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Nettare e ambrosia


25 risposte a questa discussione

#1 Midgardsormr

Midgardsormr

    Serpente del Mondo

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Inviato 27 giugno 2012 - 21:06

[font=lucida sans unicode,lucida grande,sans-serif]Commento: http://www.writersdr...mi15-devshirme/[/font]

[font=lucida sans unicode,lucida grande,sans-serif]Buio. Le pareti della stanza riverberano pavide i raggi di un lampione oltre le persiane chiuse. L’aria è immobile e inerte, si avverte un respiro che pare quello di Cronos. O forse è il mio? Ed entri tu, ammantata d’oscurità: a malapena distinguo il tuo volto, ma sono sicuro che stai sorridendo. Ai piedi del letto, insieme agli ultimi vestiti, deponi ogni residuo pudore, e ti avvicini non con la vereconda modestia della castità, bensì col piglio deciso della conquistatrice amazzone capace di domare ogni minaccia. Non ti turbano né la mia né la tua nudità, e anzi, con la grazia e l’impudenza dell’ingenuità (o la malizia e l’astuzia dell’esercizio), le sfrutti come armi per ridurmi in schiavitù.[/font]

[font=lucida sans unicode,lucida grande,sans-serif]Sarebbe facile affermare, a questo punto, di aver cavalcato la passione come un destriero selvaggio. Ma si tratterebbe di una frase vuota e retorica, attraversata solo da un volgare gusto per il doppio senso, poiché non sarebbe in grado di spiegare in nessun modo tutto il bene che ti voglio, o tutto il bene che mi vuoi, né i brividi di soddisfazione che provo quando sono investito dai tuoi baci; non sarebbe in grado di spiegare la condivisa gioia di un segreto, o l’intima esultanza dei nostri corpi indivisibili, o il mistero dell’ebbrezza al suono dei nostri sospiri che nel buio della stanza risuonano come altrettanti “Evoè” di orgiastici baccanali in cui tu, o divina, sei la mia splendida ninfa e io il tuo satiro devoto.[/font]

[font=lucida sans unicode,lucida grande,sans-serif]Buio. Mi sveglio di soprassalto al lontano boato di un tuono. Fuori dalla finestra infuria tempesta: i bagliori dei lampi s’insinuano spaventosi attraverso gli spiragli delle imposte. Tu dormi ancora, mentre gli scrosci battono incessanti contro le persiane e il vento infuria sulla strada. Il sonno ci ha colti nel nostro ultimo abbraccio, prima ancora che potessimo coprirci con il pudico lenzuolo gettato in qualche modo ai piedi del letto, e così posso riconoscere il dolce peso del tuo corpo sopra il mio, e avvertire il tuo respiro regolare all’altezza delle mie spalle. Ti accarezzo i capelli, piano, per non destarti. Sorridi senza rendertene conto. Sento il tuo seno morbido premere sul mio petto mentre con la mano, sotto i capelli, scivolo lungo la tua schiena fino ai tuoi fianchi. Vorrei ancora far l’amore con te, ma non ho cuore di svegliarti, preferisco rimanere a guardarti mentre, concedendomi una fiducia di cui vado fiero, affidi il tuo riposo alle mie braccia. Tanto più che presto, se non riuscirò a dominarmi, sentirai forte il mio desiderio di nuovo assetato premere sul tuo ventre prono e, foss’anche solo per il disturbo, finirai con l’aprire gli occhi.[/font]

[font=lucida sans unicode,lucida grande,sans-serif]Vorrei fare l’amore, e folleggiare con te mille e mille volte, per aggirare l’ineluttabilità della morte e farmi beffe del Fato che, lo so, ci conduce là dove non vorremmo. In questa notte di tempesta, quando i tuoni di Zeus ricordano all’Uomo quanto breve e misera sia la sua vita, vorrei cogliere insieme a te il frutto nascosto del piacere, e dividere insieme il nettare dell’estasi, e insieme raggiungere il più alto deliquio dei sensi nel quale l’Uomo supera gli Dèi. Vorrei dirti quanto ti amo senza per questo cadere nella banalità del mondo odierno. Vorrei, ma aspetto che sia tu a volerlo, a svegliarti e ad accorgerti del mio desiderio, e ad esaudirlo come hai già fatto finora. Aspetto che tu mi doni un altro abbraccio, e un altro bacio, e poi di nuovo te stessa come io ti dono tutto di me. Aspetto per poterti accompagnare verso luoghi remoti che neanch’io conosco fino in fondo.[/font]

[font=lucida sans unicode,lucida grande,sans-serif]Buio. Fuori non tuona più. Sta sorgendo l’alba, e noi stiamo ancora facendo l’amore.[/font]
  • 0

#2 Midgardsormr

Midgardsormr

    Serpente del Mondo

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Inviato 27 giugno 2012 - 21:11

Spero sia un racconto adatto a questa sezione.
È una scena d'amore, è vero. Ma mi pare abbastanza edulcorata da poter essere presentata anche fuori dalla "Narrativa over 18".
Nel caso qualcuno la pensi diversamente, spostate pure il topic nella sezione specifica. :)
  • 0

#3 Esse.nce

Esse.nce

    Imbrattatore

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Inviato 28 giugno 2012 - 17:08

Che dire?

[color=#282828]scivolo lungo la tua schiena fino ai tuoi fianchi.[/color]

Qui c'è una piccola ripetizione che a prima lettura genera un po' di fastidio, ma si tratta di sciocchezze.
Dopo aver letto la prima frase ho pensato: "bene, non arriverò mai alla fine".
Ho creduto di essere davanti a un racconto pesante, condito di paroloni che difficilmente si scavalcano. Mi sarei fermata al primo errore. E invece, meraviglia delle meraviglie, si è letto da solo. Hai trattato un tema che, perdonami, spesso e volentieri diventa banale (due persone molto innamorate che fanno l'amore, ordunque?) e invece è scorso benissimo, roba che sono arrivata alla fine domandandomi come fosse già finito.
Quello che mi domando: può essere vero?
Esiste qualcosa di realmente reale, in questi personaggi? Da lettrice mi ha fatto garbatamente sorridere, tuttavia alla fine ho avuto coma la sensazione di aver letto una favola, un qualcosa di assurdamente distante dalla quotidianità. Ma probabilmente non è altro che un'opinione dovuta alla mia personalissima visione delle cose.
Che poi, alla fin fine, non hai caratterizzato i personaggi come fossero i classici protagonisti di classiche storie d'amore:

[color=#282828] Ai piedi del letto, insieme agli ultimi vestiti, deponi ogni residuo pudore, e ti avvicini non con la vereconda modestia della castità, bensì col piglio deciso della conquistatrice amazzone capace di domare ogni minaccia. Non ti turbano né la mia né la tua nudità, e anzi, con la grazia e l’impudenza dell’ingenuità (o la malizia e l’astuzia dell’esercizio), le sfrutti come armi per ridurmi in schiavitù.[/color]
[color=#282828]Sarebbe facile affermare, a questo punto, di aver cavalcato la passione come un destriero selvaggio.[/color]

Hai dato loro una personalità non banale, cosa molto importante a mio avviso. Nonostante la brevità del testo e il tema assolutamente generico i personaggi, in qualche modo, sono rimasti.
Quindi, che dire?
Mi è piaciuto veramente tanto, sono curiosa di leggere altro per capire se hai sempre questa capacità di essere così edulcorato ma assolutamente "leggero".
Complimenti!
  • 1

#4 Midgardsormr

Midgardsormr

    Serpente del Mondo

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  • ProvenienzaRagnarok

Inviato 29 giugno 2012 - 08:05

Grazie per il commento. :)

Riguardo la ripetizione, credo tu abbia ragione. Forse dovrei correggere con "scivolo lungo la schiena fino ai tuoi fianchi". Sì, decisamente meglio.
In realtà c'è anche un'altra ripetizione che a me urta, ovvero

Fuori dalla finestra infuria tempesta

e

il vento infuria sulla strada

poste a (troppo) breve distanza l'una dall'altra. Si tratta di un errore spuntato in fase di editing, il primo "infuria" l'avevo inserito per modificare la frase, che in precedenza non mi convinceva. Pazienza, correggerò.

Mi fa piacere che tu abbia colto anche il tono vagamente "irreale" intorno ai personaggi, quasi si trattasse di una favola: è un'atmosfera che ho fortemente voluto trasparisse.

