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La pioggia mi sorprende
tornando a casa. Soffio
tutti i lati cubisti
dei tuoi occhi.
[color=#ffffff]___________[/color]Qualcuno
in via d'Ogni Santi
sta facendo il ragù.
Via d'Ogni Santi
Iniziato da Sara90, apr 20 2012 01:10
2 risposte a questa discussione
#1
Inviato 20 aprile 2012 - 01:10
#2
Inviato 20 aprile 2012 - 07:17
È difficile commentare le tue poesie perché bisogna aggiungerci qualcosa, e di rado lo permettono. Ci provo fingendomi un critico d'alta scuola.
Credo che questi versi vivano della contrapposizione tra due parole: cubisti e ragù. Una piena di spigoli e di rimandi al moderno, anche in senso storico, dotta. La seconda, tronca, sembra appartenere a un mondo gergale e arcaico. Non è così perché viene dal francese, ma potrebbe esserlo. Una parola unta e sugosa, che fa pensare al soffritto di cipolle e mette in azione i sensi abitualmente considerati meno poetici: il gusto e l'odorato.
Le due parole si elidono a vicenda in un attimo, i lati cubisti sono soffiati via e la pioggia, presumo, cancella gli odori. Resta appunto la pioggia, una pioggia improvvisa e primordiale che fa sì che il mondo quotidiano divenga il mondo di un sogno. Quasi un'allucinazione in cui i sensi si confondono tra loro - non scrivo un'allucinazione sinestetica per non esagerare - e bisogna rimandare a un momento successivo la possibilità di mettere ordine nel pensiero e nella percezione.
Una sola cosa arei modificato, aggiungendo un a capo qui:
Ma credo sia solo una questione di gusti.
Credo che questi versi vivano della contrapposizione tra due parole: cubisti e ragù. Una piena di spigoli e di rimandi al moderno, anche in senso storico, dotta. La seconda, tronca, sembra appartenere a un mondo gergale e arcaico. Non è così perché viene dal francese, ma potrebbe esserlo. Una parola unta e sugosa, che fa pensare al soffritto di cipolle e mette in azione i sensi abitualmente considerati meno poetici: il gusto e l'odorato.
Le due parole si elidono a vicenda in un attimo, i lati cubisti sono soffiati via e la pioggia, presumo, cancella gli odori. Resta appunto la pioggia, una pioggia improvvisa e primordiale che fa sì che il mondo quotidiano divenga il mondo di un sogno. Quasi un'allucinazione in cui i sensi si confondono tra loro - non scrivo un'allucinazione sinestetica per non esagerare - e bisogna rimandare a un momento successivo la possibilità di mettere ordine nel pensiero e nella percezione.
Una sola cosa arei modificato, aggiungendo un a capo qui:
La pioggia mi sorprende
tornando a casa.
[color=#ffffff]........................[/color]Soffio
Ma credo sia solo una questione di gusti.
#3
Inviato 20 aprile 2012 - 21:44
Bellissimo l'incipit, questa semplice constatazione meteorologica che trasmuta in uno sgrurdo interiore. Spesso una giornata di pioggia improvvisa sfocia in una riflessione personale, una constatazione intima, un tentativo di venire a capo delle mille sfaccettature di un ricordo. Una difficoltà nell'afferrare appieno verità altrui? E questo squarcio termina all'improvviso, ed ecco lo stacco anche grafico, e si riprende il filo delle sensazioni del quotidiano che irrompono attraverso i sensi; un odore ci distrae dalle nostre riflessioni. Forse non era nulla di così fondamentale se basta l'odore di un ragù ben fatto che invade l'aria a farci andare oltre.
E magari mi dirai, bravo enoch, non ci hai capito una mazza, ma intanto la pioggia e il ragù ancora li sento e invece quegli occhi...com'erano? ah, sì, soffiati via.
E magari mi dirai, bravo enoch, non ci hai capito una mazza, ma intanto la pioggia e il ragù ancora li sento e invece quegli occhi...com'erano? ah, sì, soffiati via.
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