Una denuncia
#1
Inviato 10 luglio 2012 - 10:24
(Racconto tragi-comico corretto oggi e precdentemente pubblicato - in modo pietoso per la gran quantità di errori presenti - nell'antologia del concorso di poesia internazionale Napoli Cultural Classic 2012)
Sulla via S. Bartolomeo si aveva accesso alla caserma dei carabinieri.
Un uomo, quella mattina, verso le dieci, vi si recò.
All’interno della caserma, nella prima stanza, quella di attesa, seduto dietro ad un tavolo sulla sinistra, intento a sniffare del tabacco, vi era un carabiniere in divisa; seduto sulle apposite sedie sulla destra vi era un signore sulla sessantina, che forse attendeva. Alle pareti erano attaccati poster di una squadra di calcio e grandi foto incorniciate di carabinieri in gruppo.
Il signor Jacob entrò in quel momento, pallido, sconvolto, come lo sarebbe stato chiunque al posto suo. Egli ben sapeva che doveva sedersi ed attendere, ma per qualche recondito motivo si rivolse subito al tizio in divisa.
« Debbo immediatamente parlare con il principale » disse con una sorta di gravità, ed ansando.
« Sta’ facendosi le uova. Si sieda - vede quel signore che aspetta: accanto a lui »
Il signor Jacob, gonfio il petto, ribadì la sua richiesta:
« E’ questione urgentissima » aggiunse.
« Sono tutte urgentissime le questioni da risolvere. Non se lo faccia ripetere: si sieda »
A questo punto il signor Jacob divenne rosso come un peperone ed un forte prurito gli coinvolse entrambe le mani.
Rimaneva fermo, impalato. Il carabiniere gli gettò uno sguardo, poi un altro, infine si alzò con uno sgarbato gesto del braccio gli indicò le sedie alle sue spalle. Il signor Jacob fece due passi, gettò occhiate lampanti all’ambiente circostante, e poi si sedette. Poco dopo, il carabiniere andava nell’altra stanza, tramite una porta di legno di noce scuro. Jacob si asciugò il sudore dalla fronte con un fazzoletto bianco a righe marroni, poi osservò il signore accanto a lui, che pareva immerso in sciocchi pensieri.
Finalmente il carabiniere rientrò, non da solo.
« Ebbene? » disse un altro carabiniere con voce rauca, più alto e con più omaggi sulla divisa, e rivolgendosi ai due in attesa.
Prontamente Jacob si alzò, avanzò e quando fu di fronte al carabiniere:
« E’ una questione importante… io… non so… se... non sarebbe meglio discuterne altrove... »
« Ho poco tempo a disposizione » rispose il carabiniere dopo aver squadrato di sottecchi il signor Jacob. « Le altre stanze sono occupate ».
« Bene… bene » disse tra sé e sé, pensieroso, il signor Jacob, mentre l’altro carabiniere riprendeva il suo solito posto al tavolo e sfogliava una rivista ascoltando però, la conversazione.
« Ci può far posto? » si rivolse, dopo aver pensato, il carabiniere più qualificato all’altro, il quale si spostò immediatamente ed uscì dalla stanza, lasciando cadere per terra una buccia di banana che teneva chissà dove.
Quando Jacob ed il carabiniere furono seduti uno di fronte all’altro, iniziò la conversazione.
Jacob gettò occhiate agitate ora di qua ora di là; il carabiniere lo fissava, e studiava quel soggetto che incuteva sospetti.
« Signore » cominciò Jacob con tono basso « Io comprendo, che la legislatura… esige il massimo comune denominatore… cioè… vorrebbe essere rispettata… ma la somma dei procedimenti giudiziari… quando il greco non viene somministrato in dosi equivalenti alla nicotina… bè, vede, ognuno di noi ne resterebbe sorpreso… in fondo… che c’è da stupirsi? » concluse, con un largo sorriso. Il carabiniere lo osservava impalato.
« Bè, vede, signor maresciallo, ciò che volevo dirLe » riprese Jacob, losco « Io, vede, non come tanti, bensì pochi, sono venuto qui contro la mia volontà. Bè, è rischioso, mol-to ri-schio-so ».
« Ma lei cosa vuole? » gridò, quasi, il maresciallo, battendo i piedi sul pavimento.
« Fare una denuncia » rispose Jacob, intimorito.
« Ah si, eh? Bene, bene ». Il maresciallo, pensò, e poi riprese: « E chi o cosa dovrebbe denunciare? »
« … Un furto »
« Uhm… Avvenuto quando? »
« Uhm! Stanotte… »
« Uhm… E cosa le è stato rubato?. Ma aspetti, » si interruppe il carabiniere « vado un attimo di là, e chiamo lo scrivano così che metta a verbale ». Il maresciallo entrò nell’altra stanza, e dopo un bel borbottare di più persone si udì chiaro e tondo: « A comprare le arance ».
