Scrittura VS Errori nella storia
#1
Inviato 26 aprile 2012 - 20:36
Quando leggo un libro scritto molto bene, tendo a non accorgermi subito di eventuali errori nella storia. Incongruenze, buchi narrativi o mancanza di documentazione, a meno che non siano strafalcioni allucinanti, sono cose a cui non penso, se non eventualmente in seguito quando torno a rifletterci.
Al contrario, quando leggo un libro scritto male ci faccio sempre attenzione. La lettura diventa fastidiosa, un brutto stile mi distrae, così capita spesso che più che lasciarmi coinvolgere dalla vicenda finisco per riflettere su come una certa scena non stia in piedi, su quanto quel personaggio sia piatto o stereotipato, sui deus ex machina, sul tale oggetto che in quell'epoca o in quel luogo non esisteva e via dicendo. Ma attenzione: non è detto che queste cose ci siano solo in un romanzo scritto male, è proprio una questione di farci più o meno caso.
Un'altra considerazione, sempre legata a questo discorso, è la questione dell'affidabilità: in questi giorni sto leggendo un romanzo davvero pessimo (non faccio il nome per non fargli cattiva pubblicità), e il fatto che sia scritto così male mi fa dubitare anche della documentazione. Diciamo che se un autore che scrive bene mi dice che in Amazzonia le scimmie parlano, io sono sì scettica, ma tendo a pensare di essere io nel torto, non essendo così esperta sull'argomento; al contrario, se a scriverlo è uno che scrive male, la mia reazione automatica è "seh, buonanotte, e a casa mia ci sono gli elefanti rosa".
Succede anche a voi questa cosa? Siete in generale più propensi a chiudere un occhio verso chi ha un buono stile?
Io, da parte mia, sto traendo la conclusione che scrivere molto bene serva, tra le altre cose, anche a far sì che il lettore non si metta troppo a farti le pulci. Ovviamente con ciò non sto dicendo che una buona scrittura sia tutto e che tutto il resto "è fentasi" o quello che volete, ma che una buona padronanza della lingua scritta sia uno strumento di grande potere.
A voi la parola. ^_^
#2
Inviato 26 aprile 2012 - 20:48
#3
Inviato 26 aprile 2012 - 21:48
Ho avuto uno iato di questo tipo nel ciclo di Malaussène, di Pennac: qui ci sono trapianti di feti da una donna a un'altra, gente che si opera di appendicite da sola, e via così, ma lui scrive talmente bene (in generale, non solo a livello di stile) che mi è venuto naturale pensare i suoi personaggi godevano di una "raltà alternativa" in cui queste cose erano possibili.
Credo sia una questione di autorevolezza: un buon autore è capace di farti credere qualsiasi cosa, perché si guadagna la tua fiducia e quindi gli riconosci autorità (che ci sarà un motivo per cui la radice di tutte queste parole è la stessa).
#4
Inviato 26 aprile 2012 - 21:52
#5
Inviato 26 aprile 2012 - 22:09
#6
Inviato 27 aprile 2012 - 03:23
Se dovessi leggere lo stesso errore in un libro pessimo allora lo troverei molto più grave (fino a qualche minuto fa ho letto di un personaggio sgozzato che non solo non è collassato subito, ma riusciva pure a parlare -___-), ma perchè evidentemente non si tratta di un caso isolato, ma di qualcosa eccessivamente eclatante e accompagnato da tante altre stonature.
Da quando ho cominciato a scrivere poi sono molto più ossessionata dalle trame e le spolpo fino al midollo, ma finora dalle mie indagini ho notato che alcune imperfezioni non pregiudicano comunque la lettura. Siamo sempre umani e qualche errore può capitare e non mi pare il caso di giudicare un intero racconto - fatto da tantissimi elementi - solo perchè uno di questi viene a mancare.
Credo sia una questione di gusto: c'è chi riesce a passarci sopra e chi no, chi può per determinate cose e non può per altre. Poi bisogna anche vedere se si tratta di scelte consapevoli dell'autore e da cosa dipendono, Pennac ad esempio credo lo sappia benissimo che alcune cose che scrive sono assurde, ma lo dice lui stesso che "la vita non è un romanzo" e io personalmente questa frase l'ho associata proprio a questo contesto; sarà perchè è scritta alla fine della prosivendola, l'ho letta nel momento in cui mi stavo ancora facendo un miliardo di domande sul fatto che
Se poi la cosa non è dipesa da una scelta consapevole dello scrittore, allora l' errore resta un errore, che il lettore ci badi o meno, che l'autore sia famoso o sconosciuto, che scriva bene o male. Che sia "sopportabile" o meno è soggettivo, ma è innegabile che resti un errore
#7
Inviato 27 aprile 2012 - 06:24
Si può puntare sul bello stile e, in questo caso, l'attenzione del lettore si focalizza su quello, altrimenti si punta sulla vicenda che si racconta.
Nel primo caso si tenderà a fare meno attenzione ai problemi della trama, nel secondo questi diventeranno meno importanti.
I due aspetti, come dovrebbe essere ovvio, sono sempre mescolati in qualsiasi testo, però l'approccio alla lettura può essere diverso.
#8
Inviato 27 aprile 2012 - 10:05
Ultimamente mi rendo conto di molte cose quando leggo dei libri, che siano più o meno big o di autori affermati. Scelte narrative, buchi inspiegati, inverosimiglianze che non siano coerenti con la storia. Ecco, la mia lettura col tempo (e col WD) è diventata più consapevole a prescindere.
Il pensiero di Fra lo condivido. Se avete letto Consigli ad un giovane scrittore di Cerami (lo so stresso con sto libro ma per me è un vademecum inesauribile) spinge gli esordienti ad essere proprio critici, ad osservare il tessuto con cui la narrazione è stata creata,
scoprire se è in terza persona o in libero indiretto e scovare gli indizi disseminati nel racconto.
Lo stesso esercizio lo si fa con i film: mai capitato di sapere esattamente cosa succederà nella scena successiva o poco dopo?
Il film magari è carino ma ad un certo punto capisci dove vuole parare e come finirà.
Non riesco più a non leggere un libro (es Cecità) senza cercare di carpire lo stile o la trama o i colpi di scena.
Credo che sia un bene e non toglie il gusto di leggere, anzi, lo accresce perchè quando un libro è scritto bene penso cavolo,
questo sì che ha creato una bella trama.
Mentre quando leggi un libro mediocre pensii che peccato, bella idea ma non ha reso al massimo.
#9
Inviato 27 aprile 2012 - 10:10
E' con questo spirito di solito che mi approccio alla lettura, e se anche un autore si prende delle libertà o delle licenze artistiche non mi dà fastidio, perché fa parte del gioco, fa parte del mondo immaginario che l'autore ha creato.
Ad esempio ci sono certi dettagli anche nei film o nei telefilm che non rispecchiano fedelmente la realtà ma non si può biasimare gli autori per questo, tante volte per ottenere determinati effetti "emozionanti" è necessario metterci un po' di creatività, altre volte ci sono altre esigenze (l'esempio più lampante è che tutti i numeri di telefono di tutti i film e telefilm americani inizino con 555 prefisso che non esiste).
Il bello dello scrivere è proprio prendere la realtà e "piegarla" un po' ai propri voleri, ovvio senza esagerare e senza prendere in giro il lettore, questo è sacrosanto, ma se una cosa è plausibile per me è accettabile, anche se nella realtà non va esattamente così.
Poi c'è anche da tenere conto che un autore per quanto si sia documentato, non può sapere tutto di ogni cosa, non può conoscere a fondo ogni argomento e non è infallibile.
Come la filologia insegna, anche il più bravo dei copisti semina almeno un errore a pagina. Siamo umani, non macchine.
Per questo penso che sia il caso di avere una certa elasticità e apertura mentale quando si legge, e soffermarsi su dettagli insignificanti diventa controproducente, a meno che uno anziché leggere un romanzo voglia giocare al piccolo detective.
Penso che un'opera vada valutata nel suo complesso e non sezionata come un cadavere, persino un autore famoso (ora non ricordo chi XD) in una sua opera ha fatto morire un personaggio due volte XD
Poi ovvio, che gli autori debbano documentarsi è sacrosanto e che debbano cercare di scrivere cose sensate è sacrosanto. E che debbano scrivere bene ed emozionare.
Insomma di lavoro da fare ne hanno parecchio mi pare XD quindi se anche si lasciano sfuggire qualche dettaglio evitiamo di metterli in croce XD
#10
Inviato 27 aprile 2012 - 11:31
Sarà pignoleria o deformazione professionale...
Ma non solo nei libri. Film, fumetti, telefilm... per quanto avvincenti e fatti bene, difficilmente mi sfuggono le cazzate.
#11
Inviato 27 aprile 2012 - 11:42
Sei unLa verità? Io gli errori e le incongruenze li noto comunque, dovunque e sempre.
Sarà pignoleria o deformazione professionale...
Ma non solo nei libri. Film, fumetti, telefilm... per quanto avvincenti e fatti bene, difficilmente mi sfuggono le cazzate.
pignolo! ^_^
#12
Inviato 27 aprile 2012 - 12:10
#13
Inviato 27 aprile 2012 - 13:53
Quoto Ice comunque, il suo post rispecchia esattamente ciò che dicevo prima =)
#14
Inviato 27 aprile 2012 - 14:58
Non so Feleset. Io devo essere franco. Ultimamente mi rendo conto di molte cose quando leggo dei libri, che siano più o meno big o di autori affermati. Scelte narrative, buchi inspiegati, inverosimiglianze che non siano coerenti con la storia. Ecco, la mia lettura col tempo (e col WD) è diventata più consapevole a prescindere. Certo, il mio parere si esprime sempre come un lettore medio, eppure certe cose le rilevo con facilità, a prescindere da chi le scrive. Poi, se il libro è scritto in modo che a me non piace (non dico peggio, perché se è stato pubblicato per me qualcosa di valore, anche se è un'illusione, ci deve essere per forza) mi viene più facile. Ma la stessa forma mentis la mantengo nei confronti di chiunque. O almeno questa è la percezione che ho nella lettura.
Ecco, una precisazione: io non volevo focalizzarmi sull'autore, ma sul testo. Anche a me non interessa chi scrive, ma la qualità di quello che sto leggendo in quel momento, tanto che mi è capitato più di una volta di apprezzare un romanzo di un autore e non apprezzarne un altro scritto dalla stessa penna.
Insomma, un testo scritto bene mi fa passare sopra a tante cose, uno scritto male no. Poi sicuramente c'entra anche il discorso di swetty sulla noia, anche se ammetto che nel mio caso non è così rilevante.
Comunque il mio discorso era puramente da lettrice (non è un caso che l'abbia messo in Cafè), nel senso che quando invece sono io a scrivere non è che mi metto a lavorare solo sullo stile per non far vedere che non mi sono documentata. XD Come ho già detto trovo che sia un aspetto di grande importanza, ma non è certo l'unico. Poi io non sono editor, ma credo che anche un editor professionista debba andare oltre lo stile e fare un po' le pulci al testo. Ma si tratta appunto di un'altra fase del lavoro che precede l'uscita del libro vero e proprio, durante la quale è giusto andarci pesanti.
#15
Inviato 01 maggio 2012 - 03:04
In realtà posso perdonare qualche "lacuna", però, insomma, se il libro lo vuoi vendere e magari lo fai anche pagare caro devi anche assicurare al lettore una certa qualità.
Mi spiego: se l'errore sta nel fatto che il protagonista vada a vedere un film in un cinema che magari nella realtà è stato aperto anni dopo la sua morte, ci posso anche passare sopra (purché il cinema non abbia un ruolo nella trama).
Se invece il protagonista è seduto su una poltrona e, durante il capitolo, si alza dieci volte senza che nessuno accenni mai al fatto che si sia riseduto, qui la cosa già cambia. (vi è mai capitato di trovarlo in un libro? E' un classico, assieme a quello della finestra che all'inizio viene descritta aperta e che poi il personaggio va ad aprire durante un dialogo)
Io trovo che le incongruenze in un libro non ci debbano essere. E' come se un fisico scrivesse una tesi, affermando all'inizio che la somma dei dati è 100 e a metà del trattato afferma che è 101.
E' un errore che capita, però se vuoi che il tuo prodotto sia vendibile ti ci devi un attimino buttare anche tu, strigliando per bene il testo per eliminare le incongruenze e gli errori.
#16
Inviato 03 maggio 2012 - 17:39
#17
Inviato 05 maggio 2012 - 04:20
Ehm, mi sa che se cerchi solo libri senza errori dovrai darti molto da fare. XD
Sfortunatamente.
Però se si mantiene una trama semplice (non banale, semplice) non dovrebbe neanche essere così difficile.
O no?
#18
Inviato 05 maggio 2012 - 10:30
Poi io cerco sempre e comunque la plausibilità, se non c'è quella il mio Io-Lettore digrigna i denti imbufalito, ma anche il concetto di plausibilità si trasforma a seconda del genere. Se si tratta di un romanzo storico esigo attenzione e cura e ogni caduta mi rovina un po' di più la lettura. Se invece si tratta di un fantastico o di realismo magico, beh, lì si gioca con la realtà, è ovvio e giusto che ci siano degli allargamenti del concetto di 'plausibile'.
Comunque, secondo me stile e storia si muovono su due campi diversi, non riesco a giudicarli insieme. Una buona storia non mi fa apprezzare uno stile scadente e viceversa. Al massimo mi fa dispiacere per lo spreco di materiale, ecco.
(Oh, io detesto tantissimo quando i personaggi si muovono in un ambiente totalmente a caso, in modo teatrale e insensato rispetto a quello che farebbe un comune mortale ò_ò quello mi manda proprio in bestia.)
#19
Inviato 05 maggio 2012 - 16:14
Per quanto riguarda la credibilità dei personaggi credo invece si tratti di un altro discorso più complesso... io ad esempio mal tollero i buonismi: quando ne leggo uno immediatamente il libro vola via dalla finestra. Eppure quante persone invece li adorano ? L'editor resta comunque un imprenditore, produce quello che sa di vendere bene.
#20
Inviato 05 maggio 2012 - 22:42
Un po' come nei film horror, quando arriva il pirla di turno che propone "Dai, dividiamoci :3" mentre il gruppo sta scappando da chissà quale psicopatico.
A me è capitato un sacco di volte e il fatto di trovare come unica spiegazione "perché il personaggio è fatto così" mi secca un tantino
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