Professione morte 2/2
#1
Inviato 05 maggio 2012 - 11:38
«Una narcolettica! Sei riuscita a sederti di fianco a una narcolettica mentre eri in servizio!»
«Mia signora, io…»
«Questo è anche peggio di quella volta in cui quel putto lanciò la sua freccia mentre Narciso si stava specchiando. Il bello è che poi l’hanno rifatto, con quell’inglese e il suo ritratto… quello là, come si chiamava? Frey? Ah, no Gray! Dorian Gray» sibilò con disprezzo.
Lien rimase in rigoroso silenzio.
«Ragazza» intimò Leiteba, puntandole contro il dito del braccio normale. «Credo che tu non abbia ancora chiaro in quella tua zucca vuota che noi non siamo i bambocci obesi con le ali che vanno in giro a sparare frecce nelle chiappe delle persone e gli mandano il cervello in pappa. Così come non siamo quelle svampite orbe che toccano la gente a caso e gli fanno vincere la lotteria, puah! A giocare a mosca cieca sull’autostrada, le manderei, io, quelle rincoglionite!»
Con uno scatto si alzò dalla maestosa scrivania in mogano e fece per mandare a quel paese le dee bendate, ma l’avambraccio di scheletro si staccò e volò per la stanza. Leiteba ammiccò di vergogna, per ricomporsi quasi subito. «Raccoglimi quel mucchietto d’ossa, ragazza, và».
Lien si precipitò a farlo.
«E pensare che con questo ho ucciso migliaia di persone» disse l’anziana Morte. «Ecco, brava ragazza, da’ qua. Ecco, lo vedi? Non sei una cattiva persona, ma ci mancherebbe. La vecchia Leiteba ne ha viste di lavoratrici, e tu non sei certo la peggiore… pensa: quando sono arrivata Caronte traghettava le anime ancora con una barchetta sgangherata, altro che quei dodici transatlantici che ancora un po’ non ci stanno nemmeno nell’Acheronte. Aaah, che tempi eran quelli… non era nemmeno il milletrecento. Allora questo mucchietto d’ossa non si sarebbe staccato, ah no».
Leiteba diede una spolverata al suo braccio destro e cominciò ad avvitarselo addosso.
«Senti, ragazza, abbiamo davanti un bel grosso problema. Qui non siamo alla sezione Amore, e nemmeno Fortuna. E non siamo le fatine dei denti: noi siamo la morte. Il nostro solo nome mette i brividi alla gente, abbiamo una reputazione da mantenere: gestiamo i decessi di centocinquantamila persone al giorno, senza mai sbagliare un colpo, non ci faremo fermare da una zitella che dorme in piedi. Fammi dare un’occhiata ai registri, così vediamo com’è la situazione».
Leiteba si risedette sul suo scranno d’ossa «E ci voleva pure questo stupido seggiolone, sedersi su un cespuglio di rovi sarebbe più comodo. Invece in paradiso si trattano bene, con le loro sedie imbottite di nuvola… già, la in alto si trattano proprio da Dio. Su ragazza! Siediti, non stare lì a guardarmi come se fossi l’arcangelo Gabriele sceso dal cielo».
Lien si sedette su una delle poltrone dell’ufficio di Leiteba.
La Direttrice Operazioni Speciali prese l’enorme registro che campeggiava sulla scrivania. Lo aprì e fece scorrere l’indice scheletrico sulle pagine consunte, strizzando gli occhi come se fossero due stracci fradici. «Vediamo con chi ti sei imbattuta stamattina. Ecco qui: Eva Costa, 29 anni, nubile… uh, questa qui rimarrà zitella a vita, si vede che nessun mostriciattolo inchiappetterà un uomo davanti a lei… poverina. Oddio, non che si perda quel granché, dico io. Ma ora fammi dare un’occhiata alla pratica modificata». Leiteba voltò qualche migliaio di pagine.
«Per tutte le falci arrugginite» commentò. «Ragazza, abbiamo un bel grosso problema» disse quindi alzando gli occhi verso Lien. Premé un pulsante della linea interna. «Portatemi l’estratto della pratica modificata di Eva Costa, 18 agosto 1983, Pavia».
Leiteba si allontanò dalla scrivania, guardando in alto. Pochi attimi dopo, dal soffitto cadde un plico di fogli. Leiteba lo prese e cominciò a esaminarlo, quindi scosse la testa con disappunto. «Ma che accidenti hai combinato, ragazza mia? Per tutti i tocchi fatali, guarda qui, guarda quante morti dovremo modificare per il tuo pasticcio: te lo dico io o preferisci leggerlo? No, leggi, leggi».