« Si rende conto » disse allora il signore sessantenne a Jacob « in un giorno lavorativo se ne vanno a comprare le arance! »
« Stia zitto » profferì Jacob, tagliente, e si rimise in ascolto, con il sudore che gli imperlava le tempie. Il sessantenne ebbe di che tossire, chissà perché, ma Jacob aveva reclinato il capo da un lato per udire meglio. Finalmente la porta venne aperta, ed il maresciallo rientrò con in mano un mandarino senza buccia, e nell’altra un foglio ed una penna.
« Bene » disse sedendosi, « procediamo »
« Si, » rispose Jacob, « domandi pure » bisbigliò, con un ambiguo sorrisetto.
« Quando è avvenuto il furto? »
« Stanotte »
« Ora? »
« No, stanotte »
« Si, ma a che ora? »
« Sedici »
« Ma che dice? »
« Ciò che mi chiede di dire »
« Porca putt…! » gridò il maresciallo e si alzò <<Lei, Signor… ? »
« Jacob »
« Jacob? »
« Jacob »
« Jacob come? »
« J-a-c-o-b »
« Il cognome! »
« Jacobvskij »
« Russo? »
« Non so, non dormo con lei »
« Fa lo spiritoso? » disse tutto ad un tratto il maresciallo, con forte accento napoletano.
« Ogni qual volta se ne presenta l’occasione » rispose Jacob con un largo sorriso
« Bene…bene. La faccio buttare fuori »
Ma Jacob prontamente si gettò in ginocchio e pregò il maresciallo di non farlo, ché ci erano stati troppi equivoci e che il suo comportamento sarebbe cambiato, (lo avreste dovuto vedere, mentre si rotolava sul pavimento), ché quella denuncia era di vitale importanza.
Il maresciallo si sedette nuovamente, e riprese a fare le domande, come alienato.
« A che ora della notte, è quindi avvenuto il furto? »
« Le quattro in punto »
« Dove? »
« All’incrocio tra via del Merluzzo e via della Cicoria »
« Al Poggetto? »
« Esatto »
« E cosa le è stato rubato? si ricorda il volto del ladro? »
« Ma certamente. Mi è stato rubato ciò che di più caro avevo al mondo… »
« Si, e che cosa di grazia? »
« L’onore »
« Ma via, scherza ancora? ma sa dove siamo? eh, lo sa? qui non si scher-za! »
« Io starei scherzando su un fatto così grave? » disse Jacob con una tale serietà che chiunque gli avrebbe creduto all’istante.
« Procediamo » disse il maresciallo mutando totalmente atteggiamento. <<Dunque, mi descriva il rapinatore. Innanzi tutto: lo conosce? è in grado di riconoscerlo? »
« Non lo conoscevo prima dell’accaduto, e non so. Ma posso dirle chi è… »
« Dica »
« Uhm… »
« Uhm! »
« È il…il…il fantasma »
« …Un fantasma?... uhm! di che età? »
« Sulla quarantina »
« Alto, magro, con la veste tra il bianco e il trasparente e gli occhi neri, incavati? »
« Esattamente »
« Maurizio! » gridò il maresciallo <<Maurizio! »
« Ohi! » rispose una voce dall’altra stanza.
« Vieni qui! »
Poco dopo una nuova figura entrò nella stanza, e squadrò i due, rivolgendosi però, al solo maresciallo, ad onta di Jacob.
« Questo signore ha visto il fantasma » disse, in tono significativo, il maresciallo.
« Ui! E’ da mo’ che lo cerchiamo! » disse il nuovo arrivato, che aveva Jacob in simpatia; ma Jacob si voltò dall’altro lato facendo finta di niente.
« Bene, bene, rimanga qui intanto » disse il maresciallo a Jacob con voce rassicurante « mentre noi informiamo la municipale e le altre squadre, così che lo catturino »
« Vuole un caffè frattanto? » chiese l’altro a Jacob, e questi assentì col capo. “Fra poco” avrebbe voluto rispondere Jacob, ma era troppo confuso.
Mezz’ora dopo in caserma irruppero tre uomini robusti, in camice bianco, e ad un segno del maresciallo che li accoglieva freddamente presero Jacob e se lo portarono via.
#2
Inviato 10 luglio 2012 - 14:03
Piccole precisazioni: in una stazione carabinieri di solito il piantone è un carabiniere semplice, un carabiniere scelto o un appuntato, che sentite le motivazioni di un cittadino lo fa accomodare in una sala d'aspetto. Non dovrebbe sniffare tabacco, tantomeno leggere riviste davanti a chi aspetta o buttare bucce di banane di sfuggita per terra, anche perchè se il piantone vuole consumare uno spuntino può farlo tranquillamente nella cucina che c'è in quasi tutte le stazioni carabinieri o negli alloggi a uso dei militari scapoli o che abitano negli adiacenti alloggi di servizio, ma non sono accessibili nè visibili al pubblico.
Di solito poi chi è nella sala d'aspetto non è guardato a vista, a meno che, come in questo caso, non sia qualcuno che esce dai "canoni".
Non capisco cosa intendi quando dici di quel carabiniere "con più omaggi sulla divisa", cioè forse intendi i nastrini delle decorazioni di anzianità e missioni oltre ad eventuali brevetti (paracadutista, comandante di stazione, brevetti di specializzazione al tiro e guida automezzi eccetera).
