Vai al contenuto

Accomodati pure!

Writer's Dream è la più grande community italiana dedicata alla scrittura e all'editoria.
Entra a farne parte anche tu: accedi o iscriviti per accedere a tutte le possibilità che WD ti offre.

Close
Foto

[MI14] Il nome dimenticato.


6 risposte a questa discussione

#1 VersoLUniverso

VersoLUniverso

    Imbrattatore

  • Utenti
  • 18 messaggi
0
  • ProvenienzaRoma

Inviato 27 maggio 2012 - 15:30

Commento: http://www.writersdr...759#entry182759


Prompt di mezzanotte: Psichedelia.


Il Nostro si svegliò nel buio della notte densa come la pece nera e si rese conto di essersi dimenticato il suo nome. Si schiaffò una mano sulla fronte e bestemmiò in cirillico.
– Зевс сардины.
Rotolò giù dalla brandina con la fronte imperlata di sudore e l’ascella commossa quanto una casalinga che assiste alla puntata settimanale della sua Soap Opera preferita. Strisciò fino allo specchio, con il naso appiccicato alla moquette che emanava odore di vomito rappreso e scoppiò a piangere. Singhiozzò come un patetico ragazzino, con il moccio che gli ostruiva il naso e un filo di bava alla bocca.
– Perché sei triste? – Il Nostro sollevò lo sguardo verso l’alto e si lasciò sfuggire un’imprecazione. Un vecchio con un’iride giallognola puntata verso il soffitto e un’altra fissa su di lui se ne stava con i piedi piantati in terra e le dita nodose attorcigliate sul manico del bastone da passeggio.
– Non ricordo! – Esplose il Nostro e affondò la fronte sulla moquette indurita. – Non ricordo come mi chiamo!
Il vecchio sbatté una palpebra e si accigliò.
– Oh, vieni qui. – Allargò le braccia e quelle si trasformarono in una serie di microtubuli di imbottitura rosa, il volto di pezza dalle sembianze di un grande orsetto Dolcecuore. Il Nostro tirò su col naso e si lasciò soffocare dal petto imbottito che emanava odore di fragola.
– Ma cosa mi succede? – Chiese con la gola impastata.
– Niente, caro. Sei solamente più fatto di un RastaMan rimbambito di Rave il giorno di San Patrizio durante la finale di rugby ScoziaIrlanda.
– Ah.
L’orso prese a sghignazzare, gli occhi-bottone strabuzzarono verso l’esterno e le pupille si tramutarono in due capocchie di spillo, il labirinto di microtubuli di ridusse a due unità paffute e rivestite da lino scuro a righe e sul naso caddero un paio di occhialini senza lenti.
– Adesso sono il tuo nuovo avvocato. Per casi come il tuo non c’è niente da fare. E la mia parcella sarà vergognosamente salata.
Il Nostro si sciolse dall’abbraccio con uno scatto e indietreggiò trascinando il fondoschiena sulla moquette.
– Che cosa diavolo sei, tu?!
– Un CambiaTutto.
– Un Cambia… Tutto?
– Cioè, oltre a trasformare il corpo, muto anche personalità.
L’avvocato si alzò, si ingobbì, dimagrì di novecentoventisette chili, si fece crescere barba e capelli, al posto del severo completo si materializzarono una camicia hawaiana di venti taglie più larga, un paio di Levi’s strappati e due infradito sfondate. Sul naso scivolarono degli occhiali tondi, le lenti scure a nascondere gli occhi.
– Ehi, fratello, io e te ci si capisce, vero? – Biascicò con un sorriso ebete stampato in faccia.
– Cosa… cosa intendi? – Balbettò il Nostro.
– Si, insomma, veterano di Woodstock, impiegato di facciata, camicie a maniche lunghe anche d’estate per nascondere i tatuaggi. Io ti comprendo, amico, e ti perdono. L’amore è grande.
Le parole si sciolsero così come il suo viso. La pelle crollò sul pavimento come un sacco di iuta vuoto, i capelli si staccarono a ciocche dal cranio, piovvero in terra in un vorticare lento e danzante.
Il Nostro fissò il buio, lo sguardo guizzò dall’armadio a muro vittima di una sparatoria di adesivi scrostati e scoloriti ai tre quarti di lavandino che spuntavano dal bagno. Una lama lunare infilzò la zanzariera della finestra e si adagiò sulle piastrelle bianche.
Barcollò in direzione della porta, i piedi poggiarono sul pavimento gelato, incontrarono il tappetino morbido e si fermarono. Ascoltò il suono delle gocce sputacchiate dal rubinetto, del gorgoglio dell’acqua sporca che scivolava dietro il muro, delle proteste dei grovigli di capelli, orecchini e pezzi di plastica che intasavano le tubature.
Un lacrima viola sgusciò dal rubinetto, gridò aiuto con una vocina esile e venne inghiottita dal lavandino. Il Nostro sbatté le palpebre per mettere a fuoco; un’altra lacrima, un altro grido, un’altra identica sorte.
Allora il Nostro tirò quella maniglia che sta dietro al rubinetto e che serve per chiudere la tubatura, quella di cui non si ricordava mai il nome, no, anzi, non se lo era nemmeno mai chiesto. Serrò ermeticamente il lavandino e aspettò.
Ne piovvero una, due, tre, quattro, cinque. Dieci, venti, trenta, quaranta, cinquanta.
Divennero un’unica grande lacrima viola, petulante, con due bulbi oculari galleggianti sulla superficie trasparente.
– Ehi, ciao. Anche tu sei frutto del mio giro di spinelli di tre ore fa? – Il Nostro crollò in ginocchio e si affacciò, le mani poggiate sulla ceramica fredda. L’acqua ridacchiò, gorgogliò, vorticò, le pupille dilatate dei bulbi oculari si inchiodarono addosso a lui.
– Spinelli, eroina, Jimi Hendrix, chiamala come vuoi, la tua droga.
L’acqua divenne gelatinosa, si arrampicò sulle pareti del lavabo e rientrò con un risucchio nella canna del rubinetto. Allora il Nostro sollevò lo sguardo e fissò la persona nello specchio.
– Il mio nome. L’ho perso. Tu te lo ricordi?
Il riflesso si passò una mano tra i capelli sudaticci e appiccicò la fronte al vetro sporco.
– Si, ma non te lo dirò. Faresti prima a controllare la tua carta di identità, la tua tessera sanitaria, un qualunque gratta e vinci scaduto, uno scontrino. Ma il dramma è un altro: hai perso la tua identità. Le tue idee, le tue passioni, i tuoi progetti, li hai rollati in una canna e te li sei fumati. E per recuperarli, non puoi limitarti a controllare un documento.
Poi lo specchio andò in frantumi, il Nostro vomitò l’anima sul pavimento del bagno e arrancò fino al frigorifero. Si addormentò con la testa abbandonata nel cassetto dei surgelati, la mattina dopo si svegliò con un mal di testa della malora e nessuna certezza.
Nessun lavoro, nessun progetto, nessun sogno utopistico.
Però una cosa ce l’aveva: il nome. Era scritto sul post-it appiccicato sulla credenza da una settimana che Silvia aveva scritto per lasciarlo.
Diceva le solite cose: non sei tu, sono io, voglio cambiare vita, ho conosciuto un brasiliano belloriccomuscoloso, ti auguro ogni bene.
E poi, la parte importante: addio, Guido.
  • 0

#2 Nicolaj

Nicolaj

    Supercritico

  • Supercritici
  • 2458 messaggi
128
  • ProvenienzaNapoli

Inviato 27 maggio 2012 - 16:41

Il Nostro si svegliò nel buio della notte densa come la pece nera

Credo non sia necessario precisare "nera". Usata in riferimento alla notte è palese che si tratti di pece nera (che poi esiste pece di altri colori? Non mi pare ma non sono sicuro).

– Зевс сардины.

Ci vorrebbe il punto esclamativo, visto che impreca. Però perdonami, questa è effettivamente una minuzia.

il labirinto di microtubuli di ridusse a due unità paffute e rivestite da lino scuro a righe

Questa trasformazione non riesco proprio a immaginarla. In effetti non credo di aver capito cosa sono le due unità paffute. Ma immagino dipenda dal fatto che non sto avendo un trip :asd: Insomma, se il tuo intento era semplicemente straniante, così va bene. Se volevi fornire un'immagine strampalata ma chiara, allora dovresti rendere in modo diverso la frase, secondo me.

Era scritto sul post-it appiccicato sulla credenza da una settimana che Silvia aveva scritto per lasciarlo.

Troppo pesante questa frase, penso contenga troppe informazioni. Potresti semplicemente eliminare il riferimento temporale; in fondo si capisce che lei deve averlo lasciato di recente.

Non ci sono grossi difetti formali, direi, ma manca pure un qualsivoglia picco qualitativo.
Il finale del racconto è quello che davvero fa funzionare l'insieme. Però, a livello puramente personale, non sono rimasto impressionato.
Non ho idea di come sia drogarsi, e questo limita le mie possibilità critiche su questo racconto. Non sono in grado di giudicare credibile o meno la sequenza di assurdità che dovrebbero essere dovute al trip. Il racconto si legge facilmente, ma scivola via altrettanto facilmente. Non propongo opinioni valide in assoluto, però a me è risultato piuttosto vicino all'indifferenza. Forse avresti potuto insistere sul modo in cui i sentimenti del protagonista si distorcono nel trip. E penso che che le immagini che hai proposto non siano molto vivide. Questi i due punti secondo me migliorabili.
Spero di aver detto almeno qualcosa che possa tornarti utile.
A rileggerti!
  • 0

#3 Spora

Spora

    Sostenitore

  • Sostenitori
  • 1805 messaggi
82
  • ProvenienzaTra Busto Arsizio e R'lyeh

Inviato 27 maggio 2012 - 16:51

– Зевс сардины.

A che serve riportare la bestemmia in cirillico, se non ne traduci il significato? Dal momento che non ho idea di cosa si nasconda dietro quei simboli, equivale a non aver scritto nulla.

Per essere strano, è strano forte. I dettagli non mancano, anche se sono messi con un tale disordine che sono rimasto disorientato più di una volta. Se lo scopo era sconvolgere il lettore fino a farlo sentire a sua volta dentro il trip, l'obiettivo è parzialmente raggiunto. Dico 'parzialmente' perché a volte subentrava la noia, scaturita dalla mancanza di azioni. Le descrizioni rimangono coinvolgenti quando sono intercalate nei movimenti del personaggio, e non era questo il caso, purtroppo.
Il finale amaro dà un pregevole senso al tutto.
  • 0

#4 Tiferet

Tiferet

    Scribacchino

  • Sostenitori
  • 652 messaggi
40
  • ProvenienzaSardegna

Inviato 27 maggio 2012 - 18:12

A me è piaciuto parecchio. Diciamo che quando ho pensato al prompt avevo più o meno in mente un delirio del genere :asd:
Niente ca eccepire... anzi una cosa te la faccio notare:

[color=#282828]sarà vergognosamente salata.[/color]

Un avverbio :wah:

A rileggerti :flower:
  • 0

#5 VersoLUniverso

VersoLUniverso

    Imbrattatore

  • Utenti
  • 18 messaggi
0
  • ProvenienzaRoma

Inviato 27 maggio 2012 - 22:10

@Tif si, un avverbio D: In quel caso mi piaceva :D

@Tutti si, l'intento era non far capire nulla. E ci sono riuscita. Bene!!! :D
  • 0

#6 nerinacodamozza

nerinacodamozza

    Sostenitore

  • Utenti
  • 4848 messaggi
456

Inviato 28 maggio 2012 - 13:00

In parte mi è piaciuto e in parte no. E per lo stesso motivo. Mi spiego: la narrazione visionaria è il suo punto di forza (a volte però la ricerca di umorismo mi è parsa un po' esagerata) e rende bene l'idea del trip dove tutto è alterato, però verso metà racconto mi sono un po' persa e mi sembrava di leggere frasi a sé, senza un filo. Che per un delirio sono perfette, ma per un racconto a mio parere un po' meno. Non dico che siano errori, solo che per gusto personale mi sono un po' annoiata. Il finale invece è buono.
  • 0

#7 Frà

Frà

    Moderatore Gioconda

  • Moderatore
  • 8822 messaggi
698
  • ProvenienzaCagliari

Inviato 29 maggio 2012 - 19:44

Secondo me questo testo è ancora in fase di evoluzione. Mi spiego: c'è un buon intento, ma purtroppo a mio avviso vi sono dei dettagli a livello di forma e di gestione di trama che lo rendono piuttosto acerbo, per certi versanti inaccessibile. In primo luogo la ripetitività: non solo dei termini ma anche a livello concettuale, da lettore ho visto proiettarsi una sequela di scene deliranti, illusioni, con scarsa partecipazione emotiva. C'è, descritta in qualche parte, ma non si legge. In secondo luogo non si legge una trama, ma solo una serie di parole e una preoccupazione sul nome. Il racconto inizia nel momento stesso in cui finisce. Il finale è efficace, ma certamente è, per mio parere, poco solido a contenere tutto il preambolo precedente. Detto questo, i presupposti narrativi, con i giusti accorgimenti e magari con uno stile meno elucubrato ma più diretto, con magari più mordente, non sarebbe male come approccio. Nulla comunque che con un duro lavoro costante e tempo dedicato non si possa migliorare :) A livello narrativo manca la trama, si percepisce con piccoli dettagli, ma secondo me è incompleta, troppo condita dalle illusioni e dai deliri visionari del protagonista. Ecco, lavorerei un po' di più su quest'aspetto. A rileggerti!
  • 0




0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi