Verso l'uscita
#1
Inviato 14 aprile 2012 - 17:32
[color="#000000"]Con lo sguardo sperduto nel vuoto si sedette sulla branda. Sotto una coperta di panno si intravedeva un lenzuolo grigio che in un’epoca lontana doveva essere stato pallidamente bianco. Ivan avrebbe voluto bussare alla porta per chiedere di ottenere un colloquio con il direttore; ma riflettendoci sopra, pensò che comportandosi in questo modo la propria situazione sarebbe potuta addirittura peggiorare. Scelse allora di restare in silenzio e provò ad addormentarsi. Chiuse gli occhi, ma sentì soltanto il battito veloce del suo cuore che ticchettava come un metronomo. Si rimise in piedi e cominciò a passeggiare lungo il perimetro di quella stanza di poco più di cinque metri quadrati. Andò avanti e indietro per più di un centinaio di volte, stringendosi alle pareti. Poi si guardò attorno e temette di trovarsi sul punto di impazzire.[/color]
[color="#000000"]Di sera e a mezzogiorno la porta d’acciaio si apriva, e un infermiere silenzioso lo accompagnava alla mensa dell’ospedale. Qui Ivan si mischiava insieme agli altri internati: compagni di sventura, per lo più completamente innocui, ma palesemente malati di mente. Si confondeva tra loro, mentre mangiava un piatto di cavoli maleodoranti, mentre si versava un bicchiere d’acqua dalla brocca e mentre assaporava una sigaretta nello stanzone dei fumatori. Il loro sconclusionato ma incessante borbottio gli penetrava nei timpani. [/color]
[color="#000000"]Dopo dieci giorni tutti uguali, quello stesso infermiere spalancò la porta di prima mattina: un orario stranamente inconsueto.[/color]
[color="#000000"]“Dai, seguimi.” Era la prima volta che gli rivolgeva la parola direttamente. Anche se il tempo trascorso era stato relativamente breve, gli sembrava fosse passata un’eternità; e oltrepassando quella soglia, sentì nuovamente il suo cuore accelerare di colpo con un fremito di speranza. L’infermiere lo accompagnò verso il magazzino, dove gli furono riconsegnati i suoi effetti personali.[/color]
[color="#000000"]“Queste sono tutte le tue cose.” gli disse con tono apatico il magazziniere, porgendogli la borsa da ginnastica “Puoi tornartene a casa.”[/color]
#2
Inviato 15 aprile 2012 - 12:09
Dunque, questo ragazzo, un matto (o no?) viene internato, passa qualche giorno o settimana, lui osserva a mensa i suoi compagni ma perlopiù è solo e poi, d'improvviso, lo liberano. Perchè? E perchè ci è entrato, nel manicomio? Era pazzo, sì o no?
Io credo che i pazzi si comportino in modo diverso da questo qui, come minimo proclamare la propria sanità mentale, chiamare il direttore (cosa che non fa, perchè ha fatto una "saggia" scelta) e lottare, o almeno disperarsi, senza accettare il destino in modo così... passivo. Quindi sono propensa per l'opzione che vede questo protagonista sano mentalmente ma internato per "errore"? Non credo che abbia senso, questa opzione, eppure credo che sia proprio quello che intendevi....
Ma allora, perchè liberarlo? Perchè si sono accorti che è un errore? Spiegalo, di' che si sono sbagliati e fa' la morale agli ospedali, ma messo così il tuo frammento non ha molto senso. Più che altro, non per stile. Come scrivi va' pure bene, ma non ho capito le motivazioni che ti portano a scrivere. Cosa volevi comunicare?
#3
Inviato 15 aprile 2012 - 13:12
È un estratto della ricostruzione della vita di un personaggio, realmente vissuto tra gli anni sessanta e i novanta del secolo scorso nell'ex Unione Sovietica; e la scena in questione è ambientata alla fine degli anni ottanta in una clinica psichiatrica, nella quale lui è stato internato per un breve periodo. Le motivazioni per le quali è stato sottoposto a questa misura sono dovute solo in minima parte al suo reale stato di salute, e discendono principalmente da una sorta di ritorsione da parte di alcuni personaggi influenti. La sua liberazione non avviene in seguito ad un esame medico, ma ad un intervento, sempre sottotraccia, di altre persone altrettanto influenti.
