Vai al contenuto

Accomodati pure!

Writer's Dream è la più grande community italiana dedicata alla scrittura e all'editoria.
Entra a farne parte anche tu: accedi o iscriviti per accedere a tutte le possibilità che WD ti offre.

Close
Foto

Il fiume. (1/2)


3 risposte a questa discussione

#1 Liusca

Liusca

    Sostenitore

  • Sostenitori
  • 1175 messaggi
46
  • ProvenienzaPotenza

Inviato 02 luglio 2012 - 12:17

Sperando di accontentare il Criticone... :flower:
Commento: qui




[font=Times New Roman, serif]È inutile perdere tempo nell'organizzare la propria vita, o a ripensare al passato: alla fine nulla accadrà come lo si è programmato e ciò che è ormai trascorso è andato. Non l'ho mai capito ma ora è troppo tardi. Sprecare la mia vita nel pensare a tutte le possibilità non è servito a niente![/font]
[font=Times New Roman, serif]Alzo il viso verso il cielo, chiudo gli occhi per assaporare l'odore della pioggia appena terminata che si mescola al profumo del bosco. Inebriata da questo miscuglio, mi perdo tra i dolci suoni della natura. Il soffio del vento sfiora gentilmente tutti i rami e accarezza il manto di ogni animale come per salutarli con affetto. Questi ricambiano, creando un coro meraviglioso di versi, tra i quali risalta quello del soprano, il cinguettio melodioso. I raggi del sole filtrano attraverso i rami, colpendo la mia pelle apparentemente bagnata, come sempre. In lontananza sento il ruggito rabbioso della cascata, che vorrebbe anch'essa rivendicare la propria libertà.[/font]
[font=Times New Roman, serif]Anche quel giorno c'era l'arcobaleno.[/font]

[font=Times New Roman, serif]Ero seduta nel gommone di fronte a Marta, la mia migliore amica. Le sorrisi e le chiedi l'ora.[/font]
[font=Times New Roman, serif]«Undici» gridò per sovrastare il rumore dell'acqua. Annuì e cominciai a remare sia da destra che da sinistra per cercare la giusta direzione. Non avevo mai praticato rafting.[/font]

[font=Times New Roman, serif]Era il 20 luglio del 2010, ricordo ancora benissimo quella data. Chissà quanti giorni, quante settimane o quanti mesi sono trascorsi, ormai ho perso la cognizione del tempo.[/font]
[font=Times New Roman, serif][color=#000000]Quel giorno fu marcato a fuoco nella mia memoria, rimanendo indelebile nel tempo come il giorno del mio compleanno; perché in quella data il destino decise per me, cancellando[/color][color=#000000]tutti i miei progetti, sopprimendo ogni mio sogno. Sono stata condannata a vagare tra i miei ricordi per l'eternità , a rivivere il mio passato. E giorno dopo giorno aumentano il rammarico di non poter più essere viva e il dolore di non poter mettere mai fine alle mie pene. Non sono viva ma nemmeno morta. La morte dovrebbe essere uno stato in cui un essere cessa di vivere, il momento in cui il corpo si spegne e ogni suo pensiero, sentimento o ricordo si placa. Eppure sono ancora qui, sulla Terra, ad aspettare inutilmente per l'eternità la mia fine.
In antichità gli studiosi avevano cercato invano l'elisir della vita eterna, credendo che il “per sempre” sia fonte di ogni gioia. Avevano torto. Non c'è gioia in qualcosa che non si può condividere con i propri cari, non esiste alcuna felicità poiché essa nasce solo dopo aver provato dolore. Ma quando il tempo si è fermato anche le emozioni sono scomparse cedendo il posto a un' apatia permanente. Mi siedo sulla sponda del fiume mentre attendo l'arrivo dei vivi che sarebbero venuti per praticare rafting come ogni primavera.[/color][color=#000000] Chissà se cadrà qualcuno. [/color]
[/font]


