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[Sfida 14] Juanito (3/3)


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10 risposte a questa discussione

#1 Frà

Frà

    Moderatore Gioconda

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  • ProvenienzaCagliari

Inviato 22 aprile 2012 - 23:36

commento: http://www.writersdr...re/#entry175619



Lo stringevo a me.
Mi sembrava beato e innocente, il suo viso mi baciava piano la peluria. In momenti del genere sentivo dentro calore, a cui non riuscivo a dare un nome.
- Tu appartieni soltanto a me.
Nonostante le mie lenti scure e il buio, lessi chiaramente nei suoi occhi spalancati un brivido. C’era qualcosa che non andava, ne ero certo. Lo strinsi più forte.
Perché Juanito aveva paura?

Le altre donne continuano a ondeggiare. Mama Sae ha lanciato lontano la carcassa dell’animale. Si scuote, urla, sembra una matta. O in realtà lo è, come lo sono stato io a sottopormi a tutta questa pagliacciata. Il sangue si sta raggrumando, sento ancora più caldo. Bruciano erbe, l’aroma sale sul soffitto e mi lanciano addosso le ceneri.
Mama Sae si inginocchia, reclina il capo.
- È qui – urla – Lui è qui. Dicci, chi è il tuo assassino? L’uomo dagli occhi di ghiaccio richiede la tua vendetta.
Lei inizia a fare respiri rochi, gutturali. Sei arrivato?
Sì.
Dalla mia posizione non riesco a vederla abbastanza per capire cosa stia succedendo. Brividi sinistri mi percorrono tutti i muscoli.
- Chi è stato? – sussurro
Non ti ricordi?
Rimango in attesa di una risposta, so che non tarderà ad arrivare. Lei si volta verso di me, i suoi occhi, noto con orrore, sono completamente bianchi.
- Sei stato tu. Hai dimenticato che sei stato tu a farlo.
È impossibile, lei ha la tua voce. Inizio a contorcermi, mentre l’emicrania si scioglie tra le mie meningi, ricordandomi cose che avevo dimenticato. Non riesco a liberarmi dai lacci che mi inchiodano a terra.
- Assassino! Maricon! Mi hai ucciso tu quella notte. È il tempo di riscuotere la mia vendetta.
Perché dici questo?
È la verità.
Mama Sae sviene. I tamburi si fanno ancora più forti, la paura si è impossessata di me. Dalla statua sopra di noi intravedo provenire dei bagliori. Non può essere.
Le ancelle accorrono dalla strega, la sollevano, sorreggendola.
Sto venendo da te.
Presto scompaiono dalla mia portata visiva. Continuo a contorcermi, devo liberarmi. Il suono dei tamburi si allontana dal casolare. Mi hanno lasciato solo, con le candele e il sangue rappreso. La statua senza volto ha smesso di brillare.
Provo soltanto terrore.
- Aiutatemi! – urlo.

Il boss allentò la stretta, mentre lei lasciava cascare gli occhiali sul naso. Lui percepiva la sua autorità.
- Ci sto- si limitò a dire.
- Domani notte – disse lei, con un leggero movimento si liberava dalle sue mani. Lui annuì, una dolorosa fitta gli si insinuava tra le tempie.
- Invocheremo gli spiriti e faremo tornare Juanito. Tu dovrai promettergli vendetta.
Annuì di nuovo, ripescando un altro sigaro dalle tasche.
- Stai attento Occhi di ghiaccio, qualsiasi cosa accada dovrai eseguire alla lettera le mie direttive.
Il copricapo rosso svettava sul suo viso e circondato dal fumo del sigaro le dava una strana aura mistica.
- Avrai abbastanza fegato per accettarne le conseguenze?
Il boss si abbandonò alle risa. Lui era un uomo di coraggio, le perplessità di quella donna mulatta lo divertivano parecchio. Lei si voltò, senza dire nient’altro se non – a domani sera.
La lasciò andare, ancora scosso dalle risa, le sue spalle possenti si dimenavano. Si girò, Bubulina era sparita. Spense il sigaro sotto la statua incappucciata. Il boss si avviò verso l’uscita.

