,
“ un giorno anche tu dovrai farlo con chi è più forte di te!”
“Non importa”
penso
“ne vale la pena,
ci sto!”
non ho bisogno di soldi,
non ho bisogno di caritas,
non ho bisogno di un letto
perché grandi foglie galleggiano sul lago!
Ma,
ahimé, rimpiango,
cocciuto,
la mia vita passata,
e non riesco a godere del presente...
finché,
ecco,
ci siamo!:
trovo la pace!
dov’era?
Lì,
nella tasca che non avevo,
ma non è questione di tasche…
Perviene tutto ad un tratto come un avvoltoio,
ma è dolce morire per rinascere!
Non sento dolore ad essere sbranato!
Era solo la Pace!
La Pace!
Un giorno,
però,
saltellando qua e là mi spinsi un po’ troppo lontano…
anni distante da quel magico momento…
mia moglie,
(un rospo),
è una tra tante,
e non aspetta che io rientri
ma probabilmente se ne sta su una foglia
con la lingua che scatta verso le sue prede…
sono per strada,
un po’ timoroso ma avanti,
con la testa china,
proseguo,
e mi imbatto nella collana che mi diede mia madre…
è così bella,
le perle scintillano!
Sto quasi per prenderla brandendola con la bocca
Si,
ci sono quasi,
ma ad un tratto mi trasformo in uomo
e penso:
“Ecco,
ho sbagliato!
Sono stato punito per ingordigia!”
« No »
ingiunge una donna
(la riconosco)
« ogni rospo è attratto da perle
di questa fattezza! »
ride,
« ogni rospo,
in realtà,
ha una collana…ehm »
si corregge
« o la ha avuta…
« Pensa,
ora sei di nuovo uomo…
mi vuoi? »
Io guardo più avanti,
e vedo un rospo venire verso di me,
a testa bassa,
cammina discreto sull’asfalto.
è notte
la luna è debole,
fra la luce dei lampioni…
Prendo in mano il rospo,
ho un’insopprimibile voglia di schiacciarlo
ma lo accarezzo
e mi permetto di pigiargli lievemente la testa,
trema,
esso,
nelle mie mani
e posso sentire il battito del suo cuore…
è grazioso
e scopro di volergli già bene
« Hai una collana? »
gli domando.
La donna è sparita.
Sono solo e in mano ho una collana.
Povero come prima,
dopo ventidue anni…
Aspetto…
Butto la collana…
Aspetto di nuovo…
Niente sopraggiunge se non la risata di un pazzo:
è la mia.
#4
Inviato 11 luglio 2012 - 17:50
Ecco cosa intendevi quando mi hai consigliato, nel commento alla mia poesia, di essere più folle!
Si vede che c'intendiamo, perché mi è piaciuta alla prima lettura. Mi prendo qualche momento in più per dirti meglio quello che penso, in maniera più approfondita.
#5
Inviato 11 luglio 2012 - 17:58
Oh, sono felicissimo. Questa è una di quelle "poesie prosastiche" la cui forma ho sperimentato... direi, anzi, "trovato" da poco, dopo tante ricerche e sofferenza. Aspetto con gioia il tuo commento... avevo la sensazione quando l'ho messa che ti sarebbe potuta piacere
ma ho capito ora di aver avuto questa sensazione
ciao!
#6
Inviato 11 luglio 2012 - 19:25
In questa poesia non "infagottata" nella metrica e in rigide scansioni ho trovato spontaneità e il gusto per il gioco che ti si addice molto. Qui sei più tristemente giocoso e secondo me è questa la strada che dovresti seguire, perché l'eccesso di disciplina delle altre poesie ha a volte soffocato questo aspetto che ti rende più originale. Dovresti riuscire a lavorare su uno stile che riesca a far uscire meglio il tuo sguardo sul mondo e sugli uomini - uno sguardo sensibile, a volte triste a volte mordace.
Per la poesia in oggetto, proverei a sfoltire qualche parte solo per renderla meno simile alla prosa, meno esplicativa (come, ad esempio, "ma probabilmente se ne sta su una foglia / con la lingua che scatta verso le sue prede…" dice troppo secondo me) e assottiglierei i punti in cui esce fuori "la morale".
Alla fine, chiuderei solo con la risata del pazzo, senza "è la mia".
Spero di essere stata utile.
Per la poesia in oggetto, proverei a sfoltire qualche parte solo per renderla meno simile alla prosa, meno esplicativa (come, ad esempio, "ma probabilmente se ne sta su una foglia / con la lingua che scatta verso le sue prede…" dice troppo secondo me) e assottiglierei i punti in cui esce fuori "la morale".
Alla fine, chiuderei solo con la risata del pazzo, senza "è la mia".
Spero di essere stata utile.
#7
Inviato 11 luglio 2012 - 20:34
Per un'attenta arguta lettrice come te, la risata del pazzo è ovvio che sia mia, ma per il resto dei lettori? E' una domanda che ti rivolgo, per la quale sarei lieto di avere una risposta.
Riguardo al passaggio che mi hai ricordato e che dici essere secondo te troppo lungo pensa che avevo intenzione di arricchirlo ulteriormente, un po' più sopra. Forse è la mancanza di qualcosa di cui sento la mancanza (scusa il gioco di parole) in alcuni versi precedenti che ti fa sembrare troppo ricco quello che dico in seguito, non so.