Passò la pratica a Lien, che cominciò a fare scorrere i fogli. «Ultima pagina, ragazza».
A Lien venne un colpo. O meglio, le sarebbe venuto, se non fosse stata una Morte di secondo livello.
Sulla pagina dominava un numero esageratamente alto: 639.
«E non guardarmi così, ragazza, il pasticcio l’hai fatto tu, mica io. So cosa stai pensando: no, non verrai licenziata. Quello lo può fare solo la Grande Capa. Finchè l’interfono se ne sta tranquillo, puoi fare altrettanto anche tu, ragazza». Ritornò a chinarsi sul registro. «Stando alla pratica originale, questa zitellona sarebbe dovuta decedere il…»
Leiteba non concluse la frase, restando a bocca aperta. «Questa qui morirà domani. E infatti…» senza aggiungere altro, prese dallo scaffale alle sue spalle il plico degli incarichi giornalieri, andò al fascicolo di Lien e cominciò a sfogliare. «Infatti eccola qui, ragazza: la tua quattordicesima operazione».
«Nella pratica modificata c’è scritto che ucciderà nove persone con un fucile da caccia, signora» lesse Lien con voce tremante.
«Un gran bel pasticcio, ragazza, un gran bel pasticcio. Questa qui darà fuori di matto, dopo averti visto. Tutto quadra: causando la morte prematura di nove persone, è probabile che altre non ne nasceranno. Forse ucciderà dei giovani, chissà».
A Lien venne a mancare il fiato. «Mi scusi, signora» mormorò, con voce tremante.
«Dimmi, ragazza. C’è qualcosa che non va?»
«Signora, io… se non nasceranno delle persone, avremo dei problemi anche con gli altri dipartimenti. Fato, Destino…»
Leiteba strabuzzò gli occhi, che fiammeggiarono per un istante. «Oh ragazza, ragazza mia. Non ci avevo pensato. Però, anche la pratica originale, ha un certo che di strano… è un caso insolito, c’è qualcosa che non mi convince del tutto. Ma credo che a questo punto nessuna operazione speciale possa cambiare il d…»
L’interfono squillò.
Gli occhi di Lien si inchiodarono sulla spia rossa che lampeggiava. Se non fosse stata temprata, in quel momento sarebbe stata nel panico assoluto. Invece provava solo una lontana sensazione di ansia, che per una Morte di secondo livello era già una cosa inaudita.
Leiteba prese la cornetta dell’interfono. Guardò Lien dritta negli occhi e poi rispose. Attraverso il ricevitore, Lien poté udire la voce spettrale della Somma.
Il tempo parve fermarsi. Leiteba ascoltò in silenzio, mentre Lien cominciò a provare dentro di sé la trepidazione, un’emozione sopita ormai da tempo.
Leiteba, intanto, pareva a sua volta inquieta. Tormentava il risvolto del registro, lanciando occhiate di… preoccupazione? nei suoi confronti.
«Certo, mia signora. Sarà fatto, mia signora». Chiuse la comunicazione, quindi emise un lungo sospiro.
Lien la fissò, in attesa.
«Ragazza, la pratica della nostra zitellona è diventata di priorità 2».
Lien sentì mancarle il fiato. «Quindi…»
«Quindi, mia cara ragazza, la Somma è intervenuta di persona a modificare il destino di questa donna». Mentre lo disse, pigiò nuovamente il bottone dell’interfono. «Mandatemi la pratica estrema di Eva Costa, 18 agosto 1983, Pavia».
«È ancora in coda, signora, è stata appena redatta» replicò una voce metallica dall’altra parte del ricevitore.
«Non mi interessa, bamboccia. La voglio ora, nel mio studio».
La voce brontolò qualcosa di poco carino. Leiteba tamburellò sulla scrivania con le ossa delle falangi. E dopo pochi attimi, piovve da soffitto una cartellina di cuoio nero, rilegata d’oro.
«Visto? Non era così difficile, allora» commentò la Direttrice chiudendo la comunicazione.
Aprì la cartellina, dentro c’era un solo foglio di pergamena spessa, con parole vergate a mano color rosso sangue. Leiteba prese il foglio e lo lesse a voce alta: « “Ordino che Lien Eltanin, Morte di secondo livello, sezione D, zona d’impiego I-46, controlli e sovrintenda il trapasso di Eva Costa, 18 agosto 1983, Pavia, da umana comune a operatrice sepolcrale” ».