Sono contento che il racconto ti sia piaciuto.
Grazie ancora! :)
  • 0

#5 Frà

Frà

    Moderatore Gioconda

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Inviato 29 giugno 2012 - 20:47

E' difficoltoso riuscire a commentare questo racconto e a segnalarti i dettagli senza incidere in maniera invasiva sullo stile. Nel suo sviscerarsi, il testo è coerente, e corretto, ma forse, per mio gusto personale, come dici è troppo edulcorato per farsi apprezzare nella sua totalità. Lo trovo un po' troppo barocco, rallenta la lettura e rende difficoltosa la comprensione delle tue parole, soprattutto quando cerchi di descrivere le posizioni del corpo, ti confesso che mi ci sono perso. Ma ripeto, credo che questo sia il tuo stile, con cui tratteggi in maniera cospicua una scena di desiderio proiettata dal punto di vista di lui. Non so, io sono convinto che a volte, soprattutto se devi descrivere un certo tipo di scene, l'immediatezza sia fondamentale. E il continuo appellarsi ad aggettivi, frasi lunghe e parole che, sebbene giuste a tenere alto il tenore del testo, un po' rallentano la comprensione, non facilita quest'ultimo aspetto.
A rileggerti!
  • 0

#6 Midgardsormr

Midgardsormr

    Serpente del Mondo

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Inviato 30 giugno 2012 - 09:37

Grazie mille per il commento sincero, Frà. :)

Sì, il racconto è molto barocco. Sul fatto stesso che si tratti di un "racconto" vero e proprio ci sarebbe poi da discutere... Io lo concepisco più come "poesia in prosa", e allora tutta la ricercatezza stilistica può anche starci.
Ci tengo a sottolineare che non tutti i miei scritti hanno questo tono. :) Questo non è il mio stile. Ho la fortuna di essere abbastanza camaleontico, da questo punto di vista. Riesco a scrivere testi solenni, dimessi, barocchi (come questo) e colloquiali con una certa facilità. Spero di pubblicare a breve qualcosa che lo possa dimostrare. ;)

Grazie ancora.
  • 0

#7 Velvetacid

Velvetacid

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Inviato 30 giugno 2012 - 10:18

Pur presentato in una scrittura "edulcorata" il racconto risulta ingenuo. Come dice Frà sono convinto che tutta questa incellofanatura abbia fatto perdere al racconto di mordente. Non mi fraintendere: a me le parole ricercate piacciono, ma qua percepisco una forzatura. Tutto questo sviolinare di aggettivi aulici mi allontana dal contesto dell'immediatezza dell'atto d'amore. Non sento il loro rapporto, non sento la carnalità, non sento l'animalesco. Qua è tutto confezione e zero orgasmo. Credo che tu abbia un buon gusto lirico che però necessità di controllo, sembra che ti sei lasciato prendere dalla ricerca dell'estetico dimenticandoti,però, dell'estatico. Caratteristica che credo sia necessaria nella descrizione di un atto sessuale o d'amore che sia. Spero che non te la prenda, preferisco essere schietto e dire le cose senza tanti eufemismi. Sarebbe necessario anche un netto taglio di molti aggettivi possessi a volte inutili.
Alla prossima lettura
Saluti
VelvetA
  • 1

#8 moneder

moneder

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1

Inviato 30 giugno 2012 - 18:40

[font=times new roman,times,serif]Un racconto che mi è piaciuto moltissimo. L'ho trovato deliziosamente passionale, ed è vero, presenta uno stile ricercato e un linguaggio aspro, ma secondo me è adeguato a presentare l'altro lato dell'amore, un Eros altisonante, una passione eternatrice, mezzo per sfuggire alla morte. [/font]



[font=times new roman,times,serif]

Il sonno ci ha colti nel nostro ultimo abbraccio, prima ancora che potessimo coprirci con il pudico lenzuolo gettato in qualche modo ai piedi del letto,

[/font]

[font=times new roman,times,serif]Bella l'immagine, molto sensuale.[/font]

[font=times new roman,times,serif]

Vorrei fare l’amore, e folleggiare con te mille e mille volte

[/font]

[font=times new roman,times,serif] sembra riprendere Catullo[/font]
[font=times new roman,times,serif] [/font]
[font=times new roman,times,serif] [/font]
[font=times new roman,times,serif]

Buio. Fuori non tuona più. Sta sorgendo l’alba, e noi stiamo ancora facendo l’amore.