- Mama Sae. Qualsiasi cosa accada devi andare da lei.
Quella notte lo pedinai, l’avevo mandato via prima di cena volutamente. Lo vidi accostarsi all’uscio di quella baracca. Lo osservai entrare con quell’uomo, lo pagò prima di entrare. Attesi una mezzora. Poi il cliente uscì da solo. Non si era nemmeno premurato di rivestirsi del tutto. Si allontanò dal vicolo stringendosi la cinta.
Fui accecato dalla rabbia. Non c’era nessuno quando entrai. Juanito non urlò nemmeno. Era ancora nudo, il suo viso si trasformò in una smorfia di puro terrore.
Com’era bello quel corpo. - Perché non vuoi essere solo mio? - Gli avrei chiesto.
Afferrai la prima cosa che trovai in quella lurida baracca, era un’accetta arrugginita. Mi scagliai contro di lui. Sotto i colpi ciechi e adirati sentivo il rumore del cranio frantumarsi. Schizzi di sangue e cervella si sparsero per le mura di compensato. Io lo colpivo ancora. E ancora.
Piangevo.
E ancora.

Possibile che stia piangendo?
I nodi non accennano ad allentarsi. Il cuore mi batte come un tamburo. Avevo scordato ogni cosa, l’avevo rimossa.
Già.
Perché l’ho fatto Juanito? Perché mi hai tradito?
Non ti bastavano i miei soldi?
Le mie domande cascano nel vuoto. Sono rimasto qui, solo. Le candele crepitano, alcune, ormai consumate, si spengono.
Sto arrivando da te.
Sento dei passi trascinarsi, un’ombra si frappone alla luce del fuoco. Mi raggiunge un tanfo orribile. Quei passi sono lenti, troppo lenti. Mi agito.
- Aiutami! – urlo. Finalmente spunta fuori l’ombra, entra nel casolare.
Sei tu.
Il respiro si ferma, muore nella mia gola. Vedo il tuo viso verdognolo, dal tuo corpo pendono gli stracci con cui la tua famiglia ti ha seppellito. Hanno anche cercato di ricucirti il cranio, ma i punti in alcune zone sono saltati.
Cammini verso di me, sei sempre più vicino. I tuoi occhi sono bianchi, interamente bianchi.
Mi agito, mi scuoto, ma non riesco a liberarmi. Io non ti volevo così, non è rimasto nulla del mio trastullo. Non c’è vendetta nel tuo viso. Sei a un passo da me, ti stai per chinare e raggiungermi.
Hai fame.
.
Il mio urlo agghiacciante risuona per tutta la sala abbandonata.

La mattina dopo le donne, con cura, pulirono ogni cosa. Fecero sparire i veve e le macchie. Bubulina avvolse i due corpi, quello mezzo decomposto del fratello e quello masticato del boss, con un unico lenzuolo bianco. Poco dopo due uomini raccoglievano il fagotto, li avrebbero seppelliti insieme, com’era giusto che fosse.
Ben presto avrebbero smesso di chiedere che fine avesse fatto il boss. Qualcun altro avrebbe raccolto la sua eredità. Sono cose che accadono da quelle parti, e continueranno ad accadere.
Mama Sae si avvicinò alla statua trascinando una sedia. Salì sopra, per ricoprire il volto senza fattezze di quel simulacro. Evitò di guardare gli occhi di ghiaccio che misteriosamente furono impressi nella notte su quel viso di pietra.
Poco dopo quella stanza, con lo strano simulacro incappucciato, rimase vuota.
Così come doveva essere.

  • 0

#2 Bradipi

Bradipi

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Inviato 24 aprile 2012 - 22:19

Ho letto i tre racconti della sfida 14 e seppur con qualche difficoltà voto per Frà, il particolare che ho più apprezzato è stata la rimozione dalla memoria del boss dell'omicidio dell'amato e la ricerca del colpevole.
  • 1

#3 Nicolaj

Nicolaj

    Supercritico

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  • ProvenienzaNapoli

Inviato 25 aprile 2012 - 00:01

Bravo Fra, mi è piaciuto.
Una buona trama, supportata da uno stile scorrevole e in certi punti anche molto evocativo. La scelta di alternare flashback e presente si è rivelata ottimale per mantenere la suspense. Un po' meno ottimale, forse, l'uso del corsivo, che quando inserito nelle piccole frasi intercalate alla prima persona del protagonista mi è sembrato indicare la presenza costante di Juanito, ma che altrove sembra indicare semplicemente degli ulteriori flashback; in fin dei conti, però la confusione è proprio minima, forse, anzi, è solo un problema mio.
Sei a metà fra horror e sentimentale, come già ti vidi fare in un Mezzogiorno d'Inchiostro (purtroppo non ricordo il titolo); qui la sintesi funziona bene.
Non mi resta che augurarmi di rileggerti :oOo:
  • 0

#4 Luna

Luna

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Inviato 25 aprile 2012 - 19:01

Ho letto tutto d'un fiato questo tuo racconto l'altra sera, ma non ho trovato il tempo di commentare fino ad ora :)
Sai? Mi è molto piaciuto il modo in cui tu hai affrontato questo tema pulp così difficile. Sei riuscito a farci rientrare tutto: il sangue, l'accenno al sesso, persino le tette di cui avevamo parlato in MP xD
Ma la cosa che mi è piaciuta maggiormente è che sei riuscito a caratterizzare perfettamente i personaggi: sia il boss che Bubulina che Juanito hanno una loro personalità ben definita e delle emozioni che traspaiono dalle tue parole e arrivano dritte al lettore :)
Anche la storia di amore\possessione del boss nei confronti del suo amato giocattolino è ben descritta e dà quel tocco in più a tutto il racconto.
All'inizio ammetto di aver un po' faticato a comprendere e mettere insieme le varie parti del racconto. E' un po' come se si fosse trattato di un puzzle da ricomporre. Questa cosa mi ha spiazzata, ma alla fine mi è piaciuta molto, mi sembrava di riguardare Kill Bill per la prima volta perché anche quel film è strutturato nella medesima maniera :)
Complimenti, sei stato moooolto bravo :)
  • 0

#5 Tiferet

Tiferet

    Scribacchino

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  • ProvenienzaSardegna

Inviato 26 aprile 2012 - 08:22

Bravo Frà :la: Il racconto ha sicuramente una grande forza d'impatto. Ma anch'io, come Nicolaj, ho avuto difficoltà a comprendere i primi corsivi. Per il resto mi è piaciuto tanto, anche se a dirla tutta è più un horror che un pulp :asd:
Comunque bravissimo :flower:
  • 0

#6 Frà

Frà

    Moderatore Gioconda

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Inviato 28 aprile 2012 - 15:52

@Bradipi: Grazie :ohh: (e dire che l'idea della rimozione dell'omicidio è venuta su all'ultimo minuto)
@Nico: Grazie :ohh: Condivido le perplessità del corsivo sulla descrizione del rituale, sono in dubbio sul levarli o meno.
@Luna: Grazie anche a te :love: Mi fa piacere che abbia gradito il racconto, pur non essendo (e si vede) assolutamente un addetto del genere. E' stata sofferta come produzione di testo, proprio perché il pulp l'ho frequentato davvero pochissimo :sss:
@Tiferet: Grazie per il commento. Purtroppo non ho basi per dire che sia o no pulp, ma chissà, qualcuno ci dirà se, oltre al mio non esserlo, lo sarà il tuo :asd: Ma come sempre è stato un piacerissimo gareggiare con te e con Luna (e mi avete fatto venire un'ideona per un racconto a 6 mani :asd:) Che ne dici se li mandiamo alla nostra maestra Ale? xDDDD
  • 0

#7 sefora

sefora

    NonnaH

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Inviato 29 aprile 2012 - 10:23

Lei inizia

Toglierei "lei", il soggetto non è cambiato

lei ha la tua voce

Qui invece starebbe meglio il nome, ci sono troppi "lei"

lasciava cascare gli occhiali sul naso

Stanno lì di solito, o li aveva alzati sulla fronte?

disse lei, con un leggero movimento si liberava

Forse ci vorrebbe un "mentre"

Il copricapo rosso svettava sul suo viso e circondato dal fumo del sigaro le dava ...

Il senso è chiaro, però messa così il fumo circonderebbe il copricapo, non il viso...

Lo osservai entrare con quell’uomo, lo pagò prima

Occorre "che" lo pagò, altrimenti il soggetto è l'altro

, ti stai per chinare

Meglio "stai per chinarti"

Visto che di rado ho tempo per commentare, metto in evidenza qualche cosetta, tanto per mostrarmi accurata...
Il racconto ha un buon ritmo e impatto. Lo direi anch'io un horror, nell'insieme ben riuscito.
La frammentazione della sequenza narrativa risulta efficace, come pure il "disvelamento" finale del boss. Il terzo segmento (credo, quello di Bubulina) è davvero poco comprensibile. Non mi risulta chiara (sarò un po' ottusa) nemmeno la funzione del personaggio.
  • 0

#8 Frà

Frà

    Moderatore Gioconda

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Inviato 29 aprile 2012 - 23:24

@Sefora: Non sei ottusa affatto, anzi. Il problema maggiore di questo testo, secondo me, è proprio lei. C'era bisogno di qualcuno che facesse da raccordo tra il boss e Mama Sae, e la sorella di Juanito è nata, almeno al principio, con quella funzione. Di fatto il suo ruolo, per questioni di testo e di coerenza, è stato reinventato durante la narrazione, ma non avevo le idee chiare per farla quadrare a perfezione, e purtroppo, dati i ritmi serrati della sfida per la scadenza, ho un po' raffazzonato il suo personaggio. Indubbiamente in un ottica di revisione, è su di lei e sulla sua funzione che devo lavorare e integrare. Grazie del commento :)
  • 0

#9 sefora

sefora

    NonnaH

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Inviato 30 aprile 2012 - 15:56

Meno male, temevo per il mio Q.I.! Sì, con un'accorta revisione può venire bene... :asd:
  • 0

#10 Nephrem On'Yn'Rah

Nephrem On'Yn'Rah

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Inviato 30 aprile 2012 - 17:11

*appare dal vortice di tenebra*
Dunque, prima i difetti perché sono una persona malvagia: sono d'accordo con gli altri per la questione del corsivo, unito alla forma frammentata del racconto rende il tutto un po' confuso, ci ho messo qualche momento di troppo a capire cosa rappresentassero i vari momenti e chi fosse a narrare, tanto per dire, all'inizio ero convintissimo che la prima parte fosse narrata dal punto di vista di Juanito e che si alternasse lui (che subiva il rituale) e il Boss, solo dopo sono riuscito a capire che il tutto era dal punto di vista del Boss alternando soltanto la tempistica narrativa.

Seconda cosa, ma qui è più un appunto ironico (che vale per tutti i partecipanti): non dovevate prendermi alla lettera quando vi parlavo di donne poppute e pulp :asd: era solo un modo per indicarvi uno dei cliché classici del genere, la donna bella e sexy (in maniera banale, dall'equazione "grosse tette = gran bellezza") non c'era bisogno di infilarle per forza nei racconti :asd: però ok, l'esserci riusciti non è un male.

Ora i pregi.
Primo: buona la struttura che sta dietro al racconto, seppur come detto esposta in maniera un po' confusa (la questione dei corsivi).
Secondo: buon personaggio, quello del Boss, delineato in maniera più che buona, gran bella idea quella della gente che china il capo al suo passaggio, molto pulp o comunque legata a un immaginario classico stile "Il Padrino".
Terzo: l'elemento Voodoo mi è piaciuto, non è stata messa troppa carne al fuoco rendendo il tutto inverosimile, anzi, i pochi dettagli quei pochi nomi e tutto l'insieme garantisce un buon livello di mistero e paura.

Bravo Fra.
  • 0

#11 Frà

Frà

    Moderatore Gioconda

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  • ProvenienzaCagliari

Inviato 30 aprile 2012 - 22:29

@Onin: Grazie :ohh: *si inchina*
Ma non è che farai la fine del boss? :asd:
Scherzi a parte almeno per me il problema è stato proprio che avendo poca dimestichezza col genere ho inserito le poppe e la bella donnina proprio per avere l'illusione di essere maggiormente rappresentativo del genere. Insicurezza. :sss:
Grazie dell'analisi e del commento, approfondito ma soprattutto gradito, come sempre.
  • 0




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