Leiteba posò la cartellina, esibendo un sorriso compiaciuto. «Era da tempo che non vedevo una cosa del genere. Ragazza, se non l’hai ancora capito, la Somma è intervenuta di persona per ordinarti di trasformare la zitellona in una Signora con la falce».
Ma Lien aveva capito. Aveva capito benissimo.
#2
Inviato 05 maggio 2012 - 15:07
A giocare a mosca cieca sull’autostrada, le manderei, io, quelle rincoglionite!»
A che servono le virgole?
Con uno scatto si alzò dalla maestosa scrivania in mogano
Perché mogano? Io l'immagino di ebano nero.
và»
...
da’
Pur essendo entrambe le forme corrette personalmente se usi un accento ripeterei l'accento.
gestiamo i decessi di centocinquantamila persone al giorno,
Hai controllato il numero? Non mi convinci: anche se consideriamo un basso indice di mortalità annuo, 10/1000 abitanti anno (vedi: http://www.indexmund...?c=it&v=26&l=it ) per7.000.000.000 miliardi fa 70.000.000, diviso 365 giorni fa più di 191.000.
Ot: Ma epidemiologia la studiate? (pura curiosità)
questa qui rimarrà zitella a vita, si vede che nessun mostriciattolo inchiappetterà un uomo davanti a lei…
Brutta frase. Immagino che si faccia riferimento a Putto, ma “inchiappetterà un uomo” non mi sembra esattamente etero e soprattutto immagino che Leiteba con la sua esperienza sappia che i matrimoni d'amore sono una piccola minoranza.
«Stando alla pratica originale, questa zitellona sarebbe dovuta decedere il…»
Zitellona?
«Era da tempo che non vedevo una cosa del genere.
Eh no! Dunque: vi sono più “morte” per potersi dividere il lavoro, ma stante il rapido aumento della popolazione, vedi: http://it.wikipedia....azione_mondiale , si stima che nel 1750 vivessero 790 milioni di persone, contro gli attuali 7 miliardi, quindi pure il numero di addette sepolcrali deve aumentare rapidamente.
#3
Inviato 05 maggio 2012 - 17:26
Riguardo il tasso di mortalià, hai ragione, devo alzarlo, forse 200000 sarebbe meglio. Mi sono basato su un riferimento di "La biblioteca dei morti" di Glenn Cooper, credevo fosse abbastanza attendibile ma non è così.
Per O.T.
No Bradipo, tra gli esami di CTF epidemiologia non c'è
Forse è uno di quelli a scelta dello studente, ma non mi pare.
Perchè ti lascia perplesso l'utilizzo di "zitellona"?
la frase che mi hai segnalato si riferisce proprio all'idea del Putto. Sulla base dei tuoi ragionamenti proverò a sistemarla.
Con la frase "era da tempo..." intendevo che era molto insolito il modo che la Somma aveva scelto per risolvere la questione, non il fatto che reclutassero una nuova operatrice. Forse devo far più leva sul fatto che tutto questo fatto sia un "unicum".
Ah: secondo te, usare il termine "la Somma" per la Prima Morte è accettabile? E chiamarla, appunto, "Mors"?
#4
Inviato 05 maggio 2012 - 18:37
Somma non mi piace, sembra la marca di coperte

La Signora? LEI?
#5
Inviato 05 maggio 2012 - 21:53
Mi sembra innaturale il fatto che prima faccia la sua tirata e poi faccia un gestaccio. Avrei visto meglio il gestaccio durante la tirata.Con uno scatto si alzò dalla maestosa scrivania in mogano e fece per mandare a quel paese le dee bendate, ma l’avambraccio di scheletro si staccò e volò per la stanza.
"in".Vediamo con chi ti sei imbattuta stamattina.
L'idea generale potrebbe essere interessante e nel complesso trovo questa seconda parte piuttosto gradevole. Più che altro penso che il problema sia una certa discontinuità rispetto alla prima. Cerco di spiegarmi meglio: il tono della scena sull'autobus mi è parso troppo diverso da quello delle successive scene dedicate a Lien. Capisco che il salto dipende anche dai punti di vista di diversi personaggi, tuttavia non mi è piaciuta la sensazione di leggere qualcosa di completamente staccato. Insomma, all'inizio la vena drammatica ha la netta prevalenza, mentre dopo si integra, anzi, si nasconde quasi del tutto dietro un approccio più umoristico. Secondo me la soluzione sta nel calcare la vena ironica anche nella scena iniziale. Potresti renderla proprio una caratteristica della protagonista, fra l'altro, quella di essere incline all'autoironia, per esempio.