Ti ringrazio dei consigli, ma non riesco ad abbandonare la mia aulicità, è da tempo che ci provo. Il mio nuovo libro infatti conterrà sonetti simili a quelli del dolce stil novo e poesie come questa, alternanti tra loro. Il mio amico fumettista mi ha detto che si crea un colpo d'occhio in questo modo, cioè prima versi ben struttrati e poi versi liberi. Forse è una mia caratteristica, non so. Ma mi lasci pensare, è che non sono soddisfatto se non mi giostro in più modi di scrivere, mi verrebbe a noia un unico modo e non sarebbe originale come quando lo scrivo di tanto in tanto. No, che dico, non c'entra niente. Forse sono malato. Sono un Don Chisciotte. Ti ringrazio molto claritas, sono contento che ti sia piaciuta e sicuramente il tuo commento mi è utile
ciao, buona serata!
Riguardo al passaggio che mi hai ricordato e che dici essere secondo te troppo lungo pensa che avevo intenzione di arricchirlo ulteriormente, un po' più sopra. Forse è la mancanza di qualcosa di cui sento la mancanza (scusa il gioco di parole) in alcuni versi precedenti che ti fa sembrare troppo ricco quello che dico in seguito, non so.
Ti ringrazio dei consigli, ma non riesco ad abbandonare la mia aulicità, è da tempo che ci provo. Il mio nuovo libro infatti conterrà sonetti simili a quelli del dolce stil novo e poesie come questa, alternanti tra loro. Il mio amico fumettista mi ha detto che si crea un colpo d'occhio in questo modo, cioè prima versi ben struttrati e poi versi liberi. Forse è una mia caratteristica, non so. Ma mi lasci pensare, è che non sono soddisfatto se non mi giostro in più modi di scrivere, mi verrebbe a noia un unico modo e non sarebbe originale come quando lo scrivo di tanto in tanto. No, che dico, non c'entra niente. Forse sono malato. Sono un Don Chisciotte. Ti ringrazio molto claritas, sono contento che ti sia piaciuta e sicuramente il tuo commento mi è utile
#8
Inviato 12 luglio 2012 - 18:12
E perché la pazzia dovrebbe essere solo tua? Facciamola girare la pazzia... 
Per quanto riguarda lo stile aulico, l'elevazione aristocratica della poesia, mi trovi d'accordo - è sull'evoluzione della lingua che non condivido il tuo punto di vista.
Ti faccio l'esempio del pronome "ella" che hai usato nella poesia "L'insolita sera". Mario Luzi, che era poeta ermetico e aristocratico, nel poemetto "Il gorgo di salute e malattia" così scrive: "Lei scesa dieci anni fa nel gorgo/che all'aspetto poco mutato dei figli/non coglie il vuoto dell'anima [...]" - "Lei che avanza nel tempo e s'avvita nella sua solitudine [...]".
Si tratta di brevi esempi che mi aiutano a spiegare ciò che penso in merito all'evoluzione della lingua: non contesto il fatto che Pascoli possa essere ancora un modello di riferimento per chi scrive poesia oggi, ma la lingua che parlava Pascoli non può più essere considerata uguale alla lingua che parliamo/scriviamo ai giorni nostri.
Per questo, con gli arcaismi andrei coi piedi di piombo, soprattutto quando vengono utilizzati per far tornare i "conti" nel verso. Questa è la mia idea e spero di non essere stata offensiva.
Per quanto riguarda lo stile aulico, l'elevazione aristocratica della poesia, mi trovi d'accordo - è sull'evoluzione della lingua che non condivido il tuo punto di vista.
Ti faccio l'esempio del pronome "ella" che hai usato nella poesia "L'insolita sera". Mario Luzi, che era poeta ermetico e aristocratico, nel poemetto "Il gorgo di salute e malattia" così scrive: "Lei scesa dieci anni fa nel gorgo/che all'aspetto poco mutato dei figli/non coglie il vuoto dell'anima [...]" - "Lei che avanza nel tempo e s'avvita nella sua solitudine [...]".
Si tratta di brevi esempi che mi aiutano a spiegare ciò che penso in merito all'evoluzione della lingua: non contesto il fatto che Pascoli possa essere ancora un modello di riferimento per chi scrive poesia oggi, ma la lingua che parlava Pascoli non può più essere considerata uguale alla lingua che parliamo/scriviamo ai giorni nostri.
Per questo, con gli arcaismi andrei coi piedi di piombo, soprattutto quando vengono utilizzati per far tornare i "conti" nel verso. Questa è la mia idea e spero di non essere stata offensiva.
#9
Inviato 12 luglio 2012 - 19:43
Ho capito perfettamente quello che dici, ma l'arte, la poesia in questo caso, essendo una dimensione a sé stante, non viene, a volte, specie, appunto, in poesia, scritta come si parla nella vita reale.
Comunque credo che tu non abbia tutti i torti, ma quel "fe'" non può essere sostituito da nient'altro, a meno che non mi venga un'idea. Michelangelo, se non erro, riuscì a "correggere" il volto de La Pietà che prima era frontale, facendolo diventare a tre quarti, se non erro. Niente è impossibile. Scrivo, quando scrivo con termini arcaici, divertendomi, mi dispiace risultare poi "vecchio" e inadeguato, anche ai miei stessi occhi, a volte. Devo forse ancora trovare l'equilibrio. E' un piacere conversare, ciao
Comunque credo che tu non abbia tutti i torti, ma quel "fe'" non può essere sostituito da nient'altro, a meno che non mi venga un'idea. Michelangelo, se non erro, riuscì a "correggere" il volto de La Pietà che prima era frontale, facendolo diventare a tre quarti, se non erro. Niente è impossibile. Scrivo, quando scrivo con termini arcaici, divertendomi, mi dispiace risultare poi "vecchio" e inadeguato, anche ai miei stessi occhi, a volte. Devo forse ancora trovare l'equilibrio. E' un piacere conversare, ciao
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