[/font]


[font=times new roman,times,serif]Non capisco la ripresa con "Buio", dato che sorge l'alba. Rende bene anche se lo rimuovi, secondo me. Comunque, la frase finale è molto bella.[/font]
  • 1

#9 Midgardsormr

Midgardsormr

    Serpente del Mondo

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Inviato 01 luglio 2012 - 09:17

Grazie a entrambi per i commenti. :) Passo a rispondere nell'ordine.

@Velvetacid

Tutto questo sviolinare di aggettivi aulici mi allontana dal contesto dell'immediatezza dell'atto d'amore. Non sento il loro rapporto, non sento la carnalità, non sento l'animalesco. Qua è tutto confezione e zero orgasmo.

Non doveva sentirsi l'animalesco, non doveva sentirsi la carnalità, non doveva sentirsi l'immediatezza dell'amore. Tutto qui. :) La mia è stata una precisa scelta: se tu avessi colto "l'orgasmo" avrebbe significato che non sono riuscito a trasmettere ciò che volevo.
Di autori che mettono carnalità e "orgasmo" nella descrizione dell'atto d'amore, tra i moderni, ce ne sono a bizzeffe, alcuni anche molto bravi.Nonostante tutto però, per me una delle scene d'amore più belle da leggere resta quella di Adso ne Il nome della rosa: un amplesso fatto di citazioni sacre, poesia e passione, dove le immagini più esplicite sono al più dei passi del Cantico dei Cantici.
Senza volermi mettere al livello di Eco (non oserei mai), e con tutte le dovute differenze (lì il tono dell'amplesso è più concitato, perché tra le altre cose è narrato all'interno dell'economia di un romanzo), il mio racconto voleva essere proprio quello che è: un racconto fatto di citazioni classiche, che potesse anche far riflettere un poco su quello che c'è oltre il semplice atto fisico. Il quale, nonostante sia il fulcro dell'intera narrazione, per me passa in secondo piano.

Non me la prendo affatto per il tuo commento, anzi, sono contento di quello che hai scritto perché comunque mostra che hai colto ciò che volevo trasmettere... anche se non sei d'accordo sulle mie scelte. ;) In fondo, non si può piacere a tutti. :)

@moneder
Sono contento ti sia piaciuto.
E sono contento anche che tu abbia colto il richiamo a Catullo. ;)
La ripresa con il terzo "Buio." nell'ultimo paragrafo ha una duplice funzione: prepara al contrasto con l'alba (che sta sorgendo, quindi è un buio molto diverso dal secondo, dovuto alla tempesta), e scandisce la struttura ternaria del racconto (primo "Buio." > presentazione; secondo "Buio." > svolgimento; terzo "Buio." > finale/chiusa). Eliminandolo, la seconda parte resterebbe inconclusa e sospesa. Forse potrei eliminare insieme al terzo anche il secondo "Buio.", sostituendolo con qualcos'altro, e lasciando così al lettore il compito di cogliere le tre parti distinte. È una cosa da valutare, grazie per avermelo segnalato. :) Se anche altri la penseranno come te provvederò a correggere di conseguenza.

Grazie ancora a entrambi. :)
  • 1

#10 Mrs Dalloway

Mrs Dalloway

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Inviato 01 luglio 2012 - 11:04

Se posso esprimermi in tutta sincerità il tuo racconto mi è piaciuto proprio perché edulcorato. Come forse qualcuno avrà capito io amo molto la retorica, il pomposo stile barocco con tutti i suoi fronzoli e ornamenti, ma non è il tuo caso. Credo che il tuo stile sia stato elegante, senza essere artificioso. Si può essere sensuali ed intriganti, anche senza arenarsi sull' "arido vero", come forse l'avrebbe definito il buon, vecchio Leopardi. Sarà forse una mia ingenuità artistica, ma apprezzo molto "un prodotto" ben confezionato come il tuo.
  • 0