Forse avrei dovuto sintetizzare prima il contesto in cui si svolge la scena, e me ne rendo conto...
#4
Inviato 15 aprile 2012 - 13:59
#5
Inviato 15 aprile 2012 - 17:15
Il dialogo ridotto all'osso è perfetto, adatto non solo alla circostanza ma anche al modo in cui la cortesia viene generalmente percepita in Russia (e alla tendenza della lingua alla sintesi). Forse avrei scritto solo, alla fine, "questa è la tua roba", ancora più sintetico. Due parole, in russo.
Non rilevo errori di ambientazione (per intenderci, cose tipo le donne coi rosari in Prospettiva Nevskij di Battiato). Anche assaporare una sigaretta russa, che è una cosa al limite dell'impossibile, è perfettamente in linea con il gusto del tabacco, che è acquisito e quindi relativo. Lo stanzone fumatori in un istituto psichiatrico sembrerebbe assurdo (almeno per chi non conosce l'atteggiamento dei russi nei confronti del tabacco, che sta variando solo recentemente) ma credo che tu ti sia documentato al riguardo.
La situazione descritta nel tuo successivo commento (l'abuso politico degli istituti psichiatrici) è una pratica ben documentata.Trovo il frammento, considerato il contesto, molto efficace.
#6
Inviato 15 aprile 2012 - 18:17
Sulla punteggiatura mi sento purtroppo in imbarazzo. È un universo che ho cercato di approfondire soltanto in tempi recenti, studiandomi un manuale ad hoc. Quindi ho la tendenza a largheggiare, in attesa di trovare la giusta misura.
Lo stanzone fumatori è ubicato in una struttura ospedaliera, e secondo gli standard dell'epoca sovietica aveva una più una funzione coercitivo/educativa nei confronti dei malati che di tutela della salute. Non a caso nei primi anni ottanta era stato decretato il divieto di fumare nella Piazza Rossa di Mosca, con lo scopo di rispettare la "sacralità" del luogo.
#7
Inviato 15 aprile 2012 - 18:37
In Russia funzionano meglio le torme di caucasici che vengono oggigiorno impiegati per pulire ciò che deve restare pulito. Ma in fondo è come molte leggi che non hanno funzionato, vedi quelle sull'alcoolismo e che hanno portato a un'antipatia nei confronti di Gorbaciov che noi occidentali non riusciamo a capire. La Russia è uno strano posto, affascinante per molti aspetti.
Grazie per aver risolto un mio dubbio in base alla tua documentazione. Non mi preoccuperei molto di descrivere il quadro se si desume dal resto (è pur sempre un frammento), a mio parere essere didascalici non sempre aiuta.
Anch'io largheggio con la punteggiatura, anche se alla fine quella che scelgo è quella che ritengo più accurata dopo almeno una decina di revisioni. La tua, da manuale, la trovo perfettamente accettabile, soprattutto se la intendi in senso ritmico. Le due virgole a cui mi riferivo sono usate prima di un avversativo (ma) e non le ritengo strettamente necessarie. Ripeto, è una questione di gusto personale, a mio parere non trovo utile spezzare il ritmo di quelle frasi.
#8
Inviato 15 aprile 2012 - 20:51
#9
Inviato 17 aprile 2012 - 11:02
Ne faccio un altro io: "sconclusionato ma incessante" non mi suona troppo bene, a rigor di logica.
#10
Inviato 17 aprile 2012 - 19:24
#11
Inviato 18 aprile 2012 - 10:55
#12
Inviato 18 aprile 2012 - 20:12
#13
Inviato 23 aprile 2012 - 18:31
[color=#000000]- Ti prego dammi una virgola per riprendere fiato.
[color=#000000] [/color][color=#000000] [/color][color=#000000] un po' a corto di fiato. [/color]
[color=#000000] (Ivan avrebbe voluto bussare alla porta per chiedere di ottenere un colloquio con il direttore; ma riflettendoci sopra, pensò che comportandosi in questo modo la propria situazione sarebbe potuta addirittura peggiorare)[/color]
- Riprendo lo stesso discorso, punteggiatura. Secondo me la frase (di ottenere) potresti anche toglierla. Chiedere di ottenere, o chiedere un colloquio dovrebbero
avere lo stesso significato. Decidi tu. Dopo (direttore) io metterei un punto e riformulerei la frase che segue. Vedi se ti convince.
