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Innocente e Anna Maria,un amore tra gli aranci -1° capitolo-


4 risposte a questa discussione

#1 Mariposa

Mariposa

    Imbrattatore

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Inviato 09 aprile 2012 - 15:20

Inizio col mettere il commento al post che ho fatto prima di scrivere qui,spero che vada bene http://www.writersdr...246#entry172246

piccola avvertenza preliminare:da qui e per tutto il resto del romanzo che seguirà,c'è una figura,la Santuzza:è S.Rosalia,patrona di Palermo :)

1° capitolo.
Anna Maria era vestita con un abito fin troppo elegante per passare inosservata(un abito lungo, di seta azzurra con inserti in candido pizzo e una rosa tra i lunghi capelli biondo cenere attaccati dietro la nuca e lasciati lunghi sulle spalle) bella e malinconica come una sirena in un mare di petrolio, in una casa tirata a lucido e piena di gente ma che in realtà aveva un che di malinconico: ma forse era solo un impressione dovuta alla luce giallognola delle candele dell’enorme lampadario acceso, o all’odore stagnante di sigari, perché invece ad un osservatore che non sapeva nulla di loro questa scena suscitava allegria: tutti i parenti radunati nel salone, le donne soprattutto, intente a chiacchierare e ad impartire ordini alla servitù, e gli uomini che fumavano e sorridenti si baciavano e si davano sonore pacche sulle spalle. Unica nota stonata in quel quadretto idilliaco l’anziana nonna di lei, invitata a quella riunione solo per formalità, messa da parte quasi come una scopa vecchia da nascondere per non farla vedere agli ospiti, altrimenti sai che figura.
La ragazza era della famiglia, e in realtà non lo era ancora del tutto. Infatti questa era l’occasione per conoscere il suo futuro marito. Ma nonostante ciò che potrebbe sembrare, la ragazza non era felice. Il suo si preannunciava come un matrimonio di convenienza, data l’enorme influenza della famiglia di lui, il più ricco rampollo del casato Roccapalumba. Il suo arrivo in quella casa era stato preceduto da un magnifico mazzo di fiori per il fidanzato: si, avete letto bene: una donna che regala fiori ad un uomo, per segno di rispetto e di omaggio. A chiunque sarebbe piaciuto quel bellissimo mazzo di gigli e rose rosa, tranne al fidanzato che, alla domanda della fidanzata rispose con una smorfia che non voleva essere di biasimo, ma in realtà non poteva significare altro: strizzò quei minuscoli occhi da criceto, alzò l’angolo destro della bocca in un sorriso forzato, mentre i suoi minuscoli baffetti alla Zorro facevano un angolo acuto e disse: -Ehmmm. . no. – Non poteva crederlo: quel tappetto che a malapena le arrivava all’altezza dello stomaco, con i capelli brizzolati ma curati, la camicia fresca di bucato, vestito insomma come un signore raffinato, in realtà era il più gretto dei buzzurri.. e sarebbe dovuto diventare suo marito. Fece un cenno col capo come per scusarsi di non aver incontrato il suo gusto e si avviò distrattamente verso la parete sinistra della camera quando ad un tratto lo vide: no, non poteva essere, di certo era un allucinazione dovuta alla sua calma disperazione! Invece era proprio li, davanti a lei, con un vassoio in mano, una livrea da cameriere.. ma il viso era sempre quello che aveva conosciuto tanti anni fa, quella dolce sorpresa che gli si dipingeva sul volto quando la riconosceva. Era lui, non c’erano dubbi: era il suo amico Innocente (o meglio era più di un amico ma questo lo vedremo più avanti) e stava lavorando come cameriere nella casa del suo futuro marito. Avrebbe desiderato andargli incontro, chiedergli come mai si trovasse li, ma non poteva. Andiamo, era semplicemente ridicolo: la futura moglie del Principe di Roccapalumba che si avvicinava ad un cameriere, e non per ordinargli qualcosa. In quell’attimo lui le comunicò qualcosa con lo sguardo: appena ho un attimo ci parliamo, non ora, non possiamo! Anna Maria capì e gli sorrise, ma lui non poté vedere quel sorriso d’intesa, perché