A parte questa supposta discontinuità nel tono, il resto fila, per quanto vedo. Però non conquista appieno il mio interesse. Il problema è che non so spiegare bene cosa manca. Forse dei personaggi che mi interessino realmente. O forse delle azioni concrete per questi personaggi, come accennavo nel commento alla prima parte. Potrebbe semplicemente essere un mio problema, per cui prendi queste considerazioni con le molle.
And that's all
#6
Inviato 06 maggio 2012 - 11:32
Però non conquista appieno il mio interesse. Il problema è che non so spiegare bene cosa manca. Forse dei personaggi che mi interessino realmente. O forse delle azioni concrete per questi personaggi, come accennavo nel commento alla prima parte. Potrebbe semplicemente essere un mio problema, per cui prendi queste considerazioni con le molle.
sì, certo, hai ragione, però non posso nemmeno ignorarle. La mia preoccupazione è data dal fatto che in questo brano forse manca un colpo di scena che ti farebbe invogliare maggiormente alla lettura, che sarebbe un elemento coprente rispetto ai dubbi che ti sei posto. Il punto è che io credevo che il fatto che lei dovesse diventare una Morte fosse già di per sè un ottimo colpo di scena
#7
Inviato 08 maggio 2012 - 14:46
Non c’è bisogno, anzi quasi infastidisce. Potevi addirittura azzardare a lasciare Frey, era simpatica l’idea che lei sbagliasse. Se proprio vuoi essere chiaro, basta Gray. Non c’è bisogno di mettere Dorian Gray, si capiva subito. E chi non lo capisce, beh non lo capirà neppure se scrivi tutto il nomeAh, no Gray! Dorian Gray»
Ha un braccio non normale? Forse anche lei ne ha uno con le ossa a vista? Questo ‘normale’ buttato lì così non mi piace.il dito del braccio normale.
Ci ho pensato un po’: gli angeli? Mi ha confuso l’articolo ‘i’, mi faceva pensare che dovessi capire con chiarezza di quali personaggi parlavi, forse meglio un ‘quei’ o ‘dei’, un po’ più vago insomma.che noi non siamo i bambocci obesi con le ali
Questo Ecco ripetuto è inutile e ridondante.Ecco, lo vedi?
Credo sia ‘ci mancherebbe!’, magari ‘ci mancherebbe altro!’, se no non capiscoma ci mancherebbe.
Bella l’idea, mi lascia perplessa la quantità: dodici? Scusa, ma ci sono così tanti più morti? Mi viene da pensare: sulla barchetta ci stavano una decina di persone, su un transatlantico… boh: 1500? Per 12 fa 18000, invece che 10 a viaggio. Mi sembra un po’ eccessivo.altro che quei dodici transatlantici che ancora un po’ non ci stanno nemmeno nell’Acheronte.
Esistono anche quelle? Mi stona un po’, perché le altre sono entità indefinite ma esistenti, la morte c’è, comunque tu voglia rappresentarla, mentre per la fatina dei denti lo so che sono io che metto il soldo sotto al cuscino dei miei figli….E non siamo le fatine dei denti:
Parla di Eva? Perché zitella? E’ una ragazza, di solito si usa per chi ha almeno passato la quarantina a voler proprio essere cattivi. Per una ragazza non è offensivo, solo inutile.una zitella che dorme in piedi
Leiteba dice esattamente quello che pensavo io. Quindi 1- perché non le cambiano? 2- vista l’atmosfera molto moderna, perché non lasciare poltrone normali?Leiteba si risedette sul suo scranno d’ossa «E ci voleva pure questo stupido seggiolone, sedersi su un cespuglio di rovi sarebbe più comodo
Eviterei di dirlo adesso: o me lo dici dopo tre righe che introduci Leiteba, o a questo punto lasci perdere, tanto mi sono già fatta un’idea di cosa faccia. Io lo metterei prima. E metterei qualcosa di più specifico che ‘Operazioni speciali’La Direttrice Operazioni Speciali
L’ho letta tre volte, ma non l’ho capitauh, questa qui rimarrà zitella a vita, si vede che nessun mostriciattolo inchiappetterà un uomo davanti a lei…
Oddio muoi di curiosità: cosa fa una Morte che viene licenziata? Muore?So cosa stai pensando: no, non verrai licenziata.