Riflettendoci un attimo, pensò che in quel modo la sua situazione rischiava di peggiorare.
[color=#000000](Si rimise in piedi e cominciò a passeggiare)[/color]
- Un semplice (si rialzò) ti abbrevia il passaggio senza perdere significato. Certe volte c'è bisogno di trovare non tanto le parole, quanto la forma migliore. Evitando
troppi dilungamenti che appesantiscono il racconto. Provare a riformulare le frasi fin quando non sei completamente convinto.
[color=#000000](Andò avanti e indietro per più di un centinaio di volte)[/color]
- Anche questa frase andrebbe rivista, capisco che tu intenda dire che l'azione durò a lungo ma così mi suona male. Opinione mia chiariamolo subito
[color=#000000](mentre mangiava un piatto di cavoli maleodoranti, mentre si versava un bicchiere d’acqua dalla brocca e mentre assaporava una sigaretta) [/color]
- Ripetizione e per ben tre volte. La prima direi che ci sta ma le altre? La frase nel suo insieme è da rivedere.
[color=#000000](relativamente breve)[/color]
- Dieci giorni da internato io non lo chiamerei un tempo relativamente breve. Di solito in quei posti si perde la cognizione del tempo. La frase che segue non lega
con questa affermazione.
[color=#282828][color=#000000](“Queste sono tutte le tue cose.” gli disse con tono apatico il magazziniere, porgendogli la borsa da ginnastica “Puoi tornartene a casa.”)[/color][/color][color=#282828] [/color]
- Quest'ultima frase dovrebbe aiutarci a capire qualche cosa? Ok è uno sportivo, devi avere il pallino dello sport anche nel diario parlavi di uno sportivo
La mia impressione e che tu dovresti rileggere bene il testo prima di postarlo. Rimango della mia idea, le frasi sono troppo lunghe, una più attenta punteggiatura
non guasterebbe. Se penso a quanti lo dicono a me tutt'ora
Concordo con monica quando dice che non si capisce il senso del testo. Non riesco a trovare l'inizio di una trama. Il testo per me è da rivedere. Non ho trovato
niente che mi facesse capire di cosa stai parlando. Qualche parola qua e là ma nulla che dia un senso alla storia.
Scusami se sono stata pedante. Spero d'esserti stata d'aiuto.
A rileggerti.
#14
Inviato 23 aprile 2012 - 21:32
Auspicavo che, nonostante questo il frammento potesse vivere di una vita propria: d'altronde si trattava di un episodio, di cui avevo cercato di illustrarne abbastanza compiutamente il contesto.
Per quanto concerne i tuoi singoli appunti, ti confesso che li avevo considerati già prima col bilancino, e poi ho fatto alcune scelte. Talvolta mi è rimasto qualche residuo di incertezza.
[color="#000000"]Sotto una coperta di panno si intravedeva un lenzuolo grigio che in un’epoca lontana doveva essere stato pallidamente bianco - [/color][color="#000000"]La virgola prima del "che" l'ho tolta apposta per non staccare il corso della frase, che nelle mie intenzioni andava proprio letta tutta d'un fiato. [/color]
[color="#000000"]Ivan avrebbe voluto bussare alla porta per chiedere di ottenere un colloquio con il direttore; ma riflettendoci sopra, pensò che comportandosi in questo modo la propria situazione sarebbe potuta addirittura peggiorare - [/color][color="#000000"]Non posso negare che, snellendola, la si renderebbe più piacevolmente leggibile.[/color]
[color="#000000"]mentre mangiava un piatto di cavoli maleodoranti, mentre si versava un bicchiere d’acqua dalla brocca e mentre assaporava una sigaretta - [/color][color="#000000"]I tre "mentre" li ho appioppati coscientemente. La mia intenzione era di appesantire quell'azione, e di esasperarne il senso di tediosa lentezza.[/color]
[color="#000000"]Comunque ti ringrazio ancora per i suggerimenti. Rileggendo il frammento, credo che andrebbe snellito in alcune parti, e dettagliato più efficacemente in altre. Detto in breve, avrei dovuto lavorarci sopra con maggiore pazienza. [/color]
0 utente(i) stanno leggendo questa discussione
0 utenti, 0 ospiti, 0 utenti anonimi



Questa discussione è bloccata
Topics List
Torna in alto