#11 Midgardsormr

Midgardsormr

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Inviato 01 luglio 2012 - 13:06

Grazie mille. : Chessygrin :
Come già detto, questo non è il mio stile consueto. Ciò non toglie che di tanto in tanto qualche scritto un po' più infiocchettato non possa trovar posto nella mia produzione, come in questo caso. ;)
  • 0

#12 melocactus

melocactus

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Inviato 03 luglio 2012 - 09:04

Concordo con Velvet.
Il brano si perde nella forma e non raggiunge il sentimento, fino ad essere, a mio parere in certi punti, freddo e distante dalla scena che descrive. Sarò molto diretta come è mia abitudine: se il tuo intento era quello di dare una descrizione che non trasmettesse emozioni ma stupisse con luci artificiali, ci sei riuscito in pieno.
Tuttavia, un bell'esercizio come questo non mi trasmette nulla, mi arricchisce poco. Ti posso dire: bravo, sai usare le parole. Che non significa comunicare.
E' vero che la volgarità del sesso è abusata perché fa vendere e che l'atto d'amore può anche essere poetico, ma il sentimento si deve sentire, deve arrivare al cuore di chi legge. Non dico che non si possa farlo usando la pomposità, dico che in questo caso non è successo.

melocactus
  • 0

#13 Midgardsormr

Midgardsormr

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Inviato 03 luglio 2012 - 11:05

Grazie per il commento. :)

Fa male perché "qualcosa" pensavo che comunque fosse arrivato... evidentemente ho ancora molto da imparare. :) Non era mia intenzione scrivere un vuoto esercizio retorico, men che meno uno sbrodolamento di termini pomposi e barocchi usati solo per stupire il lettore. L'intenzione era di arrivare a elevare l'atto più fisico del rapporto d'amore, e ad astrarlo su un piano diverso.
Astrarlo.
Usando, nel mio caso, riferimenti classici. E nei poeti classici troverai una pletora di figure come quelle che ho usato io.

Forse la sensibilità moderna non concede molto a questo tipo di "astrazione". O forse più semplicemente l'ho realizzata male io.
Ci sta che io non sia riuscito nel mio intento: non sono un professionista, e ho iniziato a pubblicare qui proprio per confrontarmi e migliorare. :) Per questo ti ringrazio molto per quello che hai scritto, sono le critiche più dirette quelle che fanno crescere.

Quello che hai scritto è condivisibile e quindi lo terrò in considerazione. Su un solo passaggio non solo d'accordo:

Ti posso dire: bravo, sai usare le parole. Che non significa comunicare [...] il sentimento si deve sentire, deve arrivare al cuore di chi legge.

Il fatto stesso che ci sia gente che si emoziona di fronte a pagine come queste, come dimostrato anche da un paio di commenti ricevuti qui, significa che qualcosa sono riuscito a comunicarlo. Ma in una comunicazione gli estremi sono due, e chi sta dalla parte del ricevente deve anche esser capace di ricevere. ;) Che tu non abbia sentito il sentimento non significa che non ci sia. A maggior ragione se altri l'hanno sentito. Si tratta oltre che di parole di una predisposizione d'animo, che alla lettura evidentemente non avevi.

Una critica sullo stile ci può stare, perché sostenuta da riscontri oggettivi, e anzi è ben accetta. Lo è molto meno una critica generalizzata sul "sentimento", laddove di riscontri così "generali" non ci sono. :)

Grazie ancora, spero che commenterai altri miei lavori. :)
  • 0

#14 Hearts

Hearts

    Scribacchino

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Inviato 03 luglio 2012 - 11:51

A me è piaciuta questa parte:

Buio. Mi sveglio di soprassalto al lontano boato di un tuono. Fuori dalla finestra infuria tempesta: i bagliori dei lampi s’insinuano spaventosi attraverso gli spiragli delle imposte. Tu dormi ancora, mentre gli scrosci battono incessanti contro le persiane e il vento infuria sulla strada. Il sonno ci ha colti nel nostro ultimo abbraccio, prima ancora che potessimo coprirci con il pudico lenzuolo gettato in qualche modo ai piedi del letto, e così posso riconoscere il dolce peso del tuo corpo sopra il mio, e avvertire il tuo respiro regolare all’altezza delle mie spalle. Ti accarezzo i capelli, piano, per non destarti. Sorridi senza rendertene conto. Sento il tuo seno morbido premere sul mio petto mentre con la mano, sotto i capelli, scivolo lungo la tua schiena fino ai tuoi fianchi. Vorrei ancora far l’amore con te, ma non ho cuore di svegliarti, preferisco rimanere a guardarti mentre, concedendomi una fiducia di cui vado fiero, affidi il tuo riposo alle mie braccia. Tanto più che presto, se non riuscirò a dominarmi, sentirai forte il mio desiderio di nuovo assetato premere sul tuo ventre prono e, foss’anche solo per il disturbo, finirai con l’aprire gli occhi.


Trovo che qua ti sei lasciato un po' più andare, sempre mantenendo un linguaggio elegante e sei meno astratto che nel resto del brano... in questo stralcio trovo una sorta di equilibrio tra raffinatezza e sensualità.
Il resto mi è sembrato più freddo e mi è piaciuto meno.
A rilleggerti.
  • 0

#15 Hearts

Hearts

    Scribacchino

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Inviato 03 luglio 2012 - 11:54

*rileggerti
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#16 Midgardsormr

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Inviato 03 luglio 2012 - 12:43

Grazie per il commento. :)

Sì, in effetti non sei la prima a preferire quella parte rispetto alle altre. Forse perché lì più di altrove traspare il citato "sentimento" di cui si parlava anche con melocactus. Effettivamente quel brano è il meno astratto dell'intero racconto, e quindi necessariamente è più sottile il velo di citazioni classiche che si interpone tra il lettore e la scena.

Da qual che ho capito, sembra che la mia scelta stilistica di offuscare la narrazione con un "vetro smerigliato" di riferimenti al classicismo non sia piaciuta molto... Dai commenti diretti di Velvet e melo, ad altri meno diretti come quello di Frà, il filo conduttore che individuo è che in generale pare che uno stile ricercato non sia adatto alla scena descritta e narrata.

Questa è una cosa su cui dovrò riflettere: ho sempre creduto che il contenuto fosse completamente svincolato dalla confezione esterna, in un racconto. Forse non funziona così in tutti i casi.

Grazie. :)
  • 0

#17 Guest_mnp87_*

Guest_mnp87_*
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Inviato 03 luglio 2012 - 14:13

Per i miei gusti sei troppo ridondante, ma è solo questione di gusti perché ammetto che comunque sia è ben scritto, sopratutto riesci a mantenere il livello fino alla fine.
  • 0

#18 Nanni

Nanni

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Inviato 03 luglio 2012 - 14:14

Questa è una cosa su cui dovrò riflettere: ho sempre creduto che il contenuto fosse completamente svincolato dalla confezione esterna, in un racconto. Forse non funziona così in tutti i casi.

In un racconto, più che in un romanzo, la forma è tutto. Si può raccontare la stessa storia in migliaia di modi ottenendo ogni volta un risultato diverso.
  • 0

#19 Midgardsormr

Midgardsormr

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Inviato 03 luglio 2012 - 14:33

In un racconto, più che in un romanzo, la forma è tutto. Si può raccontare la stessa storia in migliaia di modi ottenendo ogni volta un risultato diverso.


Sì, forse mi sono spiegato male... :)
Proprio perché la forma è così importante credevo che la scelta di un autore sul modo di accoppiare forma-contenuto fosse più libera, e quindi meno soggetta a critiche del tipo: "questo tipo di storia la racconterei con un altro stile". Posso capire un romanzo, mi riesce più difficile per un racconto di una cartella e mezza. :) Tutto qui.

Grazie per le puntualizzazioni ad entrambi, comunque. :)
  • 0

#20 Nanni

Nanni

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Inviato 03 luglio 2012 - 14:38

Ah, ho capito. Scusami per la puntualizzazione inutile, in questo senso sono assolutamente d'accordo con te. Il contrasto tra forma canonica e forma prescelta può essere un magnifico generatore di senso. Descrivere una giornata di lavoro in ufficio come se fosse una cronaca medevale, per esempio. O viceversa.

Messaggio modificato da Nanni, 03 luglio 2012 - 14:40

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