Sotto la pelle
#1
Inviato 23 maggio 2012 - 21:40
Mi insegnarono a camminare su strade fragili
in punta di piedi
sono cordiale con gli sconosciuti
bambino che indossa cravatte
occhi color fiumi dei me che vorrei raccontare
avevamo solo sette anni
"sono Gesù Cristo"
disse
dentro una gabbia si nascondeva
una scala di pietra
era senza denti
diceva: "sono Gesù Cristo. Adoratemi."
I padri si diressero verso di lui con le pietre
e l’infernal intenzione di lapidarlo
seminarono odio
versarono speranza
la sua sposa indossava abiti di fiori appassiti / assassinati / deceduti / di morte cruenta
Verso il fiume. Mi scavò la testa per darla alle pietre.
Scambiò l’acqua con il mio sangue.
Disse: "dovresti amarmi credermi io amo il mondo mi prosciuga l’amore."
Adoratemi. E avrete di me l’eterno
e l’inferno che alberga nei vostri cuori
rimarrà solo
sotto la pelle.
#2
Inviato 23 maggio 2012 - 22:07
#3
Inviato 23 maggio 2012 - 22:21
#4
Inviato 23 maggio 2012 - 22:37
Ho tratto ispirazione da un uomo che ho conosciuto da piccolo.
Quando andavo alle scuole elementari c'era un barbone che girovagava nel mio paese che mi diceva di essere Gesù, il figlio di Dio. Sapevo che non era vero, ma lui era un uomo buono, non faceva del male a nessuno.
Io mi ci ero affezionato anche se tutti lo prendevano in giro.
Questo è ciò da cui ho tratto ispirazione. Un vecchio ricordo.
In realtà ho usato questo ricordo per spiegare un'altra cosa, un concetto più grande, che non so se arriverà a chi la leggerà. E non voglio forzare con le interpretazioni.
Grazie per la lettura.
#5
Inviato 24 maggio 2012 - 08:52
c'è da dire che il senso dipende anche dalla funzione logica che si attribuisce alle parole, mancando in alcuni passaggi la punteggiatura o andando al verso successivo con un termine piuttosto che con un altro, il lettore si ritrova tra interpretazioni anche distantiil mondo mi prosciuga l’amore.
qua sembra quell' "ibis redibis non morieris in bello" che lui aveva interpretato male mettendo le virgole nel posto sbagliato e in guerra era crepato. Se leggendo immagino la pausa prima o dopo "mondo", il senso cambia completamente. Ora, rileggendola, ho messo questa pausa dopo mondo e il senso diviene una catastrofe intima e personale per quel mondo che da oggetto d'amore si trasmuta in vampiro di quello stesso amore.dovresti amarmi credermi io amo il mondo mi prosciuga l’amore
anche qua a fare da ago della bilancia è quel "solo" e la sua funzione che può essere attributiva o avverbiale, ma queste due funzioni rendono il significato completamente differente e si può passare da un inferno comunque presente seppur nascosto a un inferno esclusivo e dominante, assoluto, dentro di noi.e l’inferno che alberga nei vostri cuori
rimarrà solo
sotto la pelle.
Se mi prosciughi dell'amore (anche con le coercizioni mascherate della prima strofa) e lo fai fin da quando sono bambino, in me rimarrà solo inferno.
E, forse, se cerchi di sottrarti a questa logica finirai emarginato a dire che sei Gesù, che hai l'amore dentro, ma nessuno potrà mai crederti.
Scusa se ho vaneggiato
#6
Inviato 24 maggio 2012 - 20:58
Ora, rileggendola, ho messo questa pausa dopo mondo
volevo dire dopo "amo" e prima de "il mondo". Scusa
#7
Inviato 25 maggio 2012 - 05:21
Però più che fare un commento volevo soffermarmi su di una frase, questa:
Ho tolto gli a capo e ho leggermente modificato la punteggiatura, inserendo i due punti e un trattino, ora si vedrà perché.sono cordiale con gli sconosciuti: bambino che indossa cravatte, occhi color fiumi dei me che vorrei raccontare - avevamo solo sette anni.
È una formula che deve avere un nome preciso, ma non so quale sia. Consiste nell'inserire un'immagine scollegata sintatticamente dal resto, talvolta persino illogica o non consequenziale, almeno in prima lettura.