[font=Times New Roman, serif]La vita ti riserva molte sorprese, a volte gradevoli, altre volte spiacevoli. Anche quando essa cela solo aspetti negativi, non devi mai smettere di combattere, non bisogna mai arrendersi. [/font]
[font=Times New Roman, serif]Quel giorno non ero pronta, eppure accadde quel che accadde. Io e Marta eravamo sul gommone, ridevamo e gridavamo tutte le volte che l'imbarcazione di gomma si scontrava contro una roccia poi con una spinta lo allontanavamo da essa. Talvolta ci fermavamo per svuotarlo. Il disastro avvenne su un tratto apparentemente calmo. Ed ero tranquilla. Quando me ne accorsi, era già troppo tardi.
All'improvviso l'acqua si fece più burrascosa e la corrente era talmente forte che il canotto si rivoltò, scagliandoci nell'acqua. Se solo avessi stretto bene le prese, se solo non l'avessi lasciate...
Gli eventi spiacevoli arrivano sempre quando meno te lo aspetti, perché altrimenti non sarebbero più tali. Possono presentarsi tutti insieme o anche da soli ma sono sempre più grandi di te e finiscono molto spesso per inondarti. Spesso per non finire affogati, troviamo un appiglio, sul quale con coscienza o inconsapevolmente ci aggrappiamo senza mai staccarci per nessuna ragione. Non ci importa se quel appoggio sia stabile o meno, nemmeno ci disturbiamo per trovarne uno migliore. L'importante è rimanere a galla.
Così come un assassino si era raccomandato nelle mani di un buon avvocato, io mi ero affidata al gommone. Le mie braccia stringevano con tutte le forze il bordo dell'imbarcazione mentre la corrente mi scagliava contro le imponenti pietre.
Guardai in alto, ma vedevo solamente le ombre contornate da una luce cerulea. L'acqua entrò dalle narici mentre i miei occhi bruciavano dalla paura. Il cuore batteva a ritmo accelerato mentre il mio corpo che, invece di risalire, sprofondava sempre più verso il basso come se un braccio potente mi tirasse il piede sinistro.
Marta gridava disperata qualcosa di incomprensibile mentre gli altri chiamavano, forse, il soccorso.
Non seppi realmente quando si arresero poiché i miei ricordi da viva conclusero in quell'istante.
[/font]
[font=Times New Roman, serif]Quando i miei sensi si riattivarono, in primo istante, pensai di trovarmi nel mio letto e che tutto fosse stato solo un brutto incubo, poi aprendo gli occhi dovetti ricredermi.
Mi trovavo in un luogo tetro. Poteva essere notte oppure mi trovavo in un luogo dove la luce del sole non poteva penetrare. Mi alzai, aiutandomi con le mani che si appoggiarono su un piano ruvido e umido. Sebbene fosse buio e non riuscissi a vedere, sapevo benissimo dove mi trovassi come se la mia mente conoscesse già tutto.
Ero negli abissi del fiume, morta e circondata da tante rocce megalitiche. Cercai di alzarmi in piedi ma non ci riuscii, come se fossi ancora legata per metà a qualcosa. Ciò che mi fece disperare non fu il fatto che fossi morta ma perché sarei rimasta lì, seppellita nelle tenebre, finché non sarebbero riusciti a trovare il mio cadavere.
Un puntino luminoso danzava qua e là nell'oscurità, aumentando di volume di tanto in tanto. Dopo tanti minuti, almeno così mi pareva, il punto assunse una forma quasi umana. Scoppiò e apparì un uomo canuto vestito di bianco che mi porse una pallina luminosa. La afferrai con stupore.
[/font]
[font=Times New Roman, serif]«Figliola, assumi questa pasticca. Ti sarà utile, se vuoi vivere qui.»
«Non capisco... che vuole dire se voglio vivere qui? Io non voglio vivere qui. Neanche sono viva. Come faccio a vivere se non sono viva?» Chiesi, presa dall'agitazione.
Fece un sorriso sbieco. Era molto trasandato. I suoi capelli erano scompigliati, aveva una ferita che partiva dall'occhio destro fino alla gola dalla quale si travisava la cartilagine della trachea.
Rabbrividii e cercai di distogliere il mio sguardo, dando attenzione alla strana pillola. Non dissi più nulla dallo spavento.
«Sono morto anch'io ma sono stato assassinato. Il mio corpo è stato gettato qui giù e poi la corrente l'ha trasportato via. L'unico modo per andarmene era aspettare la morte del mio assassino, in quanto non mi sarei potuto allontanare dal fiume finché il mio corpo non mi fosse vicino. Ora, il mio assassino è morto di vecchiaia e l'unico modo per andarmene aldilà è di trovare un'anima che mi sostituisca. Mi dispiace. Non sarei mai riuscito a rimanere un altro giorno in più in questo maledetto posto. Perdonami!»
[/font]
[font=Times New Roman, serif]Lo spirito scomparì, lasciandomi sola con la strana pallina in mano che illuminava un poco. Come aveva potuto privarmi della cosa che più preziosa? Che diritto aveva di placare una vita innocente?
I miei occhi si riempirono di lacrime. Perché è tutto così ingiusto?
Disperarsi era inutile, piangersi addosso non avrebbe riparato il danno né mi avrebbe fatto tornare in vita perché tornare a vivere, nel senso letterale, era il mio ultimo desiderio.
Il mio corpo era ancora con me. Guardai giù per accertarmi che era così. La mia anima era legata ancora per metà al corpo inerte e freddo. Magari con più forza riuscirei a salire in galla e mi avrebbero vista e sarei salva!
Che sciocca che ero. Una volta che il cuore cessa di battere, non si può tornare più indietro.
[/font]
  • 0