era già andato via. In compenso lo vide il suo amico Turiddu, che lavorava con lui. Le sorrise in modo servizievole e le invitò a prendere qualcosa sul vassoio che reggeva ma lei fece un breve cenno di diniego con la mano. Fu distolta dai suoi pensieri da una delle tante donne riunite nella sala, che le chiese di andare nelle cucine a informare la servitù che potevano essere serviti i sorbetti. Lei ubbidì pur senza sentirsi eccessivamente umiliata, in fondo aveva sempre dato una mano in casa, e poco importava se si trovava in quella casa in qualità di ospite. Sbrigò la commissione di corsa, perché se poteva riuscirci voleva seguire Innocente almeno con lo sguardo…Poi le venne in mente la nonna: certo, come aveva fatto a non pensarci prima? Ai tempi della sua gioventù la nonna aveva ricevuto sempre un grande rispetto da parte di tutti e di sicuro l’avrebbe aiutata. Stava li, nonna Adelaide, seduta su una vecchia poltrona davanti alla tv e si reggeva con un bastone del defunto marito. Anna Maria le si inginocchiò accanto, incurante di rovinare il vestito che indossava e le disse: -Nonna! Ti prego dimmi qualcosa, solo tu mi puoi aiutare!- La nonna la guardò come chi la sapeva lunga ma sbagliò il tiro: -Cosa vorresti come regalo di nozze?- Anna Maria alzò gli occhi al cielo come per dire “proprio a quello sto pensando ora, guarda!” –No nonna, ascolta una cosa. . – l’anziana riprese – a te ti dovrebbe morire una zia, si, la zia******** ad esempio- Eccola là con quella frase stolida che non riusciva mai a capire: per quale motivo la morte di una zia doveva essere un gradito dono di nozze, forse perché rappresentava una invitata troppo capiente durante il rinfresco? Voleva dimezzarle le spese?? -Nonna per favore ascoltami! Tu non sai per caso (perché lei sapeva sempre tutto) da quanto tempo lavorano qua i nuovi camerieri?- L’anziana donna corrugò la fronte pensierosa –Ma di chi parli?- -Oddio. . come te li descrivo…Allora entrambi alti, uno con i capelli neri, tirati indietro, - disse distrattamente- l’altro- e qui le venne un sorriso dolce sulle labbra, ma pregò che la nonna non se ne accorgesse –con la barbetta, capelli castano chiaro, occhi verdi, che sorride sempre. . –La nonna la guardò e lei trattenne il fiato pregando la Santuzza che non si fosse tradita da sola, poi la nonna riprese: -Figghiuzza non lo so di preciso comunque poco ha. –Anna Maria ringraziò la nonna e poi salì al piano di sopra dove era stata preparata la sua stanza (dato che avrebbero soggiornano li per due mesi, il tempo necessario a sbrigare tutto il cerimoniale ) e vi si chiuse nel tentativo di riordinare quel maremoto di pensieri che le facevano vedere tutto confusamente, come in mezzo a una fitta nebbia. Innocente era li, in quella casa, ma vedi che destino vigliacco, con tante case che esistono! Il bello era che non poteva sottrarsi al suo destino, (scappando da un matrimonio con un uomo la cui sola vista era per lei tormento e nausea, per scappare con Innocente che diciamocelo francamente, lei l’adorava dai tempi dell’adolescenza, e stavano pure per sposarsi, tanto tempo fa..) perché ciò avrebbe significato solo due alternative: o avrebbe sacrificato se stessa e il suo onore, o la sua intera famiglia non avrebbe più avuto pace, o al limite la pace.. dei sensi. Ma nonostante comprendesse la gravità della situazione, non riusciva a non pensare ad Innocente, a come si era sentita quando l’aveva visto, il brivido che l’aveva percorsa quando lui aveva sgranato gli occhi e l’aveva riconosciuta.. Doveva vederlo assolutamente, doveva parlargli, capire cosa ci facesse in quella casa, era troppo strana la cosa! Ad un tratto un pensiero inquietante: e se in realtà da quando lei era stata promessa, Innocente non l’avesse mai persa di vista, se si fosse fatto assumere apposta? No, ma che assurdità, la verità era che lei leggeva troppo. Probabilmente era stato un tiro mancino del destino, punto. O no?
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#2 Bradipi