Ne fa un uso a dir poco forsennato, tra gli altri, João Guimarães Rosa. Cito qualche esempio da [color=#000000]Grande Sertão[/color]
[color=#000000]
[/color]quanto a pensare non pensavo. Me ne mancavano i tempi. Ho vissuto estraendo il difficile dal difficile, pesce vivo sulla graticola: chi macina sul duro non può fantasticare. Ma, adesso, fattomi quest'ozio, e senza piccole inquietudini, me ne sto a pancia all'aria.
[color=#000000]
[/color]Gli consegnai il foglio e mi allontanai, per potermi controllare e non distruggere a fuoco quell'individuo. Carne che molto pesava... E lui bellicava un principio di pancia panciuta
[color=#000000]
[/color]Chiaro, che in quegli altri tempi, io strafacevo - arbusto che getta fiori. Eh, mio buon pascolo... Gioventù. Ma la gioventù è faccenda da smentire, più tardi.
[color=#000000]Come si vede Guimarães Rosa fa un uso molto libero di trattini, puntini e due punti, per non parlare delle semplici virgole, la cui disposizione farà inorridire molti commentatori del WD, ma lui se lo può permettere. Dalle note che ci ha lasciato il traduttore ricavarne una versione in italiano deve essere stato un incubo. Ho cercato, Lord, di dare la stessa forma ai tuoi versi per rendere più visibile la somiglianza.[/color]
[color=#000000]È un modo di infrangere la correttezza formale che mi affascina e vorrei imparare ad usare. Le immagini spezzano il discorso come lampi improvvisi, apparentemente incontrollati.[/color]
[color=#000000]Apparentemente, appunto.[/color]
#8
Inviato 25 maggio 2012 - 07:04
(:
Nanni: devo ammettere che non lo conoscevo e ti ringrazio perché mi piace sempre arricchirmi con nuove poesie. Ho iniziato a usare per mero gradimento / e - destando fastidio nei lettori ma onestamente non li ho ascoltati molto (ci stanno poesie in cui ci sono alcune cose così)
Effettivamente ti ringrazio per avermi ricordato l'uso delle virgole che avevo sottovalutato e che potrebbero rendere più potente e dare più enfasi.
Io tendenzialmente tendo a evitare le virgole nella poesia, raramente i due punti se strettamente necessari. Bisognerebbe appunto vedere l'applicazione che alcuni ne fanno.
Sulle virgole ho dei dubbi e forse proprio per questo dovrei approfondire un po'
Grazie.
#9
Inviato 25 maggio 2012 - 10:50
Credo che la cosa migliore sia aprire un topic in questioni scrittevoli, così tutto sarà più chiaro.
#10
Inviato 25 maggio 2012 - 18:00
Tra il vecchio vagabondo, l'uomo buono (o il "povero di spirito") che si credeva Gesù, della prima parte (le prime tre strofe) e l'"io" della seconda (le ultime due strofe) che subisce lo "svuotamento della testa" - strano rito che mi ricorda una sorta di lobotomia - si crea una insolita sovrapposizione. Le pietre che lapidano il vecchio sono forse le stesse a cui è gettata la testa svuotata?
E chi è che compie lo svuotamento: il vecchio che si crede Gesù - l'Idolo - chi? e in nome di cosa? In nome di quell'Adoratemi che rimetta ogni peccato, ogni malvagità e confini l'inferno che alberga nei nostri cuori sotto pelle?
I padri sono forse i Padri della Chiesa (la Sposa, la Chiesa secolarizzata) che lapidano Gesù, il povero di spirito?
Per la virgola nel verso: Disse: "dovresti amarmi credermi io amo il mondo mi prosciuga l’amore."
opterei per "io amo il mondo, mi prosciuga l'amore", e questa mia puntualizzazione non vuole essere un consiglio di aggiunta per Lord, ma solo un modo per far intendere come io legga il verso.
#12
Inviato 27 maggio 2012 - 21:06
Ciao Claritas, grazie anche a te. Usare ricordi e immagini e poi scavare in profondità, trasformare la realtà. Questo è il mio desiderio. I tuoi commenti sono sempre preziosi.
La lobotomia è una forma di regressione e di incoscienza. Questa poesia è invece piena di dolcezza. Forse è impercettibile, ermetica, ma vuole essere una poesia piena di amore e di luce.
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