Se lo sa ora, non poteva saperlo tre minuti prima: quindi come faceva a sapere che Eva sarebbe rimasta zitella a vita? Pensavo avesse letto tutta la sua vita, invece mi sembra di capire che non sappia il futuro. Non capisco.Leiteba non concluse la frase, restando a bocca aperta. «Questa qui morirà domani. E infatti…»
L’hai detto anche nel primo capitolo, ma non ho capito in che senso.Se non fosse stata temprata
Perché bamboccia, poveretta?Non mi interessa, bamboccia
Lo so, ho fatto mille osservazioni. Ma mi è piaciuto. Questa secondo parte è brillante, quasi fin troppo, nel senso che non per forza ogni battuta deve essere divertente, non devi trovare per forza tante cose originali. Già tutta l’ambientazione lo è, regge bene, lascia pure andare al racconto. In quest’ottica, le sedie di ossa per me possono sparire.
Hai chiesto un commento pensando a un romanzo: per farla breve, andrei avanti a leggere di sicuro.
#8
Inviato 08 maggio 2012 - 16:42
Condivido le tue osserrvazioni, le trovo molto precise e interessanti, diciamo che sono spunti che solitamente uno non sta lì a far notare agli altri, quindi grazie mille ancora.
ora passo a chiarirti alcuni passi:
-per me i "bambocci con le ali" erano i Cupido che lanciano frecce d'amore (nel mio mondo ce ne saranno diversi, non solo uno).
-per la storia dei transatlantici, ho dovuto pensare al fatto che, morendo più di centocinquantamila persone al giorno (e Bradipo mi ha fatto notare che sarebbero anche più di duecentomila, ci vuole necessariamente un grande sistema di trasporto. il problema, a questo punto, è pensare se dodici transatlantici ci stanno nell'Acheronte XD. O come mai, prima, Caronte usava solo una barchetta e lasciava una folla immensa sulla riva! Dovrò lavorarci su!
-per la storia delle Fatine dei denti hai ragione tu, anche eprchè non credo che nella storia non le avrei più citate. Quindi lo toglierò.
-sulla storia delle poltrone, io volevo rappresentarle come una sorta di "tradizione", o comunque un elemento retrò di cui il Dipartimento Morte non voleva sbarazzarsene. Solo che, a questo punto, stonerebbero le scrivanie in mogano (no, ebano, come mi ha suggerito Bradipo)...
-la frase dell'inchiappettare è un po' per "addetti ai lavori", in questo caso: io volevo dire che nessun Cupido (mostriciattolo) colpirà un uomo -sul sedere- (inchiappetterà) mentre lei sta passando: in poche parole, nessun uomo si innamorerà di lei.
-La mia idea di licenziamento era qualcosa che rendesse quella morte completamente dimenticata da ogni altro tipo di creatura mistica di quel mondo. è come se fosse stata cancellata dal ricordi degli altri. Solo che lei non muore, ma viene gettata in una sorta di "universo parallelo" dove si trova in una solitudine assoluta per tutta l'eternità
Comunque, se te lo stai proprio chiedendo, ci sarà più avanti un personaggio che mentre una Morte sta per ucciderlo... la assassinerà accidentalmente XD
-nella mia idea, Leitaba non aveva ancora fatto caso alla data di Morte, senza mai immaginare che sarebbe stata il giorno successivo
-la Tempra, o Tempratura, è un procedimento che spiegherò avanti, quindi è una di quelle domande "lecite". Se tu ora sapessi cosa fosse, vorrebbe dire che avrei inserito uno spiegone XD.
Pensa: queste donne devono andare in giro a eseguire il destino. Devono uccidere, e quindi devono essere prive di emozione, per non lasciarsi influenzare e cambiare il corso degli eventi. La Tempra è quel processo in cui le Morti perdono la loro capacità di provare determinate emozioni, pietà, paura, timore... infatti dovrò cercare di rendere Lien piuttosto "distaccata" nei suoi comportamtenti. Leiteba, invece, è più spigliata perchè dopo tutto quel tempo ha imparato a convivere con la Tempratura. Quindi ha una personalità forte.
-nell'ultima segnalazione che mi hai fatto, ho voluto usare bamboccia perchè, anche in seguito, Leiteba si rivolgerà così a tutte quelle persone che sono inferiori a lei e di cui non le interessa nulla. Infatti chiama "Signora" la morte originale perchè la rispetta, "ragazza" Lien (praticamente è un'intercalare) perchè la ritiene inferiore -o quantomeno poco esperta rispetto a lei- ma dopotutto le vuole "bene". Chiamerà Eva "bambina" (e qui spoilero un po') perchè sarà l'ultima arrivata che non sa ancora niente del "mestiere".
#9
Inviato 08 maggio 2012 - 21:01
Per me il primo è 'troppo' serio: l'autoironia durante la catalessi ci vorrebbe; mentre il secondo è troppo 'humor'.
Come spesso è, la virtù sta nel mezzo
Se posterai il seguito leggerò volentieri
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