Bradipi

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Inviato 09 aprile 2012 - 19:11

Anna Maria era vestita con un abito fin troppo elegante per passare inosservata(un abito lungo, di seta azzurra con inserti in candido pizzo e una rosa tra i lunghi capelli biondo cenere attaccati dietro la nuca e lasciati lunghi sulle spalle)

Perché le parentesi?

ma forse era solo un impressione dovuta alla luce giallognola delle candele dell’enorme lampadario acceso

seduta su una vecchia poltrona davanti alla tv

Il tuo scopo è irritare il lettore? Come possono coesistere la televisione e un lampadario con delle candele? Se scrivi un testo ambientato nel passato la coerenza storica è importante almeno per le cose fondamentali, i particolari li notano in pochi in genere (ma qui siamo in molti lettori forti, informati e attenti).
Decidi che periodo vuoi descrivere, fai delle ricerche, ad esempio in Italia la prima trasmissione è nel 1954, e poi scrivi.
Ti consiglio un’accurata revisione.
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#3 Mariposa

Mariposa

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Inviato 10 aprile 2012 - 07:47

:wah: oddio che figura! Ho fatto una figura barbina senza volerlo! In verità all'inizio ero indecisa se ambientarlo nella Sicilia antica o meno, poi però avevo optato per quella opzione perché ha il suo fascino..non capisco come possa essermi sfuggito questo particolare! Forse ero troppo presa dalla scoperta della protagonista e non l'ho visto eheh. Le parentesi mi servivano per mettere il lettore a conoscenza di certi particolari però fuori dalla scena: sai, un po' come fanno gli attori a teatro che ad un certo punto smettono di parlare agli altri attori e si rivolgono verso il pubblico.. l'intenzione è quella più o meno :asd: Ok allora prima lo revisiono tutto e poi continuo a mettere i capitoli. Comunque a parte questi particolari come trovi la storia? :brillasguardo: Ancora grazie!
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#4 Unius

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Inviato 10 aprile 2012 - 18:13

Da quello che ho capito volevi optare per l'ambientazione antica, correggimi se ho capito male.
Per l'antico (ma anche per il moderno) Bradipo ha detto delle cose sacrosante.
Io chiaramente non mi intendo della bellissima Sicilia antica del XIX secolo, periodo nel quale ritengo tu voglia collocare il tuo romanzo, ma ho letto, più di una volta, 'Mastro don Gesualdo' , 'I Malavoglia', 'Storia di una capinera', oltre a svariate novelle sempre del grande Verga e anche di Pirandello per l'antico e alcuni romanzi gialli di uno scrittore siciliano, Franco Enna, ambientati in epoca più moderna, dal dopoguerra in poi se male non ricordo. L'ambientazione antica la prediligo, pur non disdegnando i fantastici paesini bianchi e gli interni misteriosi di Enna, più vicini a noi.
Ritengo tu abbia fatto uno sbaglio nel descrivere:

alzò l’angolo destro della bocca in un sorriso forzato, mentre i suoi minuscoli baffetti alla Zorro facevano un angolo acuto e disse


Noi moderni sappiamo e conosciamo di Zorro dalla tv e dal cinema, ma, per quanto mi pare sia un'opera letteraria americana dell'Ottocento o dei primi del Novecento, citare proprio Zorro come descrizione dei minuscoli baffetti del nobile non mi pare una scelta felicissima, a meno che non ci sia un motivo particolare.
A mio parere, se descrivi quella società, e nella fattispecie la nobiltà siciliana di metà o fine Ottocento, dovresti rileggere 'Mastro don Gesualdo', se non anche 'Il Gattopardo' di Tomasi di Lampedusa o 'Il marchese di Roccaverdina' di Capuana.
Io ne ebbi impressioni altamente istruttive e anche reminiscenze antiche e di famiglia, poichè non sono certo di origine celtica, ma conosco bene il Mediterraneo, il caldo soffocante, l'impegno di una cerimonia non desiderata, ma 'obbligata' i vassoi di pasticcini al miele, il rosolio, la formalità, la convenienza e le apparenze.
I pettegolezzi delle donne, delle zie, delle cameriere, il loro profumo misto ad effluvi di un epoca in cui non ci si lavava di frequente
"che odore di prossimo!" dice una nobildonna a una festa in cui tutti sono ammassati in un salone nel 'don Gesualdo', gli sguardi degli uomini, la cupidigia, lo sfottò, la prevaricazione, i tendaggi pesanti, il sole... ecco tutto questo e altro, come l'atmosfera, l'immedesimarsi in una atmosfera, in un epoca, non l'ho notato moltissimo.
Poi, ritengo che per una ragazza nobile, per quanto si sposasse malvolentieri con un altro nobile, per di più poco attraente, chiaramente poteva sussistere il pensiero d'amore verso un servo ma... Dio liberi! - parafrasando dal don Gesualdo, certi pensieri, pur piacevoli, li avrebbe comunque dovuti considerare 'peccaminosi' e non con tanta naturalezza, come se fosse stata una cosa possibile o facile, perchè sarebbe stata la sua fine sposarsi veramente con un servo.
Dovresti immedesimarti di più nell'epoca. Ad esempio non trovo molto naturale come si rivolge Anna Maria alla nonna.
E' il linguaggio di una ragazza moderna a una nonna moderna.
In quell'epoca c'era un rispetto ormai dimenticato, forse allora le avrebbe dato del 'voi', per quanto potesse essere in confidenza.
Sicuramente può trattarsi di una nonna attiva e battagliera, che sa tutto di tutti, ma Anna Maria non può chiederle se "per caso" sapesse da quanto tempo lavorassero in quel palazzo i camerieri. Beninteso: poteva saperlo benissimo e conoscere anche i loro genitori.
Anna Maria doveva essere più indiretta e diplomatica.
Ad esempio: "Nonna, sapete di chi è figlio quel giovane a servizio che mi pare nuovo di qui? Mi pare di conoscerlo, ma non mi sovviene il nome, forse è quì da poco... ecco..."
Vabbè, qui mi sono lasciato andare, non voglio certo importi il mio modo di vedere, che può essere opinabile.
Solamente una maggiore accuratezza, immedesimazione, ricerca anche, molto faticosa, mi rendo conto.
Ti do ragione che, anche se si tratta di storie risapute da che mondo è mondo, cambia sempre la prospettiva e il modo di raccontare, che può renderle sempre nuove e interessanti.
Buon lavoro e a rileggerti.
  • 1

#5 Mariposa

Mariposa

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Inviato 10 aprile 2012 - 18:38

Grazie mille, mi state dando delle preziosissime dritte, senza dubbio c'è da lavorarci su! Purtroppo non ho mai avuto modo di leggere ne vedere il Gattopardo anche se conosco le opere di Verga come I Malavoglia, Mastro Don Gesualdo e Storia di una capinera, quest'ultimo è il mio libro preferito, tra parentesi. Confesso che il mio obiettivo era quello di ambientare la storia in quel lasso di tempo contemplato nel romanzo " La lunga vita di Marianna Ucrìa " di Dacia Maraini. Prometto di impegnarmi di più, anche perchè a questo manoscritto ci sono molto affezionata e merita di essere scritto nel migliore dei modi :) Ancora grazie di tutto!
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