I dialoghi sono veramente surreali, quasi kafkiani, in un crescendo assurdo e molto divertente, fino al tragico, triste finale, nonostante tutto.
#3
Inviato 10 luglio 2012 - 15:20
sono andato un po' a memoria quando ho scritto il racconto (l'ho scritto a diciotto anni) ricordando di quella volta per cui, a causa di un albanese che aveva tentato di prendermi per il collo dal finestrino di un automobile mentre io la superavo col motorino di mia madre, feci una denuncia, in compagnia di un amico che aveva delle cartine in mezzo alla carta d'identità (non ti dico le risate). Ricordo infatti che ci fecero accomodare subito nella sala d'attesa.
Riguardo alla gerarchia che vige in questi posti non ne so assolutamente nulla, dovrò rivedere il racconto. Infatti per "omaggi sulla divisa" intendo i nastrni delle decorazioni.
Il racconto non vuole essere offensivo nei confronti dei carabinieri, ma vuole essere una parodia di tutto quello che altresì potrebbe avvenire normalmente in una caserma, a causa di una denuncia, perciò il plantone che sniffa il tabacco, le bucce di banana ecc... sono elementi per renderlo surreale e rocambolesco. Forse ho preso spunto da Benigni, chissà, come a tramandare una cosa simpatica. Non voglio assolutamente far pensare che nelle caserme si girino i pollici
Che i dialoghi siano quasi kafkiani mi fa compiacere,
ti ringrazio per la lettura e per il commento, a presto!.
#4
Inviato 11 luglio 2012 - 17:40
Condivido anch'io che i dialoghi sono davvero ben scritti.
#5
Inviato 11 luglio 2012 - 17:55
#6
Inviato 16 luglio 2012 - 22:07
E, se mi permetti, forse anche uno dei più riusciti.
Il racconto si fa leggere senza alcuna esitazione. Per quel che mi riguarda è un grosso punto a tuo favore.
Lo stile è una via di mezzo tra molti generi. Se ancora non l'hai letto, "La leggenda del santo bevitore" di Roth sembra proprio parlare la stessa lingua di questo racconto, come ti ha già segnalato in parte claritas.
Rispetto ad altri tuoi scritti, qui io ho ravvisato una direzione univoca, una strada che viene percorsa dall'inizio alla fine senza "deviazioni" intermedie, che a volte possono disorientare il lettore. La caratterizzazione dei personaggi è particolarmente azzeccata, anche se per forza di cose non approfondita, in special modo rispetto ai carabinieri. Tuttavia il protagonista è delineato con grande forza espressiva e anche una certa delicatezza, e questo me lo rende memorabile.
Un piccolo appunto tecnico.
I caporali « » in genere andrebbero "attaccati" alle battute che includono. Quindi per esempio:
«Ciao, come stai?»
senza spazi prima e dopo, e non:
« Ciao, come stai? »
anche se alcune case editrici ammettono la seconda forma.
Un ultimo appunto tecnico, sempre a questo riguardo: occhio alla punteggiatura se usi virgolette e caporali. Se chiudi una battuta, devi mettere il punto (in genere all'interno dei caporali):
«mentre noi informiamo la municipale e le altre squadre, così che lo catturino.»
Sono piccole cose, ma magari ti possono tornare utili.
A rileggerti!
#7
Inviato 16 luglio 2012 - 22:14
Lo sapevo che questo racconto era valido! scritto a circa 18 anni l'ho letto e riletto un sacco di volte! ma non l'ho mai dimenticato. In quel periodo leggevo molto gli scrittori russi dell'800, infatti mi è stato detto da un amico che il racconto trasuda la Russia da tutti i pori.
Per quanto riguarda le tue indicazioni sono dubbi che ho sempre avuto, ma ad esempio, nel libro Lo Hobbit che ho, i caporali stanno staccati. Boh! Quell'altra non la sapevo, no davvero! e sinceramente non mi piace molto esteticamente, ma ci farò l'abitudine!
Grazie, Midnight, grazie infinite!.
#8
Inviato 19 luglio 2012 - 20:09
Il protagonista poi mi sembra decisamente adatto, con la sua frenesia e le sue frasi scoordinate, ed è bello scoprire all’ultimo ciò che era intuibile, ovvero che <<non avesse tutte le rotelle a posto>>, perché dona al tutto un senso di compiutezza. Mi è piaciuto che Jacob abbi detto che gli hanno rubato l’orgoglio, potresti approfondire e dare ulteriore spessore al racconto, che comunque mi pare ottimo nella sua lievità. Credo difatti che scrivere testi umoristici ben fatti sia nettamente più difficile rispetto a quelli drammatici.
Ps: il dialogo fra Jacob e il maresciallo è un bello spaccato di comicità surreale, ed effettivamente mi ha ricordato l’epica scena di Johnny Stecchino quando lui va nella caserma dei carabinieri a Palermo.[/color][/font]
#9
Inviato 19 luglio 2012 - 21:25
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