#2 Kate Malone

Kate Malone

    Moderatore

  • Moderatore
  • 1582 messaggi
144

Inviato 04 luglio 2012 - 16:20

Ciao!

Le sorrisi e le chiedi l'ora.

chieSi.

Annuì e cominciai a remare

Annuii.

cancellandotutti


Ti sei mangiata un spazio.

Sono stata condannata a vagare tra i miei ricordi per l'eternità , a rivivere il mio passato


Qui invece ne hai messo uno di troppo prima della virgola.

Ho voluto rileggere e ri-commentare il racconto perché mi ricordavo che mi era piaciuto. Oltre tutto, io avevo letto la prima versione mi sembra e non questa rivista... ed ero abbastanza curiosa di sapere se avevi cambiato qualcosa o meno. Niente altro da dire, come allora, mi è piaciuto. :)

- K.
  • 0

#3 Liusca

Liusca

    Sostenitore

  • Sostenitori
  • 1175 messaggi
46
  • ProvenienzaPotenza

Inviato 04 luglio 2012 - 17:13

Grazie :smillone:
Ma la parte modificata è la seconda, che non ho ancora postato.
  • 0

#4 faddo

faddo

    Imbrattatore

  • Utenti
  • 63 messaggi
-2

Inviato 04 luglio 2012 - 18:20

Questo racconto non mi è piaciuto molto, trovo l'inizio un po' sconslusionato e la fine sconclusionata, ma allo stesso tempo non ti lascia moltissimo su cui pensare.
Troppo descrittivo, il punto di vista è tutto mirato su ciò che accade alla protagonista e poco su ciò che accade intorno, non riesco a capire se è sola, cirocndata da altre persone che la cercano magari in superficie, se la sua amica è lì anche lei morta.
La narrazione è lenta ma adatta a questo genere di racconti quindi la cosa è positiva.
Pochi errori di grammatica, direi più errori di disattenzione che ti ha già elencato il recensore sopra di me.
Per il resto posso dirti che mi ha davvero suscitato curiosità il concetto del morto che ruba l'anima per andare in paradiso siccome non ha potuto rubar l'anima della persona morta (questo è quello che ho capito dal racconto, ma credo di sbagliarmi)
Come storia tragica, non son in grado di apprezzarla molto e il mio commento potrà sembrarti soggettivo, ma che ci posso fare recensisco ciò che leggo non ciò che mi va di recensire.
Aspetto di leggere la seconda parte magari per ricredermi, son sempre pronto a ritrattare i miei pensieri :)
Il mio consiglio è spezzare a volte le descrizioni con piccole parte di dialogo magari parti di pensiero diretto della persona che quindi pensando parla come parlerebbe, ovvero meno metafore più fatti, e sproliloqui.
  • 0




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi