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[MI14] La maschera dell'eroe


9 risposte a questa discussione

#1 Nicolaj

Nicolaj

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Inviato 27 maggio 2012 - 17:17

Commento
Prompt di Mezzogiorno

Spoiler


***


Guardati.
Tutti ti acclamano. Tutte quelle facce davanti al palco sorridono e gridano per te. Tutte quelle facce. Tutte quelle facce hanno occhi che vedono in te la loro speranza, che trovano in te la sicurezza; quegli occhi vedono in te la loro felicità.
Mi amano.
No. Non è così. Tu non sei la loro felicità. Tu sei il loro cane da guardia. Chi stanno acclamando?
Me, acclamano me.
Le donne gettano fiori intorno a te, gli uomini applaudono forte. I bambini gridano e sventolano i pupazzi, le sciarpe, le bandiere che ti rappresentano. Il presidente ti stringe la mano e le sue rughe s’increspano intorno agli occhi mentre ti ringrazia a bassa voce, con una parola sola, intima dopo il ringraziamento pronunciato ad alta voce davanti alla folla.
Tutti acclamano l’uomo che è in grado di correre tanto veloce da raggiungere un’auto. Tutti amano l’uomo che possiede una forza tale da fermare quell’auto con una mano, mentre con l’altra assicura i rapinatori alla giustizia.
Io! Sono io quell’uomo.
No. Non lo sei. Tu sei l’uomo che è dotato di quella forza e di quella velocità. Ma non sei l’eroe che campeggia sui gadget. Loro non ti amano più di quanto s’amino tra loro. Se tu non fossi dotato dei tuoi poteri, non saresti nulla per loro. Se tu fossi uno storpio, eviterebbero il tuo sguardo incontrandoti per strada; ti rivolgerebbero solo parole di pietà o di derisione. Se tu fossi un impiegato avresti un appartamento tuo e una famiglia e passeresti inosservato; o sceglieresti di non avere una famiglia e di vivere in affitto, e ti guarderebbero diversamente. Se tu fossi un eroe ti guarderebbero con ammirazione e vedrebbero in te la garanzia delle loro possibilità di essere felici. Qualsiasi cosa tu fossi, loro avrebbero un’opinione su di te; ma l’essenza del tuo animo è del tutto ininfluente per loro. Non gli interessa. Non possono comprenderla. Per ottenere comprensione sei costretto a indossare una maschera. La maschera dell’eroe.
Ma io sono un eroe! Questi poteri fanno parte di me e m'hanno reso un eroe!
Stai fingendo di non comprendere. I tuoi poteri sono parte di te stesso, non l’essere un eroe. Che cosa significa essere un eroe? Anteporre la salvezza degli altri alla propria? Proteggere gli altri? Assicurare i colpevoli alla giustizia? Sostenere prove che gli altri non possono sostenere? Tu hai dei poteri che ti permettono di fare cose che altrimenti non faresti. Non piomberesti nel mezzo di una rapina se non fossi in grado di evitare i proiettili. Non ti getteresti contro energumeni alti il doppio di te e grossi il triplo, se non avessi la possibilità di sconfiggerli con un dito. Tu ti comporti da eroe perché ne hai il potere. Ma non sei un eroe. Dentro di te non c’è niente di eroico. Se non avessi i poteri tu vivresti come un codardo, come la maggior parte degli esseri umani.
Ma io ho i poteri. Ho la possibilità di fare quello che gli altri non possono.
E l’acclamazione degli altri dipende unicamente da questo. L’acclamazione degli altri nei tuoi confronti dipende dal fatto che ti comporti in un modo che non ti è naturale. Se tu avessi i poteri ma ti comportassi ugualmente come una persona normale, nessuno ti starebbe adorando. I tuoi poteri ti hanno dato la possibilità di indossare una maschera. E tu l’hai fatto per sfuggire a te stesso. Per essere qualcuno di migliore; ma qualcuno che non sei tu.
Togliti la maschera, sii te stesso.
Lo faccio.
Guardati.
Non hai nessuno che ti stringa la mano. Non hai nessuno che ti tocchi la spalla in maniera amichevole. Non hai nessuno che ti abbracci. Adesso ti lasciano solo. Ti passano accanto senza guardarti. Le tue parole non li raggiungono. Le tue sciocche parole impacciate non hanno neanche il tempo di uscire dalla bocca, che già loro hanno tirato avanti.
Adesso ti disprezzano. Hai visto i loro sguardi mentre la banca veniva rapinata. E tu non hai fatto niente. Nessuno ha fatto niente, ma tu hai sempre i tuoi poteri. E per questo ti disprezzano. Loro vogliono la tua maschera per se stessi; non te. A loro non importa di te. Tu sei solo.
Adesso ti minacciano. Lanciano uova contro i finestrini della tua auto. Accasciati, piangi pure, non serve a niente.
Chi sei?
Chi sono? Sono quello che gli altri vedono in me? Posso conoscermi solo perché ci sono gli altri? Allora perché non va bene? Perché non sto bene? Quando mi comportavo come un eroe gli altri mi amavano, ma io sentivo di essere fuori posto. Adesso che mi comporto come sento, adesso che non devo più essere il giustiziere o il salvatore che non sono, adesso. Adesso mi odiano. Ma io chi sono? Cosa voglio? Non lo capisco più.
Forse io non esisto. Sono solo un autoinganno. Forse di me esiste solo quello che gli altri vedono. E allora perché quando il sole mi accarezza il viso sento il bisogno di piangere? Perché quando fumo sul balcone guardo giù e mi viene da pensare che forse dovrei buttarmi? Da dove vengono questi pensieri? Dal me stesso che è un eroe? O da quello che è un egoista? Quale dei due è il vero me?
Non capisco.
Non capisco.
Ma adesso provo anche odio. Mia madre e mio padre mi hanno insegnato che l’odio non è positivo. Che l’odio consuma e uccide. Ma mia madre e mio padre si odiavano quando litigavano? Quando pronunciavano parole definitive e poi sembravano dimenticarle? Mura di parole definitive si sono create fra loro, tutte dimenticate lì, a separarli sempre di più; senza odio, soltanto silenzio. E io chi ero per loro? Per loro, almeno, ero me stesso? Ero fuori, per mio padre. Solo. Per mia madre non lo so. Eppure allora non avevo ancora i miei poteri.
Odio i miei poteri. Posso correre veloce, ma non posso fuggire dai miei pensieri. Posso sollevare un tir, ma non posso sostenere il peso dei miei pensieri. Odio i miei pensieri.
L’ho capito adesso. Indosso la maschera dell'eroe perché ho disgusto di quello che sono e ho bisogno di essere amato. Non la indosso per gli altri, ma per me stesso. Ho usato i miei poteri per cercare di salvare me stesso. Da me stesso.
Ti odi. Per questo non puoi essere amato.
Però posso morire.

  • 0

#2 nerinacodamozza

nerinacodamozza

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Inviato 27 maggio 2012 - 18:12

[color=#282828][font=arial, helvetica, sans-serif] Il presidente ti stringe la mano e le sue rughe s’increspano intorno agli occhi mentre ti ringrazia a bassa voce, con una parola sola, intima dopo il ringraziamento pronunciato ad alta voce davanti alla folla.[/font][/color]

mi suona male da intima. Forse metterei una seconda virgola per isolarla.

Il resto mi pare che scorra anche se forse soffre un po' per i troppi ragionamenti. Capisco che è voluto e l'incipit e la chiusa funzionano, mentre ho trovato un po' di stanca nella parte centrale. Forse andava bene anche per l'altro prompt :asd: Scherzi a parte, il discorso si segue, ma non so, manca quel qualcosa per renderlo più forte, forse qualche immagine in più. Il contenuto è interessante a tratti. Perché che a parlare sia un "eroe" o meglio qualcuno con dei superpoteri rende tutto più interessante, mentre andando avanti si rimane su riflessioni applicabili a chiunque e perde qua un po' l'attrattiva e sfugge anche un po' il filo del discorso. Credo che qualche immagine in più gioverebbe. A rileggerti.
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#3 Spora

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  • ProvenienzaTra Busto Arsizio e R'lyeh

Inviato 27 maggio 2012 - 18:17

[font=arial, helvetica, sans-serif]ti ringrazia a bassa voce, con una parola sola, intima dopo il ringraziamento pronunciato ad alta voce davanti alla folla.[/font]

l'ultimo periodo dovrebbe essere spezzato, è un troppo lungo, specialmente se consideri che è collegato a quelli precedenti. La soluzione ideale forse sarebbe una virgola dopo 'intima'.

Sono solo un autoinganno.

non è granché, 'autoinganno'. 'Inganno' e basta non andava bene?

Grammatica, sintassi e ortografia sono corrette. Hai scelto uno stile appropriato per il tipo di racconto che hai scritto, che è molto introspettivo e richiede un tipo di scrittura che permetta una lettura scorrevole. Non hai usato termini pesanti, e questo è ottimo. Le uniche critiche che posso fare al tuo testo riguardano il contenuto. E' molto interessante il conflitto interiore del supereroe, sono questioni complesse che, anche se non sono il mio pane, mi hanno incuriosito. C'è tuttavia un 'ma', e anche bello grosso. MA perché non hai descritto qualche azione di questo supereroe? Il racconto è impoverito dalla mancanza di un aspetto più 'terra-terra' dell'eroe, secondo me. Sarebbe stato estremamente interessante vedere il supereroe alle prese col suo dilemma interiore nel bel mezzo di un'impresa eroica. Avrebbe aggiunto spessore alla storia. Così, il tuo racconto mi appare troppo distante, troppo estraniato dalla realtà. E' vero che i caratteri a disposizione erano troppo pochi per sviluppare un personaggio del genere, però è riduttivo definire un supereroe solo da poche righe: so che il protagonista è un supereroe solo perché dici che può correre velocissimo e ha una forza sovrumana (no, non è vero, lo so perché è il prompt della sfida, ma era per fare un esempio), mentre invece avresti dovuto mostrare i suoi poteri con un'azione spettacolare. Avrebbe giovato al racconto, che non è brutto in sé, anzi, ma manca decisamente di quell'aspetto eroico che mi aspettavo dal prompt che hai scelto.
  • 0

#4 Unius

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Inviato 27 maggio 2012 - 19:16

Effettivamente quest'eroe dovrebbe compiere qualche azione o almeno ricordare qualcosa di eclatante che ha fatto con i suoi poteri.
Non mi intendo molto di anime, ma ho presente vecchi cartoni giapponesi della mia giovinezza (i primi) dove il supereroe di turno trovandosi in mezzo a una folla che lo acclamava entrava in profondi e talvolta violenti conflitti interiori molto interessanti, circondato da facce con sorrisi a tutto schermo che mi spaventavano, mi inquietavano.
Ecco le scene iniziali me lo hanno ricordato, però io vi avrei associato dei ricordi, delle scene, anche frammiste, a illustrare il superpotere che questo eroe detiene. Poi lo fai capire che è come Batman che combatte contro i cattivi, affronta energumeni e schiva le pallottole, però è un'azione indiretta, un vago ricordo. Lo avrei fatto agire o al limite fermarsi durante un suo intervento, forse preso da scrupoli o qualcos'altro, non so, la cosa è molto soggettiva.
Questo per illustrare il potere che, ripeto, non è necessario che si estrinsechi assolutamente nell'azione, ma deve essere illustrato come immediatamente fattibile, almeno secondo me, non so se riesco a spiegarmi.
La scrittura, pur essendo scorrevole la trovo a tratti, diversi tratti, un po troppo introspettiva, descritiva e questo appesantisce i periodi.
Avrei snellito e limato, pur illustrando assolutamente tutti i dilemmi e le conclusioni del personaggio rapportati al suo pensiero e al pensiero degli altri, di quella sorta di pubblico che pare circondarlo e giudicarlo, situazioni assolutamente umane e non da supereroe, cosa che ai miei occhi lo rende interessante molto più che se avesse volato fulminando dall'alto i cattivi.

Forse io non esisto. Sono solo un autoinganno. Forse di me esiste solo quello che gli altri vedono.

Questa frase sa un po di vecchiotto, di già sentito.
Non mi piace molto nemmeno a me quell "autoinganno", un termine troppo tecnico per un racconto di fantasia. Avrei usato "illusione".
Comunque trovo interessante il tuo modo di descrivere l'eroe come su un palcoscenico teatrale,(ottima trovata) sotto gli occhi e il giudizio di tutti.
E' un buon spunto per procedere anche con altri esperimenti similari, indipendentemente dal numero dei caratteri che, si sa, limitano molto descrizioni e introspezioni.
  • 0

#5 Nicolaj

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Inviato 27 maggio 2012 - 20:29

Ciascuno di voi ha individuato il difetto principale, che è un'evidente carenza di immagini e di possibilità concrete. Ho dovuto sacrificarle, ridurle proprio all'osso. Sennò mi sarebbe uscito un racconto di diverse pagine, sicuramente migliore, ma con il quale non avrei potuto partecipare. Ma sì, avete ragione, in questo modo perde molto. Diciamo che perde quel tassello decisivo per rendere il testo non una riflessione, ma una narrazione. Ho voluto fare il mio primo esperimento di approfondimento psicologico esasperato, e ho imparato la lezione. La prossima volta cercherò di immergere tutto in immagini evocative e possibilità pressanti che diano il sapore della realtà, che non facciano sembrare psicologismo la psicologia del personaggio. Mentre invece mi rendo conto che così può sembrare un esercizio a tratti vuoto. (in effetti il modello che ho in mente in questo momento è il tuo racconto della metamorfosi, Nerina)
Raccolgo tutte le segnalazioni formali.
Se riesco a trovare il coraggio di riprenderlo in mano, vorrei proprio riscrivere questo racconto. Se ci riesco, se ci riesco poi vorrei farvelo leggere di nuovo, se vorrete.
Vi ringrazio per i vostri commenti.
  • 0

#6 Spora

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Inviato 27 maggio 2012 - 20:35

Certo, Nico :D L'idea era interessante, lo ripeto ancora. Mancava solo qualche dettaglio tangibile.
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#7 Unius

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Inviato 27 maggio 2012 - 21:57

Tranquillo, approfondendo nel senso che hai detto il racconto avrà nuove prospettive.
Il limite dei caratteri costringe a tagli drastici, si sa.
  • 0

#8 nerinacodamozza

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Inviato 28 maggio 2012 - 15:41

Aspetto di leggere la nuova versione allora. Immagini, flashback e simili secondo me aiutano anche a tener in mente le riflessioni e a dedurre la psicologia in modo più naturale, altrimenti risulta più difficile seguire in un senso narrativo. Poi in questo caso il personaggio sembrerebbe interessante e hai mille possibilità. Il tema mi piace, quindi scrivi :li:
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#9 Frà

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Inviato 28 maggio 2012 - 19:40

Considerandolo come un monologo lo leggo e ti dico solo: wow :) E' efficace, maturo, sentito, per quanto tutta la vicenda di un uomo che deve essere super a tutti i costi a volte si perde nelle troppe elucubrazioni. Ma come pezzo mi è piaciuto. Certo, non c'è una vera e propria narrazione, le vicende sono forse troppo nascoste dal suo pensiero, ma l'intento narrativo si percepisce. Mi ha ricordato, per quanto i contenuti differiscano, una canzone che io ho amato molto in passato (e che ancora oggi mi fa commuovere). Non prendendo in considerazione la competizione, mi sento di complimentarmi per cosa hai tirato fuori, perché sai che l'intimismo è un mondo da esplorare, e con questo racconto l'hai fatto :) A rileggerti!
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#10 Nicolaj

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Inviato 31 maggio 2012 - 17:14

Fra, scusa, non avevo visto il commento :follia:
Ti ringrazio per i complimenti e... lo sto migliorando :li: . Ci sto mettendo troppo perché ho poco tempo, ma lo sto facendo.
Tremate :asd:
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