Poche parole
#1
Inviato 15 maggio 2012 - 15:38
ho finalmente preso la decisione, secondo me giusta e corretta nei tuoi confronti, di parlarti sinceramente dicendoti tutto quello che sono sicuro è opportuno tu sappia, prima che tu possa venirne a conoscenza per altre strade, magari in un modo che possa ferirti, che possa farti soffrire, che possa condurti su strade sbagliate, che possa indurti a fare gesti irrevocabili, gesti dei quali potresti poi passare il resto della tua vita a pentirti, considerando anche che la tua vita futura mi sta così tanto a cuore che in un certo senso mi appartiene, nel senso che mi è così tanto cara che potrei passare il resto della mia vita a curare amorevolmente la tua felicità come un giardiniere cura le sue rose più belle, come un musicista cura l'allineamento delle note per comporre una meravigliosa melodia, come un cuoco affianca aromi e sapori per ottenere una pietanza che possa soddisfare sia la vista, con la sua composizione perfetta, sia il gusto con la splendida combinazione dei più diversi effluvi, ma più ancora di tutti questi discorsi, che rischiano di interrompere il filo del ragionamento di questa mia lettera che spero tu possa leggere se non con amore o con riconoscenza, almeno con imparzialità e magari con un minimo di affetto, sentimento che sento di non poter pretendere da te, ma che desidero con tutto il cuore di riuscire, prima o poi, a meritarmi, anche se temo davvero che quello che devo assolutamente dirti potrebbe anche riuscire ad allontanarti da me, potrebbe farmi apparire in modo completamente nuovo ai tuoi occhi, potrebbe convincerti che l'uomo che pensi di conoscere forse non è così come hai sempre creduto, che ho dei lati oscuri, dei lati che possono davvero modificare la percezione che hai di me, cambiando non tanto il mio aspetto esteriore, ma quello che tu sai che c'è dietro la maschera di apparente normalità che tanto bene conosci e che, spero nel più profondo del mio cuore, ami, anche se forse non lo sai, e proprio per questa mia indecisione circa i tuoi sentimenti, e per essere davvero sincero fino in fondo con te, non posso che rivelarti il tremendo dramma che alberga nel mio cuore, il terribile segreto che abita nel profondo della mia anima: devi assolutamente sapere che io, a volte, parlo troppo.[/color][/font]
#2
Inviato 15 maggio 2012 - 15:38
#3
Inviato 15 maggio 2012 - 15:47
2.11. Per ogni testo postato un altro ne va commentato. Non importa in che sezione il testo sia sito, se si pubblica un Frammento si può commentare una Poesia, se si ha pubblicato un Capitolo si può commentare un Frammento ecc. Pena in caso di infrazione: richiamo e chiusura del post, ban temporaneo, ban permanente.
2.11.1. Il commento va lasciato prima di pubblicare il proprio testo che dovrà essere postato entro mezz'ora dal commento fatto, altrimenti il commento stesso non sarà più valido.
Inoltre ti ricordo che è proibito usare un font diverso da quello preimpostato.
Chiudo il topic. Quando avrai fatto un commento (esaustivo, per favore. Non tre righe. Se hai bisogno di linee guida, guarda il regolamento) mandami il link per MP e provvederò a riaprire il topic.
Grazie.
#4
Inviato 15 maggio 2012 - 16:24
#5
Inviato 19 maggio 2012 - 02:38
L’intento è ovviamente ironico, si arriva alla fine e viene da dire a muso duro: – Hai proprio ragione! – perché questo modo di esprimersi è davvero esasperante. Anche divertente, certo e, a suo modo e con i limiti che ti sei autoimposto, ben scritto.
E tuttavia sembra delineare una sorta di inquietante disturbo del linguaggio. Viene fatto di pensare a una sorta di Thomas Bernhard senza paranoia.
Cosa potrebbe spingere una persona a esprimersi in questo modo? Forse la paura di chiudere una frase, perché una volta che hai messo il punto non puoi più correggerla o precisarla meglio. Un’insicurezza di fondo, insomma: la paura dell’irrevocabilità, che poi è anche ciò che dice alla malcapitata destinataria del messaggio
Ma forse anch’io parlo – scrivo – troppo e tutto questo è solo un gioco condotto per il gusto del paradosso.che possa indurti a fare gesti irrevocabili, gesti dei quali potresti poi passare il resto della tua vita a pentirti
In ogni caso, almeno dal mio punto di vista, un gioco riuscito.
Messaggio modificato da Nanni, 19 maggio 2012 - 02:40
#6
Inviato 19 maggio 2012 - 13:17
Interessante l'idea di "paura del punto", inteso come fine di qualcosa (una frase, o una fase della vita), poitrebbe essere un buon argomento da inserire in un libro
Tra l'altro, piccolo aneddoto: ho stampato il racconto e l'ho messo sul comodino di mia moglie, mia primo (e fin troppo sincero) censore. Sulle prime, mi ha detto, si stava incavolando perché pensava fosse una cosa vera.
Poi ha capito
#7
Inviato 10 giugno 2012 - 12:20
CiaO
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